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Per la Giornata Internazionale della Donna

Ancora nel 2016 la violenza sulle donne e la discriminazione di genere sono purtroppo esperienze quotidiane, anche nel nostro paese.
Ancora oggi una donna su tre tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
Ancora oggi la parte femminile che vive in ognuno di noi, la parte sensibile e compassionevole, viene repressa e derisa, viene identificata illusoriamente come segno di debolezza.
La forza senza compassione è violenza.
Quindi è importantissimo commemorare la giornata internazionale della donna, riflettendo su come agire perché si rispetti il lato femminile di ogni essere umano.
Fino a che l’umanità non saprà riconoscere nelle differenze il massimo valore, fino a che non ci sarà il rispetto più profondo degli uomini nei confronti delle donne e delle donne nei confronti degli uomini, non ci sarà pace nell’umanità.
Un augurio sincero di giustizia e felicità per tutte, perché presto si realizzi un senso comune di rispetto per tutto ciò che c’è di femminile nel mondo.
Un augurio sincero per l’altra metà del cielo senza la quale non ci sarebbe la vita.

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Italia viola Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – I

Articolo 1Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Purtroppo mai come oggi nel nostro paese lo spirito di fratellanza è divenuto motto privo d’essenza, l’odio e l’indifferenza permeano la nostra società, colpendo in particolar modo gli stranieri e i più deboli; l’aiuto reciproco, la solidarietà umana, in Italia sono ormai eventi sporadici, nascosti o manipolati dai media, i vari governi non si occupano di implementare la tutela dell’eguaglianza nei diritti, anzi sempre più spesso legiferano per creare privilegi ingiusti: il rientro dei capitali dall’estero pagando solo il 5% di aliquota (gli italiani “normali” di media pagano il 40%), l’autorizzazione a procedere richiesta per le limitazioni della libertà personale di un parlamentare (quasi mai concessa in Italia), le pensioni dei parlamentari, i vari condoni fiscali e edilizi, sono solo alcuni esempi di privilegi accordati dal nostro Stato, in evidente contrasto con l’uguaglianza del diritto per tutti gli esseri umani.

Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

In Italia non esiste ancora una legge organica sul diritto di asilo, l’accesso all’istruzione diviene sempre più appannaggio delle famiglie ricche, diminuiscono a dismisura gli aiuti per le famiglie più povere (l’ISTAT calcola in 8 milioni gli individui poveri in Italia, il 13,6% della popolazione, riferiti al 2008, l’Italia dedica agli individui poveri solo il 4,5% del PIL, contro una media europea dell’8%), di fatto impedendo a milioni di italiani di vivere con dignità, il divario di retribuzioni tra donne e uomini risulta ancora presente (il 15% in meno a parità di qualifica), la Chiesa Cattolica, oltre all’8 per mille, riceve ancora l’esenzione dell’ICI sui propri immobili, non esiste una legge che dia diritti alle coppie di fatto, gli stranieri e i ROM vengono trattati come delinquenti a prescindere, con deportazioni e carcerazioni arbitrarie (i CPT). Insomma la discriminazione in Italia è in aumento e sostenuta (o non limitata) dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

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