Su F.M.I. e Banca Mondiale

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FMI Headquarters, Washington DC 

Il Banco Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale stanno attraversando una grande crisi (per fortuna). Molti paesi economicamente svantaggiati, a cui per anni hanno consigliato magiche ricette finanziarie per diventare come i ricchi paesi industrializzati (celando invece la reale volontà di sottomettere per l’ennesima volta i paesi economicamente poveri), dopo aver attraversato crisi finanziarie inaudite (basti ricordare l’Argentina), stanno pagando il loro debito con questi organismi e ne stanno uscendo fuori. Questo probabilmente perché sono già undici volte che nel Banco Mondiale, contrariamente alle richieste della maggioranza degli stati “emergenti”, diviene presidente uno statunitense (l’ultimo è Robert Zoellick, eletto nel 2007); e forse anche perché l’ultimo Direttore Generale del FMI è Dominique Strauss-Kahn un francese, quindi un europeo. O forse perché questi istituti hanno un sistema di voto che si basa su quote (chi finanzia di più ha un diritto di voto maggiore di chi finanzia meno e, guarda caso, la quota maggiore la hanno gli Stati Uniti, clicca qui per vedere le quote). O si potrebbe ravvisare un’altra spiegazione nel fatto che questi isituti, nati con lo scopo formale di ridurre la povertà, impongono poi nella realtà sempre più vincoli economici ai paesi emergenti (di modo da lasciarli per sempre emergenti).

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Ciranda

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Immagine dal sito: http://maiovinteeseis.blogspot.com/2006/03/lembrana.html 

La ciranda è una danza brasiliana tipica da spiaggia, più precisamente parte della cultura delle spiaggie situate a Nord di Pernambuco, stato del Nord Est brasiliano. La sua origine però non si restringe alla zona litoranea, ma comincia simultaneamente anche nella zona interiore della Mata Norte. E’ fondamentalmente un ballo di gruppo disposto a forma di ruota, un ballo comunitario a cui tutto il popolo può partecipare senza distinzioni di sorta. Ho conosciuto questa danza da una canzone, Ciranda Do Mundo (la cui origine del testo si perde nella notte dei tempi), di cui ho sentito una versione cantata da Maria Rita (figlia di Elis Regina) e un’altra versione da Pedro Luis; il significato è tanto semplice quanto splendido, esprimendo in maniera semplice il continuo movimento della vita ove tutto è dinamico e è solo il proprio punto di vista egoistico che porta a definire staticamente il bene e il male (e quindi a giudicare), poiché l’unione dinamica delle persone può mutare qualsiasi male in bene; per questo desidero riportare qui sotto il testo, in portoghese e tradotto, tra parentesi, in italiano:

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