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Fare il pane è un gesto sacro

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Mi faccio il pane in casa da 23 anni: con la pasta madre, farine biologiche e locali.
Per me fare il pane è diventato un rituale sacro, che scandisce la mia esistenza, che mi permette di apprezzare la giusta lentezza, che mi riconnette alla totalità attraverso un gesto semplice eppure complesso.
Ogni nostra azione non è solo unica e irripetibile, rappresenta anche la nostra scelta su come impiegare il proprio tempo.
Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo, eppure ogni giorno perdiamo tempo in tante futilità.
Fare il pane non è una futilità: significa ogni volta unire i due elementi più semplici e importanti che sostengono la vita, l’acqua e il grano.
Per fare il pane è necessario compiere scelte politiche importanti: se uso una farina prodotta all’estero, molto lavorata, di agricoltura industriale, in un sol colpo depaupero il mio Paese di ricchezza, danneggio la mia salute e danneggio l’ambiente. Se uso una farina integrale, di produzione locale, da agricoltura sostenibile, mantengo la ricchezza nella mia comunità, nutro correttamente il mio corpo e proteggo l’ambiente.
Il pane è legato da sempre al concetto di benessere: non avere il pane, insieme alla guerra, è tra le peggiori iatture che possano capitarci.
Il pane che faccio ogni settimana, per me, per la mia famiglia, per i miei amici quando passano a trovarmi, è il mio piccolo gesto per mostrare gratitudine alla vita per avere il cibo, per avere una famiglia, per essere in salute.
Ogni volta che faccio il pane mi ricordo quanto è importante rimanere umile e quanto sia importante usare le mani, quanto sia importante l’azione, per diventare ogni giorno una persona migliore.

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Di Dario Pulcini

Studio, lavoro, creo, socializzo, amo.

Una risposta su “Fare il pane è un gesto sacro”

Questa la ricetta del pane che vedete in foto, vengono due pagnotte da poco più di 1 kg. Ingredienti: 500gr P.M. integrale, 500gr farina integrale, 500gr farina 0, 700gr di acqua, 25gr di sale. Impasto prima 500gr di P.M. con tutte le farine e 500gr d’acqua. Lascio a t.a. per due ore, poi aggiungo l’acqua restante in cui ho sciolto prima il sale e reimpasto. Lascio lievitare per 6 ore a t.a., poi divido in due e formo le pagnotte, che metto nei cestini a lievitare altre 3 ore. Inforno alla temperatura massima per 10 minuti, poi 10 minuti a 220°, poi 20 minuti a 170°. Infine gli ultimi cinque minuti a 170° capovolti. P.M. = Pasta Madre t.a. = temperatura ambiente

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