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Gli USA in assetto di guerra

Dopo l’attacco della Colombia in territorio ecuadoriano, tramite sostegno del governo statunitense, dopo l’appoggio politico e forse anche finanziario da parte degli USA all’illegittimo referendum sullo statuto autonomo del dipartimento di Santa Cruz in Bolivia (peraltro pesantemente perso dalle elités boliviane che lo sostengono, con un astensione storica del 39% e un 15% di “no”), il governo statunitense si pone in assetto di guerra. Come al solito i nostri media non parlano di ciò che succede nel mondo, ma ormai siamo abituati.

E’ notizia del 24 aprile 2008 che la Difesa USA ha stabilito dopo 48 anni di ripristinare la IV Flotta (senza ovviamente nessun consenso e senza chiedere nessun permesso da parte dei paesi latino americani) nel sud dell’Oceano Atlantico, dal 1 luglio 2008, con la scusa di voler combattere il terrorismo e il narcotraffico. In realtà questa operazione militare è una vera e propria minaccia ai paesi latino-americani, ormai per la maggioranza schierati contro il governo statunitense, visto che lo spiegamento di forze comprende anche testate nucleari (e non mi sembra che si possa combattere narcotraffico e terrorismo con armi nucleari), nonché tutte le ultime tecnologie e strumentazioni belliche.

Ciò è un fatto gravissimo sia per i già delicati equilibri internazionali sia per l’atteggiamento arrogante che il governo statunitense continua a tenere nei confronti dell’intero pianeta, arrogandosi il diritto di dichiarare guerre senza rispettare né l’ONU né il diritto internazionale. Il futuro dell’umanità, sino a quando la posizione del governo USA rimarrà così intransigente e bellicosa, mancando di rispetto a moltissimi stati, governi democraticamente eletti e popoli, non si prospetta dei migliori.

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Di Dario Pulcini

Studio, lavoro, creo, socializzo, amo.

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