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Diritto Scritti e poesie Umanesimo

Giovani

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Una comunità che non protegge i giovani è una comunità incapace di immaginare un futuro degno. Dobbiamo ribellarci alle scelte politiche irragionevoli, dobbiamo sostenere il diritto inalienabile ad una vita dignitosa per ogni giovane.

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Diritto Società

Non vuoi più ricevere telefonate commerciali? C’è il registro delle opposizioni

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Si conosce poco il Registro delle Opposizioni, eppure è per il cittadino un formidabile strumento per eliminare tutte quelle fastidiose telefonate commerciali che assillano ogni giorno tanti cittadini ai numeri fissi di casa.

Basta iscriversi al registro via web, mail, telefono, fax o raccomandata e, passati 15 giorni,  nessuna azienda avrà più il diritto di chiamarvi a casa per proporvi offerte commerciali: qualora lo facesse è sufficiente che diciate subito di essere iscritti al registro e, come per magia, subito vi chiederanno scusa per il disturbo e chiuderanno la chiamata.

Qualora insistano, è possibile sporgere denuncia e/o segnalare l’inadempienza all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

VAI SUBITO AL REGISTRO E CANCELLATI: http://www.registrodelleopposizioni.it

P.S.: se avete firmato il consenso al trattamento dei dati personali a un soggetto terzo da cui ricevete chiamate pubblicitarie indesiderate, ricordate che:

  • l’operatore di telemarketing ha l’obbligo, su richiesta dell’utente, di informare da quale lista sia stato estratto il suo numero telefonico. Il cittadino può richiederne la cancellazione, che deve essere effettuata dal titolare dei dati entro 15 giorni dalla richiesta.
  • ai sensi del Codice in materia di protezione dei dati personali (Dlgs 196/2003), è possibile revocare il consenso dato a terzi inviando direttamente al soggetto titolare del trattamento dei dati l’apposito modulo compilato in ogni sua parte. In seguito all’invio della richiesta di cancellazione dei propri dati, il titolare ha l’obbligo di rimuovere entro 15 giorni dalle proprie liste il numero telefonico in questione.
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Politica

Le elezioni italiane di aprile sono una truffa

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Vorrei elencare i motivi per cui ritengo le elezioni di aprile 2008 una vera e propria truffa ai danni del cittadino e dovrebbero essere o rinviate o annullate successivamente:

  1. Non possiamo scegliere i nostri rappresentanti, poiché si vota solo il simbolo, quindi i partiti decidono per noi chi andrà in Parlamento, fatto unico in Europa (e forse nel mondo). Si contravviene in maniera palese all’art. 1 comma 2 della Costituzione Italiana: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
  2. Il diritto al voto viene riconosciuto anche ai residenti all’estero, quasi 3.000.000 di persone aventi diritto al voto, su 50.000.000 totali, ossia il 6% dell’elettorato e il loro voto nella Circoscrizione estero gli permetterà di eleggere 12 deputati di 618 totali e 6 senatori di 309 totali, in base a quanto stabilito dalla Legge 459/2001 del Governo Berlusconi. Ciò significa che tali elettori hanno un diritto, ma nessun dovere di svolgere attività che concorrano al progresso materiale e spirituale della società. Se decidessero di votare in massa per un’unica coalizione inoltre, potrebbero essere determinanti per far vincere questa o quella parte, senza poi dover subire le conseguenze del loro voto.
  3. I quasi 3.000.000 di stranieri residenti in Italia invece non hanno nessun diritto al voto quindi, pur contribuendo materialmente e moralmente allo sviluppo della nostra società, sono privati del diritto di scegliere il governo che dovranno subire.
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Diritto Società Umanesimo

Il Diritto del Cittadino

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Il reale problema nell’ambito del diritto italiano odierno consiste nella estrema difficoltà della conoscibilità della norma e nella complessità abnorme del sistema.

L’antigiuridicità intesa al riguardo dell’intero ordinamento, basata sui principi costituzionali, è stata via via adattata ai vari rami del diritto, dando luogo a dibattiti dottrinali mai sopiti e che quasi sempre derivano da intrinseci problemi del sistema stesso, dalla sua vetustà e disorganicità. La complessità del sistema giuridico italiano, inteso come insieme di norme ha raggiunto un grado tale per cui risulta sempre più difficile la distinzione tra “giusto e sbagliato” in tale ambito, tra norma anacronistica e norma vivente. Il risultato è una totale impossibilità per il comune cittadino (a cui si rivolgono e si debbono rivolgere le norme) di districarsi nel labirinto legislativo, fatto di leggi, d.l., d.lgs. a volte anche contraddittori tra loro, a trovare certezza del diritto, quest’ultimo principio cardine di uno stato moderno.

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