set 29

Il video con l’interpretazione della grande Mercedes Sosa (più giù nella pagina il testo con la traduzione):
Riporto qui sotto il testo di una bellissima canzone, Vuelvo Al Sur, un tango romantico e sentimentale musicato dal grandissimo Astor Piazzolla; il bellissimo testo è di Fernando “Pino” Solanas.
Ogni qualvolta ascolto le note e il testo di questa musica mi commuovo, note e parole che parlano dirette al cuore, che narrano di quell’amore smisurato per un Sud troppe volte devastato e saccheggiato, ma che sempre ha trovato la forza di rialzarsi in piedi con rinnovato vigore, con maturità maggiore. Continua a leggere »
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vuelvo al sur
lug 22
Dedico questa bellissima canzone di Fabrizio De André a tutti coloro uomini meschini, dai più piccoli commercianti ai più grandi imprenditori, dai più insospettabili sconosciuti uomini ai più celebri, che abusano del loro potere, piccolo o grande che sia, per gli effimeri piaceri materiali, che condannano alla povertà milioni di individui per avidità nell’accumulo di ricchezze, così forse potranno ricordare che solo la compassione potrà portare alla vera felicità il genere umano, ché il loro inferno sarà la morte, a cui non potranno porre rimedio alcuno. Dedico, prendendole a prestito da un uomo che mai rinnegò il suo cuore, queste parole, a tutti coloro che pensano al successo, illusi di poter essere felici compromettendo la loro vita, le loro idee, le loro azioni, le loro parole, con il potere, quando non rimarrà di loro (di noi) che un cumulo di polvere disperso nel vento. Dedico questo testo a tutti coloro uomini ipocriti e abietti che difendono i disonesti pur di mantenere il loro consenso, la loro benedizione, per stupida brama di avere, per non riuscire più a piangere dal cuore nel vedere questa umanità che soffre e che incessantemente chiede solo pace e armonia, che lotta ancora oggi per sopravvivere, per un sorso d’acqua, per un tozzo di pane. E la dedico infine a me stesso, per ricordarmi sempre fermamente da che parte stare.
“Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati.
Dell’inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.
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tutti morimmo a stento
lug 14
Riporto il testo integrale (estrapolato dal sito ufficiale dei Tazenda www.tazenda.it) con traduzione a fronte di questa bellissima canzone reinterpretata dai Tazenda (di cui è uscito l’ultimo album, “Madre Terra”). Le parole sono rielaborate dal testo originale di Francesco Ignazio Mannu che le scrisse nel lontano 1794, come inno di protesta contro i feudatari. Il 28 aprile di quell’anno un’insurrezione popolare cacciò tutti i piemontesi dalla città di Cagliari. In Italia (e in Sardegna) le cose purtroppo sono tornate indietro, con altri mezzi (media, industrie, imprenditori), ma pur sempre con la stessa arroganza propria del potere. Ora è il momento di ritrovare e riunire quel popolo che riusciva a guardare con coraggio i potenti e che sapeva disprezzarli nella loro ingordigia di potere. Continua a leggere »
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