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Scritti e poesie Umanesimo

Poesia dal Nepal

“Dove sono i tuoi amici?
Chi viene con te?
Quale terra è la tua casa?
Che luogo stai cercando, viaggiatore?
Che notizie rechi nel tuo girovagare?”.
“Il mio amico è l’onesta diligenza. Il coraggio viene con me.
Il mondo intero è la mia casa.
E io vago verso la terra del cuore, portando i colori dell’Umanità”.

Laxmi Prasad Devkota

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Scritti e poesie

La courbe de tes yeux

La courbe de tes yeux
La courbe de tes yeux fait le tour de mon coeur,
Un rond de danse et de doceur,
Auréole du temps, berceau nocturne e sûr,
Et si je ne sais plus tous ce que j’ai vécu
C’est que tes yeux ne m’ont pas toujours vu.
Feuilles de jour e mousse de rosée,
Roseaux du vent, sourires parfumés,
Ailes couvrant le monde del lumière,
Bateaux chargés du ciel et de la mer,
Chasseurs des bruits e source des coleurs,
Parfums èclos d’une couvée d’aurores
Qui gît toujours sur la paille des astres,
Comme le jour dépend de l’innocence
Le monde entier dépend de tes yeux purs
Et tout mon sang coule dans leurs regards.

La curva dei tuoi occhi
La curva dei tuoi occhi gira intorno al mio cuore
un girotondo di danza e di dolcezza,
aureola di tempi, culla notturna e sicura
e se non so più quel che ho vissuto
è perché non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.
Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
cacciatori di suoni e fonti di colori,
profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue scorre in quegli sguardi.

Da “Capitale de la douleur” (1926), Paul Eluard

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Scritti e poesie

Eppure

Cosa sono?
Sono le scelte che faccio
I vestiti che porto
Queste righe vuote da riempire
Sono le tracce che ho lasciato
La musica che sento dentro
i silenzi che mi uccidono?
Sono le risposte che mi do
Le domande che mi faccio
Le risposte senza domande
Le domande senza risposte
Sono il vuoto o sono il pieno
Sono io o sono cambiato?
Sono effimero o eterno
luce o ombra
destino o scelta?
Il fiume non si ferma
al mio passare.
Nessun cuore batte
per il mio avvenire.
La terra non insegue
Le mie orme.
Eppure vivo.

Dario Pulcini

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Umanesimo

Il cuore della vita

Non dimentichiamo mai che tutti noi esseri viventi, nessuno escluso, abbiamo, in verità, un cuore grande come l’intero universo; perché però si manifesti bisogna non farci abbattere mai dalle difficoltà della vita, impegnarci a superare le paure, ad abbattere i muri che costruiamo per separarci da chi ci circonda, a non giudicare e condannare in eterno, poiché sono solo illusioni: un cuore che soffre e che gioisce libero, è un cuore pulsante e vitale, pieno di umanità, capace di propagare le proprie emozioni senza limite alcuno, poiché la realtà è che siamo tutti nodi di quell’unica rete che chiamiamo vita.

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Umanesimo

Alla famiglia umana

Non esiste dolore, odio o indifferenza che possa subire tale da farmi smettere di amare gli altri. Siamo una bellissima famiglia umana, non c’è persona che conosca che non sia importante, misteriosa, splendida. E, anche se ognuno ha il suo modo di comportarsi in base alla propria consapevolezza, sono certo che ogni essere umano sa crescere e fare i conti con le proprie debolezze e con il proprio egoismo, so che ognuno è in grado di chiedere scusa e di ritornare a valorizzare ciò che lo lega all’altro.  Questo io chiamo pace e paradiso. Qui. Ora. Partendo dal mio cuore, in cui c’è spazio per tutto e tutti.

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Culture Filosofia Società Umanesimo

Significati e significanti 4: comunicare

communication

Sento il dovere di continuare questa “rubrica” che tenta di ridare dignità alle parole, di chiarificarne il significato originario, in contrapposizione a quello storpiato dai mezzi d’informazione (e da tanti personaggi conosciuti del panorama politico, economico, sociale) per ignoranza o consapevole volontà mistificatoria.

comunicare v. tr. e intr. [dal lat. communicare, der. di communis «comune».]

1. Rendere comune, far conoscere, far sapere; per lo più di cose non materiali: c. pensieri, idee, sentimenti; c. la propria scienza; c. il coraggio, il timore; riuscì a comunicarmi la sua ansia. Per estens., dire qualcosa, confidare: c. una notizia, un segreto; mi hanno comunicato la data del matrimonio; e con valore reciproco: comunicarsi le proprie impressioni. Quindi anche divulgare, rendere noto ai più: c. un avviso, un annuncio; la televisione ha comunicato la notizia.

Fonte: Vocabolario Treccani

Cosa è oggi comunicare? I più pensano sia il semplice condividere parole, video, audio con gli altri, che sia verso un insieme indeterminato di persone, che sia verso i propri amici più cari, che sia un pensiero profondo, che sia un’affermazione superficiale. Eppure nel significato originario, che oggi pare perduto, significa “rendere comune”, per lo più cose non materiali. Comunicare quindi significa condividere emozioni, sentimenti idee e pensieri. Eppure la società odierna ha un’immagine del comunicare legata principalmente al mezzo della comunicazione (smartphone, Whatsapp, Skype, etc.) piuttosto che al comunicato, più al contenitore quindi che al suo contenuto.

Mi occupo di comunicazione per lavoro, in particolare nel settore del marketing e, ancor più specificatamente del web marketing.

E più lavoro, più mi rendo conto quanto comunicare emozioni, sentimenti idee e pensieri sia sempre più difficile. E ciò, per la maggior parte dei casi, perché la cultura che si è formata attorno ai nuovi prodigiosi apparati di comunicazione,  è orientata non a creare comunicazione vera, bensì a saturare di informazioni (spesso futili) che non permettano di pensare autonomamente, di fermarsi a riflettere. La rapidità e la quantità stanno rendendo sterile il contenuto dell’informazione.

Ciò impedisce ai messaggi importanti, alla comunicazione nel senso originale, di avere la medesima efficacia di un tempo. Al giorno d’oggi  si accavallano immagini e parole, si usano elaborati strumenti di marketing e profonde analisi sociologiche,  pur di vendere qualsiasi cosa, anche se inutile o di scarsa qualità. E ci siamo tutti adeguati a questa forma deviata di “comunicazione”.

Si mistifica il messaggio, si spacciano emozioni attraverso parole e immagini con l’unico fine di confondere la persona e riuscire a convincerlo che sarà più felice con l’ultima auto uscita, con l’ultimo telefono portatile, con l’ultimo detergente profumato.

Eppure non c’è nulla che possa rendere più felici del comunicare veramente, di quello scambio di emozioni, sentimenti, idee e pensieri tra le persone. Aver creato un sistema di valori in cui la  comunicazione viene sentita come qualcosa di banale e principalmente a scopo pubblicitario, è una delle più grandi responsabilità di managers, società commerciali e governi fantoccio, entità come banche e imprese multinazionali avide di denaro che stanno distruggendo il globo, capeggiate da pochi scaltri individui, che ormai hanno perso ogni umanità nella loro follia del guadagnare sempre più e non avere nessun riguardo per le persone. Ma allo stesso modo sono responsabili tutti gli esseri umani che non si fermano a riflettere su quanto sia importante tornare al concetto originario di comunicazione, continuando a cercare ossessivamente in ogni modo di rendersi visibili, in questo mondo virtualizzato, attraverso l’eccezionale, lo scoop personale o il semplice comunicare cosa si sta facendo (per quanto banale) in un dato momento, per (troppo spesso) semplicemente combattere la propria solitudine interiore.

Sì, perché di questo possiamo esser certi: è paradossale, ma nell’epoca della “comunicazione” non si sa più cosa dire, non c’è dialogo,  non si comunica più nel senso originario, si è disconnessi con la vita. Le emozioni vanno vissute e, a meno di non essere un talentuoso artista (o almeno di dedicarsi all’arte con impegno), difficilmente le nostre brevi parole di un SMS o di un messaggio su un social network o un “selfie”, potranno trasmettere la vibrante relazione profonda, fatta di sentimenti e emozioni, che esprime l’animo umano, potranno instaurare un dialogo sincero.

I mezzi con cui comunicare oggi sono impressionanti, ciò che manca però è il cuore e la mente delle persone, il vero senso della comunicazione, che è trasmettere emozioni, sentimenti, idee e pensieri.

Senza di ciò non possiamo capire la nostra vera natura, scoprire quanta bellezza è nascosta dentro ogni individuo, perché viene sotterrata da una forma (la velocità e la quantità) che sta uccidendo la sostanza (la qualità).

Comunicare veramente, esprimere sinceramente il proprio sentire, è il primo atto di amore, di apertura, necessario per evolvere, confrontandosi rispettosamente con chi ci circonda, con la vita e trovare percorsi comuni per migliorare il genere umano. E ci vuole tempo per riflettere prima di dire: è necessario del tempo, la giusta lentezza, che il deviato senso della comunicazione odierna sta cercando (purtroppo con un certo successo) di sopprimere. Impediamo che ciò continui.

“Una società deprivata dell’amore in tutte le manifestazioni della vita sociale è una società destinata a produrre persone depresse.” – Paolo Franceschetti

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