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Ambiente

La natura è nelle nostre mani

Tartaruga

Secondo gli studi del IUCN (The World Conservation Union) il 32% delle specie anfibie (uno su tre), il 24% dei mammiferi (uno su quattro), il 12% degli uccelli (uno su otto), il 25% delle conifere (uno su quattro) e il 52% delle cicladi (antico gruppo di piante) sono ad alto rischio di estinzione per via delle attività umane.

Tutto ciò è drammatico, soprattutto poiché la sopravvivenza della specie umana è possibile solo con la sopravvivenza delle altre specie. La biodiversità è ciò che garantisce l’abitabilità del pianeta, la vita in esso presente. Se non vi fossero le piante e il plancton, ad esempio, saremo destinati ad un’estinzione pressoché immediata poiché non avremmo più aria per respirare. Tutto ciò avviene perché la vita può essere immaginata come un immensa rete che ricopre la terra, in cui ogni specie è un nodo collegato inscindibilmente agli altri e che esiste solo nel delicato equilibrio del suo insieme. Cosa si può fare allora? Sicuramente il primo passo è volontario: informarsi e studiare sono tappe fondamentali per capire il sistema “vita”, quindi comprendere l’importanza dei vari fattori che compongono l’ecosistema e correggere i comportamenti erronei del nostro agire. Ma vi sono anche soluzioni adottabili nel quotidiano, che non richiedono preparazioni scientifiche particolari, né investimenti ingenti di capitale, ma solo un po’ di buon senso. Possiamo concentrare l’attenzione su quattro diversi fattori principali:

1- L’acqua

Tante volte abbiamo sentito dire “l’acqua è fonte di vita”, ma meno abbiamo sentito parlare delle soluzioni per risparmiare l’uso dell’acqua nelle nostre abitazioni. L’uso sconsiderato va limitato perché, secondo una stima dell’ONU, di questo passo nel 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbero avere gravi problemi di disponibilità d’acqua. Esistono oggi dei semplici rimedi per risparmiare acqua, che di seguito elenco:

  1. Riparare rubinetti e WC guasti (una goccia al secondo significa sprecare 17 litri d’acqua)
  2. Azionare le lavastoviglie e le lavatrici solo a pieno carico (per chi sta per comprare una lavatrice nuova, oggi esistono modelli che automaticamente adattano il consumo d’acqua in funzione del carico)
  3. Utilizzare cassette wc con tasto stop o doppio tasto. In questo modo si usa solo l’acqua necessaria.
  4. Non lavare le stoviglie sotto l’acqua corrente: basta riempire il lavandino con acqua e sapone, aspettare qualche minuto e poi risciacquare (è pure meno faticoso).
  5. Applicare frangigetto (detti anche ossigenatori) ai rubinetti: sono dei semplici e poco costosi (3 euro) apparecchi che si applicano sulla bocca del rubinetto e miscelano l’acqua all’aria. Risultato: con la stessa quantità d’acqua aumenta la potenza del getto. Si risparmia fino al 50% d’acqua

2- Il risparmio energetico

Diminuire il consumo d’energia serve, oltre che a risparmiare, anche a ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera di sostanze inquinanti, nonché a diminuire il consumo delle risorse naturali. Vi sono rimedi utili anche per questo:

  1. Arrivare ad avere un buon isolamento termico della casa: sostituire infissi, porte o finestre vecchie, con nuove meglio isolanti consente di accendere meno il condizionatore e i riscaldamenti e il solo risparmio consente di rientrare delle spese nel giro di pochi anni. Non bisogna fare tutto o niente: sostituendo due infissi l’anno, per ammortizzare la spesa, nel giro di pochi anni si cambiano tutti gli infissi di casa.
  2. Abbassare le temperature in casa d’inverno e aumentarle d’estate: una temperatura di 19 gradi è più che sufficiente in casa l’inverno, mentre 25 gradi sono ottimali per l’estate; ciò migliora anche la salute, poiché che gli eccessivi sbalzi termici portano ad ammalarsi più facilmente.
  3. Se in procinto di acquistare nuovi elettrodomestici, privilegiare quelli in classe energetica A. Sono più efficienti, quindi durano anche più nel tempo (i televisori LCD, ad esempio, sono più efficienti dei tradizionali a tubo catodico; i nuovi fornelli a induzione sono maggiormente efficienti e più sicuri dei fornelli a gas).
  4. Sostituire le vecchie lampadine a incandescenza con nuove a basso consumo: durano di più (anche 10 volte) e consumano molto meno a parità di luce emessa (fino a 7 volte di meno).
  5. Sfruttare il più possibile le ore di luce solare, evitare di accendere la luce elettrica quando non serve.
  6. Spegnere il televisore e altre apparecchiature elettriche dall’interruttore: questo impedisce il consumo elettrico della modalità stand-by. A mio parere spegnere il televisore il più possibile: oltre che risparmiare in corrente, vi aiuterà a riscoprire la vita e il piacere di altre attività (la vita reale non sta dentro al tubo catodico!).
  7. Usare la bicicletta (oggi esistono modelli a pedalata assistita, che con un piccolo motore elettrico aiutano a faticare meno, soprattutto nelle città non pianeggianti), camminare e usare maggiormente i mezzi pubblici. Ridurre al minimo l’uso dell’automobile, soprattutto se da soli a bordo. Anche qui non essere integralisti: non dobbiamo far venire un infarto a nostro nonno, regalandogli una bici per muoversi! Basterebbe già prendere una volta a settimana i mezzi pubblici e le nostre città sarebbero un settimo meno inquinate dalle automobili.

3- Il rispetto dell’ambiente

L’ambiente naturale è quello prodotto da “madre natura” in milioni di anni d’evoluzione. L’uomo si è adattato all’ambiente e non il contrario. Solo negli ultimi cento anni abbiamo pesantemente cambiato l’ambiente naturale per adattarlo alle nostre esigenze, ma spesso in maniera totalmente insostenibile. Questo, oltre ad aver compromesso il delicato equilibrio naturale (forse in maniera irreparabile) ci ha dato problemi psichici e fisici non indifferenti. Dobbiamo tornare ad un contatto sincero con la natura o finiremo per impazzire tutti. E dobbiamo inquinare meno per mantenere vivibile l’ambiente in cui viviamo.

  1. Utilizzare il più possibile prodotti ecologici per la casa e per la persona. Oggi esistono prodotti per stoviglie e pavimenti biodegradabili al 100% e non al 90% come quelli che siamo abituati a comprare, a prezzi “umani”. Allungate mai il vino con l’aceto? Non credo proprio, sarebbe una schifezza. Allo stesso modo se nell’acqua immettiamo il 10% di sostanze non biodegradabili essa sarà inquinata e non più potabile (sulle etichette dei detergenti per legge c’è scritto: può inquinare fiumi, mari, laghi: è una bugia. Non è una possibilità, ma una certezza).
  2. Raccogliere in maniera differenziata la spazzatura. Riciclando si può arrivare ad un impatto ambientale dei nostri consumi di materie molto ridotto.
  3. Diminuire l’uso di profumi sintetici: consente di diminuire le allergie. E si risparmia su antistaminici e altri farmaci correlati. Prevenire è meglio che curare.
  4. Non usare diserbanti, pesticidi, anticrittogamici nella coltivazione delle piante: inquinano il terreno, l’ambiente e rendono nocivi per la salute i frutti che producono.
  5. Incentivare l’autoproduzione: oltre che essere un modo per rilassarsi, coltivare è un modo per risparmiare e mangiare sano. Pensiamo che un’insalata perde gran parte del suo potere nutrizionale poche ore dopo la raccolta. Mangiare cibi freschi e genuini migliora la salute. Mettere una pianta di basilico sul terrazzo, ad esempio, permette di non doverlo comprare più e di averlo sempre fresco. Nonché poter fare un ottimo pesto da congelare e usare durante l’inverno. Oltretutto molte piante aromatiche comuni, come il rosmarino o l’alloro, sono perenni e sono utili rimedi contro molti problemi di salute quotidiani. Il che equivale a risparmiare sui medicinali sintetici, che, al contrario delle erbe mediche, diminuiscono il loro potere curativo (o sedativo) di volta in volta che li si usa.
  6. Il 50% circa dei consumi energetici in Italia è riferibile alle industrie, il 25% al terziario (uffici) e il 22% ai consumi residenziali. Questo implica che gran parte degli inquinanti vengono emessi dalle aziende. Cosa possiamo fare? La risposta è nel consumo critico e consapevole. In Giappone la più grande catena di supermercati è andata in fallimento, poiché si è scoperto, nel periodo della diffusione della “mucca pazza”, che l’azienda non certificava la provenienza delle sue carni. Ecco alcuni consigli:
    1. Privilegiare le aziende che utilizzano fonti di energia rinnovabili per la produzione
    2. Acquistare il più possibile prodotti certificati biologici e ecologici o comunque derivati da materie prime naturali e non tossiche per l’uomo e l’ambiente
    3. Privilegiare i prodotti locali: minore trasporto, minore inquinamento
    4. Boicottare le aziende che non smaltiscono i prodotti di scarto in maniera adeguata e che inquinano
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