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Politica Società

O cara moglie

Questa canzone mi emoziona da quando sono bambino.
Parla della dignità umana, di chi non cede alla paura e continua a lottare contro l’ingiustizia e l’iniquità, ovunque e comunque, per sé e per gli altri.
I più continuano ancora ad entrare nei loro posti di lavoro, schiavi moderni che vendono la loro vita per quattro soldi al ricco malato mentale di turno. Sempre più precari, sempre più sfruttati, poco importa. Oggi meno in fabbrica, meno nei campi (tanto ci sono i paesi più poveri dove attingere braccia affamate) e più negli uffici, ma la morte interiore è la medesima.
Obiettivo principale: comprarsi un cellulare nuovo, un’automobile, andare ogni tanto a mangiare fuori o al cinema, comprare a caro prezzo un vestito nuovo fatto da schiavi in luoghi lontani dagli occhi e dal cuore: una vita dedita a farsi in fondo null’altro che i fatti propri.
L’unica lotta che è loro rimasta è per poter essere borghesi al punto giusto, così da mascherare con il benavere i sensi di colpa tipici di chi ha ucciso i propri sogni in cambio di una qualche parvenza di comodità, di qualche illusoria certezza di stabilità in un sistema che produce egoisti, arroganti, ignoranti e indifferenti.
Una società di falliti dunque, di incapaci a vedere un’umanità solidale, di vedere l’unità della moltitudine: l’odio verso il povero, l’immigrato, il derelitto, è l’unica cosa che li tiene in vita, una vita finta ovviamente, vissuta a metà tra l’ipocrisia e il lamento, ma che richiede meno sforzi.
Nella lotta per la libertà e la giustizia non si può prescindere dal sacrificio: e per chi crede in un’umanità potenzialmente migliore non è sacrificio, ma un onore dedicare la propria vita alla vita, alla giustizia sociale, al diritto di tutti a vivere e non solo a sopravvivere.
Dite ai vostri figli di venire a sentire, per capire che cosa vuol dire lottare per la libertà.

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Buddismo Umanesimo

Armonia e Legge mistica

In un mondo ingiusto esser giusti provoca grande resistenza. Un aereo riesce a volare proprio grazie alla resistenza dell’aria. Si vince una gara se ci si impegna duramente. Si ottiene gioia impegnandoci in prima persona a darne, anche a chi ci disprezza o ci ferisce, anche con chi è insensibile, noncurante, distaccato: in tal modo creiamo qualcosa di nuovo, che non c’era prima, un amore che non è reazione, ma azione. Sfidando i nostri limiti e le nostre paure, combattendo quindi contro l’attaccamento a conservare immutato ciò che è comodo, facile, abituale, quando in realtà tutto è dinamico, mutevole, migliorabile, facciamo emergere il nostro più alto valore, evolvendoci continuamente. Così possiamo essere tutto ciò che vogliamo, ottenere tutto ciò che desideriamo, procedendo spediti verso ciò che fa veramente bene a noi e agli altri.

Tutto parte dalla nostra capacità di essere felici e determinati anche di fronte alle resistenze interne (e il loro riflesso, quelle esterne) affrontandole, scoprendo dove è il giusto e dove lo sbagliato istante dopo istante. La passione ci addolora e indebolisce, l’azione responsabile e sempre più consapevole ci rafforza. Dal vocabolario Treccani: “Il termine passione si contrappone direttamente ad azione, e indica perciò la condizione di passività da parte del soggetto, che si trova sottoposto a un’azione o impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo.”

L’armonia del tutto c’è sempre e comunque, solo questo è immutabile; nulla è al di fuori dell’universo e della Legge mistica della vita, che Nichiren Daishonin (monaco giapponese fondatore del buddismo Nichiren, 1222-1282) chiama Nam-myoho-renge-kyo: è il principio naturale che regola il funzionamento della vita in tutto l’universo, la Legge essenziale alla quale tutti i Budda (cioè chiunque si sia incessantemente impegnato a manifestare la propria innata natura di Budda nella vita, la propria parte migliore, fatta di purezza, vero io, eternità, gioia) si sono illuminati e il vero aspetto di ogni singola esistenza, di tutti i fenomeni.

L’universo è quindi sempre in perfetto equilibrio dinamico, poiché in sé ogni cosa contiene le energie per manifestare la sua vera natura. Ogni persona quindi, a prescindere dalla propria condizione o situazione personale, può scegliere caparbiamente di impegnarsi a superare i propri limiti e manifestare il proprio massimo potenziale. I limiti sono necessari proprio per accrescere la nostra forza: senza le resistenze, senza le difficoltà, la vita non avrebbe l’opportunità di creativamente evolversi in meglio (poiché non ci sarebbe nessun “peggio” da superare).

Qual’è l’atteggiamento interiore corretto da assumere quindi nella vita? Secondo il mio punto di vista la tendenza all’evoluzione e al miglioramento, insita nella natura di ogni cosa, non la si manifesta sempre scegliendo la strada più facile, il percorso che offre meno resistenza, bensì scegliendo il percorso migliore, migliorandosi quindi nella capacità di scegliere. Sbagliando e correggendosi. Non è il percorso più facile, quello con meno conflittualità, quello con meno resistenza, che ci porta a dare il meglio di noi, quello che ci porta ad essere felici. Nella crescita individuale, nella ricerca costante di consapevolezza, dobbiamo sfidare i nostri limiti, i nostri timori, sradicare le illusioni, per manifestare creativamente la nostra migliore natura, facendo emergere in noi la gioia di vivere.

E più diveniamo consapevoli grazie alla coscienza che anche la nostra vita è Nam-myoho-renge-kyo, più ci risvegliamo alla nostra natura di Budda, più permeiamo la nostra vita dello stato vitale più elevato, quello che nel buddismo si chiama “buddità”, più sarà facile effettuare la scelta migliore. Come dice Leonardo Da Vinci: “Raro cade chi ben cammina“.

La buddità migliora ciò che siamo: è la forza vitale che illumina ogni altro stato vitale, insita in ogni altro stato vitale; più ci impegnamo a farla emergere, più il nostro altruismo aumenta e la ricerca di felicità individuale e collettiva si fondono come unico obiettivo della vita.

Tutta l’umanità di oggi, seppure piena di conflitti e sofferenza, ha un grande faro per illuminare il proprio futuro, il buddismo di Nichiren Daishonin.

La diffusione della conoscenza della pratica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo di fronte all’oggetto di culto iscritto da Nichiren Daishonin, il Gohonzon, portata avanti dal 1930 dalla Soka Gakkai (la più grande associazione laica internazionale che propaga gli insegnamenti del buddismo Nichiren) è per me la miglior soluzione per ottenere una pace mondiale vera e duratura, coerentemente a ciò che sostiene lo stesso Nichiren Daishonin. Questo processo di risveglio dell’umanità  viene chiamato da Nichiren Daishonin “Kosen-rufu”, la pace omnicomprensiva, ottenuta attraverso un radicale cambiamento nel cuore delle persone grazie alla diffusa adozione di valori umanistici quali – prima di ogni altro – l’assoluto rispetto per la dignità della vita.

Dal sito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: “Kosen-rufu non è un obiettivo finale, un capolinea: la sua essenza è tutta contenuta nel processo e nelle azioni finalizzate alla sua realizzazione, e non implica la fine di tutti i conflitti e delle contraddizioni della società. Piuttosto, si può pensare a kosen-rufu come alla costruzione di un mondo in cui un profondo e diffuso rispetto per la vita sia la base per affrontare e risolvere in modo pacifico e creativo tutti i conflitti. Inoltre, non è un tempo da attendere passivamente, ma una condizione che si può cominciare a realizzare proprio ora, nelle nostre comunità.

Ogni uomo può e deve impegnarsi a trovare percorsi comuni di pace e armonia con gli altri esseri, perché si realizzino innanzitutto nella comunità in cui vive. E questo percorso parte dall’assumersi completamente la responsabilità delle proprie scelte, superando le paure delle sofferenze passate, attraverso la propria “rivoluzione umana”, imparando a scegliere sempre meglio, imparando a distinguere autonomamente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Dal sito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: “La rivoluzione umana è il lavoro di trasformazione della nostra vita a partire dalla sua essenza più profonda. Significa individuare e affrontare tutto ciò che inibisce la piena espressione del nostro potenziale positivo e della nostra umanità. Il Buddismo di Nichiren si basa sulla convinzione che ogni individuo possiede uno stato vitale puro, positivo e illuminato. Questo stato vitale di “Buddità” è caratterizzato da qualità come la compassione, la saggezza e il coraggio che ci consentono di creare valore a partire da qualunque situazione. Nichiren capì che il processo più profondo di cambiamento e purificazione avviene quando facciamo emergere questo stato vitale e insegnò la pratica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come strumento diretto e immediato per accedervi e sperimentarlo. 
La natura di Budda si esprime in modi concreti. Innanzitutto, acquisiamo un profondo senso della dignità umana e la convinzione che la nostra vita è dotata di potenzialità illimitate. In secondo luogo, sviluppiamo la saggezza per capire che ciò che prima ci sembrava impossibile, in realtà è possibile. Terzo, sviluppiamo una forte vitalità che ci consente di affrontare i problemi con una sensazione di liberazione interiore. Perciò siamo in grado di fare la nostra rivoluzione umana, cercando di migliorare il nostro “io” giorno per giorno e far sì che l'”io” di domani sia sempre migliore di quello di oggi.”

È una grande, grandissima fortuna per me fare parte di questo percorso, ne vado fiero: è qualcosa che mi riempie il cuore di gioia e gratitudine più d’ogni altra cosa, che rende in grado di farmi apprezzare ogni altra cosa.

È indubbiamente ciò che dà valore alla mia vita e che mi fa dare sommo valore a quella di ogni altro essere.

È la vera felicità.

Ringrazio i miei genitori, il loro amore mi ha fatto nascere e crescere: senza essere nato non mi sarebbe possibile esprimere questa grande gioia.

Ringrazio Nichiren Daishonin, per aver istituito la pratica di Nam-myoho-renge-kyo e aver iscritto il Gohonzon, per aver creato quindi un potentissimo strumento di resilienza individuale a disposizione di tutta l’umanità in grado di rendere ogni persona veramente felice.

Ringrazio il mio mentore, Daisaku Ikeda (il presidente della Soka Gakkai), che avrà la mia eterna riconoscenza e gratitudine, poiché mi ha permesso di conoscere il buddismo di Nichiren Daishonin e che ogni giorno, con i suoi scritti e il suo esempio di essere umano, mi mostra il giusto atteggiamento per vivere al meglio. Mi impegno a proseguire il suo instancabile lavoro di diffusione della Legge mistica nel mondo.

Ringrazio Irene Menichetti, che mi ha fatto conoscere la pratica del buddismo di Nichiren Daishonin: ha per questo la mia eterna riconoscenza e gratitudine, sono certo che la sua sarà una vita ogni giorno più felice e realizzata, ha tutto il mio sostegno perché ciò accada rapidamente.

Ringrazio tutti i membri dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: auguro per ognuno la massima felicità e mi impegno ad essere di sostegno alla felicità di tutti.

Ringrazio tutti gli amici e le amiche, tutte le persone che ho conosciuto, tutta l’umanità, tutti gli esseri viventi e non viventi, in definitiva tutto l’universo: senza tutto questo non sarei ciò che sono e non potrei quindi sperimentare una gioia tanto grande.

Auguro ad ogni essere la massima felicità e realizzazione e mi impegno a sostenerla dedicando la mia vita a questo: non c’è gioia più grande.

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Politica Società Umanesimo

25 aprile 2015

Commemorare i 70 anni della Liberazione d’Italia significa per me commemorare il più grande insegnamento della storia umana: la dignità e il desiderio di libertà di ogni singolo individuo per sé e per gli altri, possono sconfiggere anche il più potente nemico, fermare anche la più tragica guerra. Oggi come ieri c’è sempre bisogno di una liberazione quotidiana: liberazione dai pregiudizi, dalle inimicizie, dall’indifferenza, dall’odio, dal dolore, dal pessimismo. Un essere umano può vivere in costante crescita morale per tutta la vita, mettendo in atto il massimo del suo potenziale, solo grazie ad un percorso quotidiano di cambiamento in meglio partendo da sé stesso. E, nei momenti cruciali, può trasformare anche la peggior situazione in un’occasione di progresso, di crescita. L’unico limite che abbiamo è dato dalla nostra volontà. L’antifascismo è un principio che nasce da un’umanità progredita a cui tutti dovremmo conformarci, se vogliamo un futuro e un presente migliori. La resistenza è quotidiana, dobbiamo resistere a tutto ciò che non porta un beneficio comune e condivisibile con l’umanità intera. Costruire una umanità solidale e pacifica è il compito fondamentale di ogni generazione, di ogni epoca, di ogni nazione, di ogni essere umano.

Buona Liberazione, buon 25 aprile 2015!

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Diritto Politica Società Umanesimo

25 aprile 2013 Festa al Parco degli Acquedotti

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Domani sarò a lavorare per vendere scarpe libere, per il progetto Ragioniamo con i piedi, in questa bellissima iniziativa organizzata dal G.a.s. Gasperix e dal centro sociale Spartaco, al Parco degli acquedotti a Roma.

Vi lascio con una frase di Pertini che amo tanto, che ricorda a tutti noi che la resistenza non ha mai fine.

Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. […] E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che dà scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!
Sandro Pertini

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