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Democrazia Politica

Il green pass è una scelta di politica discriminatoria

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Il green pass non è una misura sanitaria, ma di politica discriminatoria: se fosse una misura di tutela della salute una persona con tampone molecolare negativo dovrebbe avere i medesimi diritti di una persona con super green pass (che oltretutto è diventato pure di durata illimitata, senza alcuna motivazione scientifica). Anzi, chi ha un tampone molecolare negativo non dovrebbe avere restrizioni, visto che anche con il supposto vaccino puoi essere contagioso e contagiare, mentre con un tampone molecolare negativo sei certamente sano e non puoi contagiare nessuno. Ma così non è per l’attuale normativa emanata dal Governo, generando una discriminazione palesemente in contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana, l’art. 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, l’art. 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il medesimo parere è stato espresso da illustri giuristi e dottori, nonché dal Consiglio D’Europa.

L’ultima variante omicron (che è quella attualmente dominante) è molto meno pericolosa delle precedenti, al pari di una qualsiasi altra influenza stagionale. A dichiararlo pubblicamente è la dottoressa sudafricana che ha scoperto per prima la variante omicron, Angelique Coetzee, la quale ha subito pressioni da Paesi stranieri per dire che Omicron fosse “pericolosa”. E sollecitazioni affinché non dichiarasse pubblicamente che la nuova variante causava “principalmente una malattia lieve”.

Gli interessi che si stanno tutelando non sono legati alla salute così come statuito all’art. 32 della Costituzione, ma ad interessi economici di aziende private sovranazionali (comportamento vietato dalla medesima Costituzione, che lo considera alto tradimento): dopo 40 anni di tagli e gli ultimi due anni in stato d’emergenza i medici non ce la fanno più e tra qualche giorno sciopereranno, in quanto non ci sono mezzi, strumenti e personale sufficienti per garantire le normali cure ospedaliere, con o senza la pandemia. In Italia ogni anno 50.000 persone muoiono in ospedale per infezioni prese nelle strutture sanitarie medesime, perché non ci sono nemmeno i fondi per tenerle pulite.

L’Italia fino agli anni ’80 ha avuto uno dei migliori servizi sanitari pubblici e gratuiti per tutti gli esseri umani (non solo i cittadini, ma chiunque si ammala nel territorio dello Stato) del mondo: negli ultimi 40 anni la sanità è stata cannibalizzata da criminali che hanno occupato, raggirando i cittadini, tutte le poltrone del potere. Il piano è stato attuato attraverso continue privatizzazioni e tagli sulla spesa pubblica per le cure sanitarie, al fine di spostare il settore della salute dalle mani pubbliche a quelle private, per generare profitto a vantaggio del sodalizio criminale. Così come è avvenuto per tutti gli altri settori strategici. Progetto riuscito, visto che il 47,81% degli ospedali italiani è ora in mani private.

Errare è umano, ma perseverare è diabolico: bisogna aprire gli occhi sulla realtà dei fatti per non continuare ad errare.

Io esigo dai miei governanti, in quanto cittadino della Repubblica, nel rispetto della Costituzione Italiana, ospedali pubblici e gratuiti per tutti, ingenti finanziamenti alla ricerca nei centri pubblici e nelle università pubbliche per far progredire la nostra Nazione (come da art. 9 Cost. It.), condividendo gratuitamente le scoperte scientifiche con tutti i paesi del mondo, come atto di solidarietà e fratellanza tra i popoli: la salute è un diritto costituzionale e umano fondamentale, perché a protezione del bene più sacro di tutti, che è la vita. Anche la protezione dell’ambiente è un aspetto fondamentale della tutela della salute, non solo della nostra specie, ma di tutte: oltre 80.000 persone ogni anno muoiono in Italia a causa dell’inquinamento e non si sta agendo nella maniera opportuna per impedire la distruzione e devastazione degli ecosistemi, mettendo a rischio la sopravvivenza di tutte le specie, compresa quella umana. Tutto sempre per tutelare gli interessi privati sovrananzionali delle potenti aziende private multinazionali e non per la tutela degli interessi pubblici e nazionali, del nostro popolo, agendo in aperto contrasto con la Costituzione Italiana. Dei giovani stanno manifestando pacificamente, in sciopero della fame da dieci giorni, mettendo a rischio la loro salute, davanti al Ministero per chiedere un incontro con il Ministro della Transizione Ecologica per parlare della crisi ecoclimatica, perché sono seriamente e giustamente preoccupati per il loro futuro. Il ministro Cingolani ha concesso, dopo 9 giorni, solo qualche minuto a porte chiuse, per dire loro che lui non può fare nulla (!). Vengono portati via dalle Forze dell’Ordine ogni giorno, pochi giorni dopo che la tutela dell’ambiente è entrata tra i principi fondamentali sanciti nella Carta Costituzionale! Non è tollerabile che le istituzioni repubblicane, al servizio della Nazione e del popolo, abbiano un comportamento così vergognoso, in particolar modo con i più giovani, non assumendosi le responsabilità delle loro azioni.

Queste sono questioni della massima importanza, che ogni cittadino deve approfondire, per prendere coscienza della gravità dell’attuale situazione.

Chiedo, sempre da cittadino della Repubblica, parte integrante quindi del popolo sovrano, al Presidente Della Repubblica Sergio Mattarella un intervento immediato a garanzia dei diritti costituzionali miei e dei miei concittadini. Le ricordo Presidente che Lei ha giurato sulla Costituzione Italiana, che sta venendo drammaticamente disattesa dal Governo, con la complicità del Parlamento, persino nei suoi principi fondamentali. Lei si è assunto la responsabilità di rappresentare il popolo sovrano: milioni di italiani stanno soffrendo ora per leggi illogiche e inique, per un’incapacità e palese mancanza di volontà, dettata da interessi privati, da parte del Governo e della maggioranza parlamentare di attuare il dettato costituzionale. Questi individui stanno agendo da traditori della patria e Lei non può rimanere inerte ad osservare.

È suo il compito, quale rappresentante dell’unità nazionale, di intervenire immediatamente e fermamente a tutela della nostra nazione e del nostro popolo, che non sarà il migliore del mondo, ma non merita di vivere tutto questo dolore, questo quotidiano terrore, propagandato da un asse di potere economico privato e sovranazionale, che si è impossessato delle più alte cariche dello Stato a danno di tutta la collettività.

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Politica

Vaccini e speculazione finanziaria

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Albert Bruce Sabin nacque nel 1906 a Białystok, in Polonia. Medico e virologo ebreo famoso per aver scoperto il vaccino contro la poliomielite, rinunciò a soldi e brevetto consentendone la diffusione anche fra i poveri: “Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo“.

Ogni volta che rileggo le parole di Sabin non posso che commuovermi, perché le ritengo espressione di un’umanità sconfinata, quella a cui tutti dovremmo ispirarci.

Uno degli aspetti più drammatici dell’attuale situazione pandemica è anche quello più sottaciuto, come se l’umanità non avesse altro destino che affidarsi alle grandi multinazionali farmaceutiche, che speculano senza ritegno sulla vita delle persone, per risolvere l’emergenza sanitaria in corso. Il mio pensiero va ai milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini per via dei costi esorbitanti e per questo stanno perdendo la vita: ritengo tutto ciò inaccetabile come essere umano.

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Economia Politica

#StopTTIP

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Sarà un 7 maggio #StopTTIP 

Ecco cosa puoi fare tu per partecipare alla mobilitazione e sostenere la campagna

#StopTTIP. Insieme è possibile

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Economia Società

Multinazionali

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Ecco chi in realtà governa questa scellerata economia globale: pensiamoci quando andiamo a “votare” al supermercato acquistando i prodotti di queste 10 aziende multinazionali.

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Economia Politica Società Umanesimo

Futuro presente

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Sono le 21:50 e su rai tre parte la pubblicità di intermezzo con Ballarò.

Prima pubblicità quella della Coca Cola che, con disegni infantili, illustra il racconto di una bimba che affronta la crisi accontentandosi del poco che può avere, perché preferisce il panino con il salame al caviale, la casa della nonna all’albergo e così via. Insomma tocca abituarsi ad essere poveri. E fortuna che siamo in par condicio!

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