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Buddismo Umanesimo

La massima gioia

La nostra felicità la si costruisce giorno per giorno, migliorando la nostra capacità di scegliere bene: avendo sempre più chiaro ciò che sentiamo giusto, ciò che fa bene a noi e agli altri, ciò che ci rende veramente allegri e appagati, abbattendo pregiudizi e convinzioni erronee, trasformando rabbia, violenza, arroganza e avidità, in energia per combattere dentro di noi, al fine di far emergere il meglio di ciò che siamo sempre più.
Chi vive senza obiettivi chiari vive sempre in balia degli eventi, perché non sceglie mai, non si assume mai la responsabilità della propria vita, si lascia trascinare, non crea nulla di nuovo, lascia tutto al caso, rimane in superficie d’ogni cosa, non usa la propria capacità innata di andare in profondità, di percorrere la strada che porta a realizzarsi pienamente, di far emergere il proprio vero sé.
Non si può vivere nell’incertezza determinata dalla paura di vivere, di amare veramente, di essere caparbiamente felice: senza scegliere con convinzione, tutto lasciamo sia determinato dalla nostra vigliaccheria, che ci porta a fuggire continuamente dalla responsabilità di ciò che pensiamo, diciamo e facciamo.
Chi non è disposto a lottare non può diventare forte.
Solo nel coraggio dello scegliere quotidianamente con determinazione cosa fare della nostra esistenza, affrontando ogni difficoltà come opportunità di crescita, si trova la nostra migliore natura.
Comprendo profondamente tutto ciò grazie al buddismo di Nichiren Daishonin, grazie all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, a cui va tutta la mia gratitudine.
La massima felicità in questo mondo non si può che trovarla nelle difficoltà di ogni giorno, così come siamo, migliorando con perseveranza il nostro agire, perfezionandoci costantemente.

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Buddismo Umanesimo

Armonia e Legge mistica

In un mondo ingiusto esser giusti provoca grande resistenza. Un aereo riesce a volare proprio grazie alla resistenza dell’aria. Si vince una gara se ci si impegna duramente. Si ottiene gioia impegnandoci in prima persona a darne, anche a chi ci disprezza o ci ferisce, anche con chi è insensibile, noncurante, distaccato: in tal modo creiamo qualcosa di nuovo, che non c’era prima, un amore che non è reazione, ma azione. Sfidando i nostri limiti e le nostre paure, combattendo quindi contro l’attaccamento a conservare immutato ciò che è comodo, facile, abituale, quando in realtà tutto è dinamico, mutevole, migliorabile, facciamo emergere il nostro più alto valore, evolvendoci continuamente. Così possiamo essere tutto ciò che vogliamo, ottenere tutto ciò che desideriamo, procedendo spediti verso ciò che fa veramente bene a noi e agli altri.

Tutto parte dalla nostra capacità di essere felici e determinati anche di fronte alle resistenze interne (e il loro riflesso, quelle esterne) affrontandole, scoprendo dove è il giusto e dove lo sbagliato istante dopo istante. La passione ci addolora e indebolisce, l’azione responsabile e sempre più consapevole ci rafforza. Dal vocabolario Treccani: “Il termine passione si contrappone direttamente ad azione, e indica perciò la condizione di passività da parte del soggetto, che si trova sottoposto a un’azione o impressione esterna e ne subisce l’effetto sia nel fisico sia nell’animo.”

L’armonia del tutto c’è sempre e comunque, solo questo è immutabile; nulla è al di fuori dell’universo e della Legge mistica della vita, che Nichiren Daishonin (monaco giapponese fondatore del buddismo Nichiren, 1222-1282) chiama Nam-myoho-renge-kyo: è il principio naturale che regola il funzionamento della vita in tutto l’universo, la Legge essenziale alla quale tutti i Budda (cioè chiunque si sia incessantemente impegnato a manifestare la propria innata natura di Budda nella vita, la propria parte migliore, fatta di purezza, vero io, eternità, gioia) si sono illuminati e il vero aspetto di ogni singola esistenza, di tutti i fenomeni.

L’universo è quindi sempre in perfetto equilibrio dinamico, poiché in sé ogni cosa contiene le energie per manifestare la sua vera natura. Ogni persona quindi, a prescindere dalla propria condizione o situazione personale, può scegliere caparbiamente di impegnarsi a superare i propri limiti e manifestare il proprio massimo potenziale. I limiti sono necessari proprio per accrescere la nostra forza: senza le resistenze, senza le difficoltà, la vita non avrebbe l’opportunità di creativamente evolversi in meglio (poiché non ci sarebbe nessun “peggio” da superare).

Qual’è l’atteggiamento interiore corretto da assumere quindi nella vita? Secondo il mio punto di vista la tendenza all’evoluzione e al miglioramento, insita nella natura di ogni cosa, non la si manifesta sempre scegliendo la strada più facile, il percorso che offre meno resistenza, bensì scegliendo il percorso migliore, migliorandosi quindi nella capacità di scegliere. Sbagliando e correggendosi. Non è il percorso più facile, quello con meno conflittualità, quello con meno resistenza, che ci porta a dare il meglio di noi, quello che ci porta ad essere felici. Nella crescita individuale, nella ricerca costante di consapevolezza, dobbiamo sfidare i nostri limiti, i nostri timori, sradicare le illusioni, per manifestare creativamente la nostra migliore natura, facendo emergere in noi la gioia di vivere.

E più diveniamo consapevoli grazie alla coscienza che anche la nostra vita è Nam-myoho-renge-kyo, più ci risvegliamo alla nostra natura di Budda, più permeiamo la nostra vita dello stato vitale più elevato, quello che nel buddismo si chiama “buddità”, più sarà facile effettuare la scelta migliore. Come dice Leonardo Da Vinci: “Raro cade chi ben cammina“.

La buddità migliora ciò che siamo: è la forza vitale che illumina ogni altro stato vitale, insita in ogni altro stato vitale; più ci impegnamo a farla emergere, più il nostro altruismo aumenta e la ricerca di felicità individuale e collettiva si fondono come unico obiettivo della vita.

Tutta l’umanità di oggi, seppure piena di conflitti e sofferenza, ha un grande faro per illuminare il proprio futuro, il buddismo di Nichiren Daishonin.

La diffusione della conoscenza della pratica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo di fronte all’oggetto di culto iscritto da Nichiren Daishonin, il Gohonzon, portata avanti dal 1930 dalla Soka Gakkai (la più grande associazione laica internazionale che propaga gli insegnamenti del buddismo Nichiren) è per me la miglior soluzione per ottenere una pace mondiale vera e duratura, coerentemente a ciò che sostiene lo stesso Nichiren Daishonin. Questo processo di risveglio dell’umanità  viene chiamato da Nichiren Daishonin “Kosen-rufu”, la pace omnicomprensiva, ottenuta attraverso un radicale cambiamento nel cuore delle persone grazie alla diffusa adozione di valori umanistici quali – prima di ogni altro – l’assoluto rispetto per la dignità della vita.

Dal sito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: “Kosen-rufu non è un obiettivo finale, un capolinea: la sua essenza è tutta contenuta nel processo e nelle azioni finalizzate alla sua realizzazione, e non implica la fine di tutti i conflitti e delle contraddizioni della società. Piuttosto, si può pensare a kosen-rufu come alla costruzione di un mondo in cui un profondo e diffuso rispetto per la vita sia la base per affrontare e risolvere in modo pacifico e creativo tutti i conflitti. Inoltre, non è un tempo da attendere passivamente, ma una condizione che si può cominciare a realizzare proprio ora, nelle nostre comunità.

Ogni uomo può e deve impegnarsi a trovare percorsi comuni di pace e armonia con gli altri esseri, perché si realizzino innanzitutto nella comunità in cui vive. E questo percorso parte dall’assumersi completamente la responsabilità delle proprie scelte, superando le paure delle sofferenze passate, attraverso la propria “rivoluzione umana”, imparando a scegliere sempre meglio, imparando a distinguere autonomamente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

Dal sito dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: “La rivoluzione umana è il lavoro di trasformazione della nostra vita a partire dalla sua essenza più profonda. Significa individuare e affrontare tutto ciò che inibisce la piena espressione del nostro potenziale positivo e della nostra umanità. Il Buddismo di Nichiren si basa sulla convinzione che ogni individuo possiede uno stato vitale puro, positivo e illuminato. Questo stato vitale di “Buddità” è caratterizzato da qualità come la compassione, la saggezza e il coraggio che ci consentono di creare valore a partire da qualunque situazione. Nichiren capì che il processo più profondo di cambiamento e purificazione avviene quando facciamo emergere questo stato vitale e insegnò la pratica della recitazione di Nam-myoho-renge-kyo come strumento diretto e immediato per accedervi e sperimentarlo. 
La natura di Budda si esprime in modi concreti. Innanzitutto, acquisiamo un profondo senso della dignità umana e la convinzione che la nostra vita è dotata di potenzialità illimitate. In secondo luogo, sviluppiamo la saggezza per capire che ciò che prima ci sembrava impossibile, in realtà è possibile. Terzo, sviluppiamo una forte vitalità che ci consente di affrontare i problemi con una sensazione di liberazione interiore. Perciò siamo in grado di fare la nostra rivoluzione umana, cercando di migliorare il nostro “io” giorno per giorno e far sì che l'”io” di domani sia sempre migliore di quello di oggi.”

È una grande, grandissima fortuna per me fare parte di questo percorso, ne vado fiero: è qualcosa che mi riempie il cuore di gioia e gratitudine più d’ogni altra cosa, che rende in grado di farmi apprezzare ogni altra cosa.

È indubbiamente ciò che dà valore alla mia vita e che mi fa dare sommo valore a quella di ogni altro essere.

È la vera felicità.

Ringrazio i miei genitori, il loro amore mi ha fatto nascere e crescere: senza essere nato non mi sarebbe possibile esprimere questa grande gioia.

Ringrazio Nichiren Daishonin, per aver istituito la pratica di Nam-myoho-renge-kyo e aver iscritto il Gohonzon, per aver creato quindi un potentissimo strumento di resilienza individuale a disposizione di tutta l’umanità in grado di rendere ogni persona veramente felice.

Ringrazio il mio mentore, Daisaku Ikeda (il presidente della Soka Gakkai), che avrà la mia eterna riconoscenza e gratitudine, poiché mi ha permesso di conoscere il buddismo di Nichiren Daishonin e che ogni giorno, con i suoi scritti e il suo esempio di essere umano, mi mostra il giusto atteggiamento per vivere al meglio. Mi impegno a proseguire il suo instancabile lavoro di diffusione della Legge mistica nel mondo.

Ringrazio Irene Menichetti, che mi ha fatto conoscere la pratica del buddismo di Nichiren Daishonin: ha per questo la mia eterna riconoscenza e gratitudine, sono certo che la sua sarà una vita ogni giorno più felice e realizzata, ha tutto il mio sostegno perché ciò accada rapidamente.

Ringrazio tutti i membri dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: auguro per ognuno la massima felicità e mi impegno ad essere di sostegno alla felicità di tutti.

Ringrazio tutti gli amici e le amiche, tutte le persone che ho conosciuto, tutta l’umanità, tutti gli esseri viventi e non viventi, in definitiva tutto l’universo: senza tutto questo non sarei ciò che sono e non potrei quindi sperimentare una gioia tanto grande.

Auguro ad ogni essere la massima felicità e realizzazione e mi impegno a sostenerla dedicando la mia vita a questo: non c’è gioia più grande.

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Perché i sogni si avverino

Grazie maestro, le tue perle di saggezza mi indicano sempre la giusta via!

“Proprio come un fiore sboccia dopo aver sopportato il rigido freddo invernale, un sogno può avverarsi solo se si è preparati a sopportare i tormenti che ne accompagnano la realizzazione e a compiere tutti gli sforzi necessari!”
Daisaku Ikeda

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Filosofia Società Umanesimo

Giovane per sempre

Noi persone comuni spesso pensiamo che sia difficile se non impossibile cambiare il mondo, poterlo trasformare in un luogo in cui gli esseri viventi possano vivere felici e a proprio agio, rispettandosi l’un l’altro, ascoltandosi, aiutandosi. Ma non è così, non è questa la verità, non è questa la realtà profonda della vita: un singolo essere umano può cambiare il futuro dell’umanità intera, non ci sono dubbi al riguardo; lo dimostrano gli scienziati, i filosofi, i politici, i religiosi, gli artisti, le madri, i padri e i figli che nell’umanità e in ogni epoca hanno saputo trovare le corde giuste per toccare il cuore della moltitudine, della propria nazione, della propria famiglia, dei propri amici.

Non si nasce con una particolare propensione a dare il proprio meglio: si può nascere con delle qualità innate in alcuni ambiti, si può nascere in ambienti più o meno agiati, ma rispettare gli altri e capire l’importanza di vivere insieme in armonia non sono fattori che richiedono particolari inclinazioni o condizioni, ma coscienza della vita in ogni sua manifestazione, qualcosa che è alla portata di tutti, qualcosa che dipende solo da noi stessi, dalle nostre scelte, dal nostro guardarci per ciò che siamo veramente nella profondità della nostra vita.

Tutto dipende dalla nostra mentalità, dal nostro cuore, dalle emozioni che sappiamo esprimere di giorno in giorno, dalle azioni che compiamo nella nostra quotidianità. Diventare un essere umano “straordinario” è nel potenziale di ogni essere umano “ordinario”, è solo la fiducia in ciò che trasforma un uomo al punto da cambiare e rivoluzionare se stesso e l’ambiente che lo circonda. Non ci sono formule magiche, non ci sono austere pratiche fisiche o meditative, ma solo la ferrea volontà di esprimere al massimo il proprio splendore, la propria umanità, la propria vitalità fino in fondo.

Io sono praticante buddista da sei anni, pratico il buddismo di Nichiren Daishonin e sono aderente all’associazione buddista laica Soka Gakkai; oggi è l’ottantesimo anniversario della sua fondazione ad opera di Tsunesaburo Makiguchi, che morì in carcere a causa della sua energica opposizione al militarismo e al nazionalismo del governo giapponese durante la seconda guerra mondiale.

Grazie a Makiguchi (e ai due successivi presidenti della S.G.I., Toda e Ikeda) ho conosciuto il buddismo di Nichiren Daishonin che mi ha aperto le porte della felicità assoluta, della progressione e del miglioramento continui, a dimostrazione che una sola persona può riuscire ad arrivare in ogni luogo e ad ogni essere, se è veramente determinata, se il suo cuore è puro e i suoi intenti onesti e sinceri.

Lo scopo del buddismo è rendere tutti gli esseri viventi felici, pienamente realizzati, al fine di creare un mondo di pace, dove le sofferenze sono momenti di crescita e non momenti di dolore, dove il rapporto con l’altro è dialogo e comprensione. La pratica che schiude il cuore dell’insegnamento buddista per la nostra epoca si trova nel significato profondo del Sutra del Loto: è la pratica di Nam myoho renge kyo delle Tre grandi Leggi segrete, proclamata da Nichiren Daishonin nel XIII secolo con l’iscrizione del Ghonzon, il mandala che è l’oggetto di culto della pratica e la materializzazione dell’illuminazione di Nichiren Daishonin.

Tale pratica è accessibile a tutti gli esseri umani, è facile da imparare e si può fare in qualsiasi luogo; ogni luogo dove si pratica diviene il tempio, ogni essere umano che pratica diviene il Budda invocando la buddità tramite il Daimoku (significa “titolo”, poiché “Myoho renge kyo” è il titolo del Sutra del Loto) e abbracciando il Gohonzon (l’oggetto di culto), il nostro stato vitale di buddità permea l’intero universo e si manifesta quindi con la propria vita la Legge mistica in tutto il suo splendore, si diviene in sintesi un essere umano illuminato dalla sua parte migliore.

È difficile credere ogni istante della nostra vita che così come siamo andiamo bene; ogni giorno pensiamo spesso (chiunque noi siamo e dovunque siamo) di non essere all’altezza, di non farcela, di non poter realizzare i propri desideri fino in fondo e questo ci porta a vivere una vita in declino, una vita che muore ogni giorno.

Ma non è questa la vita, non è questo vivere: la vita è eterna nella sua totalità, noi siamo parte integrante di questa totalità e per questo siamo eterni anche noi. Ogni nostra azione, ogni parola, ogni pensiero, rimangono scritti in maniera indelebile nella storia della vita, influenzano il futuro in maniera determinante. Ognuno di noi è responsabile di ciò che accade e che accadrà, è responsabile della propria e altrui felicità, questa è la realtà profonda della vita. Ogni essere umano è perfettamente dotato di tutte le funzioni per essere pienamente realizzato, per trovare la strada della felicità assoluta, per trasformare questa umanità in una terra gioiosa e armoniosa, dipende solo dall’impegno che vi infonde.

Si può anche non credere in queste parole, si può anche credere che la pratica buddista di Nichiren sia solo un palliativo, un espediente, ma come diceva lo scrittore Philip K. Dick, “La realtà è quella cosa che quando smetti di crederci non svanisce”. Potrei elencare migliaia di esperienze mie o di altri al fine di avvalorare ciò che dico, ma ognuno di noi può sperimentare e decidere di praticare il buddismo quando vuole, è una libera scelta; come dice Nichiren negli “Insegnamenti orali”:

“al di fuori di ogni istante di pensiero delle nostre menti illuse non c’è alcun Budda. La nascita e la morte [di noi esseri viventi] dei nove mondi sono la vera realtà [o nirvana], e perciò possiamo scegliere liberamente. Recitare Nam-myoho-renge-kyo è essere liberi di scegliere.”

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Umanesimo

Sognare la realtà

Avete mai pianto di gioia? A tutti capita di piangere per la sofferenza, ma è la prima volta che piango per gioia. È qualcosa di così splendidamente umano, è certamente l’emergere della parte migliore di noi che ci fa piangere per gioia. Io piango perché ora vedo questa umanità sofferente e comprendo la causa fondamentale di tutte le sofferenze, scorgo con chiarezza l’illusione che impedisce all’umanità di progredire: ma dentro tutta questa sofferenza per la prima volta vedo anche la gioia assoluta, illimitata, derivante dal percepire la vera natura di tutti i fenomeni, la possibilità di scardinare l’illusione fondamentale che ci impedisce di progredire senza limiti. La sento, la vivo e la vedo pulsare dentro me e la riconosco in ogni cosa che mi circonda. Quando manifestiamo la nostra vera natura dell’essere vita pulsante dell’universo, non esistono limiti, non esiste io o l’altro, siamo universo infinito in continuo mutamento, siamo la danza della vita, siamo energia illimitata, saggezza, vero io, purezza, eternità. Non smetterò mai di ringraziare il buddismo e tutti i maestri, grandi saggi illuminati, coraggiosi come leoni, che ininterrotamente hanno dedicato la propria vita, ad ogni costo, affrontando innumerevoli persecuzioni, al solo scopo di far giungere sino a me e a tutti gli esseri umani il cuore di questo insegnamento meraviglioso, capace di rendere felici tutti gli esseri viventi, capace di illuminarci alla vera natura: Siddhattha GautamaNāgārjunaKumārajīva, VasubandhuZhìyǐ, Miao-lo, Nichiren Daishonin, Tsunetsaburo Makiguchi, Josei Toda, Daisaku Ikeda, vi ringrazio dal più profondo del cuore, lotterò anche io al vostro fianco senza timore alcuno, certo di poter contribuire alla felicità del genere umano, a lottare per realizzare un mondo di pace e felicità per tutti gli esseri viventi, insieme ad essi, in unità assoluta.

Ringrazio anche tutti i miei compagni di fede della Soka Gakkai, (un’organizzazione che lotta da 80 anni, ora in quasi tutti i paesi della terra, per creare un mondo di pace, comprensione, dialogo e  felicità per tutti gli esseri viventi, attraverso la pratica e lo studio del buddismo di Nichiren Daishonin) che mi sono sempre stati vicini, mi hanno sempre rispettato profondamente, anche quando stavo male, anche quando mi sono allontanato da loro, anche quando non li ho aiutati perso nel mio egoismo: il loro amore incondizionato è la più preziosa conferma della grandiosità dell’insegnamento buddista di Nichiren Daishonin, è grazie a tutti i miei compagni di fede che ora posso vivere questo stato di illimitata gioia, non ce l’avrei mai fatta da solo.

Di cuore, grazie.

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