feb 01

Articolo 1Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Purtroppo mai come oggi nel nostro paese lo spirito di fratellanza è divenuto motto privo d’essenza, l’odio e l’indifferenza permeano la nostra società, colpendo in particolar modo gli stranieri e i più deboli; l’aiuto reciproco, la solidarietà umana, in Italia sono ormai eventi sporadici, nascosti o manipolati dai media, i vari governi non si occupano di implementare la tutela dell’eguaglianza nei diritti, anzi sempre più spesso legiferano per creare privilegi ingiusti: il rientro dei capitali dall’estero pagando solo il 5% di aliquota (gli italiani “normali” di media pagano il 40%), l’autorizzazione a procedere richiesta per le limitazioni della libertà personale di un parlamentare (quasi mai concessa in Italia), le pensioni dei parlamentari, i vari condoni fiscali e edilizi, sono solo alcuni esempi di privilegi accordati dal nostro Stato, in evidente contrasto con l’uguaglianza del diritto per tutti gli esseri umani.

Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

In Italia non esiste ancora una legge organica sul diritto di asilo, l’accesso all’istruzione diviene sempre più appannaggio delle famiglie ricche, diminuiscono a dismisura gli aiuti per le famiglie più povere (l’ISTAT calcola in 8 milioni gli individui poveri in Italia, il 13,6% della popolazione, riferiti al 2008, l’Italia dedica agli individui poveri solo il 4,5% del PIL, contro una media europea dell’8%), di fatto impedendo a milioni di italiani di vivere con dignità, il divario di retribuzioni tra donne e uomini risulta ancora presente (il 15% in meno a parità di qualifica), la Chiesa Cattolica, oltre all’8 per mille, riceve ancora l’esenzione dell’ICI sui propri immobili, non esiste una legge che dia diritti alle coppie di fatto, gli stranieri e i ROM vengono trattati come delinquenti a prescindere, con deportazioni e carcerazioni arbitrarie (i CPT). Insomma la discriminazione in Italia è in aumento e sostenuta (o non limitata) dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

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gen 13

Sono mesi che pubblicizzano il passaggio al digitale terrestre in quasi tutta Italia, ma come al solito mentendo. Ricordo che il passaggio al digitale terrestre (così come è stato recepito nella legislazione italiana sulla base di una direttiva, come tale non obbligatoria, della UE) non è niente altro che il piano per salvare Mediaset, Continua a leggere »

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ott 07

"Banana" di Andy Warhol

L’Italia è uno stivale: non nel senso della sua forma geografica, bensì nell’essere proprio come lo stivale protetta dall’esterno (per via del mare, dei razzisti, degli ignoranti) e altrettanto maleodorante al suo interno, piena di caste e false castità, di protetti, protettori e imbarazzanti giullari di corte. Continua a leggere »

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lug 11

L’ Art. 90 della Costituzione Repubblicana, così stabilisce: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.”

L’attentato alla Costituzione è favellato all’art. 283 del Codice Penale: Attentato contro la costituzione dello Stato - Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.” Tale articolo è stato così modificato dalla L. 25 gennaio 2006 sui reati di opinione.

Il precedente art. 283 c.p. così prevedeva: “Attentato contro la Costituzione dello Stato - Chiunque commette un fatto diretto a mutare la  costituzione dello Stato o la forma del Governo,  con mezzi non consentiti dall’ordinamento  costituzionale dello Stato, è punito con la  reclusione non inferiore a dodici anni.

La riforma del 2006 ha sensibilmente modificato il senso della norma. Non è più perseguibile chiunque attenti alla Costituzione dello Stato con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale (come ad esempio farsi eleggere Capo del Governo per legiferare al fine di proteggere la propria persona e i propri interessi personali), ma solo chi compia ciò con atti violenti. Continua a leggere »

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mar 14

Il reale problema nell’ambito del diritto italiano odierno consiste nella estrema difficoltà della conoscibilità della norma e nella complessità abnorme del sistema.

L’antigiuridicità intesa al riguardo dell’intero ordinamento, basata sui principi costituzionali, è stata via via adattata ai vari rami del diritto, dando luogo a dibattiti dottrinali mai sopiti e che quasi sempre derivano da intrinseci problemi del sistema stesso, dalla sua vetustà e disorganicità. La complessità del sistema giuridico italiano, inteso come insieme di norme ha raggiunto un grado tale per cui risulta sempre più difficile la distinzione tra “giusto e sbagliato” in tale ambito, tra norma anacronistica e norma vivente. Il risultato è una totale impossibilità per il comune cittadino (a cui si rivolgono e si debbono rivolgere le norme) di districarsi nel labirinto legislativo, fatto di leggi, d.l., d.lgs. a volte anche contraddittori tra loro, a trovare certezza del diritto, quest’ultimo principio cardine di uno stato moderno. Continua a leggere »

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