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Vaccini e speculazione finanziaria

Albert Bruce Sabin nacque nel 1906 a Białystok, in Polonia. Medico e virologo ebreo famoso per aver scoperto il vaccino contro la poliomielite, rinunciò a soldi e brevetto consentendone la diffusione anche fra i poveri: “Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo“.

Ogni volta che rileggo le parole di Sabin non posso che commuovermi, perché le ritengo espressione di un’umanità sconfinata, quella a cui tutti dovremmo ispirarci.

Uno degli aspetti più drammatici dell’attuale situazione pandemica è anche quello più sottaciuto, come se l’umanità non avesse altro destino che affidarsi alle grandi multinazionali farmaceutiche, che speculano senza ritegno sulla vita delle persone, per risolvere l’emergenza sanitaria in corso. Il mio pensiero va ai milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini per via dei costi esorbitanti e per questo stanno perdendo la vita: ritengo tutto ciò inaccetabile come essere umano.

Il costo dei vaccini per il COVID-19 varia da azienda ad azienda, questi i prezzi:

BioNTech/Pfizer: 12 euro
Moderna: 18 dollari
Oxford/AstraZeneca: 1,78 euro
Johnson & Johnson: 8,50 dollari
Sanofi/GSK: 7,56 euro
CureVac: 10 euro

La nostra Costituzione, all’art. 32, statuisce che: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“.

Il profitto delle aziende non è, giustamente, contemplato, in quanto è doveroso avvalersi delle più recenti conoscenze scientifiche per produrre cure per chi si ammala al minor costo possibile, di modo da renderle accessibili a tutti nel più breve tempo. Non vedo alcuna ragione sensata per cui, invece che produrre come Stato il vaccino, lo stiamo acquistando da aziende private multinazionali. È veramente meschino fare i soldi sulla vita delle persone, ma la cosa più paradossale è che ormai sembra sia del tutto normale, non fa più nemmeno scalpore una tale degenerazione perversa del sistema in cui viviamo.

E invece dovrebbe essere la nostra prima riflessione: vogliamo un mondo governato dalle multinazionali o dai cittadini?

Pensiamo veramente che, chi persegue il profitto, possa condurci verso la strada giusta per superare le sfide ambientali, culturali e sociali che viviamo, quando è proprio l’avidità, la ricerca del profitto attraverso l’inevitabile sfruttamento di risorse naturali e persone, la causa dei maggiori danni ambientali, culturali e sociali degli ultimi secoli?

Ci sono altre strade che l’umanità può percorrere: abbiamo tutta la tecnologia e conoscenza necessarie per trasformare il mondo nel paradiso terrestre, dobbiamo però scegliere consapevolmente altre politiche, adottare altri comportamenti da quelli attuali, prendere parte all’evoluzione umana in maniera propositiva e attiva, senza delegare.

La direzione verso la pace e l’armonia o verso il caos e l’ingiustizia sta nella determinazione, nella mentalità, nel cuore di ognuno di noi.

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