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Scritti e poesie

Per chi e per cosa

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Come può riempirsi la bocca di parole come giustizia e libertà chi non duole alla morte d’un bimbo, chi toglie il pane ad altri uomini, la vanga ai contadini, la vita ai rivoluzionari? Come è possibile accettare indifferenti questo occidente senza più passioni e ideali, perduto nel mito d’una ricchezza impossibile e inutile? Come si fa ad accettare che ci sia ancora la tortura, che ancora qualcuno si permetta di sostenere che la guerra porti democrazia? Dal sangue degli uomini che fin dal lontano passato hanno lottato per noi senza neanche conoscerci, Da Salvador Allende, Da Che Guevara, Da Ghandi, Da Martin Luther King, Da Gesù, Da Siddartha, da tutte le madri che hanno difeso con la vita i propri figli, da tutti i padri che hanno difeso con coerenza e forza la terra per donarla a noi che siamo giunti ad esistere dopo, da tutti i popoli di cui abbiamo dimenticato i nomi, che hanno amato questa terra e i suoi esseri al punto da sacrificare la vita, coscienti d’esser di lei figli, mai genitori: da tutti loro oggi nascono i fiori, gli alberi e gli uccelli, che portano seco l’energia della vita. Come si può rimanere sordi agli squarci che questo sistema senza amore, senza sinceritàalimentato dall’inganno, dal terrore, porta a nostra madre, al suo violentato ventre? Come è possibile non vedere i responsabili di guerre fratricide, colme di fame e disperazione, di frustrazione e depressione, di violenza e repressione? Eccoci, siamo noi: che non togliamo le armi dalle mani dei nostri pargoli e la violenza dai loro cuori, che non lottiamo con puro spirito e indomita fierezza d’essere semplicemente esseri umani, che non vogliamo più difendere la verità dalla menzogna, che non allunghiamo una mano a chi accanto a noi ha già perso la speranza di avere aiuto, noi che non abbiamo mai tempo per dare amore, ma sempre abbastanza per riceverne. Siamo proprio noi che la mattina dinanzi allo specchio dobbiamo scegliere da che parte stare, se adottare la subdola tattica della furbiziadell’egoismo, dell’ipocrisia, della paura, per calpestare le teste d’altri o se dedicarci all’amore sinceroall’amicizia, alla fratellanza, al coraggio, uniche fonti di reale felicità, per questa umanità e questa natura che è uguale a noiperfettamente uguale a noi.

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Di Dario Pulcini

Studio, lavoro, creo, socializzo, amo.

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