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Diritto Informatica

Le menzogne del potere 4: il digitale terrestre

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Sono mesi che pubblicizzano il passaggio al digitale terrestre in quasi tutta Italia, ma come al solito mentendo. Ricordo che il passaggio al digitale terrestre (così come è stato recepito nella legislazione italiana sulla base di una direttiva, come tale non obbligatoria, della UE) non è niente altro che il piano per salvare Mediaset, eludendo le sentenze di Corte di Giustizia Europea, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato, che impongono la chiusura di Rete 4 e la concessione delle frequenze a Europa 7 da circa 10 anni. Nelle pubblicità (anche sulla RAI) si comunicava la necessità di dotarsi di un decoder digitale terrestre, altrimenti non si sarebbero visti più i canali televisivi italiani. Non è vero. È possibile ricevere i canali della TV italiana anche con antenna parabolica e ricevitore satellitare. Solo che è stato scelto di non rendere disponibile la scheda per il satellite a tutti coloro che la richiedessero come per il digitale terrestre (ad es. per chi già in possesso di ricevitore satellitare con slot CI o smart card), ma solo comprando anche il decoder (e spacciano tale piattaforma per gratuita!). Non c’è alcun motivo di natura tecnica per tale scelta, ma solo di carattere speculativo e anti-concorrenziale (sul satellite c’è Sky, il nemico numero 1 di Mediaset, che più o meno fa la medesima cosa, impedendo di usare la scheda Sky con contratto regolare su ricevitori satellitari che non siano i suoi); mentre Mediaset, essendo emittente privata, può fare ciò che vuole nei limiti della legalità (anche se le leggi le fanno ad hoc per risolvere i problemi del Sig. Berlusconi), è inammissibile tale comportamento dalla RAI, pagata con i soldi dei cittadini. Come mai nessuno parla di tale speculazione, palese all’inverosimile, fatta ai danni dei cittadini e della tanto osannata concorrenza? Come mai il Garante non impedisce tali comportamenti lesivi della concorrenza e del cittadino?

Infine ricordo che la miglior tecnologia, quella veramente del futuro, è internet: su internet si possono vedere canali da tutte le parti del mondo e aprirne di nuovi senza bisogno di concessioni, la tecnologia già c’è (si chiama streaming) e funziona, è solo la volontà che manca, sempre per meri interessi economici. Sempre per questo motivo ostacolano lo standard WiMAX, un sistema che consentirebbe di avere internet, telefono, tv, radio, tutto con un’unica antenna.

È tutta una farsa, non è vero che vogliono la concorrenza, la concorrenza è solo (e molto limitata da licenze chiuse o impossibili da ottenere) per piccole e medie imprese che si scannano ad accaparrarsi le briciole delle grandi industrie e multinazionali; il capitalismo rivela sempre più tutti i suoi limiti, promettendo a parole libertà e progresso, ma nei fatti creando oligarchie nazionali e sovranazionali che frenano il progresso tecnologico e sociale e restringono le libertà individuali e collettive.

Ad oggi noi cittadini per non aver fatto rispettare la sentenza della Corte Europea di Giustizia (causa 380/05), per aver cioè mantenuto Rete 4 senza lasciare le frequenze libere a Europa 7, dobbiamo pagare 515,55 milioni di Euro. Sveglia!

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