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Modifica della Costituzione per la tutela dell’ecosistema

Ho scritto una petizione per far sì che la tutela dell’ecosistema diventi centrale per il futuro del paese. È qualcosa che volevo fare da tempo e sono finalmente riuscito a mettere nero su bianco la mia proposta 🙂

Vi spiego di cosa si tratta: voglio che sia inserita nell’art. 9 della Costituzione Italiana la tutela dell’ecosistema.

L’art. 9 tutela al comma 2, ad oggi, il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, ma non esplicitamente l’ecosistema.

Con la modifica che propongo vi sarebbe un esplicito riferimento alla tutela dell’ecosistema nella Costituzione italiana tra i principi generali, obbligando così tutti i poteri dello stato (dal Parlamento al Governo agli enti locali alla magistratura) a tutelare l’ambiente in ogni sua forma.

Mi dareste una mano a diffonderla, oltre che a firmarla? Grazie!

Clicca sul link per firmare la petizione: http://chng.it/jVsFcHLMKt

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Cooperazione Diritto Politica

Liberiamo i prigionieri politici Saharawi

23 prigionieri politici saharawi sono in prigione da quasi due anni nel carcere di Salé in Marocco, accusati di atti di violenza contro le autorità marocchine che hanno smantellato il campo di protesta di Gdeim Izik nel novembre 2010. La detenzione per oltre 12 mesi senza capi d’accusa formali è illegale secondo il codice penale marocchino. Il processo, previsto inizialmente per il 13 gennaio 2012, è stato posticipato al 24 Ottobre 2012, e nuovamente rinviato per motivi sconosciuti. Varie organizzazioni per i diritti umani hanno dichiarato che tali ritardi sono dipesi dal timore marocchino che la corruzione del proprio regime potesse essere portata alla luce dai vari osservatori internazionali e dai mezzi di comunicazione arrivati a Rabat per assistere al processo.

Il Sahara occidentale è occupato illegalmente dal Marocco dal 1975, quando la “Marcia Verde” di 300.000 civili marocchini, è penetrata nel territorio, seguita dai bombardamenti con napalm e fosforo bianco effettuati dall’esercito marocchino. Da allora la metà della popolazione saharawi vive nei campi profughi nel deserto algerino, mentre il resto vive nella propria terra natale sotto la brutale occupazione del Marocco. Il territorio occupato del Sahara occidentale è difeso dal muro militare più lungo al mondo.

Dal 1991 i Saharawi attendono il referendum di autodeterminazione promesso nel 1991 dalle Nazioni Unite e bloccato dal regime marocchino, che risponde alle manifestazioni pacifiche della popolazione con la repressione o la detenzione arbitraria. I prigionieri saharawi vengono regolarmente sottoposti a tortura e trattamenti disumani: violenza sessuale, bruciature di sigaretta, elettroshock, percosse e attacchi di cani. Il 24 settembre 2012, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Juan Mendez, ha riportato l’elevato numero di casi che gli sono stati sottoposti durante la visita nel Sahara occidentale e ha allegato prove sulla tortura nelle carceri e nei centri di detenzione del territorio. Il Relatore ha inoltre osservato che “la tortura tende ad essere molto più crudele, dura e sistematica” nei casi di attentato alla “sicurezza nazionale” (così il governo marocchino interpreta la rivendicazione all’autodeterminazione saharawi).

Il campo di Gdeim Izik è stato allestito nel 2010 da migliaia di Saharawi alla periferia di El Aiùn, capitale del Sahara Occidentale. I manifestanti del campo chiedevano un miglioramento delle loro condizioni di vita e rivendicavano il loro diritto al referendum per l’autodeterminazione sotto l’egida delle Nazioni Unite. Le autorità marocchine hanno smantellato il campo, causando morti, feriti e effettuando numerosi arresti accompagnati da trattamenti disumani.

Nonostante i numerosi rapporti sulle violazioni dei diritti dell’uomo nel Sahara Occidentale, il mandato della MINURSO, la Missione delle Nazioni Unite nella regione, non prevede la tutela dei diritti umani.

COSA POSSIAMO FARE? FIRMARE LA PETIZIONE. In conformità alla legge marocchina, chiediamo che i 22 prigionieri di coscienza saharawi del gruppo di Gdeim Izik siano liberati immediatamente se non potranno beneficiare di un processo giusto e trasparente.

VAI ALLA PETIZIONE SU AVAAZ.ORG

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