Le strade della vita

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Ogni tanto mi chiedo perché faccio quello che faccio, perché cerco con tutte le mie forze di percorrere certe strade e scegliere certe direzioni nella vita e alla fine la risposta di tutto questo è perché lo vivo, perché veramente soffro nel vedere le altre persone soffrire, perché veramente credo nella possibilità di un mondo fatto di pace e amore, armonia e fratellanza, credo che possa succedere, che insieme e con la volontà si possa costruire. Non posso vivere sempre nella sofferenza, non è questo il destino dell’umanità e nemmeno il mio, non posso soffrire per tutta la vita (perché le sofferenze sono incessanti in questa epoca e in questa umanità e alcune sono proprie della condizione umana): quindi nell’azione, nel pensiero e nel dialogo mi sforzo di combattere tutta questo dolore, con gli strumenti che trovo sulla mia strada, dentro e al di fuori di me. Magari qualcuno può pensare che sono un moralista, ma non riconoscere chi è sincero è altrettanto stupido che fidarsi di chi non lo è. Io mi reputo sincero, a volte facendo cose sbagliate a volte giuste, ma cercando sempre di riconoscere il mio errore, di chiedere scusa e di saper dire grazie. E tento di stimolare gli altri a fare altrettanto, non vedo altra soluzione, cerco di non compiere errori, “raro cade chi ben cammina” dice Leonardo Da Vinci e io tento di camminare bene, di non produrre inutilmente dolore, di non esserne causa. Non so a cosa mi porterà tutto ciò, forse sofferenze ancora maggiori, forse felicità, ma è il mio essere, è tutto ciò che sono, è un percorso obbligato dettato dalla mia coscienza. Il contesto cambia, io cambio, tutto si modifica, ma c’è una parte di me che non muta mai, una parte che mi lega a tutto ciò che esiste, una parte che non mi appartiene, che non è mia, ma che vive perché vita, esiste perché esistenza, non c’è me o te, non c’è giusto o sbagliato, non c’è vita o morte, c’è solo un’energia infinita in cui ci si perde e ci si ritrova. Non è definibile a parole, non si può identificare in niente eppure comprende tutto, è la legge immutabile di tutto, che tutto muta. Sia la mia parte razionale che irrazionale viaggiano in armonia quando mi osservo dentro e lascio emergere la vera natura. E allora non vi sono limiti, per niente e nessuno, ogni cosa è possibile, ogni battaglia si può vincere, ogni dolore può essere superato. È il divenire che sento scorrere, tento solo di sentire fino in fondo e con ogni mezzo a mia disposizione, non c’è altro impegno nella mia vita che imparare ad ascoltare.

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