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Poesia

Dalla massa dell’oceano ondeggiante

Dalla massa dell’oceano ondeggiante una goccia venne verso di me, teneramente,
mormorando: «Ti amo, fra poco morirò,
ho fatto un lungo viaggio solo per guardarti e toccarti,
perché non potevo morire senza vederti,
perché temevo di perderti».
Ora ci siamo incontrati, guardati, siamo salvi,
ritorna in pace all’oceano, mio amore,
anch’io sono parte dell’oceano, amore, non siamo scissi,
osserva il grande globo, la coesione di tutto, quanto è perfetta!
Ma quanto a me, a te, il mare irresistibile ci deve separare
se per un’ora può portarci lontani non può farlo per sempre,
non essere impaziente, ascolta,
sappi che saluto l’aria, l’oceano e la terra
ogni giorno al tramonto per amor tuo, mio amore.

Walt Whitman

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Culture Scritti e poesie Umanesimo

Poesia della grandezze – estratti – Walt Whitman

[…]
Grande la libertà! Grande l’uguaglianza! Sono un loro seguace,
Nocchieri delle nazioni, scegliete la vostra barca! Dove voi
veleggerete, io veleggerò!
Vostro è il potere di vita e morte, vostra è la scienza perfetta, in voi
ripongo una fede assoluta.
Grande è l’oggi, e bello,
È bello vivere in questa età, non c’è mai stato momento migliore.
Grandi sono i rischi, gli spasmi, i trionfi, i cedimenti della
democrazia,
Grandi i riformatori, fra fallimenti e urla,
Grande l’audacia e l’impeto dei naviganti per nuove esplorazioni.
Grandi siamo tu e io,
Siamo come i più vecchi e i più giovani,
Ciò che ha fatto il migliore o il peggiore, lo potremo fare anche noi,
Ciò che hanno provato, non lo abbiamo forse provato anche noi?
Ciò che hanno voluto, non lo vogliamo forse anche noi?
Grande la giovinezza, ma grande anche la vecchiaia – grandi il giorno
e la notte,
Grande è la ricchezza, grande la povertà, grande l’espressione, grande
il silenzio.
Giovinezza, sconfinata vigorosa appassionata – giovinezza, piena di
grazia, forza, fascino,
Sai che la vecchiaia può venire per te, con pari grazia, forza,
fascino?
Giorno, sbocciato e splendente – giorno di sole immenso, di azione,
ambizione, risa,
La notte segue da vicino, con milioni di astri, e sonno e tenebre
ristoratrici.
Ricchezza, a piene mani, abiti raffinati, ospitalità,
E poi ricchezza dell’animo, che è candore, conoscenza, orgoglio,
amore avvolgente;
(Chi cerca uomini e donne che ostengono che la povertà è più
sontuosa della ricchezza?)
Espressione della parola! In ciò che è scritto o detto, non dimenticare
che anche il silenzio è espressivo,
Che l’angoscia più bruciante, che il disprezzo più glaciale, possono
essere senza parole,
Che la vera adorazione è anch’essa senza parole, e senza genuflessioni.
[…]
Grande è la terra, e come è diventata ciò che è,
Tu credi che si sia fermata qui? Che abbia smesso di crescere?
Devi allora capire che da qui riprenderà il cammino, fatto da quando
giaceva coperta di acque e di gas.
Grande, nell’uomo, è il valore della verità,
Che lo sostiene fra tanti cambiamenti ed
È insita nell’uomo – che ne è innamorato, l’uomo e la verità non si
lasciano mai.
La verità nell’uomo non è una massima, ma è parte vitale come la vista,
Lì dove c’è un’anima, lì è la verità – dove c’è un uomo o una donna, lì
è la verità – dove c’è uno spazio fisico o morale, lì è la verità,
Se c’è volontà o equilibrio, lì è la verità – qualunque cosa vi sia sulla
terra, lì è la verità.
O verità della terra! O verità delle cose! Sono pronto a percorrere tutta
la strada verso di te,
A sondare la tua voce! Dietro di te io scalo montagne o mi tuffo nel
mare.
Grande il linguaggio – è la scienza più potente,
È pienezza, colore, forma, e diversità della terra, degli uomini, delle
donne e di tutte le categorie e le opere in corso,
È più grande della ricchezza – è più grande di palazzi, navi, religioni,
dipinti, musica.
[…]
Il nuovo ordine deve governare come governa lo spirito e come
governano amore, giustizia e equità d’animo.
Grande è la legge – grandi sono i pochi fondamentali punti chiave
della legge,
Sono immutabili nel tempo, e non devono essere travisati.
[…]
Grande è la giustizia!
La giustizia non è stabilita da legislatori e leggi – è nell’anima,
Non può essere modificata da statuti, come non lo possono essere
amore, orgoglio, forza di gravità,
È immutabile – non dipende dalle maggioranze – da maggioranze o da
quant’altro alla fine giunge di fronte allo stesso tribunale,
impassibile e rigoroso.
Perché la giustizia è per natura quella dei grandi avvocati e dei giudici
perfetti, è insita nelle loro anime,
È ben dotata – non per niente hanno studiato – il grande include il
piccolo,
Decidono sugli argomenti più importanti, sovrintendono a tutto,
epoche, Stati, amministrazioni.
Il giudice perfetto di nulla ha paura, potrebbe stare faccia a faccia
davanti a Dio,
Alla presenza del giudice perfetto tutto deve farsi da parte – vita e morte
devono farsi da parte – paradiso e inferno devono farsi da parte.
Grande è la bontà!
Non so che sia, più di quanto non sappia cosa sia la salute, ma so che è grande.
Grande è la malvagità – spesso mi scopro ad ammirarla quanto
ammiro la bontà,
Ti sembra un paradosso? Lo è di certo.
L’eterno equilibrio delle cose è grande, e l’eterno capovolgimento
delle cose è grande,
E questo è un altro paradosso.
Grande è la vita, concreta e mistica, ovunque e per chiunque,
Grande è la morte – certo, come la vita tiene tutto insieme, così la
morte tiene tutto insieme,
La morte ha tanto valore quanto ne ha la vita,
Tu godi di ciò che offre la vita? Dovresti godere di ciò che offre la
morte,
E io non afferro le realtà della morte, ma so che sono grandi,
E io, se non afferro la più piccola realtà della vita – come posso,
allora, comprendere le realtà della morte?

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Culture Scritti e poesie Umanesimo

Ahimè! Ah vita!

Ahimè! Ah vita! Di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei senza fede, di città piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più
sciocco di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre: che cosa
c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

Risposta:

Che tu sei qui, che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

Walt Whitman – Foglie d’erba

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Filosofia Scritti e poesie Società Umanesimo

Foglie d’erba

Alcuni stralci estratti dalla raccolta di poesie di Walt Whitman “Foglie d’erba”, meravigliosa creazione, parole scritte con il cuore nobile di un essere umano. Ne aggiungerò altri man mano che continuerò con la lettura.

Poesia di Walt Whitman, un americano
[…]
Non c’è mai stato più inizio di quanto ce ne sia ora,
Né più giovinezza o vecchiaia di quanto ce ne sia ora,
E non ci sarà mai più perfezione di quanta ce ne sia ora,
Né più paradiso o inferno di quanto ce ne sia ora.
Sprona, e sprona, e sprona,
Sempre la procreante spinta del mondo.
[…]
Chiara e dolce è l’anima mia, e chiaro e dolce è tutto ciò che non è l’anima mia.
Se manca una mancano entrambi, e il non visto è provato dal visto, Fino a che questo diventa invisibile, e viene a sua volta provato.
[…]
Passanti mi interrogano e mi circondano,
La gente che incontro – l’effetto che hanno su di me i primi anni della mia vita, il quartiere, la città in cui vivo e la nazione,
Le ultime notizie, scoperte, invenzioni, società, autori vecchi e nuovi, La mia cena, abiti, conoscenti, la moda, il lavoro, i complimenti, i doveri,
L’indifferenza reale o presunta di qualche uomo o donna che amo,
La malattia di uno dei miei, o di me stesso, o la malvagità, perdita o mancanza di denaro, depressioni o euforie,
Mi raggiungono di notte e di giorno, e se ne vanno di nuovo,
Ma non sono il mio vero Io.
Separato da ciò che tira e trascina sta ciò che io sono,
E sta divertito, compiaciuto, compassionevole, pigro, unitario,
Guarda verso il basso, sta eretto, piega un braccio in un fermo impalpabile gesto di riposo,
China curioso la testa da un lato, per vedere ciò che accadrà in seguito, Sia dentro che fuori del gioco, guardando con attenzione e
meraviglia.
Guardando indietro vedo i miei sudati giorni quando mi affannavo nella nebbia tra linguisti e avversari,
Non ho argomenti o battute – do testimonianza e aspetto.
Credo in te anima mia – l’altro che io sono non deve umiliarsi davanti a te,
E tu non devi umiliarti davanti all’altro.
Indugia con me sull’erba, sciogli il nodo che ti serra la gola,
Né parole, né musica, né rima io voglio – né consuetudini o discorsi, nemmeno i migliori,
Solo l’incanto, il mormorio della tua voce modulata.
Ricordo come giacemmo a giugno, in quel trasparente mattino d’estate, Mi ponesti la testa tra i fianchi e, delicatamente ti voltasti verso di
me,
E mi apristi la camicia sul petto, e affondasti la tua lingua nel mio cuore aperto,
E cercasti fino a sentire la mia barba, cercasti fino a toccarmi i piedi.
Subito è sorta e si è diffusa intorno a me la pace e la gioia e la consapevolezza che superano ogni arte e argomento terreno,
E so che la mano di Dio è la promessa della mia,
E so che lo spirito di Dio è fratello del mio,
E che ogni uomo nato su questa terra è anche mio fratello, e che ogni donna mi è sorella e amante,
E che la chiglia della creazione è amore,
E che infinite sono le foglie, secche o che marciscono nei campi,
E le scure formiche nelle piccole cavità sotto di loro,
E le croste muschiose dei recinti, dei mucchi di pietre, sambuco, verbasco, e morella.
Un bambino disse, Che cos’è l’erba?, portandomene a piene mani; Che cosa potevo rispondere al bambino? No so che cosa sia più di quanto ne sappia lui.
[…]
Il più piccolo germoglio mostra che in realtà non esiste la morte,
E se mai è esistita, portava alla vita, e non aspetta la fine per arrestarla, Ed è cessata nel momento in cui è apparsa la vita.
Tutto va avanti e viene fuori – niente si distrugge,
E morire è diverso da ciò che s’immagina, ed evento più fausto.
Qualcuno ha mai pensato alla fortuna di essere nato?
Mi affretto a informarli, uomo o donna che siano, che è evento altrettanto fausto morire, e io lo so.
Faccio esperienza di morte con chi sta morendo, e di nascita con il bambino appena lavato, e non sto tutto tra il cappello e gli
stivali,
E mi servo di svariati oggetti, non due uguali tra loro, e tutti ugualmente buoni,
La terra è buona, e le stelle sono buone, e i loro corpi aggiunti ugualmente buoni.
Non sono una terra né un corpo aggiunto della terra,
Sono l’amico e il compagno della gente, proprio tutta, immortale e incomprensibile come sono io;
Non sanno quanto sono immortali, ma io lo so.
[…]
Tenere insieme gli uomini con carte e sigilli, o con la forza, a nulla serve,
Solo ciò che è principio vitale tiene gli uomini uniti, come ciò che
unisce le membra del corpo o le fibre delle piante.

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