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Vaccini e speculazione finanziaria

Albert Bruce Sabin nacque nel 1906 a Białystok, in Polonia. Medico e virologo ebreo famoso per aver scoperto il vaccino contro la poliomielite, rinunciò a soldi e brevetto consentendone la diffusione anche fra i poveri: “Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo“.

Ogni volta che rileggo le parole di Sabin non posso che commuovermi, perché le ritengo espressione di un’umanità sconfinata, quella a cui tutti dovremmo ispirarci.

Uno degli aspetti più drammatici dell’attuale situazione pandemica è anche quello più sottaciuto, come se l’umanità non avesse altro destino che affidarsi alle grandi multinazionali farmaceutiche, che speculano senza ritegno sulla vita delle persone, per risolvere l’emergenza sanitaria in corso. Il mio pensiero va ai milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini per via dei costi esorbitanti e per questo stanno perdendo la vita: ritengo tutto ciò inaccetabile come essere umano.

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