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Bollettino informativo n° 1 del 2/10/08

Siccome i media mainstream tacciono di ciò che accade nel mondo e il governo italiano si prodiga per far chiudere le piccole cooperative editoriali libere e indipendenti (come Carta e Il Manifesto) con il famigerato Decreto Tremonti (D.L. 112/2008), mentre regala insieme agli altri paesi europei miliardi di euro alle banche (ma secondo voi le banche sono i soggetti che hanno più bisogno di soldi???) vorrei iniziare a segnalare le notizie (a mio parere degne di nota) che raccolgo dalle varie parti del mondo, con un post ogni tanto, di modo da dare il mio seppur piccolo contributo a creare un canale di informazione alternativa per i miei cari lettori.

Angola: elezioni 2008

Fonte: Agenzia AngolaPress

Dopo 16 anni (sospese a causa della sanguinosa guerra civile iniziata nel lontano 1975 e terminata solo nel 2002) si sono tenute le elezioni parlamentari in Angola (le presidenziali si terranno nel settembre 2009). Gli elettori iscritti al voto sono stati circa 8.300.000, chiamati alle urne per scegliere tra i 5.198 candidati presentatisi con i 10 partiti e le 4 coalizioni ammesse: 220 le poltrone da parlamentare in palio.

Ha vinto il partito al governo, con l’81,76% dei voti, l’MPLA (Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola), un partito al tempo di ispirazione marxista e leninista (oggi più vicino ad una sinistra moderata)  che portò nel 1975 all’indipendenza dell’Angola dal Portogallo e che da allora è il partito di governo.

La sanguinosa guerra civile tra l’UNITA (gruppo paramilitare sostenuto dagli USA) e l’MPLA (sostenuto sino al crollo del muro dall’URSS), lascia ancora oggi segni evidenti nell’economia e nella società angolana, pur essendo un paese ricco di materie prime (tra cui il petrolio, che rappresenta il 50% del PIL e il 90% delle esportazioni) e comunque tra i più sviluppati dell’Africa centrale, con un PIL pro capite passato dai 1.600 dollari del 2003, ai 6.500 del 2008. Sebbene l’economia angolana produca maggior circolazione di denaro, la povertà affligge ancora oggi circa il 70% della popolazione. Dal 2000 a oggi il tasso di alfabetizzazione è passato da meno del 30% a circa il 70% della popolazione. Le condizioni di salute della popolazione sono pessime, con il 47% di cittadini senza accesso all’acqua potabile e il 31% dei bambini dai 0 ai 5 anni denutriti. L’HDI (Human Development Index) del 2005 è pari a 0,446, pone l’Angola al 162° posto per sviluppo umano. Il Madagascar, che ha un PIL pro capite di 900 dollari annui, ha un HDI nel 2005 pari a 0,533, che lo pone al 143° posto, a ulteriore dimostrazione che il PIL nulla ha a che vedere con il reale sviluppo di un paese. La speranza maggiore è che dopo queste elezioni il popolo angolano possa risollevare le sue sorti e riuscire a vivere in pace e prosperità.

Ecuador: la nuova Costituzione per un popolo libero e sovrano

Il 28 settembre 2008 il popolo ecuadoriano ha compiuto un altro importante passo per la giustizia sociale e la sovrantià popolare. In linea con la politica della “Rivoluzione cittadina” del presidente Raffael Correa, la nuova costituzione dell’Ecuador è stata approvata mediante referendum popolare da quasi il 70% dei cittadini, un vero e proprio plebiscito. Nei 444 articoli della nuova costituzione si postulano principi di diritto inediti anche per molte carte costituzionali europee:

– lo Stato deve assicurare una crescita sostenibile dell’economia,  uno sviluppo equilibrato e equitativo per il benessere collettivo.

– Lo Stato deve garantire un’amministrazione pubblica libera dalla corruzione.

– Lo Stato rifiuta ogni forma di colonialismo, neo-colonialismo, riconosce i diritti dei popoli di autodeterminazione e di liberarsi dai sistemi oppressivi.

– È proibita l’applicazione e l’utilizzazione indebita di materiale genetico umano.

– Viene sancito il diritto di tutti i cittadini a vivere in un ambiente sano, ecologicamente equilibrato e libero da contaminazioni.

– Viene sancito il diritto di tutti i cittadini a disporre di beni e servizi, pubblici o privati, di ottima qualità; ad avere un’informazione adeguata e veritiera sopra il loro contenuto e le loro caratteristiche.

– Viene sancito il diritto di tutti i cittadini alla comunicazione e a fondare mezzi di comunicazione sociale e a accedere, con uguali condizioni, alle frequenze di radio e televisione.

– Viene sancito il diritto ad una qualità di vita che assicuri la salute, l’alimentazione e la nutrizione, l’acqua potabile, la sanificazione ambientale, l’educazione, il lavoro, l’impiego, la ricreazione, la casa, i vestiti e gli altri servizi sociali necessari.

– Lo Stato stimolerà la proprietà e la gestione dei lavoratori nelle imprese, per mezzo del trasferimento di azioni o partecipazioni ai lavoratori.

– I programmi e le azioni di salute pubblica saranno gratuiti per tutti.

– Sono sanciti speciali diritti collettivi per popoli indigeni e afroecuatoriani, al fine di preservare le culture, le usanze e le popolazioni ancestrali.

– Lo stato promuoverà nel settore pubblico e privato l’uso di tecnologie ambientali pulite e di energie alternative non contaminanti.

– Viene sancito il diritto dei cittadini di revocare il mandato a tutti gli eletti di qualsiasi livello, per atti di corruzione e di non compimento ingiustificato del piano di lavoro presentato alle elezioni.

– Le persone naturali e giuridiche straniere non potranno acquisire, a nessun titolo, con fini di sfruttamento economico, terre o concessioni in zone di sicurezza nazionale.

– I beni naturali non rinnovabili, i prodotti del sottosuolo sono di proprietà inalienabile dello Stato.

– Le acque sono beni nazionali di uso pubblico, la proprietà sarà inalienabile e imprescrittibile.

Questi solo alcuni dei principi sanciti nella voluminosa nuova costituzione, che rappresenta un ennesimo passo delle democrazie latinoamericane verso uno sviluppo solidale, partecipato e sostenibile dei propri popoli e delle proprie economie.

Documenti: La nuova costituzione dell’Ecuador (in spagnolo).

India: ricorre l’anniversario della nascita di Mohandas Karamchand Gandhi

Il 2 ottobre del 1969 nacque il “Mahatma” Gandhi. In India è giorno di festa, per ricordare uno delle più grandi personalità del XX secolo, colui che ha unito la parola “verità” alla parola “non violenza”. Per Gandhi la forza della verità non ha bisogno di violenza per emergere, ma ha bisogno della coscienza delle persone, della loro partecipazione attiva alla comunità umana in cui vivono, ha bisogno della satyagraha, la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile, una forma di lotta non violenta basata sulla verità e l’amore. Non basterebbero decine di pagine per descrivere la vita di Ghandi, mi limito quindi a riportare alcune sue parole, che hanno valore universale ed eterno, a beneficio dell’umanità intera:

  • “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”
  • Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”
  • “L’uomo è dove è il suo cuore, non dove è il suo corpo”
  • “Occhio per occhio… e il mondo diventa cieco”
  • “La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall’orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l’ingiustizia anche a costo della propria vita.”
  • “La terra è di chi la lavora.”
  • “Un oggetto, anche se non ottenuto con il furto, è tuttavia come rubato se non se ne ha bisogno.”
  • “Non combattere il nemico. Conquistalo con l’amore.”
  • “Questo mondo è tenuto insieme da vincoli d’amore e di dedizione. La storia non registra i quotidiani episodi d’amore e di dedizione. Registra solo quelli di conflitto e guerra. In realtà, comunque, gli atti d’amore e generosità, a questo mondo, sono molto più frequenti dei conflitti e delle dispute.”
  • “Se pensi che tutto il mondo sia sbagliato ricordati che contiene esseri come te.”
  • “In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica.”
  • “Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? una città, un paese, un mondo non violento?”
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