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Scritti e poesie

Il senso della vita

Da questa parte della barricata ci sei tu, c’è il tuo mondo fatto di sogni e ambizioni, di amori e delusioni, c’è la tua piccola vita che s’intreccia a infinite altre: quella dei tuoi figli, dei tuoi genitori, dei tuoi amici, quella di chi neppure conosci. Dall’altra parte c’è il mondo, c’è la Storia. E la Storia non aspetta, la Storia si fa, tutto crea e tutto distrugge. La Storia ti calpesta, non importa che tu sia ricco, che tu possa scegliere. La Storia si fa e tu sei lì, nel mezzo: con i piedi che affondano nella neve, gli occhi straziati dal dolore, impietosito di fronte a un corpo affamato, sfinito… Che senso ha, allora, il tuo agire? A cosa tende, allora, il tuo volere? Che senso ha la tua vita, quando la Storia decide di mostrare il suo volto più feroce, quando la Storia diventa guerra, quando è Lei che decide? Nessuno. O forse un senso c’è, ma sta a te affermarlo. Perché “per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente”.
Lev Tolstoj – Guerra e Pace

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Umanesimo

Divide et impera

Cosa mi fa più dolore? Vedere i media occidentali, controllati dai poteri economici, da troppo tempo sciorinare fiumi di parole per i morti delle sole disgrazie che avvengono in questa parte del mondo o contro la gente di questa parte del mondo. E mi fa ancor più dolore vedere tanti credere che questa sia la sola realtà, quella dell’occidente buono sotto attacco e dell’oriente cattivo e barbaro da attaccare. È un modo facile per l’uomo occidentale di non sentirsi responsabile di ciò che accade, di semplificare stupidamente la complessità.
Ogni giorno muoiono persone per cause ingiuste ovunque,  ogni giorno tanti si impegnano con successo costruendo un mondo migliore, ma pochissimi media ne parlano. E sono sempre i poteri forti a creare o sostenere le cause delle ingiustizie, con la collaborazione attiva della gente comune che non si pone domande, che mira solo alla soddisfazione dei propri bisogni senza ragionare sulle conseguenze sugli altri delle proprie azioni, per piccole che siano. Basta studiare la storia per rendersi conto di ciò. Siamo noi quindi la causa primaria della situazione mondiale. Lo facciamo con la nostra stupidità, con la nostra indifferenza, esportando ignoranza e armi (solo l’Italia ha triplicato le esportazioni nell’ultimo anno), acquistando e utilizzando prodotti e servizi ottenuti con lo sfruttamento dell’ambiente e delle persone: ossia la maggior parte di ciò che vendono i centri commerciali e le grandi aziende di servizi, la maggior parte di come vengono utilizzati i soldi dei nostri conti bancari, la maggior parte di ciò che pubblicizzano sui media più utilizzati, dalla televisione a internet.
I vari regimi autoritari sono nati instillando la paura verso chi di volta in volta era comodo e facile considerare nemico, propagandando falsità al fine di giustificare la soppressione delle libertà individuali, dal lavoro ai diritti sociali e politici. “Divide et impera“. I regimi sono sempre nati nascondendo la verità, proteggendo i veri responsabili delle miserie del mondo, incolpando qualcun altro.
Senza uno spirito di fratellanza globale, non ci può essere un’umanità capace di risolvere le ingiustizie e le iniquità.
Si soffre e si muore di terrorismo, guerra, fame, indigenza, malattia in tutto il mondo e la causa è sempre la stessa: incentivare le pulsioni negative dell’essere umano, come l’avidità, l’egoismo, l’arroganza e la stupidità, piuttosto che coltivare le pulsioni positive come l’altruismo, la compassione, l’intelligenza, la solidarietà. Il vero nemico da combattere è interiore: se si conduce una vita da ipocriti, mostrandosi buoni a chiacchiere e poi lavorando per chi sfrutta ambiente e persone, se si usano due pesi e due misure per giudicare il nostro operato da quello altrui, la situazione non potrà che peggiorare. Le nostre azioni, le nostre parole e i nostri pensieri contano e costruiscono il mondo che viviamo. La visione di un’umanità divisa nasce dalla nostra mentalità illusa, incapace di vedere la verità oggettiva: l’unica realtà è che tutto è interconnesso e non esiste azione buona o malvagia che non abbia ripercussioni su tutto.
Come esseri umani, uno per uno, dobbiamo essere ogni giorno più responsabili e consapevoli, dobbiamo scegliere che mondo vogliamo e agire coerentemente; dobbiamo usare il nostro potere per far sentire con coraggio la nostra voce che grida verità e giustizia, per costruire, con le nostre forze e alleandoci saldamente, un mondo nuovo partendo dalle nostre azioni quotidiane. Dobbiamo credere che non solo sia possibile, ma immediatamente attuabile un mondo pacifico ed equo. Dobbiamo farne la nostra missione di vita. Solo così la terra può divenire un luogo migliore dove vivere. Tutti insieme. In armonia. Il futuro è distopico solo per chi smette di combattere interiormente per far vincere la vita. Perché combattere le illusioni e far emergere la verità è vivere.

“Non c’è strada che porti alla pace che non sia la pace, l’intelligenza e la verità.”

Mahatma Gandhi

“Viviamo nella paura ed è così che non viviamo.”

Siddhartha Gautama

“Chi ha bisogno di stimoli per compiere un’azione nobile, non la compirà mai.”

Kahlil Gibran

“Gli occhi della nazione fanno presto ad asservire la vita umana agli interessi di chi sta al potere, riducendo le persone a numeri o oggetti inanimati. Ma gli occhi della Vita guardano a ogni persona come a una preziosa, unica, irripetibile esistenza.”

Daisaku Ikeda

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Umanesimo

Essere Umano

Se l’uomo religioso dimentica il voto originale di ogni profeta, di ogni maestro, di ogni santo, di ogni filosofo, di ogni eroe, di ogni uomo comune dedito al bene, cioè la felicità più piena e realizzata di ogni essere vivente, non può più definirsi tale. Nasconde dietro al nome della propria religione, a cui in realtà non crede, le peggiori nefandezze, il potere occulto più avido e malato.
La pace si ottiene interrompendo ogni spirale di violenza, stringendosi l’un l’altro senza alcuna distinzione.
L’amore universale è la forza più grande e rivoluzionaria che l’uomo possiede, ma per esprimerlo ci vuole coraggio e consapevolezza, compassione attiva e saggezza, fiducia e ottimismo, comprensione e perdono.
La pace si costruisce ogni istante con il nostro cuore, con la nostra mente, con i nostri pensieri, con le nostre parole, con le nostre azioni, tutte dedite alla pace e all’armonia.
La violenza, il dolore che ci infliggiamo l’un l’altro, non ha senso solo se non ci porta a capire l’importanza dell’amore fraterno tra tutti gli uomini per vivere bene, per realizzare le nostre vite, per concretizzare la nostra felicità.
Ognuno è responsabile per tutto ciò che accade.
La violenza si interrompe solo con un estremo e coraggioso atto d’amore, di solidarietà, di altruismo.
Così come l’odio genera odio, l’amore genera amore.
Le bombe francesi in Siria non portano meno terrore e non sono meno violente degli attentati a Parigi.
Ogni vittima di violenza è una perdita per l’umanità intera e una sconfitta dell’umanità intera.
Opponiamoci alla guerra, sempre, ovunque.
Il dialogo è l’unica arma di un vero essere umano.
Costruiamo insieme un’umanità felice, fermiamo la follia dei violenti.
Siamo noi l’arma più potente per portare la pace nel mondo.

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Umanesimo

Contro ogni guerra

“Datemi il denaro che è stato speso nelle guerre e vestirò ogni uomo, donna e bambino con un abbigliamento dei quali re e regine saranno orgogliosi. Costruirò una scuola in ogni valle sull’intera terra. Incoronerò ogni pendio con un posto di adorazione consacrato alla pace.”

Charles Sumner

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Politica Società Umanesimo

25 aprile 2015

Commemorare i 70 anni della Liberazione d’Italia significa per me commemorare il più grande insegnamento della storia umana: la dignità e il desiderio di libertà di ogni singolo individuo per sé e per gli altri, possono sconfiggere anche il più potente nemico, fermare anche la più tragica guerra. Oggi come ieri c’è sempre bisogno di una liberazione quotidiana: liberazione dai pregiudizi, dalle inimicizie, dall’indifferenza, dall’odio, dal dolore, dal pessimismo. Un essere umano può vivere in costante crescita morale per tutta la vita, mettendo in atto il massimo del suo potenziale, solo grazie ad un percorso quotidiano di cambiamento in meglio partendo da sé stesso. E, nei momenti cruciali, può trasformare anche la peggior situazione in un’occasione di progresso, di crescita. L’unico limite che abbiamo è dato dalla nostra volontà. L’antifascismo è un principio che nasce da un’umanità progredita a cui tutti dovremmo conformarci, se vogliamo un futuro e un presente migliori. La resistenza è quotidiana, dobbiamo resistere a tutto ciò che non porta un beneficio comune e condivisibile con l’umanità intera. Costruire una umanità solidale e pacifica è il compito fondamentale di ogni generazione, di ogni epoca, di ogni nazione, di ogni essere umano.

Buona Liberazione, buon 25 aprile 2015!

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Culture Società Umanesimo

Lettera al popolo palestinese

Ragionate, popolo palestinese. Sono decenni che venite martoriati dal governo israeliano, il quale si è macchiato dei più efferati delitti, senza mai esser condannato dall’ONU, per il diritto di veto del governo statunitense (che sostiene economicamente e difende lo Stato di Israele per meri interessi geopolitici ed economici); l’ultima sanguinosa macchia di tale governo è stato attaccare in acque internazionali una nave di volontari provenienti da tutto il mondo per portare aiuti al popolo palestinese, una macchia che rimarrà nella coscienza di ogni israeliano che non agisce per far finire ogni efferata violenza da parte del proprio governo, una strage di una gravità inaudita.

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Società Umanesimo

duemilanove

science_fiction_telefonoskopien

Ecco che un nuovo anno comincia, il 2009. Questo numero fa riaffiorare nella mia mente i romanzi di fantascienza che leggevo da piccolo, da “2001 Odissea nello spazio” di Arthur C. Clarke a “La macchina del tempo” di Herbert George Wells, all’intero “Ciclo della fondazione” di Isaac Asimov. Narrano di un avvenire ultra tecnologico, della conquista dello spazio, di psicostoria, di una più evoluta e complessa concezione della vita, ma in particolare di un futuro dove i rapporti umani sono solo una parte dell’universo conosciuto, perché non è solo la nostra specie ad esistere nel cosmo. Ed ecco che dalla fervida immaginazione di questi grandi scrittori appaiono nuove specie intelligenti, con la loro psicologia e la loro visione dell’universo spesso ben divergenti da quelle umane, ma che convivono insieme nel cosmo infinito. Il grande merito di questi narratori è stato aprire la mente verso il futuro, poterselo immaginare al di là del nostro tempo, oltre lo spazio fisico del nostro sistema solare, oltre la nostra specie.

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Politica

Gli USA in assetto di guerra

Dopo l’attacco della Colombia in territorio ecuadoriano, tramite sostegno del governo statunitense, dopo l’appoggio politico e forse anche finanziario da parte degli USA all’illegittimo referendum sullo statuto autonomo del dipartimento di Santa Cruz in Bolivia (peraltro pesantemente perso dalle elités boliviane che lo sostengono, con un astensione storica del 39% e un 15% di “no”), il governo statunitense si pone in assetto di guerra. Come al solito i nostri media non parlano di ciò che succede nel mondo, ma ormai siamo abituati.

E’ notizia del 24 aprile 2008 che la Difesa USA ha stabilito dopo 48 anni di ripristinare la IV Flotta (senza ovviamente nessun consenso e senza chiedere nessun permesso da parte dei paesi latino americani) nel sud dell’Oceano Atlantico, dal 1 luglio 2008, con la scusa di voler combattere il terrorismo e il narcotraffico. In realtà questa operazione militare è una vera e propria minaccia ai paesi latino-americani, ormai per la maggioranza schierati contro il governo statunitense, visto che lo spiegamento di forze comprende anche testate nucleari (e non mi sembra che si possa combattere narcotraffico e terrorismo con armi nucleari), nonché tutte le ultime tecnologie e strumentazioni belliche.

Ciò è un fatto gravissimo sia per i già delicati equilibri internazionali sia per l’atteggiamento arrogante che il governo statunitense continua a tenere nei confronti dell’intero pianeta, arrogandosi il diritto di dichiarare guerre senza rispettare né l’ONU né il diritto internazionale. Il futuro dell’umanità, sino a quando la posizione del governo USA rimarrà così intransigente e bellicosa, mancando di rispetto a moltissimi stati, governi democraticamente eletti e popoli, non si prospetta dei migliori.

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