«

»

nov
01
2007

Della marjiuana e delle libertà

Basta con le ipocrisie. Quante volte abbiamo sentito di un suicidio, un assassinio, una rapina, una frode, come azioni causate dall’abuso di marijuana? La risposta è univoca: MAI. Quale è il compito di uno Stato? Assicurare il benessere psico-fisico del popolo in ogni sua individualità. Per questo è nato il parlamento votato dai cittadini: per dare a tutti l’opportunità di scegliere cosa è giusto o sbagliato, come valutare la gravità delle azioni dei singoli in funzione della dannosità sociale, del reale danno portato all’armonia sociale. E perché viene criminalizzata una pianta quando per miseria, ignoranza, depressione, dolore, lavoro, in Italia muoiono migliaia di persone, da sembrare di vivere in una guerra:
-  Nei luoghi di lavoro: 1.250 morti, 935.500 feriti (Dati INAIL 2006)
-  Incidenti stradali: 5.426 morti, 313.727 feriti (Dati A.C.I. 2005)
- Cure mediche sbagliate: dai 14.000 ai 50.000 morti (Dati Federfarma 2006)
- Tabacco: 80.000 morti (ADUC 2006)
- Alcol: 24.000 morti (ADUC 2006)

Ma tutte queste sono morti “legali”, morti per fare statistica e far sbandierare ai vari governi le diminuzioni durante il loro mandato e gli aumenti durante il mandato dell’opposizione.
Non sono problemi sociali, sembrano non riguardare la categoria di beni che debbono essere sommamente protetti (quali la vita umana, soprattutto) dalla repubblica.
E invece la mariuana è una temibile minaccia per la società.
Questo ci ripetono insistentemente la gran parte degli opinionisti, giornalisti, politici. Non lasciano parlare mai gli scienziati, i medici, coloro che studiano gli effetti delle sostanze, coloro che possono darci prove sperimentali per capire la dannosità o meno d’una sostanza. Non si può opinare su delle prove sperimentali: la maggior parte degli scienziati conferma l’innocuità della sostanza se paragonata all’alcol. Veronesi si spinge oltre e rileva un’ulteriore aspetto drammatico dell’argomento: “Il proibizionismo è all’origine del mercato nero che alimenta la malavita internazionale e in Italia è la principale fonte di sostentamento per la mafia. Sono convinto che se vogliamo combattere davvero la criminalità organizzata bisognerà considerare seriamente l’abolizione del proibizionismo” Fonte Il Sole 24 Ore).
E così si crea la menzogna, si sposta l’attenzione su problemi inesistenti o su cause irrilevanti, per non parlare, non decidere, sui fatti realmente importanti e che sono essi sì cause rilevanti di sofferenza per gli individui. E purtroppo i cittadini acconsentono…
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • Twitter
  • Wikio IT

Articoli correlati:

  1. Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR)
  2. Sulla Manifestazione delle Donne del 24/11/2007
  3. Libertà e informazione
  4. I veri risultati elettorali
  5. Novartis e la libertà d’informazione in Italia

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*

Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>