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R-EVOLUCIÓN

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Sono ormai diversi giorni che assistiamo alle rivolte in tutto il Nord Africa. Liba, Marocco, Algeria, Egitto: i vecchi scranni del potere stanno cedendo, ma non senza reprimere violentemente la popolazione (centinaia i morti civili, che rabbia e che tristezza indicibili!). I governi d’Europa e Stati Uniti come sempre stanno a guardare, preoccupati solo dei loro interessi economici nel continente africano, sfruttato per secoli da una colonizzazione finita solo sulla carta; i leaders nord africani spodestati dal popolo sono gli stessi che governavano da decenni, che hanno sempre avuto l’appoggio più o meno occulto da parte dei governi occidentali, per via delle materie prime che le multinazionali occidentali rubano quotidianamente nel continente africano.

Siamo noi i responsabili, ogni singolo cittadino occidentale deve avere coscienza che il nostro benessere materiale (peraltro malamente distribuito) non è null’altro che il risultato di secoli di sfruttamento in ogni parte del mondo del lavoro e delle risorse dei popoli africani, asiatici, sud americani.

Tutto questo sta finendo (in Sud America in maniera palese e da diversi anni, la vera causa della crisi delle economie occidentali), le persone stanno ribellandosi perché vedono come una follia che una mela tunisina sia sulle tavole degli europei e non nello stomaco dei milioni di affamati del continente africano.

È necessario appoggiare le rivolte popolari e imitarle nel nostro paese, non è poi così differente la situazione italiana da quella nord africana: difatti sono decenni che i medesimi (ormai vecchi) uomini governano il nostro paese tutelando solo gli interessi dei grandi poteri economici, non curandosi delle esigenze del popolo. La democrazia non esiste senza giustizia sociale, questa è la verità ultima che dobbiamo comprendere appieno per costruire un futuro di prosperità, pace, uguaglianza dei diritti, per tutti gli esseri viventi di questo pianeta.

È necessario costruire le basi per un futuro migliore stringendosi l’un l’altro, comprendendo che la condizione umana è la stessa in qualsiasi parte del mondo; il diritto a vivere bene va tutelato ovunque, siamo 7 miliardi di uguali, è assolutamente indispensabile annullare le assurde disparità economiche e di opportunità che dividono l’umanità, un’umanità oggi fatta di pochi ricchi e molti poveri.

Per fare ciò è fondamentale costruire ponti di solidarietà tra i popoli, reti di cooperazione in ogni parte del mondo; è arrivato il momento in cui le persone oneste e corrette prendano il posto dei corrotti di un tempo, è arrivato il momento del cambiamento radicale di questa umanità verso un’unione che superi odi, razzismi e violenze, perché in profondità siamo una cosa sola: chi non riconosce ciò è un illuso, che non riesce a vedere la realtà nella sua essenza.

Si può agire in tanti modi, ma il primo e fondamentale è cambiare se stessi, divenire persone di valore, vivere la propria vita al suo massimo potenziale: senza di ciò nessun cambiamento in meglio è possibile.

È arrivato il momento perché è sempre il momento giusto per progredire, ogni istante è il giusto attimo per andare oltre ciò che già esiste e costruire lottando e sognando ciò che ancora deve essere.

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Bollettino informativo n° 3

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La Grecia e  la libertà d’informazione

grecia_studentiNon si sente parlare di ciò che è accaduto e sta accadendo in Grecia. Della repressione dello Stato, di un ragazzo (Alexis) morto ucciso da un poliziotto, storie che per noi italiani sono già sentite, già vissute: da Giorgiana Masi a Carlo Giuliani. È l’agghiacciante silenzio del potere, sempre pronto invece a scagliarsi contro ogni paese che non cede al capitale, che resiste al liberismo, all’egoismo e al moralismo, contro il Sud America socialista di Chavez, di Castro, di Morales, di Correa, di Ortega, di Lugo, contro i movimenti popolari in Italia e nel mondo.

È il canto del cigno prima della morte (più che un canto un lamento), quello di questo potere colluso e mafioso, clientelare e violento, che grida la sua morte ormai prossima, un potere che finanzia le banche che derubano ai cittadini, come è successo in Europa, come è successo in Grecia, come è successo negli Stati Uniti.

La Grecia è oggi un simbolo di rivolta in Europa, il Sud America un esempio di dignità, ma l’assordante silenzio del potere ha lo stesso macabro suono dei raid israeliani su bambini e donne palestinesi inermi: e noi siamo dentro a questo sistema repressivo e totalitario, imbambolati dalle mille lucine colorate vendute dagli schermi dei nostri televisori.

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