Sognando il Venezuela

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Perdonate il titolo provocatorio, ma le contraddizioni tra la politica occidentale e la politica latino-americana si acuiscono sempre più; fioriscono iniziative di governo nei paesi del Sud America lodevoli e giuste, (spesso per la prima volta dopo decenni di sanguinose dittature) ben più progressiste delle deboli proposte di riforme sociali europee (a scapito di diritti e lavoratori),

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Le menzogne del potere 3: Obama e il sogno americano

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Obama e il sogno americano

Vi ricordate l’emozione di tutti i media all’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti? Doveva essere il presidente del cambiamento, del progresso, della rinascita, le solite menzogne insomma, almeno a vedere questo 2009 che volge al termine. E inaspettato è giunto anche il premio Nobel per la Pace, con lo stupore generale, ben altre persone avrebbero potuto riceverlo: ad esempio il presidente boliviano Evo Morales, che da umile indigeno è riuscito a farsi eleggere democraticamente per due volte con una schiacciante maggioranza, a riformare la costituzione proteggendo i beni comuni come l’acqua e le altre risorse, a sradicare l’analfabetismo, a ridurre le disparità sociali: andatevi a leggere la sua storia, è commovente e esemplare.

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Conseguenze

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Per ogni azione, parola o pensiero d’un essere umano si mette in moto l’intero universo. Sembrerà incredibile, ma è scientificamente dimostrato che ogni parte è in relazione inscindibile con il tutto. E quindi anche noi esseri umani non siamo che relazioni in un eterno divenire. La nostra esistenza è relazione, la nostra essenza è il tutto.

Solo che le nostre azioni hanno un potere enormemente più grande di quanto si possa immaginare, possono creare veri e propri mostri, così come meravigliose creazioni.

Già, perché tutto ha una conseguenza, tutto è una conseguenza. Nulla è destinato al caso, ma tutto  è legato (non da bensì) a scelte ben precise. E per quanto questa semplice affermazione possa portare ad un razionale rifiuto di tale complessità, ad un arrendersi al caso o al destino, il nostro essere più profondo, che non può prescindere dalla relazione, lo sa con certezza come sa che ne è responsabile.

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Il PDS, i DS, L’ulivo e il Partito Democratico

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Cosa è successo alla classe politica di sinistra da quel fatidico giorno del 1991 in cui nacque il Partito Democratico della Sinistra ad oggi? Perché si è perpetrata nel giro di pochi anni l’erosione di diritti legittimamente ottenuti dal popolo italiano, anche da parte della cosiddetta sinistra? Chi sono i responsabili politici di tutto ciò?

Cerchiamo di partire ripercorrendo i fatti storici:

– Nel 1991 viene sciolto il Partito Comunista Italiano (fondato da Antonio Gramsci nel 1921) e dalle sue ceneri sorgono due nuovi partiti, il Partito Democratico della Sinistra e il Partito della Rifondazione Comunista

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Sveglia, gente!

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La Colombia (uno degli ultimi paesi latino-americani filo-statunitensi) bombarda in territorio Ecuadoriano le FARC. I media proni e schiavi commentano che Chavez sta aizzando tutti contro il presidente colombiano Uribe: ribaltano la verità, ci giocano come a calcio. Così come ci raccontano che Israele è il povero paese circondato da terroristi, quando nel giro degli ultimi dieci giorni ha massacrato con il suo esercito 500 persone, di cui molte vittime innocenti, donne, anziani e bambini, quelli che hanno più difficoltà a difendersi e fuggire. E dietro a tutto l’arrogante governo USA, con 100 anni di guerre ingiustificate, dal Vietnam a Panama, dall’Iraq al Nicaragua, due bombe nucleari sganciate sul Giappone, milioni di vittime e nessuno che paga. L’asse Europa – Stati Uniti deve fare i conti, nel suo prossimo futuro, con decenni di sfruttamento, barbarie e ingiustizie verso tutti i paesi non allineati: i popoli del mondo cominciano ad alzare la testa e a non accettare più le ricette di FMI-OMC-BM che negli ultimi anni non hanno fatto che rimpinguare le casse delle banche occidentali. E i media, schiavi dei loro padroni, usano la menzogna spacciandola per verità, ci dicono che il presidente iraniano è un dittatore (quando è stato eletto democraticamente, per quanto non mi piaccia come personaggio) e invece Putin è un presidente democratico (quando è stato accusato da tutti gli altri partiti russi di brogli elettorali alle ultime elezioni).

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