lug 28

Riporto una frase di Fidel Castro, data il 26 luglio 2010 al teatro “Memorial José Martí”,  all’Avana; alla veneranda età di 84 anni Fidel dimostra una vitalità da ventenne, a riprova della sua straordinaria esperienza accompagnando il popolo cubano all’indipendenza dalle ingerenze straniere, quale ulteriore conferma dell’uomo straordinario che Fidel è, al di là di tutte le stupide critiche di chi non riesce a vedere la realtà di Cuba oggi rispetto a ieri, di chi non distingue la piccolezza e la grandezza per quello che sono, probabilmente perché pagato o ottuso.

Rispondendo al reverendo Raúl Suárez (colui che dirige il centro Memorial Dr. Martin Luther King all’Avana), con riferimento ad uno dei momenti più drammatici della rivoluzione, ossia il fallimentare assalto alla caserma Moncada, pronuncia queste parole:

Realmente lo único que teníamos era eso —dice—: inspiración. Uno no puede explicarse lo que le ha pasado a Silvio y a todos aquí, sin inspiración. Uno debería proponerse, casi como una norma, ser cada día aunque sea un poquitico mejor. Y no abandonar esa línea…

Tradotto al volo:

“Realmente l’unica cosa che avevamo era questo: ispirazione. Uno non può capire ciò che ha passato Silvio e tutti gli altri qui (in riferimento ai sopravvissuti dell’assalto presenti in prima fila, ndr) , senza l’ispirazione. Uno dovrebbe proporsi, così come una norma, di essere ogni giorno comunque sia un pezzetto migliore. E non abbandonare mai questa norma…

Ecco, questo secondo me è l’insegnamento fondamentale di Fidel Castro, il motivo per cui il 90% dei cubani lo ammira, il motivo per cui, ammirando una persona straordinaria, Cuba è un paese meraviglioso e da imitare per l’umanità infinita che sa esprimere ogni suo cittadino.

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giu 24

Amo molto una frase di Antonio Gramsci, l’ho viva nella mente e nel cuore ogni giorno: la verità è sempre rivoluzionaria. E uno dei pochi personaggi famosi in Italia che da anni ormai non smette di dire la verità è Beppe Grillo, senza ipocrisie ci racconta i mali dell’Italia e l’unico modo per curarli: una rivoluzione culturale, sociale che mandi via l’attuale classe politica e finanziaria di questo paese alla deriva. La situazione descritta da Grillo in questo video è veritiera e drammatica, la follia della politica italiana ci porterà ad una rovina devastante se non prendiamo provvedimenti immediati: non c’è via d’uscita, veramente tantissimi italiani non hanno la minima coscienza di quale terribile futuro ci attende, a continuare in tal modo o scoppia una guerra civile o si arriva alla miseria, ciò ci attende entro i prossimi dieci anni se non si cambia direzione. È dovere di ogni cittadino impedire ad ogni costo lo sgretolamento definitivo della nostra repubblica, dobbiamo ricostruire un tessuto sociale ed economico basato su valori altri che non siano il denaro e il clientelismo (leggasi mafia o cultura mafiosa), se vogliamo avere una minima speranza di un futuro migliore.

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mar 18
Un articolo che postai molto tempo addietro sul bilancio dello stato italiano è stato uno dei più letti in assoluto. D’altronde i media si guardano bene dal comunicare alla maggioranza dei cittadini tali informazioni, vista la pessima situazione economica e sociale in cui versa il nostro paese. Eppure tutti dovrebbero sapere per capire il livello di incompetenza e demagogia a cui sono arrivati politici e governanti del nostro paese, affaristi senza scrupoli e privi di ogni interesse per il bene pubblico. In un periodo di campagna elettorale come quello di questi giorni è di ciò che si dovrebbe parlare, ma nessuna parte politica si assume tale responsabilità, non prenderebbero nemmeno un voto se ne parlassero, visto che per la maggior parte sono le medesime persone da trenta anni e sono i diretti responsabili di tale situazione; in più gli italiani non chiedono a gran voce informazioni  su come vengono spese le tasse che pagano, non si parla più di sanità, scuola, lavoro se non per parlare degli scandali di corruzione, concussione, nepotismo, negligenza, che ormai sono quasi quotidiani. A me non sta bene, io voglio sapere e voglio che tutti sappiano, dobbiamo tutti assumerci la responsabilità sui beni comuni, questo significa essere veramente cittadini, di questo dobbiamo tornare a parlare quando usiamo la parola “politica”.
Quindi in sintesi vado ad illustrare i dati che sono riuscito a reperire, relativamente questa volta agli anni 2008 per il budget dello stato e trimestrale di cassa per il secondo trimestre del 2009.
La documentazione da cui traggo le mie riflessioni la trovate in fondo all’articolo, sono tutti dati ufficiali pubblicati dai vari apparati dello Stato, metto anche i links da cui poter accedere alle pubblicazioni fondamentali sul tema.
Partiamo dal fabbisogno dello Stato italiano, corrispondente alle risorse finanziarie necessarie alla copertura del bilancio dello stato: dai dati al secondo trimestre 2009 è rilevante notare che si è arrivati all’astronomica cifra di 50.000 milioni di euro, quasi il doppio dello stesso  periodo del 2007, mentre l’indebitamento netto (ossia la differenza tra tutte le entrate e tutte le uscite) si attesta a quasi 50.000 milioni di euro, quintuplicato rispetto al medesimo periodo del 2007.
I governi rispondono a questa pessima situazione finanziaria emettendo più titoli di Stato (BOT, CCT, etc.) che a breve termine coprono il fabbisogno di cassa (per l’esattezza l’82% del debito è coperto dai titoli di stato), ma a lungo termine non fanno che aumentare l’indebitamento dello Stato, per via degli interessi che si vanno accumulando su tali titoli e che vanno pagati per evitare il default finanziario (ossia l’impossibilità da parte dello Stato di pagare detti interessi); quindi stiamo andando verso una crisi senza vie d’uscita, una vera e propria paralisi dell’amministrazione pubblica (con il default lo Stato non pagherebbe più né le pensioni, né gli stipendi dei dipendenti pubblici, quindi si arriverebbe all’apocalissi economica e sociale di questo paese).
Il debito del settore statale si attesta a 1.584.083 milioni di euro al 30/06/2009, contro 1.339.091 milioni del 31/12/2004, un aumento enorme  e che non accenna a diminuire, ma al 31/12/2009 ha superato la ragguardevole cifra di 1.760.000 milioni di euro.
Vado ora a riportare la classificazione funzionale della spesa (COFOG), un sistema elaborato 15 anni fa dall’OCSE, che consente di capire la ripartizione delle spese dello stato per funzioni (sanità, scuola, etc.), molto utile per comprendere se le promesse dei vari governi sono corrisposte in concreti atti volti a migliorare la situazione di questo o quell’altro settore. I dati sono riferiti al 2008 e ci ho messo non poco per trovarli erano praticamente nascosti nei meandri del sito della Ragioneria Generale dello Stato.
Si evince da tali dati la totale follia nella gestione dei conti pubblici da parte dei Governi Berlusconi e Prodi e dei ministri Tremonti e Padoa-Schioppa. Salta subito all’occhio ad esempio che per la voce “l’Italia in Europa e nel mondo” sono stati spesi quasi 28 miliardi di euro, più del 7,50% del totale, contro gli 8 miliardi per la giustizia (2,31%), 1 miliardo per l’agricoltura (0,3%), 59 milioni per l’energia e la diversificazione delle fonti energetiche (0,02%),  4 miliardi per la ricerca e l’innovazione (1,13%), 980 milioni per la tutela della salute (0,27%), 3,6 miliardi per le politiche per il lavoro (1,01%). Non ci meravigliamo quindi che l’Italia sia il paese che é, se non corriamo subito ai ripari dando la gestione dello Stato a persone ben più sagge delle attuali, controllandone costantemente l’operato, il futuro sarà ben più nero di quanto possiamo immaginare. E soprattutto dobbiamo evitare che fuggano altrove i responsabili di questa stupida gestione del denaro pubblico. C’è bisogno di una nuova Resistenza, teniamoci pronti.

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feb 24

Primo maggio 1945

“Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.

Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.

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feb 06

Che tristezza vedere questo scempio della comunicazione, questo abuso dell’ideologia dominante sino allo strenuo, sino al lavaggio del cervello più totale e totalizzante, il Bradbury di Fahreneit 451 o l’Orwell di 1984 impallidirebbero rispetto a ciò che accade all’umanità odierna, perpetrato dai media italici. Ormai siamo arrivati al punto che si elogia il delinquente, se ne narrano le gesta (l’italico telefilm “Romanzo criminale” ne è un celebre esempio), lo si definisce eroe (come Mangano o Craxi, l’uno pluriomicida stalliere di Berlusconi, l’altro corruttore e corrotto indefesso, che Berlusconi l’ha creato), si fanno fondazioni per celebrarne la vita e le opere (come la Fondazione Craxi), si aprono dibattiti infiniti e festival di Sanremo per delle farfugliate parole di un tossico dei salotti “buoni”, della gente “bene”; è la follia che regna sovrana in questo paese, una classe politica e imprenditoriale imbarazzante (il Marrazzo dei trans, i festini del premier, il Lapo Elkann dalla sniffata facile, il Provera dell’infelicità, il D’Alema amico di B, pluri-inquisiti vari) non provoca negli italiani nessuna reazione, siamo morti e non ce ne rendiamo conto, viviamo nell’attesa di morire, non siamo più vivi, non abbiamo più coscienza ne’ anima, ce l’hanno rubate le ultime due foto scattate con il cellulare di terza generazione. Siamo tristi e quindi anche io sono triste, perché tutta questa sofferenza attorno non può renderci felici.

Però ci sono dei veri eroi, che forse da noi non sono molto conosciuti Continua a leggere »

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feb 01

Articolo 1Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Purtroppo mai come oggi nel nostro paese lo spirito di fratellanza è divenuto motto privo d’essenza, l’odio e l’indifferenza permeano la nostra società, colpendo in particolar modo gli stranieri e i più deboli; l’aiuto reciproco, la solidarietà umana, in Italia sono ormai eventi sporadici, nascosti o manipolati dai media, i vari governi non si occupano di implementare la tutela dell’eguaglianza nei diritti, anzi sempre più spesso legiferano per creare privilegi ingiusti: il rientro dei capitali dall’estero pagando solo il 5% di aliquota (gli italiani “normali” di media pagano il 40%), l’autorizzazione a procedere richiesta per le limitazioni della libertà personale di un parlamentare (quasi mai concessa in Italia), le pensioni dei parlamentari, i vari condoni fiscali e edilizi, sono solo alcuni esempi di privilegi accordati dal nostro Stato, in evidente contrasto con l’uguaglianza del diritto per tutti gli esseri umani.

Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

In Italia non esiste ancora una legge organica sul diritto di asilo, l’accesso all’istruzione diviene sempre più appannaggio delle famiglie ricche, diminuiscono a dismisura gli aiuti per le famiglie più povere (l’ISTAT calcola in 8 milioni gli individui poveri in Italia, il 13,6% della popolazione, riferiti al 2008, l’Italia dedica agli individui poveri solo il 4,5% del PIL, contro una media europea dell’8%), di fatto impedendo a milioni di italiani di vivere con dignità, il divario di retribuzioni tra donne e uomini risulta ancora presente (il 15% in meno a parità di qualifica), la Chiesa Cattolica, oltre all’8 per mille, riceve ancora l’esenzione dell’ICI sui propri immobili, non esiste una legge che dia diritti alle coppie di fatto, gli stranieri e i ROM vengono trattati come delinquenti a prescindere, con deportazioni e carcerazioni arbitrarie (i CPT). Insomma la discriminazione in Italia è in aumento e sostenuta (o non limitata) dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

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gen 24

Aumentare gli stipendi, diminuire le tasse, rendere più efficiente la giustizia, rendere gratuita l’istruzione, diminuire l’inquinamento, creare nuovi posti di lavoro dignitosi e garantire la massima occupazione, migliorare gli ospedali, ridurre il traffico: chi non vorrebbe tutto ciò? Continua a leggere »

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gen 19

Perdonate il titolo provocatorio, ma le contraddizioni tra la politica occidentale e la politica latino-americana si acuiscono sempre più; fioriscono iniziative di governo nei paesi del Sud America lodevoli e giuste, (spesso per la prima volta dopo decenni di sanguinose dittature) ben più progressiste delle deboli proposte di riforme sociali europee (a scapito di diritti e lavoratori), Continua a leggere »

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dic 31

Obama e il sogno americano

Vi ricordate l’emozione di tutti i media all’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti? Doveva essere il presidente del cambiamento, del progresso, della rinascita, le solite menzogne insomma, almeno a vedere questo 2009 che volge al termine. E inaspettato è giunto anche il premio Nobel per la Pace, con lo stupore generale, ben altre persone avrebbero potuto riceverlo: ad esempio il presidente boliviano Evo Morales, che da umile indigeno è riuscito a farsi eleggere democraticamente per due volte con una schiacciante maggioranza, a riformare la costituzione proteggendo i beni comuni come l’acqua e le altre risorse, a sradicare l’analfabetismo, a ridurre le disparità sociali: andatevi a leggere la sua storia, è commovente e esemplare. Continua a leggere »
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dic 20

Un paio di settimane fa in Venezuela (paese sotto dittatura secondo i nostri media, pur essendoci state nel paese decine di elezioni negli ultimi dieci anni controllate da organi internazionali e sempre dichiarate dagli stessi pienamente valide) sono stati arrestati 27 banchieri di 7 diversi istituti finanziari per presunti illeciti, tra cui il fratello del ministro della Scienza e Tecnologia dell’attuale Governo, il quale si è subito dimesso dall’incarico. Chavez si è dichiarato dispiaciuto dell’accaduto, conoscendo personalmente sia il Ministro dimissionario che il fratello arrestato, ma la legge è uguale per tutti e l’arresto anche di un uomo vicino al governo è la dimostrazione pratica che l’assunto del principio di uguaglianza è oggi in Venezuela una realtà. Chavez non si è messo a difendere i banchieri e ad accusare la magistratura, non ha tentato di nascondere la notizia, non ha protetto il suo Ministro, ma è stato lui stesso a raccontare l’accaduto. Continua a leggere »

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nov 30

People from Appenzell are complaining about the abuses (kidnapping in the background) and arbitral decisions taken by the lords.

Si sente spesso parlare politici, showman, professori, di ciò che accade qui in Italia e (raramente) nel mondo, tirando fuori statistiche a profusione, senza mai considerare che la verità, la realtà, spesso è ben altra di quella raccontata con tanta enfasi dai suddetti. I media sono manipolati e manipolabili, seguono più o meno tutti un medesimo piano, quello del governo economico mondiale, dell’affermazione definitiva dell’imperialismo economico occidentale, con la solita scusa della superiorità culturale: o almeno ci stanno provando. Per fortuna ci sono popoli e persone che ovunque nel mondo combattono contro le bugie e le falsità che sono abituati a sentir dire dagli avidi di potere d’ogni parte nel mondo (forse nell’illusione di poter scongiurare la loro morte individuale). Ecco la prima delle varie menzogne. Continua a leggere »

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mag 19

Sono le 21:50 e su rai tre parte la pubblicità di intermezzo con Ballarò.

Prima pubblicità quella della Coca Cola che, con disegni infantili, illustra il racconto di una bimba che affronta la crisi accontentandosi del poco che può avere, perché preferisce il panino con il salame al caviale, la casa della nonna all’albergo e così via. Insomma tocca abituarsi ad essere poveri. E fortuna che siamo in par condicio!

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