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Perché i sogni si avverino

Grazie maestro, le tue perle di saggezza mi indicano sempre la giusta via!

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“Proprio come un fiore sboccia dopo aver sopportato il rigido freddo invernale, un sogno può avverarsi solo se si è preparati a sopportare i tormenti che ne accompagnano la realizzazione e a compiere tutti gli sforzi necessari!”
Daisaku Ikeda

Saltatempo

[...] Ecco, questo è il rumore dell’orologio dentro. Questo misura un tempo che non va dritto, ma avanti e indietro, fa curve e tornanti, si arrotola, inventa, rimette in scena. È un tempo che non puoi misurare né coi cronometri né col più sofisticato astromacchinario. È il tempo tuo, misura la tua vita che è unica [...]

Stefano Benni – Saltatempo

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Foglie d’erba

Alcuni stralci estratti dalla raccolta di poesie di Walt Whitman “Foglie d’erba”, meravigliosa creazione, parole scritte con il cuore nobile di un essere umano. Ne aggiungerò altri man mano che continuerò con la lettura.

Poesia di Walt Whitman, un americano
[...]

Non c’è mai stato più inizio di quanto ce ne sia ora,
Né più giovinezza o vecchiaia di quanto ce ne sia ora,
E non ci sarà mai più perfezione di quanta ce ne sia ora,
Né più paradiso o inferno di quanto ce ne sia ora.
Sprona, e sprona, e sprona,
Sempre la procreante spinta del mondo.
[...]
Chiara e dolce è l’anima mia, e chiaro e dolce è tutto ciò che non è l’anima mia.
Se manca una mancano entrambi, e il non visto è provato dal visto, Fino a che questo diventa invisibile, e viene a sua volta provato.
[...]
Passanti mi interrogano e mi circondano,
La gente che incontro – l’effetto che hanno su di me i primi anni della mia vita, il quartiere, la città in cui vivo e la nazione,
Le ultime notizie, scoperte, invenzioni, società, autori vecchi e nuovi, La mia cena, abiti, conoscenti, la moda, il lavoro, i complimenti, i doveri,
L’indifferenza reale o presunta di qualche uomo o donna che amo,
La malattia di uno dei miei, o di me stesso, o la malvagità, perdita o mancanza di denaro, depressioni o euforie,
Mi raggiungono di notte e di giorno, e se ne vanno di nuovo,
Ma non sono il mio vero Io.
Separato da ciò che tira e trascina sta ciò che io sono,
E sta divertito, compiaciuto, compassionevole, pigro, unitario,
Guarda verso il basso, sta eretto, piega un braccio in un fermo impalpabile gesto di riposo,
China curioso la testa da un lato, per vedere ciò che accadrà in seguito, Sia dentro che fuori del gioco, guardando con attenzione e
meraviglia.
Guardando indietro vedo i miei sudati giorni quando mi affannavo nella nebbia tra linguisti e avversari,
Non ho argomenti o battute – do testimonianza e aspetto.
Credo in te anima mia – l’altro che io sono non deve umiliarsi davanti a te,
E tu non devi umiliarti davanti all’altro.
Indugia con me sull’erba, sciogli il nodo che ti serra la gola,
Né parole, né musica, né rima io voglio – né consuetudini o discorsi, nemmeno i migliori,
Solo l’incanto, il mormorio della tua voce modulata.
Ricordo come giacemmo a giugno, in quel trasparente mattino d’estate, Mi ponesti la testa tra i fianchi e, delicatamente ti voltasti verso di
me,
E mi apristi la camicia sul petto, e affondasti la tua lingua nel mio cuore aperto,
E cercasti fino a sentire la mia barba, cercasti fino a toccarmi i piedi.
Subito è sorta e si è diffusa intorno a me la pace e la gioia e la consapevolezza che superano ogni arte e argomento terreno,
E so che la mano di Dio è la promessa della mia,
E so che lo spirito di Dio è fratello del mio,
E che ogni uomo nato su questa terra è anche mio fratello, e che ogni donna mi è sorella e amante,
E che la chiglia della creazione è amore,
E che infinite sono le foglie, secche o che marciscono nei campi,
E le scure formiche nelle piccole cavità sotto di loro,
E le croste muschiose dei recinti, dei mucchi di pietre, sambuco, verbasco, e morella.
Un bambino disse, Che cos’è l’erba?, portandomene a piene mani; Che cosa potevo rispondere al bambino? No so che cosa sia più di quanto ne sappia lui.
[...]
Il più piccolo germoglio mostra che in realtà non esiste la morte,
E se mai è esistita, portava alla vita, e non aspetta la fine per arrestarla, Ed è cessata nel momento in cui è apparsa la vita.
Tutto va avanti e viene fuori – niente si distrugge,
E morire è diverso da ciò che s’immagina, ed evento più fausto.
Qualcuno ha mai pensato alla fortuna di essere nato?
Mi affretto a informarli, uomo o donna che siano, che è evento altrettanto fausto morire, e io lo so.
Faccio esperienza di morte con chi sta morendo, e di nascita con il bambino appena lavato, e non sto tutto tra il cappello e gli
stivali,
E mi servo di svariati oggetti, non due uguali tra loro, e tutti ugualmente buoni,
La terra è buona, e le stelle sono buone, e i loro corpi aggiunti ugualmente buoni.
Non sono una terra né un corpo aggiunto della terra,
Sono l’amico e il compagno della gente, proprio tutta, immortale e incomprensibile come sono io;
Non sanno quanto sono immortali, ma io lo so.

C’è tempo

Questa canzone di Ivano Fossati rappresenta perfettamente il mio stato d’animo attuale. Sto chiedendo scusa a tutte le persone per cui sento di aver sbagliato per non averle capite, per averle giudicate, senza giudicare me per via della mia arroganza, così difficile da abbandonare. Spero sapranno tutti sinceramente perdonarmi per il dolore loro arrecato e poter così costruire nuovamente un percorso comune. Voglio assumermi ogni responsabilità dei miei errori, sto lottando senza tregua per divenire ogni giorno una persona migliore, più umile, pronta a sostenere chiunque ne abbia bisogno, con tutte le mie forze, partendo da me stesso. Sono pronto a pagare il prezzo dei miei errori senza condannare nessuno, arrendendomi di fronte alla verità dell’amore, l’unica possibile strada per comprendere veramente l’eternità della vita.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.

"Omnia sunt communia contraria sunt complementa"