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Il dolce paese

Il mio sogno da bambino era quello di fare il gommista.

Qualche mese fa ho comprato i nuovi pneumatici per la mia auto, pagandoli circa 100 euro l’uno, quindi nemmeno poco: ma sono quelli “4 seasons”, omologati anche per la neve, perché con i cambiamenti climatici non si sa mai… E io vivo in campagna, ogni tanto nevica. Hanno un’altissima aderenza sia sull’asciutto che sul bagnato. Da quando li uso mi sembra di avere un’auto nuova, forse anche perché quelli di serie erano una ciofeca (e costano comunque 70 euro l’uno).

Oggi vado da un gommista, siccome ogni due mesi due di questi pneumatici perdono un poco pressione, io penso che chi me li ha installati non ha fatto un lavoro attento.

Il gommista subito mi dice “eh, perché li hai comprati online giusto?”. Gli dico “sì, ma da un rivenditore autorizzato”. Lui si mette a fare un panegirico sul fatto che online danno le fregature e che sicuramente è per questo che si sgonfiano, perché sono vecchi. Li vede e mi dice “eh, questi costano 170 euro l’uno, impossibile pagarli 100 euro, sono del 2018, ti hanno dato una fregatura, sono vecchi e poi li producono chissà dove quelli che compri online”. Fatto sta che sul pneumatico c’è scritta la settimana di produzione e l’anno, controllo, i miei sono di nov 2019, c’è anche scritto Made in Italy sopra, li ho acquistati ad inizio gennaio 2020, quindi non sono affatto vecchi. Fatto sta che online stanno su qualsiasi sito a circa 100 euro. Fatto sta che, tra i motivi per cui uno pneumatico perde pressione, ci sono anche i cerchioni deformati, non puliti prima del montaggio o la valvola non perfettamente funzionante. Lui li guarda al volo, senza fare alcuna verifica e dice che non è nulla di tutto ciò: sicuramente è perché li ho comprati online, questo il suo verdetto. Mi dice che posso passare domani mattina e me li gonfia con l’azoto, l’unica possibile soluzione: in tal caso siccome le molecole di azoto secondo lui sono più grandi (di cosa non si sa, visto che l’aria è composta al 78% di azoto) almeno si sgonfieranno più lentamente (!). Questo perché, siccome mi hanno rifilato secondo lui una fregatura, l’unica soluzione sarebbe sostituirli.

Ora, a parte che magari questo tizio è un furbacchione, la cresta sugli pneumatici, siccome sin da bambino sono appassionato del tema, è veramente altissima da parte dei gommisti. Non si paga la mano d’opera, si paga la cresta (che tutti chiamano ricarico, un po’ come gli inceneritori che chiamano termo-valorizzatori), quindi soldi guadagnati senza fare nulla. Per questo molti stanno iniziando a comprare gli pneumatici online, perché molti sono abbastanza superficiali in generale, ma mai quando si tratta di soldi. Nel caso specifico, se li avessi acquistati da lui, mi sarebbero costati 170 euro l’uno, quindi un totale di 280 euro in più di quanto li ho pagati, pari a 4 gomme nuove del tipo standard. Più ovviamente la mano d’opera. Insomma, pure se mi hanno tirato la sòla, lui me ne avrebbe tirata una ancora più grande.

Io faccio l’assessore in un Municipio di Roma di 250.000 abitanti, la tredicesima città d’Italia in pratica: percepisco 1.700 euro netti al mese e mi ritengo fortunato, anche se il carico di responsabilità è elevatissimo e gli strumenti (un PC con Winzoz che si blocca in media ogni due ore) e il personale a disposizione per coadiuvare il mio operato (una persona che funge da segretario, brava, per fortuna) sono scarsissimi. E mettiamoci anche che io sono una persona stacanovista e onesta, quindi mi faccio il culo anche per le inadempienze altre della compagine amministrativa e mi impegno a fare il mio lavoro con disciplina e onore, come dice la Costituzione, che a tanti piace citare, salvo quando la devono applicare in prima persona: come i centri sociali okkupati che non pagano le tasse, vendono tutto a nero, senza alcun rispetto delle norme che qualsiasi altro esercente deve rispettare, perché loro sì che sono sociali e se gli fai presente queste cose ti urlano contro che sei fascista, ma dimenticano che la Costituzione, con cui spesso si riempiono la bocca, nata con il sangue degli anti-fascisti, all’art. 53 impone il dovere di tutti di pagare le imposte, perché è così che lo Stato può garantire la scuola pubblica, la sanità pubblica, insomma i servizi pubblici. Oppure la Chiesa, che dovrebbe essere d’esempio morale, che ha alberghi e negozi commerciali (alla faccia del “fuori i mercanti dal tempio”), ma non paga l’IMU. Oppure chi si affitta casa o locali commerciali a prezzi assurdi (quasi tutti), guadagnando sempre senza alzare un dito, grazie a D’Alema che tolse l’equo canone (alla faccia della sinistra), tanto per fare altri due esempi e così indignare quasi tutti quelli che leggeranno questo post (sempre che sono arrivati fin qui).

Per tornare al gommista, costui cambia le gomme di 10 auto e, senza alzare un dito, guadagna 2.800 euro, oltre alla mano d’opera, che è a parte. Anche se fa fattura, quindi paga le tasse dovute, comunque mi sta fregando e questa fregatura è legale, perché “evviva il libero commercio”. Lo stesso libero commercio della Chiesa, dei centri okkupati, dei locatori.

Le mie tasse stanno andando anche a dare soldi alla PMI, alla luce della crisi dovuta alla chiusura forzata per due mesi, a chi paga un affitto per la propria abitazione o per la sede della propria attività: per carità, nulla in contrario. Ma rimettere l’equo canone non è proprio venuto in mente a nessuno?

Forse dovevo fare il gommista e seguire il sogno infantile: ma forse sarei stato troppo onesto e qualche altro gommista mi avrebbe dato fuoco all’officina per i prezzi troppo bassi che avrei applicato.

Questa è purtroppo la mentalità prevalente di molti concittadini, fregare il prossimo come è possibile, salvo poi lamentarsi quando a venir fregati sono loro: il fatto è che se non cambia questa mentalità ipocrita nei più, non potremo che continuare a peggiorare.

“Io sono nato in un dolce Paese

Dove chi sbaglia non paga le spese

Dove chi grida più forte ha ragione

Tanto c’è il sole e c’è il mare blu.”

Sergio Endrigo – Il Dolce Paese – 1968


Qui la canzone completa: https://youtu.be/7xxqXSnnk7o

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Di Dario Pulcini

Studio, lavoro, creo, socializzo, amo.

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