Manifestazione Emergency – Diego Cugia: I nostri eroi

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Come non riportare questo intervento alla manifestazione di Emergency, segno che ci sono ancora esseri umani in questo paese. Scrissi a febbraio 2010 un articolo intitolato “Veri eroi e falsi miti”, quando ancora non era successo il “fattaccio” di Emergency, quando nessuno si ricordava di queste grandi persone che abbiamo in Italia, che non chiedono fama, non danno per avere. Sono orgoglioso di vedere ancora una volta che si può prevedere il futuro solo guardando il presente, sono le cause presenti che portano agli effetti futuri, è solo questione di tempo: è qui e ora che si cambia il futuro. Ho seguito per anni alla radio Diego Cugia – Jack Folla, spero non se ne dispiaccia se riporto questo suo discorso giratomi da una cara persona, perché la pensiamo allo stesso modo. E ciò mi fa sentire meno solo…

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Veri eroi e falsi miti

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Che tristezza vedere questo scempio della comunicazione, questo abuso dell’ideologia dominante sino allo strenuo, sino al lavaggio del cervello più totale e totalizzante, il Bradbury di Fahreneit 451 o l’Orwell di 1984 impallidirebbero rispetto a ciò che accade all’umanità odierna, perpetrato dai media italici. Ormai siamo arrivati al punto che si elogia il delinquente, se ne narrano le gesta (l’italico telefilm “Romanzo criminale” ne è un celebre esempio), lo si definisce eroe (come Mangano o Craxi, l’uno pluriomicida stalliere di Berlusconi, l’altro corruttore e corrotto indefesso, che Berlusconi l’ha creato), si fanno fondazioni per celebrarne la vita e le opere (come la Fondazione Craxi), si aprono dibattiti infiniti e festival di Sanremo per delle farfugliate parole di un tossico dei salotti “buoni”, della gente “bene”; è la follia che regna sovrana in questo paese, una classe politica e imprenditoriale imbarazzante (il Marrazzo dei trans, i festini del premier, il Lapo Elkann dalla sniffata facile, il Provera dell’infelicità, il D’Alema amico di B, pluri-inquisiti vari) non provoca negli italiani nessuna reazione, siamo morti e non ce ne rendiamo conto, viviamo nell’attesa di morire, non siamo più vivi, non abbiamo più coscienza ne’ anima, ce l’hanno rubate le ultime due foto scattate con il cellulare di terza generazione. Siamo tristi e quindi anche io sono triste, perché tutta questa sofferenza attorno non può renderci felici.

Però ci sono dei veri eroi, che forse da noi non sono molto conosciuti

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Lo stivale, la repubblica e le banane

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"Banana" di Andy Warhol

L’Italia è uno stivale: non nel senso della sua forma geografica, bensì nell’essere proprio come lo stivale protetta dall’esterno (per via del mare, dei razzisti, degli ignoranti) e altrettanto maleodorante al suo interno, piena di caste e false castità, di protetti, protettori e imbarazzanti giullari di corte.

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Futuro presente

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Sono le 21:50 e su rai tre parte la pubblicità di intermezzo con Ballarò.

Prima pubblicità quella della Coca Cola che, con disegni infantili, illustra il racconto di una bimba che affronta la crisi accontentandosi del poco che può avere, perché preferisce il panino con il salame al caviale, la casa della nonna all’albergo e così via. Insomma tocca abituarsi ad essere poveri. E fortuna che siamo in par condicio!

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La terra trema

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la_terra_trema

Cito un grande film di Luchino Visconti per parlare di ciò che è accaduto e sta accadendo in Abruzzo. Perché la responsabilità di tante morti si sa già, per me è quasi scontato: è di quel sistema mafioso e colluso che governa l’Italia, che non ha obbligato a ristrutturare un’intera città posta sopra una faglia sismica come L’Aquila, per decenni. Leggo da questo sito:

In data 08/05/2003 è stata pubblicata su Gazzetta Ufficiale l’ordiananza relativa ai “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.

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Conseguenze

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Per ogni azione, parola o pensiero d’un essere umano si mette in moto l’intero universo. Sembrerà incredibile, ma è scientificamente dimostrato che ogni parte è in relazione inscindibile con il tutto. E quindi anche noi esseri umani non siamo che relazioni in un eterno divenire. La nostra esistenza è relazione, la nostra essenza è il tutto.

Solo che le nostre azioni hanno un potere enormemente più grande di quanto si possa immaginare, possono creare veri e propri mostri, così come meravigliose creazioni.

Già, perché tutto ha una conseguenza, tutto è una conseguenza. Nulla è destinato al caso, ma tutto  è legato (non da bensì) a scelte ben precise. E per quanto questa semplice affermazione possa portare ad un razionale rifiuto di tale complessità, ad un arrendersi al caso o al destino, il nostro essere più profondo, che non può prescindere dalla relazione, lo sa con certezza come sa che ne è responsabile.

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Bollettino informativo n° 2

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Siccome i media mainstream tacciono di ciò che accade nel mondo e il governo italiano si prodiga (tra le varie attività nocive) a far chiudere le piccole cooperative editoriali libere e indipendenti (come Carta Il Manifesto) con il famigerato Decreto Tremonti (D.L. 112/2008), mentre regala insieme agli altri paesi europei miliardi di euro alle banche (ma secondo voi le banche sono i soggetti che hanno più bisogno di soldi???) vorrei segnalare le notizie (a mio parere degne di nota) che raccolgo dalle varie parti del mondo, con un post ogni tanto, di modo da dare il mio seppur piccolo contributo a creare un canale di informazione alternativa per i miei cari lettori (ma cribbio non sono un prodotto editoriale e non faccio stampa clandestina).

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Così come sto, così come sono

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E’ un periodo di forti emozioni per me, di forti dissensi interiori. Sarà perché non mi sento più italiano e oggi meno che mai; sarà perché vedo queste mafie al potere che altro non fanno che proteggersi, che erigersi a portatrici d’innovazione, d’economia, di libertà (!),  mal celando l’ipocrisia più abietta; sarà perché mi fermo con l’auto alle strisce pedonali quando qualcuno deve attraversare la strada, che mi guarda con aria incredula; sarà perché faccio la fila alla banca, alla posta, all’ospedale, perché non mi interessa avere l’amico per passare avanti agli altri; sarà perché non ho un lavoro, perché dopo dieci anni di lavorare da precario o in nero (perché questo l’Italia di oggi dà a noi giovani) per soddisfare l’avidità di qualche piccolo uomo che anela alle ricchezze materiali al costo di uccidere i propri figli, ucciderli nell’animo, nel cuore, non mi va più; sarà perché sono arrabbiato con una classe politica e dirigente che ormai pensa solo ai propri affari, alla propria immagine, che ha dimenticato la gioia di essere popolo, di lavorare per esso; sarà forse perché quando sento De André, quando vedo un’intervista di Enzo Biagi, quando ripenso ai film che mi hanno fatto crescere

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Procurade de moderare

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Riporto il testo integrale (estrapolato dal sito ufficiale dei Tazenda www.tazenda.it) con traduzione a fronte di questa bellissima canzone reinterpretata dai Tazenda (di cui è uscito l’ultimo album, “Madre Terra”). Le parole sono rielaborate dal testo originale di Francesco Ignazio Mannu che le scrisse nel lontano 1794, come inno di protesta contro i feudatari. Il 28 aprile di quell’anno un’insurrezione popolare cacciò tutti i piemontesi dalla città di Cagliari. In Italia (e in Sardegna) le cose purtroppo sono tornate indietro, con altri mezzi (media, industrie, imprenditori), ma pur sempre con la stessa arroganza propria del potere. Ora è il momento di ritrovare e riunire quel popolo che riusciva a guardare con coraggio i potenti e che sapeva disprezzarli nella loro ingordigia di potere.

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Storie di questo mondo Atto II

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la storia che sto per narrarvi è totalmente vera, nessun particolare (purtroppo) è frutto di fantasia.

Io abito in un paesino del centro Italia, a pochi chilometri da Roma, uno di quegli agglomerati urbani senza storia, senza cultura, nati per distaccamento da paesi di maggiori dimensioni, in nome di un’autonomia che non di rado nasconde nemmeno troppo velatamente l’affarismo più bieco. Mi ricordo che quando si cominciò a chiedere l’indipendenza dal paese maggiore una quindicina di anni fa (siamo un poco padani anche noi), bruciarono per giorni i cassonetti della città, pur di “velocizzare” tale riordino amministrativo… Chissà quanto pagarono i ragazzi che andavano ad appiccare i roghi, chissà quanti sono oggi quei giovani ancora vivi, sani e liberi, visto la droga pesante che gira nel paese, la micro criminalità in cui, tramite la droga e non solo, si sono invischiati, le faide tra giovani ispirati sempre più dalle “gangs” di New York che la televisione non gli fa mai mancare come esempio di rettitudine morale.

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Il PDS, i DS, L’ulivo e il Partito Democratico

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Cosa è successo alla classe politica di sinistra da quel fatidico giorno del 1991 in cui nacque il Partito Democratico della Sinistra ad oggi? Perché si è perpetrata nel giro di pochi anni l’erosione di diritti legittimamente ottenuti dal popolo italiano, anche da parte della cosiddetta sinistra? Chi sono i responsabili politici di tutto ciò?

Cerchiamo di partire ripercorrendo i fatti storici:

– Nel 1991 viene sciolto il Partito Comunista Italiano (fondato da Antonio Gramsci nel 1921) e dalle sue ceneri sorgono due nuovi partiti, il Partito Democratico della Sinistra e il Partito della Rifondazione Comunista

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