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Poesia

Dalla massa dell’oceano ondeggiante

Dalla massa dell’oceano ondeggiante una goccia venne verso di me, teneramente,
mormorando: «Ti amo, fra poco morirò,
ho fatto un lungo viaggio solo per guardarti e toccarti,
perché non potevo morire senza vederti,
perché temevo di perderti».
Ora ci siamo incontrati, guardati, siamo salvi,
ritorna in pace all’oceano, mio amore,
anch’io sono parte dell’oceano, amore, non siamo scissi,
osserva il grande globo, la coesione di tutto, quanto è perfetta!
Ma quanto a me, a te, il mare irresistibile ci deve separare
se per un’ora può portarci lontani non può farlo per sempre,
non essere impaziente, ascolta,
sappi che saluto l’aria, l’oceano e la terra
ogni giorno al tramonto per amor tuo, mio amore.

Walt Whitman

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Ecologia Umanesimo

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi

Alcune persone pensano di essere paladini dell’ambiente, della tutela degli animali, della difesa dei diritti degli esseri umani: eppure, per pulirsi in maniera ipocrita la coscienza, null’altro fanno se non adoprarsi per mitigare gli effetti (al solo fine vero di riempire il proprio ego di significato e tentare puerilmente di combattere le proprie pulsioni depressive) di un sistema disastroso, distorto, egoista, che non vogliono cambiare perché comporterebbe cambiare se stessi, le proprie abitudini, fare sacrifici veri, essere responsabili fino in fondo delle proprie azioni, iniziare a lottare per la verità, essere coerenti dall’inizio alla fine, armandosi di coraggio e iniziando ad essere esempio e modello per gli altri, a prescindere dalle critiche, dalle invidie, dalle cattiverie, dalla stupidità altrui. E quindi alla fine non fanno altro che continuare a dividere e a creare disarmonia, perché vogliono sentirsi meglio degli altri.

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Musica Umanesimo

Mozart – Una piccola cantata tedesca

In una delle ultime composizioni del genio musicale Wolfang Amadeus Mozart, Eine kleine deutsche Kantate (Una piccola cantata tedesca), sul testo di F. H. Ziegenhagen, emerge tutta la meravigliosa empatia verso ogni essere vivente del grande artista: un brano senza tempo, simbolo di tolleranza, pace e fratellanza tra tutti i viventi.

Recitative
Die ihr des unermeßlichen Weltalls
Schöpfer ehrt,
Jehova nennt ihn, oder Gott,
nennt Fu ihn, oder Brahma,
Hört! hört Worte aus der Posaune
des Allherrschers!
Laut tönt durch Erden, Monde, Sonnen
ihr ewger Schall,
Hört Menschen, hört, Menschen, sie auch ihr!
Recitativo 
Voi che adorate il creatore 
dell’immensurabile universo, 
lo chiamiate Jehova, o Dio, 
o Fu, o Brahma, 
ascoltate! Ascoltate parole dal trombone
celeste dell’Onnipotente! 
Forte risuona per terre, lune ed astri 
il suo suono eterno, 
ascoltatelo, uomini, anche voi!
Andante
Liebt mich in meinen Werken,
Liebt Ordnung, Ebenmaß und Einklang!
Liebt euch selbst und eure Brüder!
Körperkraft und Schönheit sei eure Zier,
Verstandeshelle euer Adel!
Reicht euch der ewgen Freundschaft Bruderhand,
Die nur ein Wahn, nie Wahrheit euch so lang entzog!
Andante
Amatemi nelle mie opere,
amate l’ordine, la proporzione, la consonanza!
Amatevi, amate voi stessi e i vostri fratelli!
Forza fisica e bellezza siano i vostri scopi,
chiarezza di comprensione la vostra nobiltà!
Porgetevi la mano fraterna dell’eterna amicizia,
che solo una follia, mai verità, potrà mai allontanare!
Allegro
Zerbrechet dieses Wahnes Bande,
Zerreißet dieses Vorurteiles Schleier,
Enthüllt euch vom Gewand,
Das Menschheit in Sektiererei verkleidet!
Zu Sicheln schmiedet um das Eisen,
Das Menschen-, das Bruderblut bisher vergoß!
Zersprenget Felsen mit dem schwarzen Staube,
Der mordend Blei ins Bruderherz oft schnellte!
Allegro
Spezzate questi vani legami,
strappate questo velo del pregiudizio,
spogliatevi dalle vesti
che coprono l’umanità settaria!
In falci viene forgiato il ferro,
che fin ora ha versato il sangue degli uomini, dei fratelli!
Spezzate le rocce col nero bastone,
che spesso spara piombo nel cuore del fratello!
Andante
Wähnt nicht, daß wahres Unglück sei auf meiner Erde!
Belehrung ist es nur, die wohltut,
Wenn sie euch zu bessern Taten spornt,
Die Menschen, ihr in Unglück wandelt,
Wenn töricht blind ihr rückwärts in den Stachel schlagt,
Der vorwärts, vorwärts euch antreiben sollte.
Andante
Non abbiate lo stolto pensiero che la vera infelicità esista sulla mia terra!
E’ solo l’insegnamento che fa bene,
se vi sprona ad azioni migliori,
voi uomini, che errate nell’infelicità,
quando dementi e ciechi andando indietro trovate spine,
deve spingervi sempre avanti, avanti.
Andante
Seid weise nur, seid kraftvoll und seid Brüder!
Dann ruht auf euch mein ganzes Wohlgefallen,
Dann netzen Freudenzähren nur die Wangen,
Dann werden eure Klagen Jubeltöne,
Dann schaffet ihr zu Edens Tälern Wüsten,
Dann lachet alles euch in der Natur,
Andante
Siate saggi, siate forti e siate fratelli!
Allora sia su voi tutto il mio favore,
allora lacrime di gioia vi righeranno le guance,
allora i vostri lamenti diverranno canti di gioia,
allora i deserti si trasfromeranno per voi in valli paradisiache,
allora tutto riderà per voi nella natura,
Allegro
Dann ist’s erreicht, des Lebens wahres Glück!
Allegro
allora sarà raggiunta la vera felicità della vita!

(Traduzione Amelia Maria Imbarrato)
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Ambiente Umanesimo

Ritorniamo alla vita naturale

C’è una sorta di psicosi collettiva in molti di noi che viviamo gli spazi urbani, un’illusione che è diventata la nostra verità. Già iniziamo a subissare l’amministrazione capitolina, di cui faccio parte, di mails e messaggi per chiedere il taglio dell’erba nei parchi: non possiamo lasciare in pace queste povere piantine di poter crescere come vogliono. Pensiamo che un prato curato sia come il salotto di casa, però con le piastrelle verdi. Le manifestazioni dei giovani in tutto il mondo non sono sufficienti a far comprendere che stiamo uccidendo la vita sul pianeta a causa di visioni erronee, a causa dell’arroganza e dell’ignoranza con cui viviamo la nostra vita.

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Scritti e poesie Società

Io sono un uomo antico

«Io sono un uomo antico, che ha letto i classici, che ha raccolto l’uva nella vigna, che ha contemplato il sorgere o il calare del sole sui campi, tra i vecchi, fedeli nitriti, tra i santi belati; che è poi vissuto in piccole città dalla stupenda forma impressa dalle età artigianali, in cui anche un casolare o un muricciolo sono opere d’arte, e bastano un fiumicello o una collina per dividere due stili e creare due mondi. Non so quindi cosa farmene di un mondo unificato dal neocapitalismo, ossia da un internazionalismo creato, con la violenza, dalla necessità della produzione e del consumo».

Pier Paolo Pasolini

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Scritti e poesie

A mia mamma

Dedico a te
queste parole
A te che la sorte
non ti ha dato
la fortuna di vivere
un’altra primavera
di questa esistenza
A te che sei stata
il mio primo amore
E che mi hai amato
senza condizioni
Per tutta l’eternità
Sbocci per te ogni fiore
Sia per te ogni canto
Che la vita ti offra
una nascita nuova
circondata d’amore
Come tu hai saputo
circondare me
ogni giorno
A te a cui ho promesso
di essere insieme
per l’eternità
a te rinnovo
la mia promessa
e la mia infinita
gratitudine
per avermi dato
sempre il coraggio
di vivere pienamente.

Dario Pulcini

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Società

Bauman: l’amore liquido

Riporto un articolo scritto dalla giornalista Raffaella De Santis: è un’intervista al grande sociologo Zygmunt Bauman, che ci illumina sul senso dell’amore e sulla qualità delle relazioni oggi. Il prevalere del mercantilismo anche nelle emozioni ci sta rendendo aridi e tristi. Riscoprire il valore dell’amore profondo, da coltivare ogni giorno con impegno e dedizione perché sia duraturo, non solo è possibile, ma è la strada fondamentale per un’esistenza felice.

“Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista. Zygmunt Bauman sull’argomento è tornato più volte (lo fa anche nel suo ultimo libro Cose che abbiamo in comune, pubblicato da Laterza). I suoi lavori sono ricchi di considerazioni sul modo di vivere le relazioni: oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli certo non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo. Amore liquido, uscito nel 2003, partiva proprio da qui, dalla nostra lacerazione tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore autentico.

Cos’è che ci spinge a cercare sempre nuove storie?
“Il bisogno di amare ed essere amati, in una continua ricerca di appagamento, senza essere mai sicuri di essere stati soddisfatti abbastanza. L’amore liquido è proprio questo: un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame”.

Dunque siamo condannati a vivere relazioni brevi o all’infedeltà…
“Nessuno è “condannato”. Di fronte a diverse possibilità sta a noi scegliere. Alcune scelte sono più facili e altre più rischiose. Quelle apparentemente meno impegnative sono più semplici rispetto a quelle che richiedono sforzo e sacrificio”.

Eppure lei ha vissuto un amore duraturo, quello con sua moglie Janina, scomparsa due anni fa.
“L’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno. Mi creda, l’amore ripaga quest’attenzione meravigliosamente. Per quanto mi riguarda (e spero sia stato così anche per Janina) posso dirle: come il vino, il sapore del nostro amore è migliorato negli anni”.

Oggi viviamo più relazioni nell’arco di una vita. Siamo più liberi o solo più impauriti?
“Libertà e sicurezza sono valori entrambi necessari, ma sono in conflitto tra loro. Il prezzo da pagare per una maggiore sicurezza è una minore libertà e il prezzo di una maggiore libertà è una minore sicurezza. La maggior parte delle persone cerca di trovare un equilibrio, quasi sempre invano”.

Lei però è invecchiato insieme a sua moglie: come avete affrontato la noia della quotidianità? Invecchiare insieme è diventato fuori moda?
“È la prospettiva dell’invecchiare ad essere ormai fuori moda, identificata con una diminuzione delle possibilità di scelta e con l’assenza di “novità”. Quella “novità” che in una società di consumatori è stata elevata al più alto grado della gerarchia dei valori e considerata la chiave della felicità. Tendiamo a non tollerare la routine, perché fin dall’infanzia siamo stati abituati a rincorrere oggetti “usa e getta”, da rimpiazzare velocemente. Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto dello sforzo e di un lavoro scrupoloso”.

Abbiamo finito per trasformare i sentimenti in merci. Come possiamo ridare all’altro la sua unicità?
“Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore l’opportunità di enormi profitti. E ci alletta con la promessa di poter avere tutto senza fatica: soddisfazione senza lavoro, guadagno senza sacrificio, risultati senza sforzo, conoscenza senza un processo di apprendimento. L’amore richiede tempo ed energia. Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l’altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l’amore. Non troveremo l’amore in un negozio. L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana”.

Forse accumuliamo relazioni per evitare i rischi dell’amore, come se la “quantità” ci rendesse immuni dell’esclusività dolorosa dei rapporti.
“È così. Quando ciò che ci circonda diventa incerto, l’illusione di avere tante “seconde scelte”, che ci ricompensino dalla sofferenza della precarietà, è invitante. Muoversi da un luogo all’altro (più promettente perché non ancora sperimentato) sembra più facile e allettante che impegnarsi in un lungo sforzo di riparazione delle imperfezioni della dimora attuale, per trasformarla in una vera e propria casa e non solo in un posto in cui vivere. “L’amore esclusivo” non è quasi mai esente da dolori e problemi  –  ma la gioia è nello sforzo comune per superarli”.

In un mondo pieno di tentazioni, possiamo resistere? E perché?
“È richiesta una volontà molto forte per resistere. Emmanuel Lévinas ha parlato della “tentazione della tentazione”. È lo stato dell'”essere tentati” ciò che in realtà desideriamo, non l’oggetto che la tentazione promette di consegnarci. Desideriamo quello stato, perché è un’apertura nella routine. Nel momento in cui siamo tentati ci sembra di essere liberi: stiamo già guardando oltre la routine, ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione, non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno. Un attimo più tardi, se cediamo, la libertà svanisce e viene sostituita da una nuova routine. La tentazione è un’imboscata nella quale tendiamo a cadere gioiosamente e volontariamente”.

Lei però scrive: “Nessuno può sperimentare due volte lo stesso amore e la stessa morte “. Ci si innamora una sola volta nella vita?
“Non esiste una regola. Il punto è che ogni singolo amore, come ogni morte, è unico. Per questa ragione, nessuno può “imparare ad amare”, come nessuno può “imparare a morire”. Benché molti di noi sognino di farlo e non manca chi provi a insegnarlo a pagamento “.

Nel ’68 si diceva: “Vogliamo tutto e subito”. Il nostro desiderio di appagamento immediato è anche figlio di quella stagione?
“Il 1968 potrebbe essere stato un punto d’inizio, ma la nostra dedizione alla gratificazione istantanea e senza legami è il prodotto del mercato, che ha saputo capitalizzare la nostra attitudine a vivere il presente”.

I “legami umani” in un mondo che consuma tutto sono un intralcio?
“Sono stati sostituiti dalle “connessioni”. Mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini. Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza”.

Lei e Janina avete mai attraversato una crisi?
“Come potrebbe essere diversamente? Ma fin dall’inizio abbiamo deciso che lo stare insieme, anche se difficile, è incomparabilmente meglio della sua alternativa. Una volta presa questa decisione, si guarda anche alla più terribile crisi coniugale come a una sfida da affrontare. L’esatto contrario della dichiarazione meno rischiosa: “Viviamo insieme e vediamo come va…”. In questo caso, anche un’incomprensione prende la dimensione di una catastrofe seguita dalla tentazione di porre termine alla storia, abbandonare l’oggetto difettoso, cercare soddisfazione da un’altra parte “.

Il vostro è stato un amore a prima vista?
“Sì, le feci una proposta di matrimonio e, nove giorni dopo il nostro primo incontro, lei accettò. Ma c’è voluto molto di più per far durare il nostro amore, e farlo crescere, per 62 anni”.”

Articolo di Raffaella De Santis

Fonte: http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/11/20/news/bauman_le_emozioni_passano_i_sentimenti_vanno_coltivati-47036367/

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Scritti e poesie

Essenziale

Dove è il buio
Spicca la luce
Dove è il deserto
È prodigio il fiore
Nello spirito freddo
Sorprende l’abbraccio
Dove è il dolore
Risalta la forza
In un cuore impavido
Dimora la felicità.

Dario Pulcini

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Umanesimo

Il coraggio di essere disadattati

Vi sono alcune cose nel nostro sistema sociale rispetto alle quali noi tutti dovremmo essere dei disadattati… Forse la salvezza del mondo sta oggi proprio nelle mani dei disadattati.  La sfida per noi è di essere dei disadattati… Mediante questo coraggioso disadattamento noi sapremo emergere dalla mezzanotte squallida e desolata della disumanità dell’uomo all’alba splendente e luminosa della libertà e della giustizia”.

Martin Luther King Jr

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Scritti e poesie Umanesimo

L’arte di riparare

L’arte di riparare è importante, oggi come non mai, forse come è sempre stato.
Perché le cose si rompono, le relazioni si rompono, per quanto ce ne possiamo prendere cura e per quanto possano essere resistenti. E nulla può tornare esattamente come era, una volta avvenuta la rottura.
Questo fa parte della natura di ogni cosa, anche se chi persegue il culto imperante e illusorio della forma cerca di propagandare il contrario, tramite una falsa, malsana, infantile idea di perfezione.
Il punto importante è saper riparare: nessuno può dire di non aver mai rotto un oggetto o una relazione, di non aver mai ferito.
Saper riparare è segno di attenzione, di umiltà, di sincero desiderio d’unione, è la forza positiva che contrasta il consumismo sfrenato dei beni e delle relazioni e l’indifferenza e il vuoto che ne conseguono.
Riparare significa valorizzare la rottura, darle dignità, perché la natura ci insegna che niente è da buttare, ma solo da trasformare in qualcosa di migliore, di più vero, profondo, forte.
Riparare in definitiva è il più alto atto d’amore.

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Poesia

Azione

Dove è cenere
piantiamo alberi
Mangiamo cibi
che sanno di giustizia
Colmi i cuori
di gratitudine
Sfidiamo la sorte
timonieri della vita
Realizziamo sogni
di sincera verità
Lasciamo tracce
profumose d’incenso
Viviamo i limiti
Con mente alata
Incendiamo gli orizzonti
di meravigliosa speranza.

Dario Pulcini

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Ecologia

Per il mio compleanno

Lo so che è un testo lungo, ma non tutto può essere espresso con brevità, quindi vi prego di dedicare qualche minuto per leggerlo con attenzione.
È l’unico regalo che vi chiedo per il mio compleanno.
L’umanità ha estremo bisogno di esprimere compassione, di far emergere l’amore per la vita, per innescare un cambiamento in meglio dell’attuale situazione locale e globale, soprattutto in rapporto all’ecosistema. Ognuno può decidere di farlo, istante dopo istante, ogni singolo essere umano è corresponsabile di tutto ciò che accade, di bene e di male: di fronte a chi incita continuamente all’odio, a chi accusa gli altri invece che guardare innanzitutto al proprio comportamento, a chi si concentra sugli effetti dei problemi invece che impegnarsi a rimuoverne le cause, l’unica risposta sana è la fermezza di avere il coraggio di dire la verità e di cercarla costantemente, innanzitutto dentro se stessi.
Molte cose sono opinabili, ma non tutte. I cambiamenti climatici in atto sono il risultato dell’incoscienza con cui come umanità ci stiamo rapportando al tema dell’ambiente, ma soprattutto con i nostri stati vitali più bassi. Avidità, collera e stupidità stanno diventando preponderanti in molti di noi e per questo stiamo depredando in maniera insensata la terra che sostiene la nostra vita, non permettendo ai cicli naturali di rinnovare le risorse, agendo in competizione egoistica invece che in cooperazione solidale, che è la forma naturale di interrelazione delle specie viventi. Non si tratta di filosofia, si tratta di realtà quotidiana: il consumo incontrollato e insensato, la bramosia dell’avere, sta portando alla scarsità dei beni più preziosi, che non sono le merci come i telefonini o le auto, ma l’acqua, il cibo, la natura, l’amicizia, l’amore, il senso di comunità universale, lo splendore dell’essere. Stiamo inquinando l’acqua, l’aria, il suolo, il cuore, la mente e ognuno di noi può fare qualcosa per fermare tutto ciò: scegliere di camminare, andare in bici, prendere un mezzo pubblico, invece che l’auto privata. Comprare prodotti ecologici e biologici, che non danneggiano l’ambiente. Ridurre per quanto possibile il consumo di risorse. Utilizzare prodotti e servizi che non danneggiano l’ambiente naturale. Condividere. Sostenere gli altri nel far emergere i propri talenti, mentre ci si sforza di far emergere i propri. Dialogare con sincerità, cercando di comprendere invece che giudicare.
Di certo qualcuno, leggendo queste righe, tenderà subito a dire: i mezzi non funzionano a dovere, i prodotti ecologici e biologici costano di più, consumare è un mio diritto, con i soldi che mi sono faticosamente guadagnato ci faccio ciò che mi pare, perché devo condividere con altri il frutto delle mie fatiche, le persone che sostieni poi spesso se ne approfittano, tutti giudichiamo. Seppure tutte queste riflessioni sono frutto di esperienze reali, se ognuno di noi non fa uno sforzo per cambiare le proprie abitudini, non riusciremo ad invertire questa tendenza autodistruttiva che ci sta portando, giorno dopo giorno, ad aumentare la nostra sofferenza e la nostra disperazione.
Il punto fondamentale credo sia nel fatto che non ci sia abbastanza consapevolezza di quanto si grave la situazione di compromissione del sistema ecologico, grave al punto che non basta alcuna azione di alcun governo, per quanto illuminato possa essere, a poterla cambiare, se non c’è una presa di coscienza collettiva. E credo anche che non ci sia abbastanza coscienza di quanto ognuno possa radicalmente intervenire per risolvere le problematiche che stiamo affrontando attraverso un proprio cambiamento individuale: un recente studio universitario sostiene che, se il 25% delle persone in una comunità cambia abitudini, anche il resto si adegua. Questo perché la vita è relazione, quindi il cambiamento di un singolo essere provoca inevitabilmente un cambiamento anche in chi lo circonda.
Il futuro non è già scritto, dipende dalle nostre scelte nel presente: mi sento quindi in dovere, nel ruolo che ricopro e che ogni giorno cerco di svolgere con disciplina e onore, di esprimere con queste parole ciò che sento giusto, sperando che possano cambiare il cuore anche di una sola persona. Il mio desiderio profondo è la felicità di tutti gli esseri viventi e userò la mia vita sempre e solo tenendo a mente questo impegno costante, cercando di migliorare me stesso giorno dopo giorno, per dare il mio contributo ad un’umanità migliore, capace di vincere le sfide epocali che stiamo affrontando, con coraggio e determinazione.
Grazie.

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Scritti e poesie

Sono nudo

Sono nudo
Di fronte alla forza
Incessante del mare
All’affetto del sole
Alle carezze del vento.
È in me la Madre
Che generosa genera
Ogni forma di vita
In infiniti e mutevoli
Atti d’amore puri
Che divengono alberi
Insetti e uomini.
Il rispetto è gratitudine
Mutevole come il tempo
Forte come un tramonto
Gioioso come ogni alba.
L’incessante danza cosmica
Si manifesta in compassione
E non vedo che meraviglia
Intorno e dentro me.

Dario Pulcini

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Scritti e poesie

Il Cuore che ride – Charles Bukowski

La tua vita è la tua vita
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c’è luce.
Forse non sarà una gran luce
ma vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile.
Afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
E più impari a farlo di frequente,
più luce ci sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché ce l’hai.
Tu sei meraviglioso
gli dei aspettano di compiacersi
in te.

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Scritti e poesie

E poi fate l’amore – Alda Merini

E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo
i baci lenti sulla bocca,
sul collo,
sulla pancia,
sulla schiena,
i morsi sulle labbra,
le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi,
vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento
era stata un po’ sbiadita.
Intendo dita sui corpi,
creare costellazioni,
inalare profumi,
cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano
allo stesso ritmo.
E poi sorrisi,
sinceri dopo un po’
che non lo erano più.
Ecco,
fate l’amore e non vergognatevi,
perché l’amore è arte,
e voi i capolavori.

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