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Diritto Società

Cambiare sistema si può, si deve: lo Stato siamo noi

Sono tanti hanni che, nel mio piccolo, mi impegno a combattere il “sistema”: parlo di quel sistema economico, sociale e politico avido di potere e denaro, fatto da tante (troppe) persone senza scrupoli, folli, malati, che sostengono più o meno consapevolmente il nefasto modello neoliberista, che sta distruggendo la natura e abbassando il livello di civiltà umana nel mondo.
Molti spesso finiscono per identificare questo sistema con lo Stato.
Lo Stato invece siamo noi, siamo noi i sovrani del nostro paese.
E uno Stato corrotto riflette la corruzione che vive nel popolo, riflette l’incoscienza collettiva, dei più, della gravità della situazione, delle cause che l’hanno generata.
Ho avuto la fortuna di conoscere una persona di enorme valore, una persona di grande autorevolezza, profondità e cultura, una delle più alte cariche dello Stato, il professor Paolo Maddalena, con cui ho passato due giorni di confronto profondo, dalla spiritualità al diritto, dalla filosofia alla politica, con il quale, attraverso un  dialogo sincero, ho scoperto di combattere le medesime battaglie e di osservare l’attuale situazione del paese nel medesimo modo, nonché di avere una visione comune del valore inestimabile di ogni forma di vita. E di avere la stessa volontà di agire in prima persona.
Lo Stato è fatto da noi persone comuni, il territorio che sta venendo depredato dalle multinazionali appartiene a noi e non può essere venduto, è inalienabile. La Repubblica è fondata sulla proprietà collettiva, sulla gestione in comune del territorio attraverso le istituzioni democratiche.
La proprietà collettiva del territorio è un principio costituzionale, la proprietà privata è un’eccezione concessa dal popolo sovrano.
Questo dice la Costituzione, questo dice il nostro senso più elevato di giustizia, la nostra consapevolezza d’essere una cosa sola. Eppure lo stanno vendendo. Traditori dello Stato insediatisi con l’inganno, con la complicità dei mezzi d’informazione principali in mano alle industrie e alla finanza, stanno truffandoci e svendendo il nostro bellissimo paese.
Alcune isole delle Eolie, dell’Arcipelago Della Maddalena, porti, aeroporti, teatri e sale da concerto, stanno privatizzando tutto, stanno vendendo ciò che è nostro e che non è vendibile. Le aziende multinazionali neo-liberiste ci stanno depredando. Ci stiamo facendo portare via non più solo i diritti, ma persino i territori.
E tutto per avere in cambio la comodità del centro commerciale sotto casa, che ci vende immondizia alimentare e tecnologia a obsolescenza programmata; che ci offre un lavoro sotto pagato, frustrante, alienante, dove la nostra creatività e le nostre capacità sono represse o inutilizzate.
Non dobbiamo combattere lo Stato o la politica, dobbiamo combattere il malcostume e il malaffare, partendo da noi stessi, dalla comunità in cui viviamo.
Perché i comportamenti disonesti non sono insiti nel nostro essere umani. Si può essere onesti per tutta la vita.
C’è un percorso storico che porta all’attuale condizione economica, sociale e politica. E ognuno di noi ne è responsabile, economicamente, socialmente e politicamente.
Bisogna studiare e agire, dialogare e unire, se si vuole dare una speranza all’Italia.
Possiamo diventare un esempio meraviglioso nel mondo di società equa e solidale.
Ma per farlo ci dobbiamo credere insieme, ogni giorno insieme sperimentando nuove soluzioni che risolvano i problemi del nostro vivere in comune.
Lo Stato è lo strumento che ci siamo dati per dare equilibrio, giustizia, dignità, alla vita di ogni persona, proteggendo l’ambiente per le generazioni future.
Liberando lo Stato dagli affaristi, da chi vuole la supremazia dell’economia sulla politica, ridoneremo all’Italia un’opportunità di uscire da questo nuovo Medioevo sviluppatosi in pochi decenni e di entrare in un nuovo Rinascimento che speriamo duri per l’eternità.
Possiamo fare tutto ciò ricostruendo le comunità locali, promuovendo un’economia di prossimità sostenibile a livello ambientale e sociale, capace di dare ricchezza, benessere, cultura e lavoro per tutti.
Dobbiamo tutti impegnarci a valorizzare il luogo dove viviamo quotidianamente, attraverso la la tutela dell’ambiente e delle persone, senza però chiuderci agli stimoli esterni, rimanendo aperti e accoglienti, condividendo i saperi.
Dobbiamo avere l’obiettivo comune di migliorare la qualità della vita di tutti, di dare applicazione a tutti i principi costituzionali donatici a costo della vita dai padri fondatori della nostra Repubblica. Lo dobbiamo a loro e a noi stessi.
Ciò può avvenire solo attraverso un’organizzazione della società che permetta ad ognuno di coltivare il proprio talento e di essere sostenuto nelle proprie imprese.
Ma questa società può essere creata solo dal basso, solo se, in sempre più persone, cominciamo a prendere consapevolezza dei limiti dell’attuale sistema e collaboriamo insieme per cambiarlo, sostituiamo le attuali classi dirigenti, per lo più corrotte, al soldo della finanza, con persone dedite veramente al benessere del popolo. Dobbiamo cambiare lavoro, se alimenta questo sistema corrotto. Dobbiamo cambiare abitudini alimentari per stare in salute e per l’ambiente.  Dobbiamo spendere con saggezza finanziando le imprese e i professionisti che lavorano rispettando le persone e l’ambiente. Dobbiamo votare gente onesta per avere un’amministrazione della cosa pubblica che funzioni bene, secondo equità e giustizia.
La vera rivoluzione parte da noi.
Se viviamo qui e in questa epoca è perché qui possiamo fare la differenza.
Non dimentichiamolo mai.
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Ecologia Iniziative News Politica Società Umanesimo

Ecofestival Mentanese sabato 27 giugno 2015

Ecofestival-Mentanese-a6Ecofestival-Mentanese-a6-retroIl 27 giugno si terrà a Mentana, in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, il primo Ecofestival Mentanese: sarà un’ottima occasione per conoscere il mondo visto dagli occhi dei sognatori: quindi siate presenti, se non con il corpo, almeno con il cuore!

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Ambiente Economia Iniziative Politica Società

Domenica 15 dicembre 2013 Mercato Ecoamico

Torna il Mercato Ecoamico organizzato dal Gas Gasper! Sarà domenica 15 dicembre 2013, in Via Dei Bruzi 4/6 nel quartiere San Lorenzo a Roma, dalle ore 16 alle 21. Tanti i produttori e artigiani coinvolti, tutti rigorosamente eco, equi e felicemente decrescenti. Dalle ore 19 aperitivo bio a km 0.

Qui l’iniziativa su Facebook: https://www.facebook.com/events/180796778780514/

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Ambiente Economia

Mercato Ecoamico domenica 19 maggio 2013

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Domenica 19 maggio 2013 si terrà la quinta edizione del mercato “Ecoamico”, organizzato dal g.a.s. Gasper a San Lorenzo, di cui faccio orgogliosamente parte e di cui sono coordinatore. Si terrà nell’incantevole galleria di architettura “Come Se”, in Via Dei Bruzi 4/6.

L’iniziativa comincerà alle ore 15 per finire alla sera. Parteciperanno produttori e artigiani eco, equi e felicemente decrescenti, pronti a raccontare la loro storia, la loro etica, chi sono, cosa fanno e come.
Questi gli espositori presenti:
– Puccio, cinte e riciclo, accessori fatti con le gomme delle bici
– Sara, fantasie in carta, accessori artigianali per l’abbigliamento
– Astorflex, scarpe ecologiche e etiche
– Herba Sapiens, prodotti di cura e cosmesi naturali
– Mireille, sapone nero, karkadè, burro di karité, bio e equi
– Silvia, intrecci naturali di cesti e cestini
– Il pianeta verde, saponi artigianali naturali
Dalle 19 ci sarà l’aperitivo biologico del grande chef anarchico Luca e verremo piacevolmente inondati dall’ottimo vino biodinamico dell’azienda Menicocci: c’è anche l’acqua per chi non beve alcolici, non vi preoccupate 🙂

Non potete mancare!

Qui l’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/456315854460590/?fref=ts

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Economia

Alcuni chiarimenti elementari sul comunismo

Il comunismo è innanzitutto e principalmente un cambiamento del modello economico: ciò non esclude quindi che vi sia violenza in un paese ad economia comunista o tendente ad un’economia di tipo comunista (per quanto a mio parere aberrante, la violenza non è esclusa a priori dal comunismo marxista, è anzi stata più volte dichiarata come necessaria in alcune fasi storiche), come non esclude che si possa avere la massima democrazia e la massima pace sociale. La questione della violenza è questione di natura etica e non politica, a mio parere. Io ad esempio pratico il buddismo e in esso trovo le motivazioni per la mia radicale non violenza, ma non nel comunismo. Che poi un comunismo correttamente applicato nella realtà sociale produca anche minore violenza (ad esempio furti, rapine e tutti gli abusi derivati dalla rincorsa all’accumulazione di capitale diminuirebbero probabilmente, la mancanza di sfruttamento nel lavoro produrrebbe maggior pace sociale) è possibile, ma non scontato, non automatico.

Il comunismo è soprattutto un ideale di rapporti di scambio e di produzione tra gli esseri umani più giusto, più equo (a ognuno secondo i suoi bisogni, da ognuno secondo le proprie possibilità), attraverso l’eliminazione dell’accumulazione di capitale ottenuta tramite il plus-valore (ossia il plus-lavoro del lavoratore). La proprietà dei mezzi di produzione deve essere collettivizzata per poter avere una società di liberi ed eguali.

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Ambiente Economia Società Umanesimo

Etica oggi

In un’Europa sempre più polarizzata verso il liberismo più sfrenato, che produce miseria, fame, guerre, povertà, sfruttamento, inquinamento, ignoranza, contando solo il dio denaro e non più le persone; con questi media sempre più in mano a imprese, industrie, aziende multinazionali; con l’Italia in mano a mafie e affaristi senza scrupoli, solo una cosa è rimasta da fare: chiudergli i rubinetti. Scegliere in maniera etica e il più possibile collettiva. Senza una scelta convinta di mutamento dei propri stili di vita non si potrà mai cambiare nulla; solo i popoli, i cittadini, possono invertire questa tendenza all’auto distruzione, con la direzione dei potentati economici e politici, che ricade sempre più sui bambini, sugli anziani, sulle parti più deboli della popolazione, quelle parti che andrebbero invece maggiormente tutelate. Provano i potenti a invertire significati e valori, proviamo a usare la loro arma contro di loro: i nostri soldi.

Bisogna cambiare le proprie scelte in maniera coerente con la nostra etica, ecco una lista di cose che possiamo fare:

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