“La patologia del terrorismo indiscriminato risiede nel completo annullamento dell’individuo. Alla radice di questo fenomeno vi è l’assenza dell'”altro interiorizzato”.
[…] Fa parte della natura degli esseri umani che il “sé” si sviluppi solo grazie alla consapevolezza degli altri. È grazie al loro sguardo che sviluppiamo l’individualità. Un’interazione spirituale intensa, che comprende anche il conflitto, è essenziale se vogliamo crescere, maturare e diventare veramente umani. Senza questo processo gli individui non possono sperare in alcun tipo di sviluppo che oltrepassi l’infantilismo egocentrico, una condizione diametralmente opposta a quella di cui parlava Karl Jaspers (1883-1969) a proposito dell’imparare a dialogare con gli altri: «Noi vogliamo accettare l’altro, cercare di vedere le cose dal punto di vista dell’altro… Per giungere alla verità, un oppositore è molto più importante di chi è d’accordo con noi». Il narcisismo egocentrico è la culla del rancore e della violenza.
Nell’oscurità in cui si trova immersa la nostra civiltà si percepisce una mancanza, perché nel paesaggio spirituale interiore le persone non riescono a riconoscere l’umanità dell’altro. In un clima simile è tutt’altro che facile avviare un dialogo dotato di senso perché è proprio la coscienza dell'”altro interiorizzato” che dà vita al dialogo. Un dialogo spirituale interiore è il requisito necessario per qualsiasi tentativo di dialogo esterno. Se questi tentativi non vengono preceduti e sostenuti dal dialogo interiore è probabile che ci si ritrovi a fare monologhi e affermazioni unilaterali. Nel suo stato più avanzato la patologia dell’assenza dell’altro non può che trasformare il linguaggio e il discorso in un’altra forma di violenza.”
Daidaku Ikeda, Proposta di pace 2002

La patologia dell’assenza dell’altro
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