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Sognando il Venezuela

Perdonate il titolo provocatorio, ma le contraddizioni tra la politica occidentale e la politica latino-americana si acuiscono sempre più; fioriscono iniziative di governo nei paesi del Sud America lodevoli e giuste, (spesso per la prima volta dopo decenni di sanguinose dittature) ben più progressiste delle deboli proposte di riforme sociali europee (a scapito di diritti e lavoratori), intrise come sono di enormi e ingiustificate largizioni a favore della speculazione privata (il caso dell’influenza suina sollevato dal presidente della Commissione Sanità del Consiglio di Europa, Wolfang Wodarg, ne è un esempio lampante). In particolare mi riferisco ai recenti provvedimenti messi in atto in Venezuela per arginare il fenomeno speculativo creatosi in seguito all’ultima rivalutazione della moneta venezuelana, il Bolivar Fuerte, al fine di incentivare la produzione interna e diminuire le importazioni. Il presidente Chavez ha dichiarato pubblicamente che il Governo avrebbe preso provvedimenti seri contro gli speculatori: difatti ha subito istituito un numero verde per denunciare i casi di speculazione (ossia di ingiustificato aumento dei prezzi), nonché è subito intervenuto per reprimere gli abusi, ad esempio espropriando la catena di supermercati Exito, accusata da cittadini, lavoratori, associazioni e organismi di controllo di speculare ingiustamente sui prodotti alimentari, aumentando i prezzi in maniera ingiustificata e vendendo prodotti di seconda e terza categoria per prodotti di prima. La società venezuelana progredisce, con il sostegno governativo, tutelando il diritto dei cittadini di accesso agli alimenti, implementando la sovranità alimentare della popolazione: negli ultimi anni sono aumentati i prodotti alimentari di prima necessità calmierati, la produzione agricola è aumentata e è aumentata la presenza di mercati alimentari pubblici (Mercal) con prodotti derivati dal nuovo “Modelo Socialista Agrario”; questo nuovo modello ha consentito di restituire le terre ai contadini e alle cooperative agricole, contrastando il latifondo creato dalle industrie alimentari private, ha protetto l’ambiente contrastando l’uso di prodotti chimici in agricoltura e tutelando le sementi autoctone. Insomma, il Sud America dimostra ancora una volta di saper proporre soluzioni alternative al modello economico imperante, a beneficio di tutta la popolazione, soprattutto la più povera. Va tutto il nostro plauso per queste scelte così contro-corrente eppure così efficaci nella riduzione delle difficoltà e iniquità dei cittadini venezuelani, dimostrazione che non cedendo alle oligarchie economiche, non compromettendo il mandato popolare, investendo e ottimizzando le risorse comuni, si può costruire una società più giusta e più solidale.

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