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Umanesimo

L’umanità

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L’umanità è cresciuta. Uomini e donne di ogni epoca hanno lottato per migliorarsi. Abbiamo vinto a volte, a volte abbiamo perso. Ma alla fine ognuno ha cercato di diventare più forte per sostenere le persone che ama. Tanti hanno fallito e non sono stati in grado nemmeno di amare loro stessi. Alcuni hanno odiato la loro madre, altri il loro padre, altri tutti e due. Ogni giorno c’è una parte di noi che disprezza la vita, ogni giorno, nel cuore di ognuno di noi, almeno per un istante, anche nelle persone più buone. Perché la vita è anche sofferenza, vedere le persone spegnersi attorno a noi è il dolore più grande e è difficile darne un significato positivo. Eppure siamo andati avanti. La nostra specie ha raggiunto le vette più alte della natura, così come ha commesso i crimini più atroci. Eppure siamo ancora qui. Abbiamo sbagliato e sbagliamo ogni giorno, ma siamo ancora qui. Oggi possiamo cambiare tutto, possiamo trasformare questo mondo nel paradiso o nell’inferno. In questo esatto istante ognuno, a prescindere dalla nazionalità, dal credo, dall’età, dalle condizioni sociali o economiche, può decidere di alzare la testa e continuare a lottare o di arrendersi. Ma lottare per sé è ben poca cosa se non si comprende l’importanza di lottare per gli altri. Sì, tutti gli altri. Perché siamo una grande famiglia e come in ogni famiglia si litiga, si piange, si soffre, si ama, si odia, ci si allontana e ci si riavvicina. Ora, in questo esatto momento, nel cuore di ognuno, c’è il potere innato di sostenere la vita. Per quanti schiaffi e ingiustizie si possa aver subito, in ogni momento possiamo essere l’esempio positivo che cambia il mondo in un posto migliore. Spesso si pensa che siano i grandi eroi, coloro che hanno compiuto imprese straordinarie, gli unici ad aver influito nell’evoluzione della specie, nella storia dell’umanità. Ma per quanto siano importanti le loro gesta, in realtà tutta la verità e la felicità si trova in questo piccolo istante presente, qui dove possiamo ancora fare qualcosa per dare una direzione diversa ai nostri destini, trasformare il mondo in un luogo degno dove vivere, tutti insieme, animali, piante, eubatteri, archeobatteri, protisti, funghi, in pace e in armonia. In questo piccolo istante, mentre facciamo le cose più banali e comuni, stiamo costruendo il mondo che verrà.  L’attenzione a questo infinitesimo spazio di tempo è tutto ciò che veramente conta. Quindi non ci scoraggiamo di fronte al futuro, tanto meno incerto quanto più facciamo crescere la determinazione di ciò che desideriamo con tutto il nostro cuore e la nostra mente. Qui, in questo momento speciale e irripetibile, in cui ognuno sta vivendo, c’è il tesoro più prezioso, c’è la ricchezza più grande. Non può esistere bene se non si è in grado di riconoscere il male. E il male è in ogni nostra azione che ripudia la vita. La vita non è l’opposto della morte: nascita e morte sono vita. Nessuno può non soffrire, ma la differenza è in come si vive questa sofferenza. Si può cercare di fuggire dal dolore, ma comunque non lo si può eliminare. In questo piccolo istante, qui dove siamo e come siamo, possiamo però affrontare il dolore per il bene supremo, che è il bene di tutti. Ogni essere vivente infelice, che soffre, in questo esatto momento, va aiutato e sostenuto. Non sempre avremo le forze per farlo, non sempre riusciremo a guardare negli occhi i nostri amici, la nostra famiglia, gli sconosciuti, che un giorno non ci saranno più. Ma è solo perché ancora dobbiamo crescere e diventare più forti. La forza non sta nella sopraffazione, la vera forza sta nel sostenere ogni forma di vita. È grande chi sostiene gli altri e sostiene se stesso. Chi non mente, chi non truffa, chi non pensa solo al proprio tornaconto. È questo lato dell’essere umano che, nonostante tutto, ci fa ancora essere qui come specie, su questo pianeta meraviglioso, che in migliaia di anni non siamo riusciti ancora a capire fino in fondo. Ma è proprio da questa incomprensione che sorge la curiosità che ci spinge avanti, perché la vita è dinamica e cambia continuamente.

Ciò che rimane e che conta veramente, dove possiamo dimostrare di essere persone responsabili e migliori più di chiunque altro sia venuto prima di noi, è questo piccolo, meraviglioso, ineffabile, istante di vita. Abbracciamo la vita con tutte le nostre energie, sia nei momenti bui che in quelli felici. Alla fine ogni azione darà i suoi frutti, per noi e per gli altri. Stiamo attenti e diventiamo più forti ogni giorno, costruiamo un mondo di amore e comprensione. Perché potremmo noi essere un giorno quelli che ne hanno bisogno e potremmo trovarci senza nessuno a sostenerci. E in quel momento, in quel doloroso, pesante, odiato momento, sforziamoci di capire il vero significato della vita, dell’irripetibile occasione di esserci, anche nella sofferenza. Perché questa svanirà come in un sogno, se solo diamo a noi stessi l’occasione di sentire il profondo legame che ci unisce ad ogni singolo essere vivente, ad ogni più piccola forma di vita.

Siamo una famiglia, a volte si litiga, a volte ci si odia, a volte ci si ama. Ciò che conta è continuare ad essere una famiglia. In questo brevissimo e fuggente momento, questo qui, sì, proprio questo, apparentemente, insignificante, ma così importante, momento di vita. Non perdiamoci d’animo, non fingiamo di non soffrire: facciamo una piccola pausa, prendiamo fiato, facciamo pace con noi stessi e con il mondo e riprendiamo a vivere, con tutte le nostre forze, per il bene supremo, che è sostenere la vita in ogni sua forma. È tutto in questo istante.

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Scritti e poesie Umanesimo

Così nacque l’Amore

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“Non così lesta!”
Gridava forte nel vento
mentre lei nivea ninfa
fuggiva via senza voltarsi.
E allora con vigore si tese
cercando di prenderla
ma non riusciva
pareva inarrivabile
seppur così rasente
fino a quando lei
giunta alla battigia
si voltò all’improvviso
e si baciarono vivamente
e l’onda e la spuma
divennero unica essenza:
così nacque l’Amore.
 
Dario Pulcini

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Scritti e poesie

Nascita e morte

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Crescerò come un albero
ogni giorno più grande
ogni giorno più saggio,
vivrò fiorendo e dando frutti
per chi vorrà coglierli,
per chi vorrà deliziarsi.
E arriverà il tempo in cui
le mie foglie cadranno
e i miei rami seccheranno
per ricordare a tutti
che esiste la morte
per rendere preziosa
e unica la vita.

Dario Pulcini

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Agricoltura Culture

Il Natale

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“Natale” significa nascita. Ma la festività che cade il 25 dicembre nulla ha a che vedere con la nascita di Gesù, di pura invenzione cattolica (tale data fu scelta da Papa Giulio I solo nel 337 d.c.), bensì è legata al cosmo, con precisione al Sole. Difatti tra il 22 e il 24 dicembre cade il solstizio d’inverno (solstitium significa in latino “stare fermo”: difatti in questi giorni il sole sembra fermarsi nel cielo); in tale periodo la luce solare ricomincia ad aumentare durante le giornate e diminuiscono le ore di buio. Aureliano nel 25 dicembre 274 d.c. consacrò il tempio  del “Sol invictus”, per onorare il culto del dio omonimo venerato dagli abitanti della città stato di Emesa, il cui aiuto fu fondamentale per la guerra dei romani contro la Regina Zenobia del Regno di Palmira.

Si presume che il culto del dio “Sol Invictus” sia ben risalente nel tempo e legato (come d’altronde molte delle festività usurpate dalla Chiesa a proprio uso e consumo) alla danza incessante dell’universo, alla ciclicità continua della natura rappresentata simbolicamente dalla venerazione del sole, stella madre senza cui non ci sarebbe vita sulla terra.

In ambito agricolo in tale periodo si comincia a pensare all’anno nuovo, a cosa coltivare e quando, ma rimane pur sempre per i contadini mese di meritato riposo.

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