A proposito di…

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Primo maggio 1945

“Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.

Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.

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Lodo Alfano: principi violati e responsabilità personali

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L’ Art. 90 della Costituzione Repubblicana, così stabilisce: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.”

L’attentato alla Costituzione è favellato all’art. 283 del Codice Penale: Attentato contro la costituzione dello Stato – Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.” Tale articolo è stato così modificato dalla L. 25 gennaio 2006 sui reati di opinione.

Il precedente art. 283 c.p. così prevedeva: “Attentato contro la Costituzione dello Stato – Chiunque commette un fatto diretto a mutare la  costituzione dello Stato o la forma del Governo,  con mezzi non consentiti dall’ordinamento  costituzionale dello Stato, è punito con la  reclusione non inferiore a dodici anni.

La riforma del 2006 ha sensibilmente modificato il senso della norma. Non è più perseguibile chiunque attenti alla Costituzione dello Stato con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale (come ad esempio farsi eleggere Capo del Governo per legiferare al fine di proteggere la propria persona e i propri interessi personali), ma solo chi compia ciò con atti violenti.

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La necessità di una nuova Liberazione

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Sento sempre più urgente la necessità di una reazione collettiva e indignata ai fatti del Governo Italiano, eletto da una legge elettorale a mio parere incostituzionale, a capo del quale c’è il delinquente Berlusconi (con il beneplacito e la collusione del PD, che fa finta di non accorgersi di ciò che accade) che stanno stravolgendo ogni principio costituzionale. Siamo vicini ad episodi che ci riportano indietro di sessanta anni, alla dittatura fascista:

  1. Il Governo sta imbavagliando la magistratura, a cui si vuole negare l’uso delle intercettazioni e a cui si vuole bloccare i processi per un anno, di modo da creare un sensibile peggioramento del funzionamento già indegno dell’apparato giudiziario;
  2. Il Governo sta imbavagliando l’informazione sotto la minaccia di una legge che vieta l’uso delle intercettazioni pubbliche sui mezzi di informazione e che prevede sanzioni penali per chi la viola;
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Berlusconi e il rispetto

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Il delinquente Silvio Berlusconi (condannato prescritto per corruzione giudiziaria nel Lodo Mondadori, per tangenti nel caso All Iberian, per falso in bilancio nel caso Lentini, più due reati estinti per intervenuta amnistia, svariate sentenze in corso, varie assoluzioni, vari procedimenti in corso, tutti più o meno inficiati dalle leggi “ad personam” da lui stesso promosse e approvate) trova offensivo il titolo di “magnaccia” affibiatogli da Antonio Di Pietro in conseguenza alle rivelate intercettazioni telefoniche in cui il delinquente sig. S.B. raccomandava illeggittimamente varie donne di spettacolo.

Tutto sommato il titolo di “magnaccia” è ben minore al titolo di delinquente con cui nomino il sig. Berlusconi per i reati a lui ascritti, ma peraltro, andando a spulciare le possibili condanne per favoreggiamento alla prostituzione, risulterebbero sicuramente pene di molto inferiori ai reati per cui è stato condannato, assolto o sotto procedimento giudiziario il ben poco onorevole Silvio.

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