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Ambiente Ecologia

Piccoli cipressi crescono

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Sono un papà premuroso 😊

Al contrario di quanto affermano alcuni, il cipresso è una pianta tipica del clima mediterraneo.

Una curiosità: si usano sovente nei cimiteri perché le loro radici crescono prevalentemente in verticale, non creando così interferenze con le sepolture.

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Ambiente Ecologia

Via la carne dal Restaurant Geranium

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Il Restaurant Geranium di Copenaghen ha tolto la carne dal suo menù: è considerato il secondo miglior ristorante al mondo del 2021, tre stelle sulla guida Michelin, una delle guide più rinomate. Considerate che solo 130 ristoranti al mondo hanno 3 stelle.

Lo Chef, Rasmus Kofoed, non mangia carne da 5 anni, perché ha acquisito una coscienza ambientale e vuole fare la propria parte nel ridurre i cambiamenti climatici: “Il mio menu riflette chi sono, e come mi evolvo come chef e come essere umano”.

Ogni chilo di carne di manzo prodotta corrisponde in termini di effetto serra all’emissione di 60 kg di CO2 nell’atmosfera, al consumo di 7.000 litri d’acqua, per non parlare delle terre per foraggio sottratte alla coltivazione di prodotti alimentari direttamente per uso umano: un chilo di broccolo equivale a 1,9 kg di CO2 e 1 kg di lenticche a 0,89 kg, giusto per fare degli esempi (parliamo ovviamente di produzioni industriali: nell’orto familiare praticamente si azzerano i consumi, se gestito bene, mentre si mantengono alti per l’allevamento anche familiare per produrre carne, per via del necessario processo di lavorazione).

Il menu del Geranium ha ora nuovi piatti a base vegetale e frutti di mare: “Lo vedo come una sfida per creare nuovi piatti che celebrino i frutti di mare dalle acque incontaminate e le verdure delle fattorie locali, biologiche/biodinamiche che prosperano qui in Danimarca e in Scandinavia. Abbiamo bisogno di una tabula rasa. Stiamo dicendo addio ai nostri piatti d’autore e penso che sia un grande passo”.

Anche la scelta del biologico e delle produzioni locali ha come obiettivo primario la riduzione dell’inquinamento e la tutela dell’ambiente.

Mi auguro che sempre più attività seguano l’esempio del ristorante Geranium e comprendano quanto sia importante la partecipazione di tutti per salvaguardare il pianeta.

Dobbiamo partire dai nostri comportamenti quotidiani prendendo coscienza delle soluzioni che dobbiamo attuare per superare le questioni più urgenti e drammatiche della nostra epoca.

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Ambiente Filosofia Politica Umanesimo

Come vivere in salute e a lungo

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Malattia, vecchiaia, morte, sono tre delle sofferenze che vive qualsiasi essere umano.

Perché tali sofferenze possano avere un senso nella nostra esistenza, è necessario affrontare la prima sofferenza: la nascita. Dal momento in cui nasciamo diveniamo sempre più consapevoli (o timorosi) delle altre sofferenze e ci chiediamo, più o meno consciamente, il perché ciò avvenga: c’è chi crede nel destino, chi nel caso, chi nella volontà (propria, del cosmo o di divinità trascendenti).

Voglio per ora tralasciare nascita, vecchiaia e morte e soffermarmi sulla malattia: di questi tempi credo sia importante si approfondisca il tema.

Diciamo innanzitutto che stare in salute non è facile: anche se la conoscenza medica avanza, la nostra eredità genetica, i nostri comportamenti e/o il nostro ambiente aumentano o diminuiscono le probabilità di essere in salute. I nostri comportamenti e il nostro ambiente modificano persino la nostra stessa genetica, quindi il patrimonio genetico che lasceremo alle generazioni future.

Tutto ciò che è vivo, per mantenere la propria salute, necessita di processi “omeostatici”: l’omeostasi è quel processo biologico che permette agli organismi viventi di conservare le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne dell’ambiente tramite meccanismi di autoregolazione. Pertanto è vero che stare in salute non è facile, così come è anche vero che un organismo vivente, in miliardi di anni di evoluzione, ha elaborato strategie immunitarie e resilienti, in grado di mantenere l’omeostasi al variare dell’ambiente esterno. Possiamo dire pertanto che il nostro organismo è sia fragile che anti-fragile: viene influenzato dagli stress esterni e allo stesso tempo si adatta a questi per sopravvivere.

Per comprendere bene come funziona la vita e la salute dei singoli individui, è necessario soffermarsi sul fatto che essa non è scissa in tante parti indipendenti, ma è formata da parti interdipendenti. Questo avviene non solo nel singolo individuo, ma tra tutte le forme di vita. Anche se pensi che il broccolo che cresce nell’orto non abbia nulla a che vedere con te, in realtà non è così: oltre a condividere con te un’eredità genetica del 90%, il broccolo condivide con te l’aria che respiri, l’acqua che bevi e il suolo su cui cammini. Se l’acqua e l’aria sono inquinate tutte le specie ne vengono compromesse: i processi omeostatici non riescono a fermare la degenerazione generalizzata in atto nell’organismo e gli individui iniziano a morire.

La vita può esistere solo come macro-aggregato di molteplici specie: lì dove muoiono più individui di quanti ne nascano le diverse specie si estinguono e si tende inevitabilmente verso la desertificazione fino a giungere all’assenza di vita.

La vita è interrelata indissolubilmente e pertanto esiste un’omeostasi individuale e un’omeostasi collettiva.

L’omeostasi collettiva (in parole semplici, come vivere in salute e a lungo in un ambiente inevitabilmente comunitario) è stata studiata: grazie agli studi del docente di Scienza della nutrizione all’Università di Sassari Gianni Pes e l’astrofisico e demografo Michel Poulain ora conosciamo le zone blu.

Cosa sono le zone blu? Sono aree geografiche determinate (che i due scienziati evidenziarono in blu sulla mappa, nella loro prima ricerca) in cui la vita degli esseri umani è statisticamente molto più alta della media.Queste le aree ad oggi scoperte con la maggiore longevità al mondo: Ogliastra in Sardegna, l’isola di Okinawa in Giappone, l’isola di Icaria in Grecia, la Penisola di Nicola in Costa Rica, Loma Linda in California.

Cosa accomuna queste aree così distanti tra loro?

1. La famiglia al centro di tutto

2. Scarso o nullo tabagismo

3. Semivegetarianismo

4. Attività fisica moderata, ma costante

5. Percezione di essere utili socialmente

6. Consumo di legumi

Alcune di queste aree hanno anche altri tratti in comune:

1. Fede

2. Uso di grani integrali

3. Centralità delle donne nella comunità

4. Giardinaggio

Cosa ci insegnano le zone blu? Ce lo dice Michel Poulain: “Studiando a fondo l’alimentazione, la qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo, le relazioni sociali e ogni altro aspetto della vita nelle zone blu posso dire che esistono tratti comuni riassumibili in due punti cardine: vivi una vita semplice e semina amore intorno a te. Questo è ciò che mi hanno insegnato le persone che ho conosciuto negli anni e con le quali ho stretto un sincero rapporto di amicizia”. Più diffusamente, Poulain ha identificato sette elementi di grande rilievo che accomunano tutte le zone blu e che potrebbero essere quindi i fattori determinanti dietro al fenomeno della longevità. “Questi sono: condurre una vita semplice, mangiare cibo locale, coltivare forti relazioni famigliari e sociali, nutrire la propria spiritualità, rimanere attivi, rispettare il Pianeta e avere sempre uno scopo di vita.”

Per vivere bene, in salute e a lungo quindi, non è sufficiente fare attenzione al nostro comportamento come singoli (ad esempio diventando vegetariani, consumando legumi, camminando ogni giorno), ma anche il nostro comportamento con gli altri, con l’ambiente in cui viviamo: per dedicarsi alla famiglia, sentirsi utili socialmente, seminare amore è necessario costruire una comunità solidale che sappia cooperare costruttivamente, che cooperi per aumentare la qualità della vita di tutti e non solo di alcuni. È pertanto necessario che vi sia una cultura del vivere bene condivisa e accettata dalla comunità, poiché la qualità della vita del singolo è inscindibile dalla qualità della vita della comunità in cui vive.

Quando parlo di comunità vi invito a concentrarvi su chi vi sta accanto innanzitutto e di ogni specie vivente: a molti capita di cadere nell’illusione che, per agire in maniera incisiva nella comunità, sia necessario acquisire posizioni di potere particolari, accumulando denaro o sviluppando la propria carriera professionale o accumulando titoli di studio. Questo perché si pensa in tal modo di giungere a più persone, ma lo si fa con il desiderio di influenzarle imponendo la propria visione, vivendo la propria vita in una gara folle con tutti per sentirsi, illusoriamente, il migliore. “Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c’è tra seme e albero.” Diceva Gandhi e aveva ragione. Non possiamo immaginare una società in cui ci si combatte l’un l’altro per affermarsi in una competizione continua e quotidiana sfibrante, che possa generare persone capaci di cooperare costruttivamente. L’indifferenza generata dalla lotta per la supremazia sull’altro ci degenera, ci fa ammalare, ci distrugge interiormente. L’indifferenza ai sentimenti altrui, la paura del contatto e del confronto, sono tutti i mali che la nostra società ha e che ci portano ad ammalarci anche nel corpo oltre che nella mente.

La nostra salute, quella delle nostre comunità, quella delle altre specie, è compromessa o rafforzata dal nostro modo di vivere la vita: solo in Italia oltre 80.000 persone muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento (7 milioni a. livello planetario), 50.000 muoiono per infezioni prese negli ospedali, 3.000 in incidenti stradali. La diffusione dell’attuale coronavirus, che ha provocato e provoca milioni di morti su scala planetaria, è probabilmente causata da un salto di specie del virus che proviene da serpenti o pipistrelli: il contatto tra l’uomo e queste specie è aumentato con la distruzione degli ambienti naturali in cui tali specie vivono. Non solo, alcuni studi affermano che l’inquinamento atmosferico, nello specifico il particolato sottile, sia uno dei vettori che facilita la diffusione del virus. Invece che avere paura di questi fatti, dobbiamo impegnarci a comprenderli e ad agire con coscienza.

Come vediamo tutto è correlato e molte malattie potremmo già diminuirle considerevolmente con un approccio sistemico che miri a ridurre nel più breve tempo possibile le cause che mettono a repentaglio la vita sul pianeta. Come dice il fisico Fritjof Capra “il pensiero sistemico (che significa pensare in termini di relazioni e di schemi) ci rende consapevoli del fatto che le sfide principali del mondo di oggi – energia, economia, cambiamento climatico, disuguaglianze – sono tutte interconnesse e interdipendenti. Sono problemi sistemici che richiedono altrettante soluzioni sistemiche. ” Ridurre l’inquinamento, fermare la distruzione degli ecosistemi, diminuire il consumo di risorse, sono passi fondamentali perché l’umanità possa vivere in pace e armonia. Per avere un approccio sistemico è necessario cambiare mentalità. Non possiamo più ragionare cercando di massimizzare il profitto individuale o di pochi, ma dobbiamo concentrarci sull’adottare processi e metodi, con cui costruiamo la nostra comunità ogni giorno, che siano in grado di farci scegliere le migliori soluzioni alle sfide che dobbiamo affrontare collettivamente.

L’intero attuale sistema politico, di educazione, produzione e uso va modificato e riadattato perché risponda ai bisogni degli esseri viventi per migliorare la qualità della vita. Non esiste evoluzione né sopravvivenza senza capacità di adattamento, senza comprendere i comportamenti nefasti e i comportamenti virtuosi nell’epoca che viviamo.

Abbiamo già tutto quanto necessario per invertire rotta e costruire comunità resilienti e solidali, in grado di vivere a lungo e bene: ora ciò che serve è la nostra volontà.

Dobbiamo superare la paura di fallire, perché fallire è l’unico modo per imparare.

Dobbiamo superare la paura di cambiare, perché il cambiamento è inevitabile.

Dobbiamo superare la paura dell’altro, perché siamo indissolubilmente legati.

Dobbiamo avere il coraggio di rispettarci e amarci, perché è l’unica strada per vivere bene e a lungo.

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Ambiente Ecologia Economia Politica

La Germania chiude tutte le centrali nucleari

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La Germania, come promesso da Angela Merkel 10 anni fa, nel patto di governo di Socialdemocratici, Verdi e Liberali della Fdp, finisce l’anno in bellezza: verranno chiuse 3 delle 6 centrali nucleari del Paese, le ultime 3 entro 12 mesi, quindi entro fine 2022.

Di certo il governo tedesco dimostra un’altra moralità politica rispetto ai nostri politicanti che dal giorno dopo le elezioni dimenticano ogni promessa elettorale.

Ma ciò che più conta è che, mentre c’è chi tenta stupidamente di riabilitare l’energia atomica spacciandola per “green”, per interessi economici privati e non certo per interessi pubblici, la nazione europea più importante decide di dismettere completamente le centrali nucleari.

D’altronde l’adozione del nucleare come fonte d’energia, oltre ad essere rischioso per la salute umana e per l’ambiente, è anti-economico: in una centrale nucleare si può produrre un Megawatt/ora di elettricità ad un costo che varia tra i 90 e i 100 euro, il doppio rispetto ai 45-50 euro dei parchi eolici offshore.

Il buon senso e non l’avidità deve guidare le scelte che facciamo, sia come singoli sia come comunità.

La transizione ecologica sarà possibile solo se vi sarà una forte spinta delle comunità verso una riduzione dei consumi e un approccio sistemico al settore produttivo e energetico per rendere la nostra esistenza sul pianeta sostenibile.

Mobilità, cibo, prodotti, lavoro, giustizia, equità, energia: per riuscire a salvare il pianeta dal disastro in corso è necessaria una rivoluzione culturale che modifichi i nostri stili di vita, i nostri sistemi di produzione e uso delle risorse, i nostri sistemi sociali.

Le azioni da compiere sono le “Otto R” di Latouche per rifondare l’economia: Rivalutare, Ricontestualizzare, Ristrutturare, Rilocalizzare, Ridistribuire, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

Dobbiamo tutti essere pronti ad agire in prima persona, modificando innanzitutto il nostro approccio alle sfide che la vita ci pone, utilizzando creatività e buon senso: solo così potremo evolvere verso un’umanità in pace con se stessa e con la vita in ogni sua forma.

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Ricette

Come fare il pane con la pasta madre

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In questo video spiego come fare il pane con la pasta madre: vi consiglio di utilizzare, come faccio io, solo farine bio e il più possibile locali.

Fare il pane è un gesto sacro e oggi, nella società virtualizzata e liquida in cui viviamo, rivoluzionario: Gandhi diceva che “Dio creò l’uomo perché si procurasse il cibo con il lavoro e disse che chi mangiava senza lavorare era un ladro.” La sua “regola di ragione” era: un uomo che non fa del lavoro fisico non ha il diritto di mangiare. Disse anche che “se tutti lavorassero per il proprio pane, le distinzioni sociali cadrebbero”.

Ad un giornalista che gli chiese quali fossero per lui le cose migliori della vita, lo scrittore Graham Greene rispose: “L’odore del pane, il gusto del sale e l’amore dei bambini”.

Ogni volta che faccio il pane mi viene in mente una canzone della Nuova Compagnia di Canto Popolare, “In galera li panettieri”: il testo fa riferimento a quei panettieri che, dopo essersi arricchiti, si sentono “baroni” e negano il pane alla povera gente che non se lo può permettere.

Non smetterò mai di farmi il pane: il livello qualitativo, una volta appreso il procedimento con la pasta madre, è mille volte migliore della monnezza che vendono quasi tutti i panificatori, che usano materie prime di scarsa qualità, lieviti chimici e/o tempi troppo brevi di maturazione dell’impasto, quindi pani indigeribili e contaminati.

Inoltre lo trovo un gesto semplice, che mi mantiene sempre con i piedi per terra.

Beh, ci sarebbe tanto altro da aggiungere ma per ora… Buona visione!

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Umanesimo

Giovani lottate sempre per i vostri sogni

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Queste alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza di fine anno: “Non immagino il mio futuro all’interno o all’esterno delle istituzioni. L’ho detto una volta rispondendo ad una domanda fatta da alcuni ragazzini al punto luce di Torre Maura: l’importante è vivere il presente e farlo al meglio possibile. Forse sbaglio, ma i motivi del successo del governo, per me sicuramente ma credo anche per altri ministri, è che ha lavorato sul presente senza chiedersi cosa c’è nel futuro, cosa c’è per me nel futuro”.

Credo che Draghi non solo non sia un buon Presidente del Consiglio, ma assolutamente non possa essere un buon Presidente della Repubblica: ciò che ha dichiarato lo trovo inquietante, da persona che della vita non ha capito nulla.

Dire a dei giovani che non è importante chiedersi cosa ci attende in futuro, ma semplicemente dedicarsi ad affrontare il presente è da persona del tutto inconsapevole del valore incommensurabile della vita: la creatività, l’intelligenza, la sensibilità, l’importanza di avere sogni, utopie e visioni, appartengono ad ogni essere umano e chi le uccide o le minimizza è già morto dentro.

L’umanità ha saputo affrontare grandi sfide ed evolversi come specie proprio grazie alla perserveranza e al coraggio di tutti coloro che hanno saputo guardare al di là del proprio tempo, immaginando un mondo migliore di quello che vivevano nel loro presente.

Il successo di Draghi non è dovuto alla sua lungimiranza o alla sua saggezza, ma alla sua superficialità e al suo essere perfettamente adeguato al vecchio sistema che sta distruggendo il pianeta, di cui lui è uno dei massimi esponenti: solo una persona superficiale, che non ha vissuto la vita nella sua pienezza, potrebbe dire cose tanto irresponsabili a dei giovani.

Beh, io sono il signor nessuno e voglio anche io dire qualcosa a tutti i giovani: sognate, lottate per i vostri sogni, guardate al di là del presente, fatevi un’idea di futuro migliore del presente che vivete e lottate perché si realizzi.

Ho piena fiducia che il vostro entusiasmo, la vostra intelligenza, la vostra determinazione e i vostri talenti, saranno in grado di farci evolvere verso un’umanità migliore dell’attuale.

Meravigliosi giovani di questa epoca, avete tutto il mio sostegno e se vi serve una mano per combattere queste cariatidi che impediscono alla vita di evolversi, per quel che posso, sono a disposizione: sarò sempre al vostro fianco e continuerò a combattere con tutte le mie forze perché tutti possano esprimere i propri talenti, per salvare questa variegata umanità, questa spettacolare moltitudine di esseri viventi che abitano il meraviglioso pianeta su cui abbiamo la fortuna di vivere.

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Cooperazione Umanesimo

Eliminiamo le armi nucleari

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Ogni fine anno osservo l’anno che sta finendo per capire i miei errori e le mie scelte giuste e inizio a ragionare su cosa fare della mia vita l’anno successivo.

Pensare di essere troppo piccoli per incidere nella realtà globale è una delle grandi illusioni di ognuno di noi: se come esseri umani scopriamo il nostro vero potenziale possiamo creare un mondo migliore in tempi ben più rapidi e avvicinarci al paradiso qui sulla Terra che tutti sogniamo.

Una battaglia che reputo fondamentale, per darci una speranza come specie, è quella per l’abolizione delle armi nucleari: le testate attualmente pronte per essere utilizzate potrebbero generare un inverno nucleare in grado di spazzare via ogni forma di vita sul pianeta.Grazie a tutti noi nel mondo che abbiamo aderito alla Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), campagna che nel 2017 ha vinto il premio Nobel per la pace, la messa al bando delle armi nucleari è sempre più vicina.

Il 22 gennaio 2021, grazie alla firma dei primi 50 stati, è entrato in vigore il trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW): è il primo trattato internazionale legalmente vincolante per la completa proibizione delle armi nucleari, che vengono rese illegali, con lo scopo di arrivare alla loro completa eliminazione.

Una conquista che molti consideravano impossibile, ma che invece è accaduta, grazie all’impegno di milioni di persone di ogni parte del globo: auguro a tutti voi nel 2022 di prendere coscienza dell’infinito potenziale che avete e di utilizzarlo per il bene di tutti gli esseri viventi.

Eliminiamo qualsiasi arma nucleare presente sul pianeta!

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Ambiente Politica

Il nucleare pulito non esiste

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Parlare di nucleare come energia verde è una scemenza, lo sappiamo da decenni.

Non lo dico io, che non sono nessuno: lo dice un ingegnere nucleare e professore emerito del Politecnico di Torino, Angelo Tartaglia, secondo cui non esiste quarta generazione, non esiste nucleare pulito o sicuro, non esiste in sostanza energia nucleare “verde”.

In Italia abbiamo scienziati, professionisti e creativi in ogni settore, di grande talento e valore: purtroppo però non diventano ministri, non gli vengono dati ruoli dirigenziali, non li invitano in televisione, non gli fanno scrivere articoli sui giornali, a meno di non essere asserviti al dio denaro, alle reti clientelari e/o mafiose, agli interessi di pochi a discapito delle comunità.

In sintesi, a meno di non aver venduto la propria anima al diavolo.

Non so se e quando il nostro Paese si risveglierà dal torpore cerebrale in cui vive: ciò che so è che dobbiamo diffondere la verità, sempre e comunque, perché ciò possa accadere quanto prima.

“La verità è sempre rivoluzionaria” A. Gramsci

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/21/nucleare-di-quarta-generazione-non-esiste-includerlo-nel-piano-green-della-ue-e-un-suicidio-il-prof-tartaglia-smonta-le-teorie-pro-atomo-non-e-ne-sicuro-ne-pulito/6432609/

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Filosofia Umanesimo

Conoscenza e amore

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Ambiente Ecologia Salute

Salviette disinfettanti tossiche e nocive

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La rivista francese “60 millions de consommateurs” ha analizzato 12 marche di salviette disinfettanti multiuso e per il bagno: hanno scoperto che sono piene di sostanze allergizzanti, sospetti interferenti endocrini o probabili cancerogeni.

Un danno per la salute e per l’ambiente, che possiamo tranquillamente evitare, semplicemente non acquistandole.

Aceto, alcool e bicarbonato sono più che sufficienti per la disinfezione e detersione casalinga, in più sono sostanze innocue per la salute e a basso impatto ambientale.

“L’aumento dei prodotti e delle necessità finisce col produrre appetiti raffinati, innaturali e immaginari.” Karl Marx

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Ambiente

Madre Terra

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– La natura ha un cuore?
– Sì.
– E dove si trova?
– Vive dentro di te e dentro di me, in ogni essere umano, in ogni pianta e in ogni animale, in ogni atomo che compone questo incommensurabile universo.
– Perché non lo sento?
– Per sentirlo devi entrarci in contatto: hai vissuto l’amore di tua madre attraverso i suoi baci e i suoi abbracci. Come potrebbe quindi essere diverso con la natura?

Dario Pulcini

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Ambiente Politica

No alle deroghe per le specie protette

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Cingolani vuole “deroghe per la cattura e abbattimento delle specie protette” (ANSA: https://bit.ly/31e8Hk9), dimostrando al contempo ignoranza e arroganza: in particolare si accanisce contro il lupo, responsabile di non meglio specificate problematiche.

La popolazione dei lupi in Italia è di appena 2.500 esemplari: è un animale autoctono, che fa parte del nostro ecosistema.

È una specie protetta, sia nel nostro Paese che a livello internazionale, perché a rischio di estinzione già dagli anni 60 a causa dell’uomo: ci sono voluti più di 50 anni per portare la popolazione dai 300 esemplari del 1968 agli attuali 2.500.

In ogni caso per contenere la popolazione di una specie animale è necessario sterilizzare alcuni esemplari, senza intuili spargimenti di sangue. Nel caso del lupo poi non è necessario alcun contenimento, anzi è necessario continuare a tutelare questo meraviglioso mammifero, progenitore dei cani domestici che tanto amiamo.

«La forza del branco è nel lupo, e la forza del lupo è nel branco.» Rudyard Kipling

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Diritto

Un Paese senza giustizia è un Paese senza futuro

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La recente notizia dell’insufficienza di giudici per le Corti D’Appello di tutta Italia, al Sud in particolare, in parte a causa della pessima riforma Cartabia, è solo l’ultimo dei drammi del sistema giudiziario del nostro Paese.

Viviamo in una nazione in cui un processo civile dura tremila giorni (2.949), corrispondenti a 8 anni, con una media dei Paesi membri del Consiglio d’Europa (che non è l’Unione Europea e di cui fanno parte 47 paesi, contro i 27 dell’UE) che arriva a poco meno di 2 anni (715).

Il Governo Monti nel 2012 (con il D.Lgs. 155/2012), in questa situazione drammatica, invece che potenziare l’organico dell’amministrazione giudiziaria, chiuse 31 tribunali, 31 procure, 220 sezioni distaccate di tribunale, soppresse 667 uffici dei giudici di pace.

Paradossalmente abbiamo circa 306.000 agenti appartenenti alle varie forze dell’ordine, 453 ogni 100.000 abitanti, cifra che colloca il nostro Paese all’ottavo posto in Europa, ben oltre la media continentale, ferma a 355 agenti ogni 100.000 abitanti.

Gli agenti delle Forze dell’Ordine si scontrano quotidianamente con la lentezza dell’amministrazione giudiziaria, vivendo ciò con enorme frustrazione, in quanto l’efficacia del loro lavoro viene spesso vanificata dall’impossibilità oggettiva per i tribunali di celermente procedere alla definizione dei processi.

Uno dei principali motivi per cui i cittadini onesti in alcuni casi non denunciano è che sanno che le loro denunce spesso e volentieri finiscono in un nulla di fatto.

La trattazione delle cause nei tribunali è un inferno per il cittadino. Basta andare un giorno al tribunale per vedere in che condizioni giudici, cittadini, forze dell’ordine e professionisti devono operare: manca persino la carta per le fotocopie.

È necessaria una riforma seria della giustizia che renda più snelli i procedimenti, rafforzi il sistema giudiziario e garantisca la sostanziale tutela dei diritti: è la politica che ha questo compito e come cittadini dobbiamo scegliere in tutte le istituzioni, ad ogni livello, politici onesti e al servizio della comunità.

I politici seri e onesti ci sono, ma vengono contrastati internamente alle forze politiche a cui appartengono dalle cordate, da chi agisce in sostanza in maniera clientelare all’interno dei partiti, impedendo così che si premi il merito; i politici onesti non vengono spesso compresi dai cittadini, che ancora basano le proprie scelte sul familismo amorale e che ricevono un’informazione del tutto manipolata sulla politica, per via della mancanza d’indipendenza dei mezzi d’informazione.

Un tema fondamentale da affrontare è anche il conflitto d’interessi: siamo gli unici in Europa a non avere una normativa organica al riguardo. Se non c’è una corretta informazione il cittadino viene privato della libertà di scegliere con coscienza e consapevolezza. Se non si esclude la possibilità, per chi è in posizioni dominanti nella società, di ricoprire incarichi politici, ci sarà sempre la prevalenza dell’interesse privato su quello pubblico nella gestione dello Stato, non più al servizio dei cittadini, ma di questa o quell’altra impresa o gruppo d’imprese. Invito tutti i cittadini onesti ad unirsi per lottare su questi temi, affinché vi sia giustizia nel nostro paese, perché “la giustizia non esiste di per sé, ma solo nei rapporti reciproci e in quei luoghi nei quali si sia stretto un patto circa il non recare né ricevere danno.” (Epicuro)

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Agricoltura Ambiente

Raccolta delle olive 2021

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E anche questo anno ho raccolto le olive, con l’aiuto dei mitici Maurizio e Michele: 90 litri d’olio con 639 kg raccolti, resa al 14%, la più alta di sempre.

Sto cercando in questi ultimi anni di sistemare gli scempi effettuati da sedicenti potatori professionisti in anni passati adottando una strategia di potatura a vaso policonico, che rappresenta ad oggi il miglior compromesso tra la fisiologia della pianta e l’esigenza di raccolta.

Inoltre questo anno ho deciso di posizionare delle trappole naturali per contenere le mosche olearie (grazie a Roman Testoni che le ha concretamente realizzate e posizionate). Si tratta di una semplice bottiglia di plastica contenente acqua e legumi: si realizzano dei fori laterali di circa 5mm (per impedire che oltre alle mosche entrino insetti più grandi). Le mosche entrano, attratte dalla poltiglia e non riescono più ad uscire.

Non effettuo alcun trattamento, non uso alcun tipo di prodotto, né chimico, né biologico: la natura, se assecondata, sa già cosa è meglio fare.

In media nel 2021 la produzione nazionale è aumentata del 15% rispetto al 2020, in cui però è diminuita del 30% rispetto al 2019. Cambiamenti climatici e perdità di biodiversità i fattori determinanti della diminuzione della produzione.

In alcune regioni, come la Toscana, purtroppo la produzione è dimezzata. La Puglia , dove si produce (si produceva) il 50% dell’olio nazionale, ha sofferto una pessima gestione ambientale negli ultimi anni, che ha determinato una riduzione della produzione, solo nel 2021, del 30%, dopo il 43% in meno del 2020 rispetto al 2019.

L’azione più importante per ripristinare gli squilibri è la rigenerazione degli ecosistemi: aumentare la resilienza tutelando e implementando la biodiversità.

Ogni intervento biocida non può che peggiorare la situazione.

Il sistema agricolo industriale non è sostenibile: con il massiccio uso di pesticidi, diserbanti, funghicidi, stiamo distruggendo gli ecosistemi, uccidendo intere specie, inquinando il suolo, l’aria, l’acqua.

Non è questo l’approccio corretto di gestione ambientale, la natura va rispettata.

Purtroppo fino a che sarà l’avidità a governare le scelte dei governi e delle comunità, la situazione non potrà che peggiorare.

Il desiderio ottuso di arricchimento degli uomini sta devastando il pianeta.

Sta ad ognuno di noi fare la sua parte: ad esempio acquistando olio da chi adotta pratiche di agricoltura sostenibile, informandosi in maniera approfondita, votando persone migliori al governo, agendo in prima persona per tutelare l’ambiente.

Solo prendendo coscienza dell’impatto dei nostri comportamenti sugli ecosistemi possiamo salvare la nostra amata e meravigliosa Terra.

I sentieri si costruiscono viaggiando.” Franz Kafka

P.S.: prima che me lo chiediate, non vendo l’olio che produco, è per uso familiare.

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Ambiente Scritti e poesie Umanesimo

Parco Alda Merini

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L’1 novembre di 12 anni fa muore Alda Merini: “la poesia non dà il pane”, le dice a 15 anni il padre, dopo averle stracciato la recensione fatta da Giacinto Spagnoletti di una sua poesia.

Nonostante il patriarcato, la guerra, il manicomio, Alda Merini è diventata una delle più grandi potesse italiane di sempre, trasformando le sue emozioni in parole vive, capaci di penetrare nel cuore di ogni essere umano.

Proposi qualche hanno fa l’intitolazione dell’area verde di Via Rocca D’Arce e Via Della Stazione Prenestina nel Municipio Roma V ad Alda Merini per realizzare nell’area un parco pubblico, tanto che vennero stanziati i fondi per una prima parte dei lavori, ad oggi non ancora partiti: cercai di interpretare il desiderio di una comunità che non si arrende al degrado, all’abbandono, all’egoismo, all’alessitimia della nostra epoca, che combatte contro i pregiudizi e i favoritismi per donare bellezza a tutti, per compiere solo atti d’amore verso l’altro, anche quando ci fa soffrire, anche quando non ci capisce, anche quando ci combatte.

Sottrarre le aree verdi alla speculazione edilizia è un dovere civico, per le attuali e future generazioni: il sogno del parco Alda Merini merita di essere realizzato e sono certo lo realizzeremo.

Solo attingendo al proprio spirito poetico si può comprendere l’importanza di sognare e di credere, per realizzare un futuro migliore per sé e per gli altri.

A tutti i giovani raccomando:

aprite i libri con religione,

non guardateli superficialmente,

perché in essi è racchiuso

il coraggio dei nostri padri.

E richiudeteli con dignità

quando dovete occuparvi di altre cose.

Ma soprattutto amate i poeti.

Essi hanno vangato per voi la terra

per tanti anni, non per costruivi tombe,

o simulacri, ma altari.

Pensate che potete camminare su di noi

come su dei grandi tappeti

e volare oltre questa triste realtà quotidiana.”

Alda Merini

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