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Buddismo

L’eredità della Legge fondamentale della vita

“Il Buddismo della causa originale propagato dal Daishonin è l’insegnamento che permette alle persone vive e reali di realizzare la causalità per il conseguimento della Buddità. Le persone sono il fondamento e ogni persona è importante. Se non mettiamo in pratica lo spirito di dare valore a ogni individuo, qualunque discorso sull’eredità della Legge, per quanto elevato, non sarà altro che mera teoria.”

Daisaku Ikeda

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Buddismo Umanesimo

Alle radici della felicità

Sapete cosa mi rende felice? Il sapore di un bicchiere di vino di un produttore biologico che si trova vicino casa mia, fatto con sapienza, amore, rispetto dell’ambiente e degli esseri umani. Un pomodoro o un cavolo che raccolgo dall’orto naturale di cui mi prendo cura insieme ad altre persone, in condivisone. L’abbraccio di mia mamma e di mio papà, il loro sorriso. Una famiglia unita capace di superare le proprie differenze. Il sorriso sincero dei miei amici. La comunità in cui vivo capace di cambiare tendendo ad una condizione migliore di vita per tutti, scegliendo insieme, lasciando da parte le divergenze e cercando di cogliere ciò che ci unisce. Mi rende felice chiacchierare con uno sconosciuto, di qualsiasi parte del mondo, in qualsiasi lingua e scoprire di condividere una comune umanità. Avere la fortuna di incontrare grandi personalità capaci di essere colte, intelligenti e aperte al dialogo allo stesso tempo, senza sentirsi più capaci degli altri, senza escludere gli altri, ma capaci di abbracciarli.
Mi rende felice osservare gli alberi che sono mossi dal vento, la pioggia che cade sui campi e che permette la vita, il succedersi delle stagioni: il freddo dell’inverno, il caldo dell’estate, il tepore dell’autunno e della primavera. Saper superare la solitudine, capace di soffrire senza scoraggiarmi, sapendo far tesoro del dolore. Trovare le parole giuste da dire nei momenti più duri, trovare la poesia in un gesto, un’alba, un tramonto, un ricordo, una sensazione.
Mi rende felice saper chiedere scusa e saper dire grazie. Mi rende felice la persona che sa chiedere scusa e che sa dire grazie. Mi rende felice cercare incessantemente la verità e chi la ricerca senza mai stancarsi, senza mai arrendersi, sfidandosi ogni giorno, approfondendo e cercando di capire, piuttosto che giudicare e rimanere a guardare senza agire. Mi rende felice la mia capacità di approfondimento e di studio. Mi rende felice il coraggio che permette di non arrendersi ad una realtà che non piace, che si vede come iniqua e ingiusta. Mi rende felice il coraggio degli altri, che mi dà la forza di non arrendermi agli eventi infausti della vita.
Mi rende felice sognare ad occhi aperti, progettare un futuro migliore agendo nel presente, considerando tutti.
Mi rende felice sbagliare per poi riprovare a fare bene, senza la paura di essere giudicato.
Mi rendono felici i bambini, capaci di provare gioia per il solo fatto di essere vivi.
Mi rende felice baciare la persona che amo anche se lei non è consapevole di quanto è grande quel bacio e cosa cambierà nell’universo.
Mi rende felice dare e ricevere senza pretendere nulla in cambio.
Mi rende felice chi è altruista, chi sa dare un contributo positivo e propositivo, perché sa di essere parte della vita nella sua complessità e immensità.
Mi rende felice tutto ciò che ha valore e che produce valore, che incorpora in sé il senso del bello, del buono, del giusto.
Qualcuno potrebbe pensare che siano esperienze soggettive, ma non è così. Ognuno ha la capacità, attraverso i propri sensi così come sono, attraverso le proprie esperienze, attraverso la propria mente e il proprio cuore, di vedere dove è il giusto, dove è la gioia, dove è la verità, nella comprensione profonda che tutto è interrelato.
Tutto questo l’ho imparato e continuo ad impararlo istante dopo istante recitando Nam Myoho Renge Kyo di fronte al Gohonzon, la legge mistica tramandata nei secoli che racchiude in sé tutto ciò che è esistito, che esiste e che esisterà nell’universo.
Sembra arrogante pensare che delle parole, una pergamena di fronte a cui pregare, siano di per sé sufficienti a capire la realtà, a discernere l’illusione dalla realtà.
Ma se posso lasciare qualcosa di vero alle generazioni future, è tutto racchiuso nell’insegnamento buddista di Nichiren Daishonin giunto a me grazie alla Soka Gakkai, che tramanda oggi il corretto insegnamento buddista per raggiungere rapidamente la vera felicità, la vera gioia di vivere. Il futuro è tutto da scrivere e ognuno di noi è ne è il protagonista, l’attore principale.
Ognuno cambia il futuro grazie all’assunzione della propria responsabilità di esistere, impegnandosi a migliorare ogni giorno.

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Buddismo Umanesimo

La massima gioia

La nostra felicità la si costruisce giorno per giorno, migliorando la nostra capacità di scegliere bene: avendo sempre più chiaro ciò che sentiamo giusto, ciò che fa bene a noi e agli altri, ciò che ci rende veramente allegri e appagati, abbattendo pregiudizi e convinzioni erronee, trasformando rabbia, violenza, arroganza e avidità, in energia per combattere dentro di noi, al fine di far emergere il meglio di ciò che siamo sempre più.
Chi vive senza obiettivi chiari vive sempre in balia degli eventi, perché non sceglie mai, non si assume mai la responsabilità della propria vita, si lascia trascinare, non crea nulla di nuovo, lascia tutto al caso, rimane in superficie d’ogni cosa, non usa la propria capacità innata di andare in profondità, di percorrere la strada che porta a realizzarsi pienamente, di far emergere il proprio vero sé.
Non si può vivere nell’incertezza determinata dalla paura di vivere, di amare veramente, di essere caparbiamente felice: senza scegliere con convinzione, tutto lasciamo sia determinato dalla nostra vigliaccheria, che ci porta a fuggire continuamente dalla responsabilità di ciò che pensiamo, diciamo e facciamo.
Chi non è disposto a lottare non può diventare forte.
Solo nel coraggio dello scegliere quotidianamente con determinazione cosa fare della nostra esistenza, affrontando ogni difficoltà come opportunità di crescita, si trova la nostra migliore natura.
Comprendo profondamente tutto ciò grazie al buddismo di Nichiren Daishonin, grazie all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, a cui va tutta la mia gratitudine.
La massima felicità in questo mondo non si può che trovarla nelle difficoltà di ogni giorno, così come siamo, migliorando con perseveranza il nostro agire, perfezionandoci costantemente.

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Non giudicare

La cattiveria e l’arroganza derivano dalle nostre esperienze, vissute con la nostra visione del mondo e quindi interpretate a nostro modo. Ognuno di noi può essere di esempio per gli altri, può spezzare le catene dell’ignoranza fondamentale, che ci fa dimenticare di essere inscindibilmente uniti l’un l’altro; ognuno può farlo mettendo in pratica una visione nuova della vita, che sappia tollerare e capire arroganza e cattiveria, non giustificandole, ma facendole evolvere in energia creativa, aiutandoci a comprendere l’illusione che si cela dietro una visione erronea della vita. Immaginare il mondo brutto e cattivo, contribuisce a far diventare il mondo brutto e cattivo. Se immaginiamo il mondo meraviglioso, non v’è dubbio che contribuiremo a costruirlo. Se vuoi amore devi essere amore. Imparare a rispettare ogni forma di vita, questo è il sacro compito fondamentale di ogni essere umano.

La pace nel mondo la si costruisce concretamente ogni qualvolta si trasforma rabbia, cattiveria e arroganza, in gioia, amore e equità.

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Buddismo Umanesimo

Liberi da ansie e preoccupazioni

Il Sutra del Loto insegna che formulare il voto di aiutare gli altri a diventare felici è la chiave per conseguire uno stato vitale pacifico e libero da ansie e preoccupazioni.
Si potrebbe pensare che abbia senso aiutare gli altri solo dopo aver risolto i propri problemi, ma, come sottolinea Daisaku Ikeda, è proprio mettendo da parte le nostre preoccupazioni per aiutare coloro che soffrono che si può sviluppare uno stato vitale potente e vasto. E sviluppando questa condizione vitale più ampia riusciamo anche a superare le nostre stesse difficoltà. Nichiren afferma: «Se si accende un fuoco per gli altri, si illuminerà anche la propria strada» (RSND, 2, 996).
Quando siamo accecati dalla paura e incapaci di vedere uno scopo più grande nella nostra vita, possiamo perdere facilmente la strada e cadere in una sofferenza ancor più intensa. Tuttavia il Buddismo di Nichiren ci insegna che possiamo sempre trovare la strada verso la felicità, affrontando direttamente e con coraggio i nostri problemi e nel contempo aiutando gli altri a fare lo stesso.
Come afferma ancora Ikeda: «Non si tratta di condurre esistenze deboli e timide, cercando di evitare gli ostacoli e le difficoltà. Piuttosto dovremmo pensare: “Qualsiasi cosa accada, io sopravviverò! Io scalerò un’altra montagna! E più mi arrampico più posso godere della mia vita e più persone posso aiutare a diventare felici”». Il Buddismo di Nichiren e il Sutra del Loto mirano a insegnare a tutte le persone l’arte di rivoluzionare la propria condizione interiore in questo senso.
Da Il Nuovo Rinascimento n.558 15 maggio 2015

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I sensi

I sensi ingannano… Ingannano?
Consideriamo “fermi” la sveglia sul comodino, una casa, il tronco di un albero. Eppure ogni atomo e particella sub-atomica di cui sono costituiti è in continuo movimento. La terra gira, il sistema solare, la galassia, ogni cosa è in continuo movimento. Anche noi.
Sentiamo freddo toccando il ferro, ma se immergiamo la mano in acqua ghiacciata lo stesso ferro ci sembra caldo.
Molti sentono l’odore forte dei cavoli e dà loro fastidio, ma il sapore e il livello nutrizionale sono eccellenti: è lo zolfo organico che emana quell’odore. Lo zolfo è un microelemento essenziale nel nostro corpo alla costruzione del tessuto connettivo e dei mucopolisaccaridi, una piccola parte è anche contenuta negli acidi biliari. In una persona adulta ci sono circa 140 grammi di zolfo. Lo zolfo ci tiene in vita e i cavoli sono tra gli alimenti che ne contengono maggiormente.
Tutti abbiamo sperimentato il sapore sgradevole della minestra da bambini!
Per l’udito è classico l’esempio dell’effetto Doppler: sentiamo un’ambulanza in lontananza e, via via che si avvicina, il suono della sirena cambia frequenza. Eppure la frequenza emessa dalla sirena è sempre la medesima.

Insomma, i sensi ci ingannano continuamente?

Sì e no.

Ci ingannano in funzione del nostro grado di consapevolezza.

Se capiamo che ciò che consideriamo vuoto è un’illusione dei sensi (un bicchiere vuoto d’acqua non è vuoto, è solo pieno d’aria), capiamo anche che dare un termine specifico ad un’esperienza è approssimativo. Le parole non possono che essere approssimazione dell’esperienza. Quindi viviamo l’esperienza come tale, senza poter dare a parole altro che approssimazione.

Per questo è fondamentale sperimentare, esperire, rischiare: perché ci consente di non dare un giudizio a priori, ma di prima conoscere attraverso i sensi e la loro illusorietà i segni di riconoscimento di ciò che per noi può essere di valore.

Affidare però la propria coscienza alla sola percezione sensoriale, aggrappata all’idea della sensualità attraverso i sensi, sfugge il senso più intimo della realtà.

Solo attraverso una comprensione profonda che la percezione della realtà non è e non può essere affidata solo all’esperienza sensoriale, iniziamo a capire quanto sia importante la mente. La mente ci consente di percepire i sensi a seconda della nostra volontà. Se ascoltiamo un amico in una sala con un concerto, sappiamo concentrarci sulla voce piuttosto che sulla musica. Possiamo toccare una persona provando un fremito sul nostro intero corpo, pur senza che si tocchi.

La mente elabora il pensiero concreto, l’idea di realtà, che sperimentiamo quotidianamente.

Però non tutti i nostri pensieri sono dedicati alla percezione sensoriale e al senso di realtà: attraverso la nostra mente possiamo anche immaginare cose del tutto inesistenti, anzi, tutti i nostri desideri, ciò che ci consente di dare valore alla vita, sono determinati dal pensiero astratto. l’attaccamento alla propria persona come un sé distinto e separato dagli altri ha la sua base in questa coscienza, così come la nostra percezione di ciò che è giusto e sbagliato.

C’è però un altro livello con cui la nostra mente opera, l’inconscio. Nell’inconscio tutte le nostre esperienze presenti e passate (questo il concetto di karma, che tradotto significa “azione”, nel buddismo) influenzano il nostro comportamento cosciente.

Le nostre azioni sono determinate quindi da pulsioni recondite nella nostra mente, capaci di farci fare cose che in realtà non sono le migliori per noi e per gli altri e che sentiamo comunque come le migliori.

Cosa possiamo fare allora per migliorare la nostra vita, se tutto è determinato da percezioni illusorie di una mente oscura che ci fa percepire la realtà come diversa a seconda dell’esperienza soggettiva?

Dentro di noi esiste al contempo una coscienza fondamentalmente pura.

La percepiamo nella gioia d’un bacio, nell’emozione di un tramonto, nel sentire l’odore del pane appena sfornato. Nella nascita d’un bimbo, in un sorriso sincero, abbracciando un albero.

È la consapevolezza profonda di essere legati ad ogni cosa.

È qui che possiamo trasformare il nostro “destino”: lasciando emergere la nostra natura incorruttibile, consapevoli di avere anche un legame invisibile con ogni cosa, purifichiamo tutti gli altri stati di coscienza, comprendendo che, seppure percepiamo distinte emozioni e sensazioni, ogni cosa è indivisibile, inseparabile, subisce e ci fa subire, permea ed è permeata, nella realtà oggettiva.

E quindi iniziamo ad agire con una nuova consapevolezza: le nostre azioni saranno sempre più con il fine di tutelare tutto dalla distruzione, di creare valore, di essere compassionevoli. Tutto è noi e noi siamo tutto. È l’impulso vitale fondamentale, posseduto da ognuno e da ogni cosa, che è capace di trasformare la nostra esistenza effimera in un capolavoro eterno. È la nostra azione creativa, non determinata, la nostra scelta fuori dagli schemi, che porta all’evoluzione.

Lasciando emergere la nostra coscienza eterna, capiamo quanto sia importante aiutarci l’un l’altro a capire la realtà, poiché viviamo un’esperienza di continuo apprendimento. La realtà muta istante dopo istante, è solo grazie all’imparare che capiamo come possiamo agire al meglio, nella realtà mutevole. Se vediamo un albero dopo un anno, capiamo che in realtà si è “mosso”, è cresciuto, è vivente, è tutt’altro che fermo.

Impegnandoci a far emergere questa consapevolezza, fondamentale per trasformare in meglio il nostro agire quotidiano, otteniamo la vera felicità.

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Buddismo

La storia del vaso

Se io vi dico:

“Dietro quel muro c’è il vaso dell’illuminazione”.

Voi, non vedendolo, o vi fidate o non vi fidate di me. Se vi fidate, pensate che non ho detto menzogne.

Se poi vi dico:

“Dietro quel muro c’è il vaso rosso dell’illuminazione.”

Voi, non vedendolo, o vi fidate o non vi fidate di me. Se vi fidate, pensate che non ho detto menzogne, né ora né prima.

Se poi vi dico:

“Dietro quel muro c’è il vaso rosso di ceramica dell’illuminazione”

Voi, non vedendolo, o vi fidate o non vi fidate di me. Se vi fidate, pensate che non ho detto menzogne, né ora né prima.

Se poi vi dico:

“Dietro quel muro c’è il vaso rosso  dell’illuminazione, di ceramica smaltata, con decorazioni gialle e uno splendido drago.”

Voi, non vedendolo, o vi fidate o non vi fidate di me. Se vi fidate, pensate che non ho detto menzogne, né ora né prima.

Ora vi dico:

“Voi avete costruito quel muro, voi, ogni singolo, lo dovete abbattere. Vi offro l’unico piccone in grado di abbattere istantaneamente il vostro muro.”

Se vi fidate e accettate il mio piccone vi fidate di me, pensate che non ho detto menzogne, né ora né prima e che il piccone sia buono per sfondare quel muro. Se non vi fidate di me, cercherete altri picconi per sfondare quel muro. Se con gli altri picconi il muro si sfonderà istantaneamente, io avrò detto una menzogna. Se non si spaccherà istantaneamente con gli altri picconi, ma solo con il mio, io avrò detto la verità.

Se scoprite che dietro quel muro c’è il vaso con le caratteristiche da me descritte e che il mio piccone ha rotto istantaneamente quel muro, la vostra fiducia in me è assoluta. Se dietro quel muro c’è il vaso con le caratteristiche che io ho detto, ma impiegate anni ad abbattere il muro, mi portate rispetto, ma la vostra fiducia è relativa. Se il vaso è diverso o non c’è, non vi fidate di me, perché vi ho solo illuso.

Ma, ricordate sempre, che è il piccone e voi che lo avete preso e usato, che vi ha fatto sfondare il muro, non io: e, soprattutto, ricordate che l’azione più importante per voi è stata sfondare quel muro.

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Buddismo Umanesimo

Il senso degli avversari

“Se uno non ha uno specchio, non può vedere il proprio viso; se non si hanno avversari, non si verrà a conoscenza dei propri errori”.

Nichiren Daishonin – L’apertura degli occhi

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Buddismo Culture Filosofia Foto Scritti e poesie Umanesimo

Perché i sogni si avverino

Grazie maestro, le tue perle di saggezza mi indicano sempre la giusta via!

“Proprio come un fiore sboccia dopo aver sopportato il rigido freddo invernale, un sogno può avverarsi solo se si è preparati a sopportare i tormenti che ne accompagnano la realizzazione e a compiere tutti gli sforzi necessari!”
Daisaku Ikeda

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Buddismo Culture Filosofia Umanesimo

Giorno per giorno – 28 agosto

Il successo non è accumulare questo o quello, non può essere misurato in quantità; significa invece cambiare la qualità della vostra vita. Ricchezza, potere, celebrità, conoscenza: per quanto ne godiate, non bastano per essere felici e non potrete portarli con voi al momento della morte.
Raggiungerete la vera felicità migliorando la qualità della vostra vita.
Daisaku Ikeda

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Filosofia Società Umanesimo

Giovane per sempre

Noi persone comuni spesso pensiamo che sia difficile se non impossibile cambiare il mondo, poterlo trasformare in un luogo in cui gli esseri viventi possano vivere felici e a proprio agio, rispettandosi l’un l’altro, ascoltandosi, aiutandosi. Ma non è così, non è questa la verità, non è questa la realtà profonda della vita: un singolo essere umano può cambiare il futuro dell’umanità intera, non ci sono dubbi al riguardo; lo dimostrano gli scienziati, i filosofi, i politici, i religiosi, gli artisti, le madri, i padri e i figli che nell’umanità e in ogni epoca hanno saputo trovare le corde giuste per toccare il cuore della moltitudine, della propria nazione, della propria famiglia, dei propri amici.

Non si nasce con una particolare propensione a dare il proprio meglio: si può nascere con delle qualità innate in alcuni ambiti, si può nascere in ambienti più o meno agiati, ma rispettare gli altri e capire l’importanza di vivere insieme in armonia non sono fattori che richiedono particolari inclinazioni o condizioni, ma coscienza della vita in ogni sua manifestazione, qualcosa che è alla portata di tutti, qualcosa che dipende solo da noi stessi, dalle nostre scelte, dal nostro guardarci per ciò che siamo veramente nella profondità della nostra vita.

Tutto dipende dalla nostra mentalità, dal nostro cuore, dalle emozioni che sappiamo esprimere di giorno in giorno, dalle azioni che compiamo nella nostra quotidianità. Diventare un essere umano “straordinario” è nel potenziale di ogni essere umano “ordinario”, è solo la fiducia in ciò che trasforma un uomo al punto da cambiare e rivoluzionare se stesso e l’ambiente che lo circonda. Non ci sono formule magiche, non ci sono austere pratiche fisiche o meditative, ma solo la ferrea volontà di esprimere al massimo il proprio splendore, la propria umanità, la propria vitalità fino in fondo.

Io sono praticante buddista da sei anni, pratico il buddismo di Nichiren Daishonin e sono aderente all’associazione buddista laica Soka Gakkai; oggi è l’ottantesimo anniversario della sua fondazione ad opera di Tsunesaburo Makiguchi, che morì in carcere a causa della sua energica opposizione al militarismo e al nazionalismo del governo giapponese durante la seconda guerra mondiale.

Grazie a Makiguchi (e ai due successivi presidenti della S.G.I., Toda e Ikeda) ho conosciuto il buddismo di Nichiren Daishonin che mi ha aperto le porte della felicità assoluta, della progressione e del miglioramento continui, a dimostrazione che una sola persona può riuscire ad arrivare in ogni luogo e ad ogni essere, se è veramente determinata, se il suo cuore è puro e i suoi intenti onesti e sinceri.

Lo scopo del buddismo è rendere tutti gli esseri viventi felici, pienamente realizzati, al fine di creare un mondo di pace, dove le sofferenze sono momenti di crescita e non momenti di dolore, dove il rapporto con l’altro è dialogo e comprensione. La pratica che schiude il cuore dell’insegnamento buddista per la nostra epoca si trova nel significato profondo del Sutra del Loto: è la pratica di Nam myoho renge kyo delle Tre grandi Leggi segrete, proclamata da Nichiren Daishonin nel XIII secolo con l’iscrizione del Ghonzon, il mandala che è l’oggetto di culto della pratica e la materializzazione dell’illuminazione di Nichiren Daishonin.

Tale pratica è accessibile a tutti gli esseri umani, è facile da imparare e si può fare in qualsiasi luogo; ogni luogo dove si pratica diviene il tempio, ogni essere umano che pratica diviene il Budda invocando la buddità tramite il Daimoku (significa “titolo”, poiché “Myoho renge kyo” è il titolo del Sutra del Loto) e abbracciando il Gohonzon (l’oggetto di culto), il nostro stato vitale di buddità permea l’intero universo e si manifesta quindi con la propria vita la Legge mistica in tutto il suo splendore, si diviene in sintesi un essere umano illuminato dalla sua parte migliore.

È difficile credere ogni istante della nostra vita che così come siamo andiamo bene; ogni giorno pensiamo spesso (chiunque noi siamo e dovunque siamo) di non essere all’altezza, di non farcela, di non poter realizzare i propri desideri fino in fondo e questo ci porta a vivere una vita in declino, una vita che muore ogni giorno.

Ma non è questa la vita, non è questo vivere: la vita è eterna nella sua totalità, noi siamo parte integrante di questa totalità e per questo siamo eterni anche noi. Ogni nostra azione, ogni parola, ogni pensiero, rimangono scritti in maniera indelebile nella storia della vita, influenzano il futuro in maniera determinante. Ognuno di noi è responsabile di ciò che accade e che accadrà, è responsabile della propria e altrui felicità, questa è la realtà profonda della vita. Ogni essere umano è perfettamente dotato di tutte le funzioni per essere pienamente realizzato, per trovare la strada della felicità assoluta, per trasformare questa umanità in una terra gioiosa e armoniosa, dipende solo dall’impegno che vi infonde.

Si può anche non credere in queste parole, si può anche credere che la pratica buddista di Nichiren sia solo un palliativo, un espediente, ma come diceva lo scrittore Philip K. Dick, “La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce”. Potrei elencare migliaia di esperienze mie o di altri al fine di avvalorare ciò che dico, ma ognuno di noi può sperimentare e decidere di praticare il buddismo quando vuole, è una libera scelta; come dice Nichiren negli “Insegnamenti orali”:

“al di fuori di ogni istante di pensiero delle nostre menti illuse non c’è alcun Budda. La nascita e la morte [di noi esseri viventi] dei nove mondi sono la vera realtà [o nirvana], e perciò possiamo scegliere liberamente. Recitare Nam-myoho-renge-kyo è essere liberi di scegliere.”

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Sognare la realtà

Avete mai pianto di gioia? A tutti capita di piangere per la sofferenza, ma è la prima volta che piango per gioia. È qualcosa di così splendidamente umano, è certamente l’emergere della parte migliore di noi che ci fa piangere per gioia. Io piango perché ora vedo questa umanità sofferente e comprendo la causa fondamentale di tutte le sofferenze, scorgo con chiarezza l’illusione che impedisce all’umanità di progredire: ma dentro tutta questa sofferenza per la prima volta vedo anche la gioia assoluta, illimitata, derivante dal percepire la vera natura di tutti i fenomeni, la possibilità di scardinare l’illusione fondamentale che ci impedisce di progredire senza limiti. La sento, la vivo e la vedo pulsare dentro me e la riconosco in ogni cosa che mi circonda. Quando manifestiamo la nostra vera natura dell’essere vita pulsante dell’universo, non esistono limiti, non esiste io o l’altro, siamo universo infinito in continuo mutamento, siamo la danza della vita, siamo energia illimitata, saggezza, vero io, purezza, eternità. Non smetterò mai di ringraziare il buddismo e tutti i maestri, grandi saggi illuminati, coraggiosi come leoni, che ininterrotamente hanno dedicato la propria vita, ad ogni costo, affrontando innumerevoli persecuzioni, al solo scopo di far giungere sino a me e a tutti gli esseri umani il cuore di questo insegnamento meraviglioso, capace di rendere felici tutti gli esseri viventi, capace di illuminarci alla vera natura: Siddhattha GautamaNāgārjunaKumārajīva, VasubandhuZhìyǐ, Miao-lo, Nichiren Daishonin, Tsunetsaburo Makiguchi, Josei Toda, Daisaku Ikeda, vi ringrazio dal più profondo del cuore, lotterò anche io al vostro fianco senza timore alcuno, certo di poter contribuire alla felicità del genere umano, a lottare per realizzare un mondo di pace e felicità per tutti gli esseri viventi, insieme ad essi, in unità assoluta.

Ringrazio anche tutti i miei compagni di fede della Soka Gakkai, (un’organizzazione che lotta da 80 anni, ora in quasi tutti i paesi della terra, per creare un mondo di pace, comprensione, dialogo e  felicità per tutti gli esseri viventi, attraverso la pratica e lo studio del buddismo di Nichiren Daishonin) che mi sono sempre stati vicini, mi hanno sempre rispettato profondamente, anche quando stavo male, anche quando mi sono allontanato da loro, anche quando non li ho aiutati perso nel mio egoismo: il loro amore incondizionato è la più preziosa conferma della grandiosità dell’insegnamento buddista di Nichiren Daishonin, è grazie a tutti i miei compagni di fede che ora posso vivere questo stato di illimitata gioia, non ce l’avrei mai fatta da solo.

Di cuore, grazie.

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Filosofia Società Umanesimo

L’atteggiamento corretto

“I potenti possono sembrare grandi, ma in realtà non lo sono. Grandi sono le persone comuni. Se chi è al potere conduce un ‘esistenza agiata è perchè la gente rimane in silenzio. Con parole appassionate dobbiamo opporci agli abusi di potere che provocano sofferenza. Questo significa lottare in favore della giustizia. Rimanere in silenzio quando si è di fronte all’ingiustizia è sbagliato. Fare così equivarrebbe a permettere e perdonare il male.”

Daisaku Ikeda

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