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Dopo “Raccontiamola giusta!” a Zagarolo

Stanco, ma felice.
Alcuni mi hanno chiesto perché ho deciso di contribuire all’organizzazione di “Raccontiamola giusta!” (www.raccontiamolagiusta.it) a Zagarolo proprio il giorno del mio compleanno, in maniera del tutto gratuita.
Vedendo ogni giorno comportamenti egoistici, credo sia quanto di meglio si possa fare per ribaltare il senso stereotipato del compleanno, dandogli il valore che reputo sommo: riconoscere che chi mi circonda è anche esso “me”, che senza l’altro non sono nulla. E allora il regalo sono io che voglio farlo agli altri, ha più senso.
Non passa giorno che non mi renda conto di quanto per anni sia stato cieco, non vedendo quanto sia fortunato ad essere circondato da persone e realtà meravigliose: dai gruppi d’acquisto solidale, alle piccole associazioni locali, dai produttori agli artigiani, dai singoli alle istituzioni. Sento un legame di stima e amicizia, oltre che con le amicizie e gli affetti di sempre, anche con tutti coloro che ho conosciuto meglio, sperando di conoscere presto meglio anche tutti gli altri che hanno dato il loro contributo all’iniziativa e che non ho conosciuto bene. Ho voluto regalare per un mese tanto mio tempo a tutti, proprio per il giorno del mio compleanno, perché non c’è più grande felicità per me che vivere sostenendo la felicità di ogni singola persona che incontro. Dà una gioia impagabile, provateci, credeteci.
Non riesco a trattenere le lacrime per l’emozione di essere parte di qualcosa che sento appartenermi: un’umanità non perfetta, ma che si sforza quotidianamente di dare il meglio di sé. Un mondo di uguaglianza, di dignità, di giustizia, di rispetto, di abbracci, affetto, sorrisi, amicizia, amore, solidarietà, che vive proprio qui accanto a me, in me, tutti i giorni.
“Raccontiamola giusta!” per la seconda volta mi ha stupito, sorpreso, emozionato: è, in fondo, un grande, meraviglioso e nell’insieme perfetto atto d’amore di persone che sono semplicemente, naturalmente, spontaneamente esseri umani, capaci di sostenersi l’un l’altro, decidendo di incontrarsi piuttosto che scontrarsi. Tutto questo è la genesi della Rete di Economia Solidale del Lazio.
Non un dare per avere, ma un dare per dare: e chi vive più il dolore dell’indigenza se tutti diamo? La massima abbondanza la può produrre solo un radicato e disinteressato comportamento altruistico d’ogni persona.
Non è un dimenticare se stessi, bensì dare il giusto peso all’infinito valore di chi ci circonda. Ciò stimola noi stessi a vedere il nostro valore, le nostre capacità, la nostra unicità, ciò permette che sia riconosciuta.
Grazie amiche e amici preziosi, veramente grazie per avermi regalato due giorni di gioia, di essere stati tutti la comunità che vorrei vedere ogni giorno e in ogni momento.

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