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Soldi rubati

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E’ notizia di questi giorni che sono stati scoperti 2-3 miliardi di euro depositati presso banche del Liechtenstein da parte di cittadini italiani, probabilmente evadendo il fisco. Sono tutti conti da 200.000 euro in su, non credo quindi di operai o badanti, ma quasi sicuramente di imprenditori o politici. Berlusconi e D’Alema, sempre più sulla stessa lunghezza d’onda, chiedono a gran voce di non fare i nomi di tali persone, il primo sostenendo che tali nomi debbano essere dati alla magistratura e non alla stampa, il secondo, a chiosa del discorso di Berlusconi, sostenendo, sulla base del sacro diritto alla privacy, che “avere un conto in Liechtenstein non significa automaticamente compiere un illecito”. Ma perché uno deposita un conto all’estero e per di più in un paradiso fiscale?

Una persona normale, quando ha la fortuna di avere un modesto capitale o un contratto di lavoro, scende sotto casa, si fa un giro per le banche e sceglie quella più vantaggiosa per lui. Non va in Liechtenstein, visto il numero di banche e sportelli presenti in Italia, non è certo comodo. E’ quindi ovvio che chi avrà depositato quei soldi l’avrà fatto per uno dei seguenti motivi:

  1.  Vuole evadere il fisco italiano
  2. Ha rubato quei soldi e quindi da qualche parte deve pur nasconderli
  3. Sono soldi provenienti da traffici illeciti e quindi in qualche modo deve riciclarli
  4. Ha l’amante segreto/a che risiede il Liechtenstein che gli sta furbescamente prosciugando i fondi

Considerando che le possibilità che sia per motivi leciti è una su quattro, secondo voi perché non vogliono fare i nomi?

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Di Dario Pulcini

Studio, lavoro, creo, socializzo, amo.

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