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Culture Umanesimo

Sand Creek

Ricordare il male commesso serve a far sì che non accada mai più.
Il 29 novembre di 152 anni fa, centinaia di nativi americani, di cui la maggior parte donne e bambini, vennero massacarate dall’esercito statunitense.
Oggi muoiono ogni anno 180.000 persone per guerre e oltre 12 milioni di persone a causa dell’inquinamento.
La saggezza dei nativi americani già aveva compreso tutto ciò, dove saremmo arrivati se non avessimo cambiato spirito.
Siamo ancora in tempo, siamo sempre in tempo, sino all’ultimo respiro.
Agiamo senza dimenticare l’ingiusto dolore subito da noi e dagli altri, sia ieri che oggi, trasformiamolo in forza per creare insieme una nuova umanità.

“Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato.” – Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux

“Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.” – Proverbio dei nativi americani

“Pace non è solo il contrario di guerra, non è solo lo spazio temporale tra due guerre… Pace è di più. E’ la Legge della vita. E’ quando noi agiamo in modo giusto e quando tra ogni singolo essere regna la giustizia.” – Proverbio degli Irochesi

“Il nostro primo insegnante è il nostro cuore” – Proverbio degli Cheyenne

“Cerca la saggezza, non la conoscenza. La conoscenza è il passato, la saggezza è il futuro.” – Proverbio della tribù dei Lumbee

“Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso.” – Capriolo Zoppo, capo della tribù dei Dwamish

https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Sand_Creek

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Umanesimo

Contro ogni guerra

“Datemi il denaro che è stato speso nelle guerre e vestirò ogni uomo, donna e bambino con un abbigliamento dei quali re e regine saranno orgogliosi. Costruirò una scuola in ogni valle sull’intera terra. Incoronerò ogni pendio con un posto di adorazione consacrato alla pace.”

Charles Sumner

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Ambiente Economia

Energia da fonti rinnovabili

Nel marasma globale dell’informazione mainstream difficilmente si sente parlare di cosa accade nel mondo riguardo allo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili. E si capisce che il nostro cosiddetto primo mondo è sempre meno… primo!

I dati a disposizione per un’analisi obiettiva della situazione e dei piani dei vari paesi non mancano.

ITALIA

In Italia nel 2010 si è arrivati ad una richiesta totale di energia di 330,5Twh, di cui solo il 22,8% è da fonti rinnovabili. Importiamo al 2010 energia per il 13,4% del nostro fabbisogno, ma in realtà, aggiungendo quanta energia produciamo da combustibili fossili che prevalentemente importiamo (gas 44,9%, carbone 10,8% e altri 7,1%), arriviamo alla considerevole cifra di 76,2% di fabbisogno energetico soddisfatto da risorse estere: quindi l’indipendenza energetica in Italia, con le attuali politiche, sarà qualcosa che forse (ma forse) vedranno i figli dei nostri figli, se non cambiamo politica energetica.

EUROPA

E cosa succede in Europa?

In Spagna, dove nel 2011 si è arrivati a coprire con fonti rinnovabili il 40% della richiesta totale di energia elettrica del paese (269 Twh), in alcune regioni si è quasi arrivati all’autonomia energetica (Navarra, Cantabria, Murcia), grazie prevalentemente all’uso dell’energia eolica.

In Germania le energie rinnovabili hanno toccato il 17% dei 600 Twh richiesti nel 2010, ma i tedeschi puntano al 80% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2050, nonché a ridurre il consumo del 50% dal 2008 al 2050.

In Svezia il 45% dell’energia totale richiesta è prodotto da fonti rinnovabili. La Svezia ha inoltre introdotto un piano per ridurre il fabbisogno energetico degli impianti industriali, riducendo di 1,4 Twh per anno i consumi.

In Francia la situazione non è migliore di quella italiana, poiché la maggior parte della produzione di energia viene dalle centrali nucleari (la Francia è il secondo produttore al mondo dopo gli Stati Uniti); rispetto agli obiettivi datisi per il 2010 del 21% da fonti rinnovabili i francesi si fermano ad un misero 14,6% nel 2010.

Anche l’Inghilterra non è da meno, con solo un 9,4% dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel 2011. L’Inghilterra sta puntando molto sullo sviluppo dell’energia eolica degli impianti off-shore (in mare aperto), divenendo l’ottavo produttore mondiale di energia eolica (5,7 Gwh) nel 2011.

La Russia è il quinto produttore mondiale di energia rinnovabile (e uno dei più grandi produttori di energia al mondo con 992 TWh prodotti nel 2009), prevalentemente da impianti idroelettrici, con una produzione comunque bassa rispetto al fabbisogno: solo il 17% è da fonti rinnovabili. Il paese vuole tagliare del 40% il consumo d’energia entro il 2020, attraverso investimenti e progetti legati all’efficienza energetica. Attualmente comunque la produzione di energia è prevalentemente da combustibili fossili.

MONDO

La situazione asiatica non è delle migliori (salvo la Cina), ma in celere sviluppo:

La Cina nel 2007 già produceva il 17% dell’elettricità da fonti rinnovabili (prevalentemente tramite impianti idroelettrici). È il quarto produttore mondiale di energia eolica (dopo Stati Uniti, Germania e Spagna). L’obiettivo per il 2010 di produzione eolica del governo cinese era di 10 GW, ma già nel 2009 la produzione si è attestata sui 25,1 GW.  La Cina è il più grande produttore al mondo di pannelli fotovoltaici (il 30% della produzione mondiale). Il programma di energia sostenibile della Cina (China Sustainable Energy Program) prevede entro il 2020 una produzione del 15% di energia totale da fonti rinnovabili. Il piano prevede programmi per lo sviluppo della sostenibilità ecologica delle città, un programma di costruzioni con alta efficienza energetica, la riduzione delle emissioni nei trasporti attraverso l’uso di mezzi ibridi e elettrici .

L’India ha istituito dal lontano 1980 il Ministero per l’Energia Nuova e Rinnovabile. Eppure nel 2011 solo il 10,63% della produzione totale di energia deriva da fonti rinnovabili. Per via dell’alto livello di insolazione l’India sta sviluppando dal 2009 decine di grandi impianti fotovoltaici, di cui alcuni già terminati.

Il Giappone produce il 30% della propria energia da centrali idroelettriche e ben il 50% dal petrolio. Dopo il disastro nucleare di Fukushima, il paese ha deciso per fortuna di interrompere gradualmente tutti gli impianti nucleari esistenti.

Gli Stati Uniti purtroppo hanno il primato di uno dei peggiori paesi al mondo dal punto di vista delle energie rinnovabili:

Gli Stati Uniti hanno nel 2011 prodotto solo l’11,7% della propria energia da fonti rinnovabili, attestandosi come uno dei peggiori paesi al mondo (produce energia per l’85% da combustibili fossili); ciò pur essendo il maggior produttore e consumatore di energia su scala mondiale. Non solo, il potenziale di energia rinnovabile statunitense è in alcuni settori, come l’eolico, tra i maggiori del mondo. Il sistema di finanziamento federale ad aziende private nel settore delle energie rinnovabili è stato assolutamente fallimentare, difatti diverse aziende ampiamente finanziate tramite prestiti federali sono fallite (Solyndra e Konarka, tra le maggiori).

L’America Latina stupisce nel settore delle energie rinnovabili:

Il Brasile ha prodotto nel 2009 l’85% del suo fabbisogno energetico da fonti di energia rinnovabili, grazie soprattutto all’uso dell’etanolo prodotto dalla canna da zucchero. È uno dei paesi al mondo più attivi nella promozione e produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’Argentina già produce il 41% del suo fabbisogno energetico da centrali idroelettriche. Il paese sta investendo in energia idroelettrica, eolica e fotovoltaica.

L’Ecuador prevede per il 2020 la produzione di energia al 100% da fonti rinnovabili; già oggi produce il 50% del suo fabbisogno con la sola energia idroelettrica.

Il Venezuela, pur essendo uno dei maggiori produttori di petrolio del mondo, produce il 68,13% della propria richiesta di energia da fonti rinnovabili (idroelettrico). Il paese prevede di soddisfare il 10% del proprio fabbisogno energetico previsto del 2025 tramite centrali di energia eolica.

DOCUMENTI E COLLEGAMENTI:

Documento GSE rinnovabili in Italia 15/11/2011 (PDF)

Wikipedia – Energía renovable en España (LINK)

Wikipedia – Renewable energy in Germany (LINK)

Sweden – Generating power for a sustainable future (LINK)

France – Energies renouvelables : la France échoue sur ses objectifs (LINK)

Wikipedia – Renewable energy in the United Kingdom (LINK)

Wikipedia – Renewable energy in Russia (LINK)

Wikipedia – Renewable energy in the People’s Republic of China (LINK)

The China Sustainable Energy Program (LINK)

Wikipedia – Renewable energy in India (LINK)

Wikipedia – Energy in Japan (LINK)

Wikipedia – Renewable energy in United States (LINK)

Wikipedia – Energia renovável no Brasil (LINK)

Wikipedia – Sector eléctrico en Argentina (LINK)

Wikipedia – Venezuela: energia (LINK)

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Filosofia Politica Società Umanesimo

Le menzogne del potere 3: Obama e il sogno americano

Obama e il sogno americano

Vi ricordate l’emozione di tutti i media all’elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti? Doveva essere il presidente del cambiamento, del progresso, della rinascita, le solite menzogne insomma, almeno a vedere questo 2009 che volge al termine. E inaspettato è giunto anche il premio Nobel per la Pace, con lo stupore generale, ben altre persone avrebbero potuto riceverlo: ad esempio il presidente boliviano Evo Morales, che da umile indigeno è riuscito a farsi eleggere democraticamente per due volte con una schiacciante maggioranza, a riformare la costituzione proteggendo i beni comuni come l’acqua e le altre risorse, a sradicare l’analfabetismo, a ridurre le disparità sociali: andatevi a leggere la sua storia, è commovente e esemplare.

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