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Politica, media e cittadinanza attiva

Sono ormai due anni che sostengo attivamente il Movimento 5 Stelle. La maggior parte delle persone che conosco (anche quelle che reputo più preparate) ha una visione del M5S pressoché identica a quella propinata dai media mainstream: Grillo è aggressivo, dice troppe parolacce, nel Movimento non c’è democrazia, Grillo mi fa paura (sì, dicono anche questo).

Nessuno però sa mai dirmi dove precisamente Grillo è aggressivo, per cosa dice “troppe” parolacce, quando non c’è democrazia nel M5S e cosa fa concretamente paura di Grillo. Sono critiche sempre generiche, sempre troppo simili perché possano sorgere da una riflessione approfondita e attenta di cosa è il Movimento 5 Stelle nelle istituzioni, di cosa sta facendo concretamente, anche sbagliando a volte (ma nessuno è perfetto!): insomma non si riesce mai a parlare di fatti concreti, a mettere sulla bilancia, per una valutazione il più possibile obiettiva, cosa fa realmente l’attuale classe politica, piuttosto che ciò che dice di fare.

Partiamo innanzitutto dal fatto che gli italiani si dovrebbero indignare per ben altre cose (ma lo fanno raramente, quasi fosse “normale” questa situazione vergognosa), ecco qualche esempio:

– un partito fondato da mafiosi, come Forza Italia, ancora è in Parlamento;

– abbiamo un Parlamento illegittimo, poiché formato da parlamentari eletti con una legge elettorale incostituzionale;

– abbiamo un presidente del consiglio che fa accordi politici con un delinquente condannato per frode fiscale, falso in bilancio, appropriazioni indebita come Berlusconi, invece che relazionarsi con il Parlamento;

– abbiamo un Parlamento esautorato della sua funzione, poiché l’85% delle leggi sono proposte dal Governo (e sono le uniche che passano);

– abbiamo le pensioni d’oro da 90.000 euro al mese e quelle a 500 euro o anche meno (visto che hanno tolto da tempo le pensioni minime);

– siamo al trentacinquesimo posto in Europa (su 42 stati monitorati) per efficienza della giustizia al 2012;

– siamo al 73° posto al mondo per libertà d’informazione nel 2014, in caduta libera, scendendo di 24 posizioni rispetto al 2013;

– abbiamo quasi tutte le opere pubbliche sotto inchiesta, dagli ospedali alle scuole, dalle ricostruzioni post terremoto alle “grandi” opere;

– abbiamo un’economia al collasso con circa 1.000 aziende (tra queste spesso le più oneste e più virtuose che non hanno “amicizie” importanti) che chiudono ogni giorno e  3 milioni 322 mila disoccupati (dati ISTAT dicembre 2014), di cui il 44% giovani sotto i 25 anni;

– abbiamo stragi e morti sul lavoro (il numero più alto d’Europa da tanti anni) per lo più senza responsabilità accertate se non addirittura assoluzioni (basti citare il caso dell’Eternit).

E queste sono solo alcune delle nefandezze che attanagliano il nostro paese.

Il Movimento 5 Stelle è l’unico soggetto politico che:

– si è presentato con un programma chiaro e ha presentato proposte di legge coerenti con tale programma (ad es. il reddito di cittadinanza, presente in quasi tutti gli stati europei, che rilancerebbe l’economia e ridarebbe una vita dignitosa a milioni di persone oppure l’abolizione di Equitalia), tutte ovviamente bocciate dalla maggioranza di governo;

– si batte quotidianamente sia nelle istituzioni che accanto ai cittadini, per scardinare il sistema mafioso e proteggere le persone oneste (il caso Expo di Milano ne è un esempio eclatante);

– ha nelle istituzioni solo persone che non hanno riportato condanne di nessun tipo (al contrario degli altri partiti, la lista al 2012 dei condannati, inquisiti e indagati degli altri partiti già dovrebbe essere sufficiente a non dar loro più nessuna fiducia);

ascolta e rispetta i cittadini: più volte ho parlato personalmente con parlamentari, consiglieri regionali, comunali, municipali del Movimento, i quali si sono sempre resi disponibili a partecipare ad ogni iniziativa coerente con il programma del Movimento; nessuno di loro ha la scorta o gira in auto blu, sono persone “normali” (come è quasi ovunque in Europa e in tanti altri stati del mondo);

– ha parlamentari che rendicontano pubblicamente le loro spese, si dimezzano lo stipendio e lo devolvono al fondo di garanzia per la piccola e media impresa;

ha rifiutato i rimborsi elettorali (che sarebbero stati 42 milioni di euro), perché manifestamente incostituzionali, poiché in contrasto con il referendum del 1993 che ha abolito i finanziamenti pubblici ai partiti (mentre Pd, PdL, etc. oltre ad aver preso tali rimborsi hanno più volte approvato leggi contrarie al referendum);

– ha fatto votare tutti i candidati on-line, consentendo a qualsiasi iscritto di poter scegliere da chi farsi rappresentare.

E sono solo alcuni dei punti che fanno del M5S di gran lunga il migliore soggetto politico italiano, sotto tutti i punti di vista.

Se come cittadini non ci impegnamo a cercare la verità, ma affidiamo la nostra visione politica alle chiacchiere da bar o alla manipolazione delle informazioni operata dai media, non siamo cittadini che tengono veramente al proprio paese, non possiamo considerarci cittadini onesti. Se la nostra mentalità non cambia, eliminando pregiudizio, ipocrisia, malaffare, cominciando in prima persona ad attivarsi contro gli abusi di potere, sostenendo e proteggendo chi si comporta onestamente, non cambierà nemmeno l’Italia.

Come dice Martin Luther King: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla.”

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Due paesi a confronto: Italia e Uruguay

A marzo 2014 l’Uruguay ha un tasso di disoccupazione del 6,3% (fonte INE), l’Italia del 12,7% (fonte ISTAT). L’Uruguay è al posto 26 per libertà di stampa, l’Italia è al posto 49, dopo il Niger, per RSF nel 2014; per Freedom House nel 2013 l’Italia è al posto 69, “parzialmente libero” a pari merito con la Guyana, l’Uruguay al 51, “libero”. Forse c’è un nesso… Meditate giornalisti, meditate sulle vostre responsabilità!

Discorso di José Pepe Mújica, Presidente dell’Uruguay nel Vertice della CELAC in Cile a gennaio 2013, sul presente e il futuro del Sud America e dell’umanità.

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