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Buddismo Umanesimo

Non giudicare

La cattiveria e l’arroganza derivano dalle nostre esperienze, vissute con la nostra visione del mondo e quindi interpretate a nostro modo. Ognuno di noi può essere di esempio per gli altri, può spezzare le catene dell’ignoranza fondamentale, che ci fa dimenticare di essere inscindibilmente uniti l’un l’altro; ognuno può farlo mettendo in pratica una visione nuova della vita, che sappia tollerare e capire arroganza e cattiveria, non giustificandole, ma facendole evolvere in energia creativa, aiutandoci a comprendere l’illusione che si cela dietro una visione erronea della vita. Immaginare il mondo brutto e cattivo, contribuisce a far diventare il mondo brutto e cattivo. Se immaginiamo il mondo meraviglioso, non v’è dubbio che contribuiremo a costruirlo. Se vuoi amore devi essere amore. Imparare a rispettare ogni forma di vita, questo è il sacro compito fondamentale di ogni essere umano.

La pace nel mondo la si costruisce concretamente ogni qualvolta si trasforma rabbia, cattiveria e arroganza, in gioia, amore e equità.

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Società Umanesimo

Nel paese della bugia la verità è una malattia

Il titolo dell’articolo è un noto aforisma di Gianni Rodari. Purtroppo noi viviamo nel paese della bugia, forse anche nel mondo della bugia, dove le frottole viaggiano più degli aeroplani. Ma a cosa servono le bugie? Le bugie servono a raccontare un fatto invece di un altro: se percepite come verità (la qual cosa avviene soprattutto se ripetute spesso e da molti) le bugie hanno il potere di stravolgere la realtà, di non permettere una comprensione corretta di ciò che accade. E, alla fine, producono ignoranza: se ripetute da mezzi di informazione di massa portano addirittura all’instaurarsi di una cultura dominante basata sull’ignoranza. Ma non è sufficiente la bugia per irretire le menti delle persone: perché ciò avvenga è necessario instillare, attraverso le bugie, paura, molta paura. Paura del giudizio degli altri, paura di non farcela, paura di perdere, paura della solitudine, paura di vivere, paura di morire, paura di ammalarsi, paura di invecchiare, paura di amare, paura di esprimersi, paura di cadere in povertà. L’essere umano, se immerso nelle sue paure, diventa egoista, terribilmente egoista.

La verità è insita in ogni istante, ma la si può percepire però solo se in grado di emanciparsi dalla paura. Dall’emancipazione dalla paura sorge la ricerca della verità. La ricerca della verità porta a dialogare con gli altri, a mettersi in discussione, a capire, ad ascoltare, a condividere. Porta quindi un essere umano a divenire più altruista.

L’altruismo è più difficile da praticare dell’egoismo, perché sposta il baricentro della propria attenzione (e quindi il punto di equilibrio mentale) dal singolo alla moltitudine. Anche se ciò all’inizio può sembrare sconcertante, soprattutto perché in tal modo si è esposti maggiormente ai soprusi e agli inganni dell’altro, nel tempo l’altruismo porta ad individui dal carattere forte e allo stesso tempo sensibili, empatici, capaci d’amare: ciò avviene perché dal continuo confronto con l’altro sorgono, nella condivisione, la solidarietà e, nella diversità, un’occasione di crescita ed evoluzione.

Se vogliamo un’umanità migliore, dobbiamo partire dall’insegnare ai bambini a non dire bugie, a non credere alle bugie, a riconoscerle, a smascherarle. E, per fare ciò, non dobbiamo innanzitutto dirne loro. E per non dirne loro dobbiamo emanciparci dalla paura.

Se ancora non siete convinti e pensate ancora che qualche bugia ogni tanto possa essere giustificata, dovete sapere che l’etimologia della parola “bugia” viene dal dialetto tedesco dalla parola “bausa”: significa cattiveria.

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