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Umanesimo

Giovani lottate sempre per i vostri sogni

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Queste alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza di fine anno: “Non immagino il mio futuro all’interno o all’esterno delle istituzioni. L’ho detto una volta rispondendo ad una domanda fatta da alcuni ragazzini al punto luce di Torre Maura: l’importante è vivere il presente e farlo al meglio possibile. Forse sbaglio, ma i motivi del successo del governo, per me sicuramente ma credo anche per altri ministri, è che ha lavorato sul presente senza chiedersi cosa c’è nel futuro, cosa c’è per me nel futuro”.

Credo che Draghi non solo non sia un buon Presidente del Consiglio, ma assolutamente non possa essere un buon Presidente della Repubblica: ciò che ha dichiarato lo trovo inquietante, da persona che della vita non ha capito nulla.

Dire a dei giovani che non è importante chiedersi cosa ci attende in futuro, ma semplicemente dedicarsi ad affrontare il presente è da persona del tutto inconsapevole del valore incommensurabile della vita: la creatività, l’intelligenza, la sensibilità, l’importanza di avere sogni, utopie e visioni, appartengono ad ogni essere umano e chi le uccide o le minimizza è già morto dentro.

L’umanità ha saputo affrontare grandi sfide ed evolversi come specie proprio grazie alla perserveranza e al coraggio di tutti coloro che hanno saputo guardare al di là del proprio tempo, immaginando un mondo migliore di quello che vivevano nel loro presente.

Il successo di Draghi non è dovuto alla sua lungimiranza o alla sua saggezza, ma alla sua superficialità e al suo essere perfettamente adeguato al vecchio sistema che sta distruggendo il pianeta, di cui lui è uno dei massimi esponenti: solo una persona superficiale, che non ha vissuto la vita nella sua pienezza, potrebbe dire cose tanto irresponsabili a dei giovani.

Beh, io sono il signor nessuno e voglio anche io dire qualcosa a tutti i giovani: sognate, lottate per i vostri sogni, guardate al di là del presente, fatevi un’idea di futuro migliore del presente che vivete e lottate perché si realizzi.

Ho piena fiducia che il vostro entusiasmo, la vostra intelligenza, la vostra determinazione e i vostri talenti, saranno in grado di farci evolvere verso un’umanità migliore dell’attuale.

Meravigliosi giovani di questa epoca, avete tutto il mio sostegno e se vi serve una mano per combattere queste cariatidi che impediscono alla vita di evolversi, per quel che posso, sono a disposizione: sarò sempre al vostro fianco e continuerò a combattere con tutte le mie forze perché tutti possano esprimere i propri talenti, per salvare questa variegata umanità, questa spettacolare moltitudine di esseri viventi che abitano il meraviglioso pianeta su cui abbiamo la fortuna di vivere.

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Ambiente Scritti e poesie Umanesimo

Parco Alda Merini

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L’1 novembre di 12 anni fa muore Alda Merini: “la poesia non dà il pane”, le dice a 15 anni il padre, dopo averle stracciato la recensione fatta da Giacinto Spagnoletti di una sua poesia.

Nonostante il patriarcato, la guerra, il manicomio, Alda Merini è diventata una delle più grandi potesse italiane di sempre, trasformando le sue emozioni in parole vive, capaci di penetrare nel cuore di ogni essere umano.

Proposi qualche hanno fa l’intitolazione dell’area verde di Via Rocca D’Arce e Via Della Stazione Prenestina nel Municipio Roma V ad Alda Merini per realizzare nell’area un parco pubblico, tanto che vennero stanziati i fondi per una prima parte dei lavori, ad oggi non ancora partiti: cercai di interpretare il desiderio di una comunità che non si arrende al degrado, all’abbandono, all’egoismo, all’alessitimia della nostra epoca, che combatte contro i pregiudizi e i favoritismi per donare bellezza a tutti, per compiere solo atti d’amore verso l’altro, anche quando ci fa soffrire, anche quando non ci capisce, anche quando ci combatte.

Sottrarre le aree verdi alla speculazione edilizia è un dovere civico, per le attuali e future generazioni: il sogno del parco Alda Merini merita di essere realizzato e sono certo lo realizzeremo.

Solo attingendo al proprio spirito poetico si può comprendere l’importanza di sognare e di credere, per realizzare un futuro migliore per sé e per gli altri.

A tutti i giovani raccomando:

aprite i libri con religione,

non guardateli superficialmente,

perché in essi è racchiuso

il coraggio dei nostri padri.

E richiudeteli con dignità

quando dovete occuparvi di altre cose.

Ma soprattutto amate i poeti.

Essi hanno vangato per voi la terra

per tanti anni, non per costruivi tombe,

o simulacri, ma altari.

Pensate che potete camminare su di noi

come su dei grandi tappeti

e volare oltre questa triste realtà quotidiana.”

Alda Merini

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Diritto Scritti e poesie Umanesimo

Giovani

Tempo di lettura: < 1 minutiUna comunità che non protegge i giovani è una comunità incapace di immaginare un futuro degno. Dobbiamo ribellarci alle scelte politiche irragionevoli, dobbiamo sostenere il diritto inalienabile ad una vita dignitosa per ogni giovane.

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Società Umanesimo

La verità detta dai giovani

Tempo di lettura: < 1 minutiUn bellissimo intervento di una ragazza, che racchiude tanta saggezza e tanta verità, all’inaugurazione dell’università di Parma del 2012.

Aggiungo anche uno scritto di Aldo Moro, che condivido appieno, su ciò che dovrebbe essere l’università.

“Il problema dell’Università mi pare più di uomini che di ordinamenti… Potremmo dire, in conclusione, che l’Università va umanizzata, rendendone il rapporto d’insegnamento, ufficiale e non ufficiale, un rapporto umano, vorrei dire di amicizia nel senso più alto e nobile della parola, nel quale riesca fecondo, per la formazione della personalità, anche il più particolare apprendimento e venga messa in luce, dove appena sia possibile, la profonda umanità della scienza. Così lo studio stesso apparirà sempre caldo di vita, fatto che riguarda il profondo io del giovane e non può restare tra i suoi interessi collaterali. Che se il giovane non studia, è proprio perché non sente lo studio come cosa sua, centrale appassionante, ineliminabile. E così verrà inteso, se egli, con l’aiuto del maestro, ne verrà cogliendo ora per ora il senso umano, se il maestro saprà scendere spiritualmente almeno, e qualche volta materialmente, dalla sua cattedra, per farsi vicino al giovane, tanto che questi senta la sua umanità dolorante e pur serena, la sua comprensione per tutti e per tutte le cose… Essenziale è che il giovane senta chi insegna nell’Università come persona che gli vuole bene, lo comprende, è pronto ad aiutarlo; come uomo che apprezza la sua giovinezza e ripone in essa la sua fiducia; che si senta amato e preso sul serio”.

Aldo Moro “Problemi dell’Università” in “Al di là della politica e altri scritti”, <<Studium>> 1942-1952 (a cura di G. Campanini)

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