feb 24

Primo maggio 1945

“Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.

Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.

Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.

Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).

Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.

Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).

Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.

Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.

In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.

Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Elsa Morante

Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.

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ago 17

Il mio unico credo è la vita
La mia unica lotta la pace
La mia unica sfida me stesso
Il mio unico amore l’amare
La mia unica casa il cosmo
La mia unica terra il mondo
La mia unica vittoria la felicità
Il mio unico tempo adesso.

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mag 01

Luna

Luna

Vivo qui, solo, in questi istanti eterni,
collegato a tutto, ma pochi hanno
coscienza di essere legati a me,
ora che sono solo amore.
Il futuro è il paradiso
proprio d’un inferno presente:
come poter non vergognarsi
di far vivere qui, ora, così,
i bimbi figli di questa umanità!

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nov 17

Sforzarsi di contrastare il buio

genuflettere il proprio ego dinanzi all’universo,

saper respirare l’amore e donare il cuore:

Azioni e pensieri e parole

per lo scintillio della mente.

L’Eterna passione, l’inesauribile corsa

Ove inizio e fine sono il medesimo luogo

che chiamiamo vita.

Sorgono dal confine i nuovi mondi

quando sembrano luci soffuse riflesse

ineffabili nel mare dell’esistenza,

giungono a dirompere nelle nostre coscienze.

Lì dove tutto si fonde e non si distingue più

nel superamento delle contraddizioni

nell’annullamento dell’io,

nell’emergere della dignità che permea tutto.

Osserva quel punto, indefinibile, imprescindibile

che dà armonia e forza,

all’inizio del tempo senza inizio.

Solo lì troverai la gioia duratura,

l’incessante mescersi di passato presente e futuro

l’amore che hai sempre cercato

perché sei l’essere umano che sceglie

di trasformarsi in umanità intera, di mostrare il vero io.

E il dubbio sarà annientato così

come un soffio spegne la fiammella.

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set 24

È la prima volta che scrivo di me sul mio blog. Sembrerà paradossale, ma il sito che porta il mio nome ha sempre visto pubblicati articoli per lo più legati a fatti anche molto lontani dalla mia esperienza di vita diretta. Certo, sono stati l’espressione delle mie idee, delle mie convinzioni, ma non sono state cronaca della mia vita.

Allora ho deciso di raccontarmi un poco, per far sapere agli amici cari e amici internauti come me la passo, come vivo: bene, io vivo a progetto. D’altronde dopo dieci anni di contratti precari uno fa presto l’abitudine. Continua a leggere »

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ago 07


Nel buio della notte

vagando nei disincanti

nei cuori dei mendicanti

Nel buio nella notte

Un volto e una speranza

abbagliati nella danza

Del buio della notte

Sospiri, gemiti e sbadigli

Nel sopire dei conigli

Del buio nella notte Continua a leggere »

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lug 21

E’ un periodo di forti emozioni per me, di forti dissensi interiori. Sarà perché non mi sento più italiano e oggi meno che mai; sarà perché vedo queste mafie al potere che altro non fanno che proteggersi, che erigersi a portatrici d’innovazione, d’economia, di libertà (!),  mal celando l’ipocrisia più abietta; sarà perché mi fermo con l’auto alle strisce pedonali quando qualcuno deve attraversare la strada, che mi guarda con aria incredula; sarà perché faccio la fila alla banca, alla posta, all’ospedale, perché non mi interessa avere l’amico per passare avanti agli altri; sarà perché non ho un lavoro, perché dopo dieci anni di lavorare da precario o in nero (perché questo l’Italia di oggi dà a noi giovani) per soddisfare l’avidità di qualche piccolo uomo che anela alle ricchezze materiali al costo di uccidere i propri figli, ucciderli nell’animo, nel cuore, non mi va più; sarà perché sono arrabbiato con una classe politica e dirigente che ormai pensa solo ai propri affari, alla propria immagine, che ha dimenticato la gioia di essere popolo, di lavorare per esso; sarà forse perché quando sento De André, quando vedo un’intervista di Enzo Biagi, quando ripenso ai film che mi hanno fatto crescere Continua a leggere »

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giu 05

“Il vostro mondo è senza futuro.

Il mio, quello che sogno e immagino,

quello che quotidianamente cerco di creare,

è pieno di vitalità,

è ricco di soluzioni.

Voi non volete credere,

avete paura, siete affranti,

depressi, nevrotici.

io sono calmo, tranquillo,

pieno d’energie positive.

Per una volta dite la verità:

il vostro mondo è destinato a crollare.

Ma il drago sopito della rivoluzione

sta per risvegliarsi, la vita sta per

tornare con tutta la sua potenza

a ridefinire il bene e il male.

Migliaia di uomini onesti e probi!

Siamo pronti a rialzare il capo,

a lottare e combattere per i diritti di tutti,

ad essere accorti e benevoli.

e allora il vostro mondo cesserà

perché uno nuovo già sta nascendo;

in opposizione al vostro effimero inferno,

il nostro eterno paradiso sarà qui sulla terra.”

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mag 29

Sono un vero amante degli aforismi. Ho trovato in essi saggezza e praticità, sono come preziose gemme regalate dai grandi pensatori dell’umanità, per superare i piccoli problemi quotidiani e pensare con una mentalità più ampia. E allora ho deciso di scriverne alcuni di miei, sperando che siano utili, come per me, a ricordare costantemente ciò che di importante c’è nella vita.

“Riesco a vedere ciò che è bello della vita e ciò che è brutto, ma per la prima volta non giudico, agisco.”

“Se ti osservi allo specchio ciò che vedi non sei tu, ma solo luce che riflette sullo specchio. Tu, in realtà, sei una relazione con l’infinito universo.” Continua a leggere »

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mag 27

la storia che sto per narrarvi è totalmente vera, nessun particolare (purtroppo) è frutto di fantasia.

Io abito in un paesino del centro Italia, a pochi chilometri da Roma, uno di quegli agglomerati urbani senza storia, senza cultura, nati per distaccamento da paesi di maggiori dimensioni, in nome di un’autonomia che non di rado nasconde nemmeno troppo velatamente l’affarismo più bieco. Mi ricordo che quando si cominciò a chiedere l’indipendenza dal paese maggiore una quindicina di anni fa (siamo un poco padani anche noi), bruciarono per giorni i cassonetti della città, pur di “velocizzare” tale riordino amministrativo… Chissà quanto pagarono i ragazzi che andavano ad appiccare i roghi, chissà quanti sono oggi quei giovani ancora vivi, sani e liberi, visto la droga pesante che gira nel paese, la micro criminalità in cui, tramite la droga e non solo, si sono invischiati, le faide tra giovani ispirati sempre più dalle “gangs” di New York che la televisione non gli fa mai mancare come esempio di rettitudine morale. Continua a leggere »

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gen 26

dscn0976.jpg

  • So di stare dalla’altre parte del mondo
  • dove tutto sembra essere uguale
  • ma non può che essere differente.
  • Conosco ogni cosa come se già fosse vista,
  • ma allo stesso tempo
  • l’emozione è differente. Continua a leggere »
dic 24

Nunca esta palavra  foi mais usada 

sem entender a necessidade

de viver uma vida passada

na genuina liberdade.

Da Barra a Lapa

o Rio forte grita de sofrimento

porque não basta um mapa

para achar o entendimento

justo para todo o povo.

Nao existe justiça

se este mundo novo

é dominado pela preguiça

do pensamento do ser humano.

Se nao bem compreende:

que a favela pode ter dignidade

que a pobreza pode ser dignidade

que dizer nao pode ser dignidade

que nao aceitar pode ser dignidade

que a vontade da  mudança é dignidade.

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