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Scritti e poesie Società

Io sono un uomo antico

«Io sono un uomo antico, che ha letto i classici, che ha raccolto l’uva nella vigna, che ha contemplato il sorgere o il calare del sole sui campi, tra i vecchi, fedeli nitriti, tra i santi belati; che è poi vissuto in piccole città dalla stupenda forma impressa dalle età artigianali, in cui anche un casolare o un muricciolo sono opere d’arte, e bastano un fiumicello o una collina per dividere due stili e creare due mondi. Non so quindi cosa farmene di un mondo unificato dal neocapitalismo, ossia da un internazionalismo creato, con la violenza, dalla necessità della produzione e del consumo».

Pier Paolo Pasolini

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Umanesimo

Essere Umano

Se l’uomo religioso dimentica il voto originale di ogni profeta, di ogni maestro, di ogni santo, di ogni filosofo, di ogni eroe, di ogni uomo comune dedito al bene, cioè la felicità più piena e realizzata di ogni essere vivente, non può più definirsi tale. Nasconde dietro al nome della propria religione, a cui in realtà non crede, le peggiori nefandezze, il potere occulto più avido e malato.
La pace si ottiene interrompendo ogni spirale di violenza, stringendosi l’un l’altro senza alcuna distinzione.
L’amore universale è la forza più grande e rivoluzionaria che l’uomo possiede, ma per esprimerlo ci vuole coraggio e consapevolezza, compassione attiva e saggezza, fiducia e ottimismo, comprensione e perdono.
La pace si costruisce ogni istante con il nostro cuore, con la nostra mente, con i nostri pensieri, con le nostre parole, con le nostre azioni, tutte dedite alla pace e all’armonia.
La violenza, il dolore che ci infliggiamo l’un l’altro, non ha senso solo se non ci porta a capire l’importanza dell’amore fraterno tra tutti gli uomini per vivere bene, per realizzare le nostre vite, per concretizzare la nostra felicità.
Ognuno è responsabile per tutto ciò che accade.
La violenza si interrompe solo con un estremo e coraggioso atto d’amore, di solidarietà, di altruismo.
Così come l’odio genera odio, l’amore genera amore.
Le bombe francesi in Siria non portano meno terrore e non sono meno violente degli attentati a Parigi.
Ogni vittima di violenza è una perdita per l’umanità intera e una sconfitta dell’umanità intera.
Opponiamoci alla guerra, sempre, ovunque.
Il dialogo è l’unica arma di un vero essere umano.
Costruiamo insieme un’umanità felice, fermiamo la follia dei violenti.
Siamo noi l’arma più potente per portare la pace nel mondo.

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Umanesimo

Adriano Olivetti

Adriano_Olivetti_fotoritratto“Ognuno può suonare senza timore e senza esitazione la nostra campana. Essa ha voce soltanto per un mondo libero, materialmente più fascinoso e spiritualmente più elevato. Suona soltanto per la parte migliore di noi stessi, vibra ogni qualvolta è in gioco il diritto contro la violenza, il debole contro il potente, l’intelligenza contro la forza, il coraggio contro la rassegnazione, la povertà contro l’egoismo, la saggezza e la sapienza contro la fretta e l’improvvisazione, la verità contro l’errore, l’amore contro l’indifferenza.”

Adriano Olivetti (Ivrea, 11 aprile 1901 – Aigle, 27 febbraio 1960) è stato un imprenditore, ingegnere e politico italiano, figlio di Camillo Olivetti (fondatore della Ing C. Olivetti & C, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere) e Luisa Revel e fratello dell’industriale Massimo Olivetti.

Uomo di grande e singolare rilievo nella storia italiana del secondo dopoguerra, si distinse per i suoi innovativi progetti industriali basati sul principio secondo cui il profitto aziendale deve essere reinvestito a beneficio della comunità.

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Umanesimo

Scelgo il difficile

È facile distruggere
e arduo costruire
è facile odiare
e gravoso amare
è agevole l’egoismo
e impegnativo l’altruismo
è vigliacca la violenza
e coraggioso il disarmo.
Se desiderate la vera felicità
Compiete solo atti d’amore
senza curarvi delle conseguenze.
Tutti meritano di essere amati
a prescindere da come si comportano.
Solo una tale condotta
cambia in meglio il mondo
e porta indubbiamente
ad un presente e un futuro
di pace e armonia.

Dario Pulcini

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Economia

Alcuni chiarimenti elementari sul comunismo

Il comunismo è innanzitutto e principalmente un cambiamento del modello economico: ciò non esclude quindi che vi sia violenza in un paese ad economia comunista o tendente ad un’economia di tipo comunista (per quanto a mio parere aberrante, la violenza non è esclusa a priori dal comunismo marxista, è anzi stata più volte dichiarata come necessaria in alcune fasi storiche), come non esclude che si possa avere la massima democrazia e la massima pace sociale. La questione della violenza è questione di natura etica e non politica, a mio parere. Io ad esempio pratico il buddismo e in esso trovo le motivazioni per la mia radicale non violenza, ma non nel comunismo. Che poi un comunismo correttamente applicato nella realtà sociale produca anche minore violenza (ad esempio furti, rapine e tutti gli abusi derivati dalla rincorsa all’accumulazione di capitale diminuirebbero probabilmente, la mancanza di sfruttamento nel lavoro produrrebbe maggior pace sociale) è possibile, ma non scontato, non automatico.

Il comunismo è soprattutto un ideale di rapporti di scambio e di produzione tra gli esseri umani più giusto, più equo (a ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le proprie possibilità), attraverso l’eliminazione dell’accumulazione di capitale ottenuta tramite il plus-valore (ossia il plus-lavoro del lavoratore). La proprietà dei mezzi di produzione deve essere collettivizzata per poter avere una società di liberi ed eguali.

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