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Ambiente

L’accesso a un ambiente pulito e sano è un diritto fondamentale

Lo ha stabilito l’8 ottobre il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite con un consenso quasi unanime.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa che 13,7 milioni di decessi all’anno – il 24,3% del totale mondiale – siano dovuti a rischi ambientali come l’inquinamento atmosferico e l’esposizione a sostanze chimiche.

Di certo nei prossimi anni, se non invertiamo rotta, saranno molti di più.

Ognuno deve impegnarsi per salvare la vita sul pianeta, agendo concretamente e in prima persona: dobbiamo consumare meno e redistribuire le risorse, perché “la Terra ha abbastanza risorse per soddisfare i bisogni di tutti, ma non l’avidità di tutti”.

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Ambiente

Acqua in bottiglie di plastica? No grazie

PREFERIRE ACQUA IN BOTTIGLIE DI PLASTICA COMPORTA DANNI AMBIENTALI 3.500 VOLTE SUPERIORI RISPETTO ALL’ACQUA DEL RUBINETTO

Questo è ciò che emerge da uno studio di ricercatori spagnoli, che hanno analizzato in maniera approfondita il ciclo dell’acqua, prendendo come caso di studio la città di Barcellona.

Per sfatare poi una leggenda metropolitana aggiungo anche che, in generale, l’acqua di acquedotto è di ottima qualità e con maggiori controlli (quattro volte superiori) di quella in bottiglia.

Il vero cambiamento parte dai comportamenti di ogni singolo individuo: non consumate acqua in bottiglia di plastica, bevete l’acqua del rubinetto.

Fatelo per la salute vostra e di tutti gli esseri viventi.

Qui lo studio: https://bit.ly/3xujPDi

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Ambiente

Overshoot day 2021

DAL 13 MAGGIO 2021 TUTTI NOI ITALIANI SIAMO IN DEBITO CON LA TERRA.
Il 13 maggio è stato il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse naturali a disposizione per il 2021 e quindi dovremo cominciare a utilizzare le risorse che ci spettano per il prossimo anno: questo vale per l’alimentazione, l’energia e qualsiasi altro prodotto o servizio.
In pratica il 13 maggio è stata la data del nostro “Earth Overshoot day” per il Pianeta: se ciascun abitante del mondo consumasse come un italiano ci vorrebbero 2,7 pianeti per soddisfare i fabbisogni di tutti.
Il Global Footprint Network è l’organizzazione di ricerca internazionale che elabora costantemente i dati sull’impronta ecologica (cioè i consumi da parte della popolazione) e sulla biocapacità (quanto il territorio può mettere a disposizione) di ogni nazione del mondo e che calcola ogni anno l’Overshoot Day.
Deve essere un impegno di tutta la comunità, dalle istituzioni ai singoli cittadini, diminuire i nostri consumi per salvaguardare il pianeta.

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Ambiente Ecologia

I colori della natura

“La natura ha migliaia di colori e noi ci siamo messi in testa di ridurne la scala solo ad una ventina.”

Hermann Hesse

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Scritti e poesie

Guardate nel profondo

“Guardate nel profondo della natura e allora capirete meglio tutto”.

Albert Einstein

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Ambiente

Abbiamo 10 anni per salvare il pianeta

“The UN Decade runs from 2021 through 2030, which is also the deadline for the Sustainable Development Goals and the timeline scientists have identified as the last chance to prevent catastrophic climate change.”

Ci rimane poco tempo per evitare un cambio climatico catastrofico: un decennio.

In questi 10 anni dobbiamo cambiare radicalmente come pensiamo e come agiamo, per salvare il pianeta, perché ne abbiamo solo uno.

Le risorse della terra sono limitate, dobbiamo trasformare i modelli di produzione e consumo per tutelare la vita di ogni essere vivente.

La protezione e la rigenerazione degli ecosistemi è il punto di partenza per una rivoluzione verde di cui abbiamo urgente bisogno.

https://www.decadeonrestoration.org/about-un-decade

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Ambiente Diritto Ecologia Politica

Modifica della Costituzione per la tutela dell’ecosistema

Ho scritto una petizione per far sì che la tutela dell’ecosistema diventi centrale per il futuro del paese. È qualcosa che volevo fare da tempo e sono finalmente riuscito a mettere nero su bianco la mia proposta 🙂

Vi spiego di cosa si tratta: voglio che sia inserita nell’art. 9 della Costituzione Italiana la tutela dell’ecosistema.

L’art. 9 tutela al comma 2, ad oggi, il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, ma non esplicitamente l’ecosistema.

Con la modifica che propongo vi sarebbe un esplicito riferimento alla tutela dell’ecosistema nella Costituzione italiana tra i principi generali, obbligando così tutti i poteri dello stato (dal Parlamento al Governo agli enti locali alla magistratura) a tutelare l’ambiente in ogni sua forma.

Mi dareste una mano a diffonderla, oltre che a firmarla? Grazie!

Clicca sul link per firmare la petizione: http://chng.it/jVsFcHLMKt

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Ecologia Umanesimo

Beato il popolo che non ha bisogno di eroi

Alcune persone pensano di essere paladini dell’ambiente, della tutela degli animali, della difesa dei diritti degli esseri umani: eppure, per pulirsi in maniera ipocrita la coscienza, null’altro fanno se non adoprarsi per mitigare gli effetti (al solo fine vero di riempire il proprio ego di significato e tentare puerilmente di combattere le proprie pulsioni depressive) di un sistema disastroso, distorto, egoista, che non vogliono cambiare perché comporterebbe cambiare se stessi, le proprie abitudini, fare sacrifici veri, essere responsabili fino in fondo delle proprie azioni, iniziare a lottare per la verità, essere coerenti dall’inizio alla fine, armandosi di coraggio e iniziando ad essere esempio e modello per gli altri, a prescindere dalle critiche, dalle invidie, dalle cattiverie, dalla stupidità altrui. E quindi alla fine non fanno altro che continuare a dividere e a creare disarmonia, perché vogliono sentirsi meglio degli altri.

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Ecologia

Per il mio compleanno

Lo so che è un testo lungo, ma non tutto può essere espresso con brevità, quindi vi prego di dedicare qualche minuto per leggerlo con attenzione.
È l’unico regalo che vi chiedo per il mio compleanno.
L’umanità ha estremo bisogno di esprimere compassione, di far emergere l’amore per la vita, per innescare un cambiamento in meglio dell’attuale situazione locale e globale, soprattutto in rapporto all’ecosistema. Ognuno può decidere di farlo, istante dopo istante, ogni singolo essere umano è corresponsabile di tutto ciò che accade, di bene e di male: di fronte a chi incita continuamente all’odio, a chi accusa gli altri invece che guardare innanzitutto al proprio comportamento, a chi si concentra sugli effetti dei problemi invece che impegnarsi a rimuoverne le cause, l’unica risposta sana è la fermezza di avere il coraggio di dire la verità e di cercarla costantemente, innanzitutto dentro se stessi.
Molte cose sono opinabili, ma non tutte. I cambiamenti climatici in atto sono il risultato dell’incoscienza con cui come umanità ci stiamo rapportando al tema dell’ambiente, ma soprattutto con i nostri stati vitali più bassi. Avidità, collera e stupidità stanno diventando preponderanti in molti di noi e per questo stiamo depredando in maniera insensata la terra che sostiene la nostra vita, non permettendo ai cicli naturali di rinnovare le risorse, agendo in competizione egoistica invece che in cooperazione solidale, che è la forma naturale di interrelazione delle specie viventi. Non si tratta di filosofia, si tratta di realtà quotidiana: il consumo incontrollato e insensato, la bramosia dell’avere, sta portando alla scarsità dei beni più preziosi, che non sono le merci come i telefonini o le auto, ma l’acqua, il cibo, la natura, l’amicizia, l’amore, il senso di comunità universale, lo splendore dell’essere. Stiamo inquinando l’acqua, l’aria, il suolo, il cuore, la mente e ognuno di noi può fare qualcosa per fermare tutto ciò: scegliere di camminare, andare in bici, prendere un mezzo pubblico, invece che l’auto privata. Comprare prodotti ecologici e biologici, che non danneggiano l’ambiente. Ridurre per quanto possibile il consumo di risorse. Utilizzare prodotti e servizi che non danneggiano l’ambiente naturale. Condividere. Sostenere gli altri nel far emergere i propri talenti, mentre ci si sforza di far emergere i propri. Dialogare con sincerità, cercando di comprendere invece che giudicare.
Di certo qualcuno, leggendo queste righe, tenderà subito a dire: i mezzi non funzionano a dovere, i prodotti ecologici e biologici costano di più, consumare è un mio diritto, con i soldi che mi sono faticosamente guadagnato ci faccio ciò che mi pare, perché devo condividere con altri il frutto delle mie fatiche, le persone che sostieni poi spesso se ne approfittano, tutti giudichiamo. Seppure tutte queste riflessioni sono frutto di esperienze reali, se ognuno di noi non fa uno sforzo per cambiare le proprie abitudini, non riusciremo ad invertire questa tendenza autodistruttiva che ci sta portando, giorno dopo giorno, ad aumentare la nostra sofferenza e la nostra disperazione.
Il punto fondamentale credo sia nel fatto che non ci sia abbastanza consapevolezza di quanto si grave la situazione di compromissione del sistema ecologico, grave al punto che non basta alcuna azione di alcun governo, per quanto illuminato possa essere, a poterla cambiare, se non c’è una presa di coscienza collettiva. E credo anche che non ci sia abbastanza coscienza di quanto ognuno possa radicalmente intervenire per risolvere le problematiche che stiamo affrontando attraverso un proprio cambiamento individuale: un recente studio universitario sostiene che, se il 25% delle persone in una comunità cambia abitudini, anche il resto si adegua. Questo perché la vita è relazione, quindi il cambiamento di un singolo essere provoca inevitabilmente un cambiamento anche in chi lo circonda.
Il futuro non è già scritto, dipende dalle nostre scelte nel presente: mi sento quindi in dovere, nel ruolo che ricopro e che ogni giorno cerco di svolgere con disciplina e onore, di esprimere con queste parole ciò che sento giusto, sperando che possano cambiare il cuore anche di una sola persona. Il mio desiderio profondo è la felicità di tutti gli esseri viventi e userò la mia vita sempre e solo tenendo a mente questo impegno costante, cercando di migliorare me stesso giorno dopo giorno, per dare il mio contributo ad un’umanità migliore, capace di vincere le sfide epocali che stiamo affrontando, con coraggio e determinazione.
Grazie.

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Scritti e poesie Umanesimo

La mia famiglia

Mi piace che le cose vadano bene.
Se proprio possiamo dare un senso alla nostra esistenza, non c’è nulla di più importante che usare ogni fibra dei nostri muscoli, ogni neurone del nostro cervello, ogni palpito del nostro cuore, per fare ogni sforzo possibile per salvare tutta l’umanità. Ognuno di noi sbaglia, fa errori, ma non è in questo la nostra grandezza, né il nostro limite, è inevitabile sbagliare, è necessario per apprendere.
La grandezza di ognuno di noi è nel correggere i nostri errori, giorno dopo giorno, in una lotta infinita tra il nostro lato oscuro e la nostra parte illuminata, per evolverci, affrontando le difficoltà senza fuggirne.
La natura di ogni cosa tende costantemente all’evoluzione.
L’universo è spinto da una compassione infinita, da un’energia infusa in ogni singolo elemento in una danza cosmica permeata di forza, capace di sconfiggere ogni dolore. E noi siamo, nel profondo, quella danza.
La terra, il nostro meraviglioso pianeta, la vita che si è espansa in ogni luogo e in ogni forma, rischia di collassare.
Non è una visione apocalittica, è la realtà.
Ma non esiste alcun destino prestabilito.
Siamo noi a decidere il futuro, migliorando oggi, istante dopo istante.
Nulla potrà fermare la nostra speranza nel cambiare in meglio, perché è una battaglia che quotidianamente possiamo combattere dentro noi, sforzandoci di superare i nostri limiti, che nessuno può fermare e che solo noi possiamo vincere.
La vita di ognuno di noi è piena di dolori, ma se ci fermiamo a guardare solo questo perdiamo l’essenza del vivere, che è gioire per ogni conquista fatta, per ogni battaglia vinta e ogni giorno cominciare a combattere nuovamente.
La nostra eternità è la nostra determinazione a vincere contro il dolore, perché non esiste dolore più grande di diventare gli artefici della distruzione della nostra specie, di essere coloro che si auto-eliminano per non sforzarci di seguire la meravigliosa evoluzione dell’universo.
Ogni singolo deve unirsi all’altro, tirare fuori il coraggio, spingersi oltre il proprio limite egoistico e fare la propria parte per il bene di tutti.
Ciò significa realizzare pienamente il nostro essere umani.
C’è un mondo splendido, fatto di pace, gioia, speranza, che solo attende di essere costruito.
E noi possiamo esserne i fautori.
Diventiamo gli attori principali di questo cambiamento epocale, risvegliamo in noi stessi la consapevolezza che ci lega ad ogni cosa e scopriremo la risonanza tra tutti noi, nessuno escluso, scopriremo di potere essere tutti insieme la meravigliosa, pacifica, gioiosa, famiglia umana.

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Agricoltura Ambiente Scritti e poesie

Non combattere

Non combattere il sistema, creane uno nuovo. Riappropriati della tua sovranità alimentare. Vivi immerso nella natura. Gioisci di ogni incontro, sii tu gioia ad ogni incontro. Scegli la dignità dell’altruismo alla vigliaccheria dell’egoismo. Rafforza la tua resilienza individuale. Sii tu a cambiare, non cercare di cambiare gli altri. Una vita ben vissuta ha bisogno di intuito e ispirazione.

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Economia Società Umanesimo

Il fallimento del produttivismo

Sono in Sardegna, isola che amo e che conosco da quando sono nato. Ammiro gli imponenti e ancestrali monti di granito, mi inebria l’odore del mirto e dell’elicriso, sono estasiato dalle acque cristalline, sento pulsare in questa terra per lo più incontaminata una forza archetipa, quella della natura nel suo libero divenire originario.

E poi giro per Olbia o Porto Rotondo e vedo tutte queste famiglie in preda al raptus dell’acquisto estivo: vagano nei centri commerciali e tra bancarelle che per lo più vendono prodotti scadenti, se non vera e propria immondizia, scarti della produzione industriale spacciati per cibo o prodotti cosmetici, acquistando voracemente ogni stupidaggine. L’industria dei marchi ha inquinato anche le menti dei giovani: una ragazzina di non più di quindici anni diceva in spiaggia “non voglio mettermi con nessuno, a meno che non sia bello così sono sicura che mio figlio sarà bello”. I genitori non hanno detto una parola a questa affermazione, come se fosse normale esprimere un pensiero così stupido e superficiale. Come se l’amore fosse un acquisto vantaggioso, come se fosse indossare un vestito di un marchio famoso, come se fosse il puntare su un cavallo vincente: così come la televisione e la pubblicità insegna loro. Una famiglia oggi al supermercato, alla richiesta della cassiera se avesse la carta Conad, lascia rispondere la bambina: “noi andiamo alla Coop o al Carrefour, non abbiamo la carta Conad”. I genitori aggiungono che da loro è un susseguirsi di centri commerciali e dicono tali parole con aria compiaciuta. La cassiera risponde che “purtroppo” qui non c’è ancora nemmeno Ikea e che sono finiti i tempi in cui si costruivano centri commerciali in Sardegna. L’altro giorno una famiglia francese al Carrefour, siccome la loro carta di credito non veniva accettata come bancomat, dicono alla cassiera “noi siamo francesi, Carrefour è francese, come è possibile”, come se la colonizzazione commerciale di una multinazionale, che ha distrutto tantissime economie locali, con imprese costrette a chiudere, posti di lavoro persi, cultura manifatturiera cancellata, sia qualcosa di cui andare fieri, qualcosa che tutela la loro supposta supremazia nazionale nel mondo. Al negozio biologico da cui mi rifornisco a Olbia una signora del nord Italia dice che i sardi non hanno voglia di lavorare e di fare soldi (come invece al nord), perché ha saputo che si voleva aprire un supermercato Natura sì in questa città, ma nessuno si è prodigato per trovare uno spazio adeguato alle richieste di tale catena di distribuzione.

Questo modello sociale promosso da avidi ricchi impazziti (e seguito dai tanti che stupidamente provano a imitarli) sta decadendo, è già decaduto, solo che molti ancora non se ne accorgono. La società industriale, il produttivismo, sta portando al collasso ambientale e sociale, ormai è un fatto e non una mera teoria. L’individuo interessato più all’avere (che sia un’auto, un lavoro, una famiglia) che all’essere è un individuo fallito, che ha perduto il senso originario della vita. E la depressione prende il sopravvento nei più, celata dietro ai sorrisi finti nei selfie, dietro le maschere di cera delle signore imbellettate in giro per l’aperitivo a Porto Rotondo. All’innaugurazione della discoteca Country, sempre a Porto Rotondo, file di ragazzini di 20 anni anelano entrare, ma rimangono delusi e arrabbiati, perché senza invito e senza essere in lista non si entra. Torneranno a casa sognando un giorno di avere abbastanza soldi o fama tali da poter entrare per primi, guardando con godimento i ragazzini che non potranno entrare. In bella mostra all’ingresso un’auto sportiva da centinaia di migliaia di euro completa il quadro penoso della situazione. E anche io mi arrabbio, non perché desiderassi entrare chissà quanto, ma perché nemmeno lo avevano comunicato che ci fosse bisogno di un invito: tutto perfettamente studiato per creare una società divisa in inclusi e esclusi.

Una società falsa, superficiale, che produce individui incapaci di sostenere un dialogo sincero, autentico, incapaci di valorizzare le relazioni e saperle tenere: diverse volte mi è capitato di perdere un’amicizia o addirittura l’amore per una frase detta crudamente, per un comportamento duro ma determinato al crescere dell’altro, senza che l’altro abbia avuto il coraggio del confronto, la pazienza del crescere insieme, senza avermi dato valore, senza ascolto, senza considerare il mio comportamento nel tempo: quello stesso ascolto, quell’aiuto sincero e disinteressato che ho cercato sempre di dare, a me è stato più e più volte negato, spesso da quelle medesime persone che maggiormente lo hanno ricevuto. Quale miglior modo d’altronde di allontanarsi dalla verità che allontanare la persona che la dice o il dialogo autentico che porta verso di essa? Può sembrare un’affermazione arrogante, ma ho rifletutto a lungo e non posso che confermare tale mio punto di vista.

Tutto è merce, tutto è fugace, tutto è veloce: sembra di vivere in un incubo e invece è la terribile realtà dei nostri giorni, di come vive la maggior parte della gente.

La vita va vissuta come valore in sé, come gioia in sé, non con un fine specifico e prefissato: come si può vivere pensando che il nostro valore sia determinato dal costo dei vestiti che portiamo, dall’auto che guidiamo, dallo stipendo che prendiamo, da quanto sia avvincente il sesso con la o il partner (passione che dura al massimo qualche mese senza altruismo)? Come possiamo pensare che il nostro valore sia nell’amore che riceviamo invece che nella nostra capacità di amare? Tante persone continuano a vivere piene di illusioni, in una bolla che rapidamente scoppia, tormentate dai sensi di colpa, perché non ascoltano chi dice loro la verità, ma soprattutto non ascoltano la loro parte più vera, più genuina, quella verso il giusto e il reale. E ad ogni scoppio ricominciano da capo, senza imparare nulla, come una catena di montaggio dei sentimenti umani, in cui ogni pezzo viene replicato all’infinito, in una spirale senza fine che porta all’esasperazione, alla follia, al suicidio interiore.

Eppure l’essere umano tende naturalmente verso il bene, il miglioramento, il progresso spirituale oltre che materiale. Però perché tale sua natura emerga deve lottare oggi contro il modo di pensare della società capitalistica, in cui tutto è merce, tutto è questione di soldi, di produttività, di prevaricazione l’uno sull’altro per accaparrarsi il posto migliore, per acquistare per primi il nuovo smartphone: è tutto concorrenza, si diviene migliori non se si ammettono i propri errori, non se si è capaci di cambiare idea, ma se si ha un’idea talmente radicata da soggiogare l’altro, se non riuscendo a batterlo nel dialogo sicuramente battendolo nella capacità di diventare indifferente. Non si costruisce più insieme, non si è più in grado di relazionarsi gioiosamente.

Io non ci riesco, io non riesco ad essere indifferente, né alla signora sessantenne che cerca ancora l’avventura con il giovane plastificando il proprio corpo, persa nella propria malinconia e tristezza d’un passato costruito sulla certezza del “benavere”, ma privo di emozioni, né al giovane che pensa sia tutto una questione di denaro, sesso e potere, né all’amico che mi ha tradito o all’amore che non ha capito. Loro sono me, sono vita, nessuno esiste senza tutto. Tutto è sempre presente, è sempre interrelato, non esistono distanze, non esiste separazione.

Sono qui e ora, presente a me stesso, conscio che il mio agire può dare un contributo utile al cambiamento, pronto ad aiutare l’altro, a togliere sofferenza e dare gioia, dimostrando ancora una volta che l’essere umano non è un cancro nella natura, ma parte fondamentale dell’evoluzione della natura sulla terra.

Anche se dovessi rimanere l’ultimo a comportarmi in tal modo.

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Ecologia Iniziative News Politica Società Umanesimo

Ecofestival Mentanese sabato 27 giugno 2015

Ecofestival-Mentanese-a6Ecofestival-Mentanese-a6-retroIl 27 giugno si terrà a Mentana, in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, il primo Ecofestival Mentanese: sarà un’ottima occasione per conoscere il mondo visto dagli occhi dei sognatori: quindi siate presenti, se non con il corpo, almeno con il cuore!

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Ambiente Ecologia Filosofia Politica Società Umanesimo Video

La verità la puoi solo negare non la potrai evitare

La verità la puoi solo negare non la potrai evitare. Video meraviglioso.

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Ambiente Culture Iniziative News

Dal 17 al 31 luglio 2013 Festival Habicura

Dal 17 al 31 luglio 2013 si terrà a Villa Mercede, nel quartiere San Lorenzo di Roma, Habicura, il primo festival su ambiente, benessere e cultura.

Il festival è organizzato da tanti cari amici, quindi è un piacere per me poterli aiutare nella diffusione dell’iniziativa pubblicando questo articolo sul mio sito.

Sarò anche presente con lo stand delle scarpe del progetto Ragioniamo con i piedi di cui faccio parte, i giorni 30 e il 31 luglio 2013, per festeggiare insieme la chiusura dell’iniziativa.

Sul sito del festival trovate il programma completo: http://www.habicura.it

Habicura 2013

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