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Politica

L’Ucraina ha avuto una deriva nazista?

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Dal 2004 in poi i diversi governi succedustisi in Ucraina hanno intitolato piazze e vie e eretto statue in onore di Stepan Bandera: nel 2010 addirittura venne insignito dell’onorificenza di Eroe dell’Ucraina!

Stepan Bandera era un criminale di guerra e terrorista, che giurò fedeltà alla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale.

Chi veramente anela alla pace sa che la verità non è mai da una parte sola, così come è cosciente che solo la verità può portare la pace.

Nulla per me giustifica la guerra, in nessuna parte del mondo: ma allo stesso tempo bisogna sempre sforzarsi di comprendere in maniera obiettiva le cause che determinano gli accadimenti della storia umana.

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Politica Umanesimo

La storia non ci assolverà

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La pace non si fa con le armi: un concetto ovvio, che anche un bambino delle elementari comprende chiaramente.
Ma non lo comprende il nostro Governo che ha deciso, con il Decreto Legge n. 16 del 28/02/2022, in palese contrasto con l’art. 11 della Costituzione e derogando alla Legge 185/1990, di inviare armi al governo ucraino. Si tratta di un atto scellerato e illecito, commesso dalle più alte cariche dello Stato.
Invece di mandare cibo, medicine, infermieri, medici, ingegneri, diplomatici, Draghi e soci hanno deciso di acuire il conflitto invece di spegnerlo: la Germania dichiara addirittura di voler investire 100 miliardi di euro per rafforzare la difesa.
Questi soggetti sono gli stessi che, quando come cittadini chiediamo aiuto perché non ce la facciamo a campare, ci dicono che dobbiamo stringere i denti, perché non ci sono fondi per garantire i più elementari diritti, come l’accesso ad un cibo di qualità e prodotto senza sfruttamento di ambiente e persone, l’accesso ad una scuola e una sanità universali e gratuite, la preservazione degli ecosistemi e delle risorse, la diminuzione delle diseguaglianze e l’aumento generalizzato della qualità della vita. E poi tirano fuori 100 miliardi di euro per armamenti! Capite dove è l’ipocrisia? Vi siete mai chiesti veramente perché accade ciò?
Il nostro Paese rientra, tristemente, nella top 10 dei produttori di armi nel mondo: è inaccettabile che, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, ancora si producano così tante armi.
Tutto ciò per folle avidità, per una vita basata sulla paura.
Io credo in un Europa dei popoli, civile, pacifista e democratica: dobbiamo tutti far sentire la nostra voce contro questa intensificazione della corsa agli armamenti, che non può che produrre ulteriori disastri.
Tutti i popoli del mondo sono fratelli, apparteniamo tutti alla grande famiglia umana: non lasciamo che siano i ricchi e i potenti a decidere il futuro dell’umanità. Sono certo che, come cittadini comuni, abbiamo in mano il potere di trasformare questo drammatico momento in un’opportunità di crescita verso un mondo nuovo, fatto di cultura, educazione, sostenibilità ambientale e pace.
Facciamo tutti la nostra parte, innanzitutto dicendo la verità, per rendere tutti consapevoli della realtà di ciò che sta accadendo: il fallimento della diplomazia per intransigenza delle parti.
Vogliono farci vedere il mondo come due schieramenti contrapposti, oriente e occidente, per meri interessi economici di pochi ricchi folli. Ma non è così: tutti i paesi del mondo collaborano ogni giorno a prescindere dalla nazionalità.
Grazie a questa collaborazione abbiamo acquisito un progresso tecnologico senza precedenti, che ci sta permettendo di trovare soluzioni alle problematiche più urgenti e complesse della nostra epoca, dalla salute all’ambiente. Le nuove generazioni stanno crescendo in un contesto sempre più globale, stringendo amicizie in ogni parte del mondo.
Io credo nell’amore tra tutti gli esseri viventi: credo fermamente che l’umanità sia capace di vivere in pace e armonia.
Ma perché ciò accada ognuno deve impegnarsi a tirare fuori da sé il meglio di ciò che è, giorno dopo giorno: ogni signola persona è cruciale per l’avvenire.
La realtà per tutti gli 8 miliardi di esseri umani che popolano la Terra è la medesima: non esiste re se nessuno vuole fare il suddito. Non esiste guerra se nessuno vuole fare il soldato. Non esiste ingiustizia se nessuno la commette. Il futuro del mondo è tutto nelle nostre mani.

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Umanesimo

Io voglio la pace

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Diritto

La verità della guerra in Ucraina

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Questa guerra è frutto della lunga invasione degli USA in Europa che va avanti da 70 anni: la corsa agli armamenti con l’aumento di basi militari NATO in Europa non si è mai arrestata. Gli investimenti militari nel mondo sono tornati ad aumentare costantemente dal 1998 ad oggi: un aumento del 10% solo negli ultimi dieci anni.

Spese militari globali

Gli Stati Uniti sono quelli che investono di più negli armamenti, il 39% della spesa globale: nel 2020 hanno speso 778 miliardi di dollari, il triplo della Cina e dodici volte di più della Russia.

Ma la corsa agli armamenti avviene in tutto l’occidente: tra i primi paesi che investono di più al mondo ci sono il Regno Unito, la Germania, la Francia e, purtroppo, anche l’Italia.

Le spese militari non si aumentano per fare la pace.

Sono certo che se chiedessimo a qualsiasi persona comune se vorrebbe una guerra a casa propria tutti risponderebbero certamente di no, anche gli statunitensi o i russi.

Per scongiurare le guerre è necessario che i popoli del mondo cooperino per costruire un mondo in armonia e in pace, attraverso un’equa distribuzione delle risorse, aumentando la resilienza delle comunità, costruendo ponti di solidarietà e cooperazione per affrontare le sfide emergenti della nostra epoca, in primis la rigenerazione degli ecosistemi distrutti dall’avidità umana.

I ricchi e i potenti giocano con la vita delle persone per continuare nella loro folle corsa al denaro e al potere.

In fin dei conti la guerra fa comodo solo a loro: ma non è ciò che vogliono le persone comuni, le quali subiscono incosapevoli i continui soprusi dell’oligarchia internazionale, completamente acciecata dalla smania di potere.

L’unica via d’uscita da una situazione tanto drammatica è creare una nuova coscienza civica universale: ognuno deve agire dove vive sostenendo la pace, la giustizia, l’equità, il dialogo, l’uguaglianza in quanto principi universali di convivenza.

Il diritto alla vita non è comprimibile per nessuna ragione: solo comunità consapevoli della sacralità della vita in ogni sua forma possono affrontare e superare brillantemente, grazie soprattutto alla creatività, all’entusiasmo, alla forza e all’intelligenza dei giovani, le più importanti sfide dei nostri tempi.

La pace e la guerra nascono nel cuore e nella mente delle persone: solo costruendo ogni giorno, con i propri sforzi, comunità pacifiche, solidali, creando una nuova coscienza civile basata sul dialogo e sui diritti umani, è possibile impedire che pochi folli ricchi e potenti continuino a giocare con le nostre esistenze.

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Democrazia Politica

Il green pass è una scelta di politica discriminatoria

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Il green pass non è una misura sanitaria, ma di politica discriminatoria: se fosse una misura di tutela della salute una persona con tampone molecolare negativo dovrebbe avere i medesimi diritti di una persona con super green pass (che oltretutto è diventato pure di durata illimitata, senza alcuna motivazione scientifica). Anzi, chi ha un tampone molecolare negativo non dovrebbe avere restrizioni, visto che anche con il supposto vaccino puoi essere contagioso e contagiare, mentre con un tampone molecolare negativo sei certamente sano e non puoi contagiare nessuno. Ma così non è per l’attuale normativa emanata dal Governo, generando una discriminazione palesemente in contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana, l’art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, l’art. 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il medesimo parere è stato espresso da illustri giuristi e dottori, nonché dal Consiglio D’Europa.

L’ultima variante omicron (che è quella attualmente dominante) è molto meno pericolosa delle precedenti, al pari di una qualsiasi altra influenza stagionale. A dichiararlo pubblicamente è la dottoressa sudafricana che ha scoperto per prima la variante omicron, Angelique Coetzee, la quale ha subito pressioni da Paesi stranieri per dire che Omicron fosse “pericolosa”. E sollecitazioni affinché non dichiarasse pubblicamente che la nuova variante causava “principalmente una malattia lieve”.

Gli interessi che si stanno tutelando non sono legati alla salute così come statuito all’art. 32 della Costituzione, ma ad interessi economici di aziende private sovranazionali (comportamento vietato dalla medesima Costituzione, che lo considera alto tradimento): dopo 40 anni di tagli e gli ultimi due anni in stato d’emergenza i medici non ce la fanno più e tra qualche giorno sciopereranno, in quanto non ci sono mezzi, strumenti e personale sufficienti per garantire le normali cure ospedaliere, con o senza la pandemia. In Italia ogni anno 50.000 persone muoiono in ospedale per infezioni prese nelle strutture sanitarie medesime, perché non ci sono nemmeno i fondi per tenerle pulite.

L’Italia fino agli anni ’80 ha avuto uno dei migliori servizi sanitari pubblici e gratuiti per tutti gli esseri umani (non solo i cittadini, ma chiunque si ammala nel territorio dello Stato) del mondo: negli ultimi 40 anni la sanità è stata cannibalizzata da criminali che hanno occupato, raggirando i cittadini, tutte le poltrone del potere. Il piano è stato attuato attraverso continue privatizzazioni e tagli sulla spesa pubblica per le cure sanitarie, al fine di spostare il settore della salute dalle mani pubbliche a quelle private, per generare profitto a vantaggio del sodalizio criminale. Così come è avvenuto per tutti gli altri settori strategici. Progetto riuscito, visto che il 47,81% degli ospedali italiani è ora in mani private.

Errare è umano, ma perseverare è diabolico: bisogna aprire gli occhi sulla realtà dei fatti per non continuare ad errare.

Io esigo dai miei governanti, in quanto cittadino della Repubblica, nel rispetto della Costituzione Italiana, ospedali pubblici e gratuiti per tutti, ingenti finanziamenti alla ricerca nei centri pubblici e nelle università pubbliche per far progredire la nostra Nazione (come da art. 9 Cost. It.), condividendo gratuitamente le scoperte scientifiche con tutti i paesi del mondo, come atto di solidarietà e fratellanza tra i popoli: la salute è un diritto costituzionale e umano fondamentale, perché a protezione del bene più sacro di tutti, che è la vita. Anche la protezione dell’ambiente è un aspetto fondamentale della tutela della salute, non solo della nostra specie, ma di tutte: oltre 80.000 persone ogni anno muoiono in Italia a causa dell’inquinamento e non si sta agendo nella maniera opportuna per impedire la distruzione e devastazione degli ecosistemi, mettendo a rischio la sopravvivenza di tutte le specie, compresa quella umana. Tutto sempre per tutelare gli interessi privati sovrananzionali delle potenti aziende private multinazionali e non per la tutela degli interessi pubblici e nazionali, del nostro popolo, agendo in aperto contrasto con la Costituzione Italiana. Dei giovani stanno manifestando pacificamente, in sciopero della fame da dieci giorni, mettendo a rischio la loro salute, davanti al Ministero per chiedere un incontro con il Ministro della Transizione Ecologica per parlare della crisi ecoclimatica, perché sono seriamente e giustamente preoccupati per il loro futuro. Il ministro Cingolani ha concesso, dopo 9 giorni, solo qualche minuto a porte chiuse, per dire loro che lui non può fare nulla (!). Vengono portati via dalle Forze dell’Ordine ogni giorno, pochi giorni dopo che la tutela dell’ambiente è entrata tra i principi fondamentali sanciti nella Carta Costituzionale! Non è tollerabile che le istituzioni repubblicane, al servizio della Nazione e del popolo, abbiano un comportamento così vergognoso, in particolar modo con i più giovani, non assumendosi le responsabilità delle loro azioni.

Queste sono questioni della massima importanza, che ogni cittadino deve approfondire, per prendere coscienza della gravità dell’attuale situazione.

Chiedo, sempre da cittadino della Repubblica, parte integrante quindi del popolo sovrano, al Presidente Della Repubblica Sergio Mattarella un intervento immediato a garanzia dei diritti costituzionali miei e dei miei concittadini. Le ricordo Presidente che Lei ha giurato sulla Costituzione Italiana, che sta venendo drammaticamente disattesa dal Governo, con la complicità del Parlamento, persino nei suoi principi fondamentali. Lei si è assunto la responsabilità di rappresentare il popolo sovrano: milioni di italiani stanno soffrendo ora per leggi illogiche e inique, per un’incapacità e palese mancanza di volontà, dettata da interessi privati, da parte del Governo e della maggioranza parlamentare di attuare il dettato costituzionale. Questi individui stanno agendo da traditori della patria e Lei non può rimanere inerte ad osservare.

È suo il compito, quale rappresentante dell’unità nazionale, di intervenire immediatamente e fermamente a tutela della nostra nazione e del nostro popolo, che non sarà il migliore del mondo, ma non merita di vivere tutto questo dolore, questo quotidiano terrore, propagandato da un asse di potere economico privato e sovranazionale, che si è impossessato delle più alte cariche dello Stato a danno di tutta la collettività.

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Politica Società

Assemblee dei cittadini

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Dobbiamo riappropiarci del nostro diritto di scegliere le sorti del Paese. Per questo vi invito a firmare la proposta di legge popolare, proposta dai Politici per caso, per istitutire le “Assemblee dei cittadini”: cittadini sorteggiati in base a specifici criteri, che dibattono e deliberano su questioni di pubblico interesse.

Si tratta di esperienze che da oltre un decennio si moltiplicano in tutto il mondo. Col supporto di esperti, i cittadini hanno la possibilità di studiare, discutere e decidere per il proprio futuro, laddove gli eletti da soli non riescono a dare soluzioni adeguate. Il primo grande tema per cui convocare un’Assemblea dei Cittadini è sicuramente l’emergenza climatica.

Davanti a questa urgenza è necessario il coinvolgimento dei cittadini, per intervenire subito dando le risposte che i Governi e la politica elettorale non sono stati in grado di offrire.

Qui per firmare la proposta di legge: https://raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CLIMA

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Ambiente Diritto Ecologia Politica

La tutela dell’ambiente e degli animali tra i principi costituzionali

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Una battaglia vinta dopo decenni, a cui ho partecipato attivamente, sensibilizzando la cittadinanza e facendo pressione ad ogni organo istituzionale.

Con l’ultima approvazione ieri alla Camera vengono modificati gli art. 9 e 41 della Costituzione: all’art. 9 per cui “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica», è stato aggiunto «tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali».

L’articolo 41 invece statuisce che l’iniziativa economica è libera ma «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». A questi vengono aggiunti anche «alla salute, all’ambiente».

Ora la sfida sarà applicare questi nuovi principi costituzionali, visti i governanti che abbiamo e la disastrata situazione dei tribunali italiani: sul lavoro, sull’utilità sociale dell’economia, sulla eguaglianza e sulla salute siamo molto lontani dal rispetto del dettato costituzionale, proprio per la cecità, l’incapacità, l’incompetenza e la corruzione dei governanti degli ultimi 40 anni e per il pessimo funzionamento della giustizia nel nostro Paese (siamo i peggiori in Europa, dopo di noi solo la Grecia).

La battaglia comunque non si deve fermare e tutti dobbiamo prenderne parte, per salvaguardare la nostra stessa esistenza: ora servono leggi e seri investimenti dello Stato per tutelare l’ambiente e gli animali.

Ognuno si deve assumere la responsabilità di promuovere la sostenibilità ambientale, per salvaguardare la nostra meravigliosa casa comune. Io continuerò nel mio piccolo, da bravo signor nessuno, a fare la mia parte.

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Ecologia Società

Una giornata triste

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Oggi è un giorno triste: è scomparsa la splendida Monica Vitti e la Commissione Europea ha adottato il secondo atto delegato, che stabilisce i dettagli del sistema di classificazione delle fonti di energia considerate “verdi”.

Monica Vitti

Il dramma è il seguente: secondo la Commissione gas e nucleare sono fonti energetiche utili alla transizione ecologica e possono avere, a determinate condizioni, l’etichetta UE per gli investimenti verdi (!).

Questa è pura follia: per mantenere alti i profitti di pochi si calpesta in maniera ipocrita il diritto dei cittadini europei ad una vita dignitosa. Sono certo che per la stragrande maggioranza dei cittadini europei la salute e la tutela dell’ambiente siano priorità assolute. Tutti concordiamo sul fatto che le scorie delle centrali nucleari siano un fardello (bomba ambientale) che lasceremo alle generazioni future per secoli, forse per millenni. Una centrale nucleare attiva equivale a sedere su una bomba: Chernobyl e Fukushima ne sono la testimonianza. Non esiste quarta generazione, non esiste nucleare sicuro, ad oggi. Il gas è gas, brucia e inquina, pertanto è tutt’altro che sostenibile.

Eppure già esistono soluzioni per una transizione ecologica immediata: chi sostiene che ciò non sia possibile è in malafede. Una delle principali stupidaggini che vengono propagandate è che le fonti rinnovabili non consentano una continuità del servizio elettrico, siano aleatorie: niente di più falso. L’energia idroelettrica e quella marina, che sfrutta il moto delle onde, sono praticamente costanti. Non solo, i bacini idrici possono essere utilizzati come accumulatori di energia in maniera veramente elementare, giusto per fare alcuni esempi.

Non si può rimanere indifferenti di fronte alla distruzione dello stato di diritto per l’instaurazione definitiva dello stato del profitto: è un aberrante sistema che non è utile a nessuno e che ci sta portando alla rovina.

Tutti dobbiamo alzare la testa, tornare a guardare al futuro con determinazione e coraggio: sono certo che in ogni essere umano c’è la capacità innata di distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Considerare gas e nucleare energie “verdi” significa distorcere la realtà dei fatti e allontanarci dalla direzione giusta per garantire una vita dignitosa ad ogni forma di vita.

“Dicono che il mondo è di chi si alza presto. Non è vero. Il mondo è di chi è felice di alzarsi.” Monica Vitti

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Ambiente Ecologia

Piccoli cipressi crescono

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Sono un papà premuroso 😊

Al contrario di quanto affermano alcuni, il cipresso è una pianta tipica del clima mediterraneo.

Una curiosità: si usano sovente nei cimiteri perché le loro radici crescono prevalentemente in verticale, non creando così interferenze con le sepolture.

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Ambiente Ecologia

Via la carne dal Restaurant Geranium

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Il Restaurant Geranium di Copenaghen ha tolto la carne dal suo menù: è considerato il secondo miglior ristorante al mondo del 2021, tre stelle sulla guida Michelin, una delle guide più rinomate. Considerate che solo 130 ristoranti al mondo hanno 3 stelle.

Lo Chef, Rasmus Kofoed, non mangia carne da 5 anni, perché ha acquisito una coscienza ambientale e vuole fare la propria parte nel ridurre i cambiamenti climatici: “Il mio menu riflette chi sono, e come mi evolvo come chef e come essere umano”.

Ogni chilo di carne di manzo prodotta corrisponde in termini di effetto serra all’emissione di 60 kg di CO2 nell’atmosfera, al consumo di 7.000 litri d’acqua, per non parlare delle terre per foraggio sottratte alla coltivazione di prodotti alimentari direttamente per uso umano: un chilo di broccolo equivale a 1,9 kg di CO2 e 1 kg di lenticche a 0,89 kg, giusto per fare degli esempi (parliamo ovviamente di produzioni industriali: nell’orto familiare praticamente si azzerano i consumi, se gestito bene, mentre si mantengono alti per l’allevamento anche familiare per produrre carne, per via del necessario processo di lavorazione).

Il menu del Geranium ha ora nuovi piatti a base vegetale e frutti di mare: “Lo vedo come una sfida per creare nuovi piatti che celebrino i frutti di mare dalle acque incontaminate e le verdure delle fattorie locali, biologiche/biodinamiche che prosperano qui in Danimarca e in Scandinavia. Abbiamo bisogno di una tabula rasa. Stiamo dicendo addio ai nostri piatti d’autore e penso che sia un grande passo”.

Anche la scelta del biologico e delle produzioni locali ha come obiettivo primario la riduzione dell’inquinamento e la tutela dell’ambiente.

Mi auguro che sempre più attività seguano l’esempio del ristorante Geranium e comprendano quanto sia importante la partecipazione di tutti per salvaguardare il pianeta.

Dobbiamo partire dai nostri comportamenti quotidiani prendendo coscienza delle soluzioni che dobbiamo attuare per superare le questioni più urgenti e drammatiche della nostra epoca.

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Ambiente Filosofia Politica Umanesimo

Come vivere in salute e a lungo

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Malattia, vecchiaia, morte, sono tre delle sofferenze che vive qualsiasi essere umano.

Perché tali sofferenze possano avere un senso nella nostra esistenza, è necessario affrontare la prima sofferenza: la nascita. Dal momento in cui nasciamo diveniamo sempre più consapevoli (o timorosi) delle altre sofferenze e ci chiediamo, più o meno consciamente, il perché ciò avvenga: c’è chi crede nel destino, chi nel caso, chi nella volontà (propria, del cosmo o di divinità trascendenti).

Voglio per ora tralasciare nascita, vecchiaia e morte e soffermarmi sulla malattia: di questi tempi credo sia importante si approfondisca il tema.

Diciamo innanzitutto che stare in salute non è facile: anche se la conoscenza medica avanza, la nostra eredità genetica, i nostri comportamenti e/o il nostro ambiente aumentano o diminuiscono le probabilità di essere in salute. I nostri comportamenti e il nostro ambiente modificano persino la nostra stessa genetica, quindi il patrimonio genetico che lasceremo alle generazioni future.

Tutto ciò che è vivo, per mantenere la propria salute, necessita di processi “omeostatici”: l’omeostasi è quel processo biologico che permette agli organismi viventi di conservare le proprie caratteristiche al variare delle condizioni esterne dell’ambiente tramite meccanismi di autoregolazione. Pertanto è vero che stare in salute non è facile, così come è anche vero che un organismo vivente, in miliardi di anni di evoluzione, ha elaborato strategie immunitarie e resilienti, in grado di mantenere l’omeostasi al variare dell’ambiente esterno. Possiamo dire pertanto che il nostro organismo è sia fragile che anti-fragile: viene influenzato dagli stress esterni e allo stesso tempo si adatta a questi per sopravvivere.

Per comprendere bene come funziona la vita e la salute dei singoli individui, è necessario soffermarsi sul fatto che essa non è scissa in tante parti indipendenti, ma è formata da parti interdipendenti. Questo avviene non solo nel singolo individuo, ma tra tutte le forme di vita. Anche se pensi che il broccolo che cresce nell’orto non abbia nulla a che vedere con te, in realtà non è così: oltre a condividere con te un’eredità genetica del 90%, il broccolo condivide con te l’aria che respiri, l’acqua che bevi e il suolo su cui cammini. Se l’acqua e l’aria sono inquinate tutte le specie ne vengono compromesse: i processi omeostatici non riescono a fermare la degenerazione generalizzata in atto nell’organismo e gli individui iniziano a morire.

La vita può esistere solo come macro-aggregato di molteplici specie: lì dove muoiono più individui di quanti ne nascano le diverse specie si estinguono e si tende inevitabilmente verso la desertificazione fino a giungere all’assenza di vita.

La vita è interrelata indissolubilmente e pertanto esiste un’omeostasi individuale e un’omeostasi collettiva.

L’omeostasi collettiva (in parole semplici, come vivere in salute e a lungo in un ambiente inevitabilmente comunitario) è stata studiata: grazie agli studi del docente di Scienza della nutrizione all’Università di Sassari Gianni Pes e l’astrofisico e demografo Michel Poulain ora conosciamo le zone blu.

Cosa sono le zone blu? Sono aree geografiche determinate (che i due scienziati evidenziarono in blu sulla mappa, nella loro prima ricerca) in cui la vita degli esseri umani è statisticamente molto più alta della media.Queste le aree ad oggi scoperte con la maggiore longevità al mondo: Ogliastra in Sardegna, l’isola di Okinawa in Giappone, l’isola di Icaria in Grecia, la Penisola di Nicola in Costa Rica, Loma Linda in California.

Cosa accomuna queste aree così distanti tra loro?

1. La famiglia al centro di tutto

2. Scarso o nullo tabagismo

3. Semivegetarianismo

4. Attività fisica moderata, ma costante

5. Percezione di essere utili socialmente

6. Consumo di legumi

Alcune di queste aree hanno anche altri tratti in comune:

1. Fede

2. Uso di grani integrali

3. Centralità delle donne nella comunità

4. Giardinaggio

Cosa ci insegnano le zone blu? Ce lo dice Michel Poulain: “Studiando a fondo l’alimentazione, la qualità dell’aria, dell’acqua e del cibo, le relazioni sociali e ogni altro aspetto della vita nelle zone blu posso dire che esistono tratti comuni riassumibili in due punti cardine: vivi una vita semplice e semina amore intorno a te. Questo è ciò che mi hanno insegnato le persone che ho conosciuto negli anni e con le quali ho stretto un sincero rapporto di amicizia”. Più diffusamente, Poulain ha identificato sette elementi di grande rilievo che accomunano tutte le zone blu e che potrebbero essere quindi i fattori determinanti dietro al fenomeno della longevità. “Questi sono: condurre una vita semplice, mangiare cibo locale, coltivare forti relazioni famigliari e sociali, nutrire la propria spiritualità, rimanere attivi, rispettare il Pianeta e avere sempre uno scopo di vita.”

Per vivere bene, in salute e a lungo quindi, non è sufficiente fare attenzione al nostro comportamento come singoli (ad esempio diventando vegetariani, consumando legumi, camminando ogni giorno), ma anche il nostro comportamento con gli altri, con l’ambiente in cui viviamo: per dedicarsi alla famiglia, sentirsi utili socialmente, seminare amore è necessario costruire una comunità solidale che sappia cooperare costruttivamente, che cooperi per aumentare la qualità della vita di tutti e non solo di alcuni. È pertanto necessario che vi sia una cultura del vivere bene condivisa e accettata dalla comunità, poiché la qualità della vita del singolo è inscindibile dalla qualità della vita della comunità in cui vive.

Quando parlo di comunità vi invito a concentrarvi su chi vi sta accanto innanzitutto e di ogni specie vivente: a molti capita di cadere nell’illusione che, per agire in maniera incisiva nella comunità, sia necessario acquisire posizioni di potere particolari, accumulando denaro o sviluppando la propria carriera professionale o accumulando titoli di studio. Questo perché si pensa in tal modo di giungere a più persone, ma lo si fa con il desiderio di influenzarle imponendo la propria visione, vivendo la propria vita in una gara folle con tutti per sentirsi, illusoriamente, il migliore. “Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra mezzo e fine vi è esattamente lo stesso inviolabile nesso che c’è tra seme e albero.” Diceva Gandhi e aveva ragione. Non possiamo immaginare una società in cui ci si combatte l’un l’altro per affermarsi in una competizione continua e quotidiana sfibrante, che possa generare persone capaci di cooperare costruttivamente. L’indifferenza generata dalla lotta per la supremazia sull’altro ci degenera, ci fa ammalare, ci distrugge interiormente. L’indifferenza ai sentimenti altrui, la paura del contatto e del confronto, sono tutti i mali che la nostra società ha e che ci portano ad ammalarci anche nel corpo oltre che nella mente.

La nostra salute, quella delle nostre comunità, quella delle altre specie, è compromessa o rafforzata dal nostro modo di vivere la vita: solo in Italia oltre 80.000 persone muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento (7 milioni a. livello planetario), 50.000 muoiono per infezioni prese negli ospedali, 3.000 in incidenti stradali. La diffusione dell’attuale coronavirus, che ha provocato e provoca milioni di morti su scala planetaria, è probabilmente causata da un salto di specie del virus che proviene da serpenti o pipistrelli: il contatto tra l’uomo e queste specie è aumentato con la distruzione degli ambienti naturali in cui tali specie vivono. Non solo, alcuni studi affermano che l’inquinamento atmosferico, nello specifico il particolato sottile, sia uno dei vettori che facilita la diffusione del virus. Invece che avere paura di questi fatti, dobbiamo impegnarci a comprenderli e ad agire con coscienza.

Come vediamo tutto è correlato e molte malattie potremmo già diminuirle considerevolmente con un approccio sistemico che miri a ridurre nel più breve tempo possibile le cause che mettono a repentaglio la vita sul pianeta. Come dice il fisico Fritjof Capra “il pensiero sistemico (che significa pensare in termini di relazioni e di schemi) ci rende consapevoli del fatto che le sfide principali del mondo di oggi – energia, economia, cambiamento climatico, disuguaglianze – sono tutte interconnesse e interdipendenti. Sono problemi sistemici che richiedono altrettante soluzioni sistemiche. ” Ridurre l’inquinamento, fermare la distruzione degli ecosistemi, diminuire il consumo di risorse, sono passi fondamentali perché l’umanità possa vivere in pace e armonia. Per avere un approccio sistemico è necessario cambiare mentalità. Non possiamo più ragionare cercando di massimizzare il profitto individuale o di pochi, ma dobbiamo concentrarci sull’adottare processi e metodi, con cui costruiamo la nostra comunità ogni giorno, che siano in grado di farci scegliere le migliori soluzioni alle sfide che dobbiamo affrontare collettivamente.

L’intero attuale sistema politico, di educazione, produzione e uso va modificato e riadattato perché risponda ai bisogni degli esseri viventi per migliorare la qualità della vita. Non esiste evoluzione né sopravvivenza senza capacità di adattamento, senza comprendere i comportamenti nefasti e i comportamenti virtuosi nell’epoca che viviamo.

Abbiamo già tutto quanto necessario per invertire rotta e costruire comunità resilienti e solidali, in grado di vivere a lungo e bene: ora ciò che serve è la nostra volontà.

Dobbiamo superare la paura di fallire, perché fallire è l’unico modo per imparare.

Dobbiamo superare la paura di cambiare, perché il cambiamento è inevitabile.

Dobbiamo superare la paura dell’altro, perché siamo indissolubilmente legati.

Dobbiamo avere il coraggio di rispettarci e amarci, perché è l’unica strada per vivere bene e a lungo.

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Ambiente Ecologia Economia Politica

La Germania chiude tutte le centrali nucleari

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La Germania, come promesso da Angela Merkel 10 anni fa, nel patto di governo di Socialdemocratici, Verdi e Liberali della Fdp, finisce l’anno in bellezza: verranno chiuse 3 delle 6 centrali nucleari del Paese, le ultime 3 entro 12 mesi, quindi entro fine 2022.

Di certo il governo tedesco dimostra un’altra moralità politica rispetto ai nostri politicanti che dal giorno dopo le elezioni dimenticano ogni promessa elettorale.

Ma ciò che più conta è che, mentre c’è chi tenta stupidamente di riabilitare l’energia atomica spacciandola per “green”, per interessi economici privati e non certo per interessi pubblici, la nazione europea più importante decide di dismettere completamente le centrali nucleari.

D’altronde l’adozione del nucleare come fonte d’energia, oltre ad essere rischioso per la salute umana e per l’ambiente, è anti-economico: in una centrale nucleare si può produrre un Megawatt/ora di elettricità ad un costo che varia tra i 90 e i 100 euro, il doppio rispetto ai 45-50 euro dei parchi eolici offshore.

Il buon senso e non l’avidità deve guidare le scelte che facciamo, sia come singoli sia come comunità.

La transizione ecologica sarà possibile solo se vi sarà una forte spinta delle comunità verso una riduzione dei consumi e un approccio sistemico al settore produttivo e energetico per rendere la nostra esistenza sul pianeta sostenibile.

Mobilità, cibo, prodotti, lavoro, giustizia, equità, energia: per riuscire a salvare il pianeta dal disastro in corso è necessaria una rivoluzione culturale che modifichi i nostri stili di vita, i nostri sistemi di produzione e uso delle risorse, i nostri sistemi sociali.

Le azioni da compiere sono le “Otto R” di Latouche per rifondare l’economia: Rivalutare, Ricontestualizzare, Ristrutturare, Rilocalizzare, Ridistribuire, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

Dobbiamo tutti essere pronti ad agire in prima persona, modificando innanzitutto il nostro approccio alle sfide che la vita ci pone, utilizzando creatività e buon senso: solo così potremo evolvere verso un’umanità in pace con se stessa e con la vita in ogni sua forma.

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Ricette

Come fare il pane con la pasta madre

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In questo video spiego come fare il pane con la pasta madre: vi consiglio di utilizzare, come faccio io, solo farine bio e il più possibile locali.

Fare il pane è un gesto sacro e oggi, nella società virtualizzata e liquida in cui viviamo, rivoluzionario: Gandhi diceva che “Dio creò l’uomo perché si procurasse il cibo con il lavoro e disse che chi mangiava senza lavorare era un ladro.” La sua “regola di ragione” era: un uomo che non fa del lavoro fisico non ha il diritto di mangiare. Disse anche che “se tutti lavorassero per il proprio pane, le distinzioni sociali cadrebbero”.

Ad un giornalista che gli chiese quali fossero per lui le cose migliori della vita, lo scrittore Graham Greene rispose: “L’odore del pane, il gusto del sale e l’amore dei bambini”.

Ogni volta che faccio il pane mi viene in mente una canzone della Nuova Compagnia di Canto Popolare, “In galera li panettieri”: il testo fa riferimento a quei panettieri che, dopo essersi arricchiti, si sentono “baroni” e negano il pane alla povera gente che non se lo può permettere.

Non smetterò mai di farmi il pane: il livello qualitativo, una volta appreso il procedimento con la pasta madre, è mille volte migliore della monnezza che vendono quasi tutti i panificatori, che usano materie prime di scarsa qualità, lieviti chimici e/o tempi troppo brevi di maturazione dell’impasto, quindi pani indigeribili e contaminati.

Inoltre lo trovo un gesto semplice, che mi mantiene sempre con i piedi per terra.

Beh, ci sarebbe tanto altro da aggiungere ma per ora… Buona visione!

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Umanesimo

Giovani lottate sempre per i vostri sogni

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Queste alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza di fine anno: “Non immagino il mio futuro all’interno o all’esterno delle istituzioni. L’ho detto una volta rispondendo ad una domanda fatta da alcuni ragazzini al punto luce di Torre Maura: l’importante è vivere il presente e farlo al meglio possibile. Forse sbaglio, ma i motivi del successo del governo, per me sicuramente ma credo anche per altri ministri, è che ha lavorato sul presente senza chiedersi cosa c’è nel futuro, cosa c’è per me nel futuro”.

Credo che Draghi non solo non sia un buon Presidente del Consiglio, ma assolutamente non possa essere un buon Presidente della Repubblica: ciò che ha dichiarato lo trovo inquietante, da persona che della vita non ha capito nulla.

Dire a dei giovani che non è importante chiedersi cosa ci attende in futuro, ma semplicemente dedicarsi ad affrontare il presente è da persona del tutto inconsapevole del valore incommensurabile della vita: la creatività, l’intelligenza, la sensibilità, l’importanza di avere sogni, utopie e visioni, appartengono ad ogni essere umano e chi le uccide o le minimizza è già morto dentro.

L’umanità ha saputo affrontare grandi sfide ed evolversi come specie proprio grazie alla perserveranza e al coraggio di tutti coloro che hanno saputo guardare al di là del proprio tempo, immaginando un mondo migliore di quello che vivevano nel loro presente.

Il successo di Draghi non è dovuto alla sua lungimiranza o alla sua saggezza, ma alla sua superficialità e al suo essere perfettamente adeguato al vecchio sistema che sta distruggendo il pianeta, di cui lui è uno dei massimi esponenti: solo una persona superficiale, che non ha vissuto la vita nella sua pienezza, potrebbe dire cose tanto irresponsabili a dei giovani.

Beh, io sono il signor nessuno e voglio anche io dire qualcosa a tutti i giovani: sognate, lottate per i vostri sogni, guardate al di là del presente, fatevi un’idea di futuro migliore del presente che vivete e lottate perché si realizzi.

Ho piena fiducia che il vostro entusiasmo, la vostra intelligenza, la vostra determinazione e i vostri talenti, saranno in grado di farci evolvere verso un’umanità migliore dell’attuale.

Meravigliosi giovani di questa epoca, avete tutto il mio sostegno e se vi serve una mano per combattere queste cariatidi che impediscono alla vita di evolversi, per quel che posso, sono a disposizione: sarò sempre al vostro fianco e continuerò a combattere con tutte le mie forze perché tutti possano esprimere i propri talenti, per salvare questa variegata umanità, questa spettacolare moltitudine di esseri viventi che abitano il meraviglioso pianeta su cui abbiamo la fortuna di vivere.

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