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La terra trema

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Cito un grande film di Luchino Visconti per parlare di ciò che è accaduto e sta accadendo in Abruzzo. Perché la responsabilità di tante morti si sa già, per me è quasi scontato: è di quel sistema mafioso e colluso che governa l’Italia, che non ha obbligato a ristrutturare un’intera città posta sopra una faglia sismica come L’Aquila, per decenni. Leggo da questo sito:

In data 08/05/2003 è stata pubblicata su Gazzetta Ufficiale l’ordiananza relativa ai “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.

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Etica oggi

In un’Europa sempre più polarizzata verso il liberismo più sfrenato, che produce miseria, fame, guerre, povertà, sfruttamento, inquinamento, ignoranza, contando solo il dio denaro e non più le persone; con questi media sempre più in mano a imprese, industrie, aziende multinazionali; con l’Italia in mano a mafie e affaristi senza scrupoli, solo una cosa è rimasta da fare: chiudergli i rubinetti. Scegliere in maniera etica e il più possibile collettiva. Senza una scelta convinta di mutamento dei propri stili di vita non si potrà mai cambiare nulla; solo i popoli, i cittadini, possono invertire questa tendenza all’auto distruzione, con la direzione dei potentati economici e politici, che ricade sempre più sui bambini, sugli anziani, sulle parti più deboli della popolazione, quelle parti che andrebbero invece maggiormente tutelate. Provano i potenti a invertire significati e valori, proviamo a usare la loro arma contro di loro: i nostri soldi.

Bisogna cambiare le proprie scelte in maniera coerente con la nostra etica, ecco una lista di cose che possiamo fare:

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Agricoltura Ambiente

Agenti chimici

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Il business della chimica è in piena ascesi, dalla plastica delle aziende petrolchimiche (con cui siamo arrivati a produrre anche i vestiti), passando per le multinazionali farmaceutiche, finiamo con il mangiarci anche i veleni. Sì, avete letto bene, ci mangiamo i veleni. Infatti Metil Paration, Metamidofos, Etoprofos (un grande grazie va dato al lavoro di traduzione, effettuato dalle agenzie dell’ARPA di alcune regioni italiane, delle Schede Internazionali di Sicurezza Chimica, qui il sito, esempio di come anche in Italia c’è ancora qualcuno che vuole fare vera informazione), anche se ai più sembrano astrusi nomi, null’altro sono che parte di ciò che viene commercializzato (con tanto di autorizzazione ministeriale fino al 2017) come prodotto fitosanitario per l’agricoltura. Sull’etichetta dell’insalata dovrebbero scrivere “prodotto altamente tossico”, “la produzione inquina l’ambiente”,  “può uccidere chi lo coltiva”, “per produrlo si può esplodere”, perché questi sono i rischi connessi all’uso di queste sostanze. In Nicaragua hanno vietato e stanno vietando tutti e tre i prodotti tossici sopra citati, tra i principali (“Consenso de las autoridades para prohibir agrotóxicos en Nicaragua”, qui la notizia in spagnolo). Noi invece ne proroghiamo l’uso fino al 2017, giusto per andare in “leggera controtendenza”. D’altronde si sa che se ci ammaliamo aumentiamo il PIL, quindi in realtà lo stiamo facendo per il bene del nostro amato paese. E sempre per il bene del paese ci automedichiamo (rimpinguando le casse delle case farmaceutiche) per non perdere utili giornate lavorative, che corrispondono a guadagni per i nostri datori pari a 30 miliardi di euro, il 2,2% del PIL (qui il rapporto del Censis). E c’è chi sostiene che non amiamo l’Italia!

Molti piccoli produttori agricoli italiani si sono convertiti all’agricoltura biologica e biodinamica (al punto da far diventare l‘Italia tra i primi produttori di biologico al mondo), lottando, a proprie spese, contro le multinazionali del cibo. Giusto perché ci piace la contraddizione, siamo però solo il decimo paese per consumo di prodotti bio, quindi ci mangiamo cibo avvelenato per esportare i prodotti sani, sempre per il bene dell’economia del nostro amato paese. (Qui e qui alcuni dati da Coldiretti e Assobio).

L’Italia può cambiare, dipende tutto da noi, dalle nostre scelte: possiamo infatti finanziare i nostri produttori bio comprando i loro prodotti (magari tramite Gruppi D’Acquisto Solidale per risparmiare un bel po’ di soldi, qui la rete nazionale dei G.A.S.) e per un mal di testa farci una buona tisana alle erbe.

Ci ringrazieranno l’ambiente, i nostri agricoltori locali e anche il nostro corpo.

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Ambiente

Il riscaldamento globale

La verità alla fine viene sempre a galla. Da cinquanta anni scienziati d’ogni parte del mondo ci dicono che le attività umane stanno influenzando i cambiamenti climatici, ma solo oggi, nel 2007, esce un rapporto delle Nazioni Unite su questo tema. Hanno aspettato che divenisse ineluttabile, che forse si arrivasse al punto di non ritorno. Ancora oggi alcuni scienziati al soldo dei potenti del pianeta, cercano di mettere dubbi al riguardo, ma basta guardare fuori dalla finestra per capire che sono dei bugiardi patentati.

E allora ci prendono in giro per ridarsi credibilità: avete fatto caso che tutte le pubblicità adesso sono orientate al risparmio energetico, alla salubrità dei prodotti, al rispetto per l’ambiente? L’ENEL e l’ENI, giusto per prendere un esempio, oggi si fanno pubblicità parlando della loro attenzione per l’ambiente, che da anni portano avanti con grande determinazione. E’ tutto falso, basta leggere questo articolo sul sito dell’Enel (http://www.enel.it/it-IT/impianti/tecnologie/carbone/index.aspx) per capire che ci prendono per i fondelli. Parlano del carbone “pulito” (invito alla lettura: “Germinale, di Emile Zola”), ossia di qualcosa che noi italiani, soprattutto chi è emigrato in Svizzera e Belgio nel secondo dopoguerra (invito al teatro: “Italiani cincali! – Parte prima” di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta), conosciamo molto bene: e di pulito non ha un bel niente. Oltretutto i minatori che estraggono carbone hanno stipendi da fame e una vita indegna d’essere chiamata tale. E l’informazione su tutto questo tace, crea una grande confusione per disorientare il cittadino e impedirgli di fare scelte eticamente orientate. Eppure le possibilità odierne di produzione d’energia pulita esistono e neanche a prezzi esorbitanti: basta un po’ di buona volontà.

Ci sono per esempio diversi schemi su internet di pannelli solari termici auto-costruiti che funzionano alla perfezione (certo, non hanno il rendimento di un pannello prodotto industrialmente, ma costano un decimo) e diversi corsi organizzati in tutta Italia di auto-costruzione. “Chist’ è ‘o paese do sole” diceva una ben nota canzone e quindi approfittiamone.

Altro modo per inquinare meno e frenare il global warming è la riduzione nell’uso degli split (le pompe di calore, per capirci), ossia i quei sistemi di condizionamento ormai tanto di voga (siamo tra i principali consumatori al mondo di questi apparecchi): se all’interno raffreddano l’aria, all’esterno cosa manderanno? Calore, ovviamente! Se quando fa caldo tenessimo le finestre e le tapparelle chiuse e la notte aprissimo tutto, risparmieremmo già diversi quattrini e molta energia… E questo è solo un esempio banale.

Diamoci da fare noi in prima persona, volenterosi e volontari, per costruire un mondo migliore, non pensiamo che siano sempre gli altri che hanno responsabilità e noi mai, cerchiamo di essere attenti e consapevoli nelle nostre scelte, solo così si cambierà in positivo questo futuro così incerto.

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Ambiente

La natura è nelle nostre mani

Tartaruga

Secondo gli studi del IUCN (The World Conservation Union) il 32% delle specie anfibie (uno su tre), il 24% dei mammiferi (uno su quattro), il 12% degli uccelli (uno su otto), il 25% delle conifere (uno su quattro) e il 52% delle cicladi (antico gruppo di piante) sono ad alto rischio di estinzione per via delle attività umane.

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Ambiente

Lotta alla sopravvivenza

I telegiornali danno le solite notizie estive. Al solito modo. Si sa da sempre (o almeno da quando sono nato io), che ci sono le zanzare nei mesi estivi. E effettivamente faccio fatica a comprendere il perché dell’esistenza di questa specie di insetto che mi succhia il sangue  e non mi dà nulla in cambio. Ricorda un po’ le banche… Decido comunque che non mi voglio riempire di spray tossicissimi quale l’Autan e derivati, che esperti considerano totalmente inutili per risolvere il problema zanzare (ma sicuramente utili a rimpinguare le tasche di qualche multinazionale della chimica). E allora cosa scopro un giorno?

www.infozanzare.info

Cos’è? E’ un sito del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di cui non parlano mai sui media, che spiega come combattere le zanzare senza intossicarsi o, peggio, eliminare tutti gli insetti (ma proprio tutti) e rischiare di peggiorare il già instabile equilibrio delle specie, con insetticidi a largo raggio. E spiega in maniera semplice e accessibile che, dopo varie ricerche, sono riusciti a trovare il modo per eliminare il problema zanzare. Piante geneticamente modificate che trasmettono odori sgradevoli agli sgradevoli insetti, penserete voi? Robottini nanotecnologici che si mangiano le larve? Niente di tutto questo: una pianta (Neem) che esiste in natura da milioni di anni e un pesciolino. Autan e Johnson Wax: vaffanculo!

P.S.: il Neem, e l’olio in particolare, che è quello che serve, per diretta esperienza, non è così facile da trovare. Nelle farmacie probabilmente troverete prodotti chimici d’ogni tipo, ma non l’olio di Neem. Non desistete. La grande offerta del libero mercato, non è poi così libera come dicono.

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