Categorie
Diritto Politica Umanesimo

Siamo tutti fratelli: agiamo per un mondo di pace, giusto e sostenibile

Tempo di lettura: 5 minuti

Le persone ucraine e le persone russe sono tutte mie sorelle e fratelli. E lo sono anche tutti gli altri cittadini del mondo, dell’est, dell’ovest, del nord e del sud.

Tutte le religioni del mondo nascono per portare la pace nel cuore degli uomini: io sono buddista e credo che tutti noi credenti, di qualsiasi religione, dobbiamo unirci per scongiurare la guerra e portare pace, fratellanza, amore, giustizia, verità. Chiunque crede nei valori della pace, della verità e della giustizia, deve agire in spirito di fratellanza, ora più che mai, anche se non crede in alcuna religione. È nello spirito degli esseri umani sentirsi fratelli e sorelle, parte di un’unica grande famiglia umana. È chiaramente impresso nelle Costituzioni di tutti i paesi e nei trattati internazionali sui diritti fondamentali, civili e politici questo spirito di unione di tutti gli esseri umani.

La guerra avviata da Putin e la gestione del conflitto da parte di Zelensky con l’appoggio di gruppi neonazisti addestrati dal governo USA, sono entrambi atti criminali.

Il Governo degli Stati Uniti, solo per fare un esempio, ha bombardato l’Iraq con la scusa delle armi di distruzione di massa, che non sono state trovate. La guerra ha distrutto, ucciso, devastato. Non ci sono stati né vincitori né vinti, ma solo morte e dolore, come in tutte le guerre.

Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina (qualsiasi guerra per me è criminale e un fallimento dell’umanità) per fatti reali: in Ucraina ci sono frange neonaziste al potere, addirittura nell’esercito regolare, armate fino ai denti, addestrate dagli USA; in Ucraina ci sono territori maggiormente legati culturalmente e storicamente alla Russia, che da anni vivono nel terrore per le continue rappresaglie dell’esercito ucraino e russo in un coflitto civile che in pochi anni ha prodotto oltre 14.000 morti, in particolare vivono le torture e gli omicidi perpetrati dai battaglioni neonazisti ucraini: diversi report internazionali (OSCE, UNHCR) parlano di vera e propria pulizia etnica, di torture, di occultamento di cadaveri nelle fosse comuni. La NATO si è espansa nei paesi dell’est Europa, contravvenendo agli accordi e alle dichiarazioni internazionali e in questi anni ha continuato a riempire i suoi arsenali in Europa. La NATO dovrebbe essere sciolta e dovrebbero essere processati i responsabili che si sono macchiati di crimini inauditi nelle guerre degli ultimi decenni.

Questa guerra, che continua come tutte le guerre ad essere ingiustificabile, anche di fronte ai fatti che ho descritto, è di certo stata voluta da Putin, che ne è responsabile di fronte all’umanità intera, ma il consesso istituzionale internazionale occidentale, invece di dialogare, ha scientemente agito per acuire le controversie, invece che sedarle, per arrivare allo scontro.

L’unica via d’uscita per salvaguardare le persone è una proposta seria di neutralità militare dell’Ucraina e la tutela vera delle minoranze e della democrazia: molto lontana oggi, visto che Zelensky continua a gettare benzina sul fuoco chiedendo a giorni alterni l’intervento della NATO e dei paesi UE, ottenendo armi e pagando mercenari provenienti da qualsiasi parte del globo per proseguire non una lotta di liberazione, visto che è inserito nella Costituzione Ucraina dal 2019 l’entrata nella NATO, ma una carneficina insensata. Gli Stati e le nazioni non esistono nella realtà: sono invenzioni umane. Esistone le culture, le tradizioni, le usanze, dei diversi popoli e vanno rispettate, per questo va creato un dialogo costruttivo tra tutte le comunità, ma i confini sono solo sulla carta: ad ogni confine, piccolo o grande che sia, da città a città, da regione a regione, da nazione a nazione, in tutto il globo, le genti e le culture si mescolano e danno vita a quella meravigliosa diversità umana che è sotto i nostri occhi tutti i giorni.

Zelensky invece continua a far morire i suoi cittadini vittime della sua continua propaganda nazionalista, disinteressandosi completamente delle persone comuni che stanno soffrendo ogni giorno e di come porre fine subito a questa guerra, per obbedire ai suoi partners occidentali. I battaglioni neonazisti ucraini sono stati armati e addestrati dagli USA proprio per destabilizzare la Russia e acuire il conflitto. È il loro piano dichiarato da anni, basta leggersi i documenti della Rand Corporation, sono online sul loro sito internet.

Putin continuerà a bombardare criminalmente l’Ucraina sino a che Zelensky non dichiarerà seriamente di volersi sedere al tavolo dei negoziati e portare una seria proposta di neutralità militare dell’Ucraina e il rispetto delle minoranze.

Il governo e il parlamento italiani, completamente proni agli Stati Uniti, hanno deciso di far diventare la nostra Nazione parte del conflitto, inviando armi anche contro la volontà popolare. Questo fatto è di una gravità inaudita e come popolo dobbiamo affermare con ogni mezzo la nostra contrarietà alla corsa agli armamenti e all’invio di armi: le armi servono innanzitutto per uccidere, più che per difendersi. Ovunque nel mondo. Riflettete bene: se non ci fossero armi nel Pianeta non sarebbero possibili gli eccidi in pochi secondi che vediamo ogni giorno in diverse parti del globo, con bombe sempre più potenti. Negli USA, per fare un esempio, per via della possibilità di possedere armi leggere da parte di qualsiasi cittadino maggiorenne, muoiono 40.000 persone ogni anno. Si sparano pensando di essere in un videogioco, ma poi muoiono per davvero: perdonate il sarcasmo, ma molti di loro purtroppo sono giovani, vittime della propaganda guerrafondaia e violenta di chi commercia le armi.

L’Unione Europea, invece che essere portatrice di dialogo, invia un miliardo di euro di armi all’Ucraina, dimostrando che gli interessi UE in Ucraina non sono per le persone comuni, ma per le risorse che l’Ucraina possiede. Perché se vuoi tutelare le persone comuni mandi aiuti umanitari, non armi. Chiedi un tavolo di negoziati immediato, non criminalizzi l’avversario.

La Cina è l’unica grande potenza che sostiene il dialogo come unica arma di risoluzione delle controversie sin dall’inizio. I mezzi d’informazione, in maniera criminale, dicono che la Cina sostiene la guerra russa, aizzati dalle dichiarazioni dei governanti statunitensi, gettando ulteriore benzina sul fuoco, sempre e solo per mentire ai popoli mascherandosi dietro ad un falso patriottismo.

In tutto ciò gli unici che ci stanno guadagnando e che probabilmente hanno agito perché tutto ciò accadesse, sono i diversi ricchi di qualsiasi Nazione, proprietari di industrie belliche e di banche: per loro la vendita di armi e la ricostruzione sono affari da non perdere, non hanno alcun interesse verso le persone comuni, si stanno follemente sfregando le mani di fronte a questo nuovo conflitto.

Dobbiamo interrompere questa spirale di violenza il prima possibile: per farlo è necessario che le persone comuni prendano coscienza e decidano di alzare la testa ed esprimere il proprio dissenso, che comincino ad aprire gli occhi e a dire la verità. È necessario costruire ponti di solidarietà tra le Nazioni, tra tutte le Nazioni, per scongiuare un ennesimo conflitto mondiale, che può portare solo disperazione, sofferenza, povertà. Visto che i governanti non vogliono farlo, perseguendo non l’interesse dei loro popoli, ma il lucro dei ricchi oligarchi che pagano le loro campagne elettorali con cui truffano la gente, siamo noi che dobbiamo agire in tal senso.

Chiediamo di discutere una proposta all’ONU per l’immediato cessate il fuoco e la neutralità militare dell’Ucraina, senza basi o milizie straniere nel Paese, garantendo la libertà e la sicurezza del popolo ucraino e avviando rapidamente la ricostruzione.

Chiediamo di discutere una proposta all’ONU di un piano disarmo generale di tutte le nazioni, partendo dall’eliminazione delle testate nucleari e di investire i fondi così risparmiati per la mitigazione dei cambiamenti climatici e per una vera rivoluzione mondiale verso la sostenibilità ambientale e sociale.

Chiediamo di togliere il diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a USA, Russia, Cina, Regno Unito, Francia, di modo che l’ONU possa avere il potere di dirimere tutti i conflitti con il dialogo e non con le armi.

Chiediamo ai paesi UE di uscire dalla NATO e di eliminare gli stanziamenti per nuovi armamenti, riducendone anzi gli investimenti: la pace non si fa con le armi.

Chiediamo che tutti i criminali di guerra dell’ultimo secolo vengano processati, a partire dai governanti e dagli oligarchi che hanno avviato conflitti nel globo dopo la seconda guerra mondiale, compiendo veri e propri eccidi e portando interi paesi nell’instabilità e nella povertà, come avvenuto e in alcuni casi purtroppo ancora avviene in Africa, in America Latina, in Asia, in Europa, in Oceania.

La strada verso la giustizia e la pace è in salita e faticosa, ma se siamo un’unica voce, se sapremo guardare oltre gli interessi nazionali e agire come un’unica umanità, riusciremo a migliorare il mondo in cui viviamo e far sì che la guerra e le ingiustizie siano solo un lontano ricordo, di cui tenere memoria per non cadere più nei medesimi errori e non compiere mai più inaudite violenze.

Condividi

Di Dario Pulcini

Studio, lavoro, creo, socializzo, amo.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.