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Società Umanesimo

Ciranda

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Immagine dal sito: http://maiovinteeseis.blogspot.com/2006/03/lembrana.html 

La ciranda è una danza brasiliana tipica da spiaggia, più precisamente parte della cultura delle spiaggie situate a Nord di Pernambuco, stato del Nord Est brasiliano. La sua origine però non si restringe alla zona litoranea, ma comincia simultaneamente anche nella zona interiore della Mata Norte. E’ fondamentalmente un ballo di gruppo disposto a forma di ruota, un ballo comunitario a cui tutto il popolo può partecipare senza distinzioni di sorta. Ho conosciuto questa danza da una canzone, Ciranda Do Mundo (la cui origine del testo si perde nella notte dei tempi), di cui ho sentito una versione cantata da Maria Rita (figlia di Elis Regina) e un’altra versione da Pedro Luis; il significato è tanto semplice quanto splendido, esprimendo in maniera semplice il continuo movimento della vita ove tutto è dinamico e è solo il proprio punto di vista egoistico che porta a definire staticamente il bene e il male (e quindi a giudicare), poiché l’unione dinamica delle persone può mutare qualsiasi male in bene; per questo desidero riportare qui sotto il testo, in portoghese e tradotto, tra parentesi, in italiano:

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Umanesimo

Angeli in terra

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Un mio nuovo (e caro) amico brasiliano, Marcelo, qualche mese fa, chiacchierando del più e del meno, mi chiese la data di nascita e mi diede una notizia che non conoscevo e che lì per lì mi lasciò perplesso e impressionato.  Secondo la tradizione cabalistica vi sono 72 angeli protettori, estratti da una parte del libro dell’esodo dalla bibbia ebraica attraverso studi numerologici della scienza cabalistica, uno ogni 5 giorni dell’anno, per un totale di 360 giorni (72×5=360). Le persone che nascono nei rimanenti giorni dell’anno, senza angelo protettore, sono considerate “Angeli dell’Umanità”: le date sono il 5 gennaio, il 19 di marzo, il 31 di maggio, il 12 di agosto e il 24 ottobre.

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Scritti e poesie

Ode al Brasile

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  • So di stare dalla’altre parte del mondo
  • dove tutto sembra essere uguale
  • ma non può che essere differente.
  • Conosco ogni cosa come se già fosse vista,
  • ma allo stesso tempo
  • l’emozione è differente.
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Politica Società

Il papa all’università

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  • Sto leggendo ora la notizia su l’apertura dell’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma e sulla (mancata) presenza del papa. Credo che questa sia una grande vittoria di civiltà degli studenti e dei docenti che si sono fermamente opposti a questa visita e l’ennesima dimostrazione che uniti si vince. Il papa dovrebbe a mio parere andare all’università, non come ospite, ma come studente. E non nelle sue belle università cattoliche da migliaia di euro l’anno, per i figli dei ricchi cattolici, ma nelle università statali. Dovrebbe fare le ore di fila in segreteria per avere informazioni, dovrebbe farsi qualche lezione in aula con trecento persone e cento posti a sedere disponibili, dovrebbe farsi dieci ore in piedi per fare un esame. 
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Agricoltura

A como Agricultura

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  • Orgânica – Corrente dominante na Grã-Bretanha e nos Estados Unidos, formulada na Inglaterra por Albert Howard, sobre os métodos naturais de agricultura e criações utilizados na Índia, a partir de 1905. Procura preservar tudo no meio ambiente, inclusive os insetos.Trabalha com cultivos integrados, adubos compostados, estercos animais e compostos minerais. Ela utiliza rotineiramente caldos vegetais para combater pragas, mas permite o uso de remédios e outras substâncias químicas, para combater tanto pragas quanto doenças, sob acompanhamento, quando necessário para salvar as plantas e os animais. Possui associações certificadoras em alguns estados do país, com ou sem reconhecimento de certificadoras internacionais, como as de São Paulo (AAO), do Rio de Janeiro (Abio), de Santa Catarina (Aorgânica) e do Paraná (Aaopa).
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Scritti e poesie

Dignidade

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Nunca esta palavra  foi mais usada 

sem entender a necessidade

de viver uma vida passada

na genuina liberdade.

Da Barra a Lapa

o Rio forte grita de sofrimento

porque não basta um mapa

para achar o entendimento

justo para todo o povo.

Nao existe justiça

se este mundo novo

é dominado pela preguiça

do pensamento do ser humano.

Se nao bem compreende:

que a favela pode ter dignidade

que a pobreza pode ser dignidade

que dizer nao pode ser dignidade

que nao aceitar pode ser dignidade

que a vontade da  mudança é dignidade.

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Società

Chegando ao Brasil (arrivando in Brasile)

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  • Sono ormai più di venti giorni che sono arrivato in Brasile, la terra di mia moglie e della sua (numerosa) famiglia. E da giorni passeggio per le vie di Rio De Janeiro, come nella Rua Prudente De Moraes, sita tra Ipanema e Copacabana nella Zona Sul, la parte più commerciale e famosa di una delle città più grandi e popolose del mondo. E’ affascinante il lungomare della città, la Avenida Vieira Souto, dove si può correre, andare in bici o in spiaggia, visibile interamente da Arpoador, un piccolo promontorio a lato della spiaggia di Copacabana. Tutti quanti mi hanno parlato dell’allegria della gente di qui, della sua ospitalità.
  • Ma la gente non è così allegra, lavora tutto il giorno per uno stipendio il più delle volte insufficiente a coprire le esigenze della vita quotidiana, nel caldo afoso soffocante del Centro. E chi non ha la fortuna di avere un lavoro, vive nelle favelas, sparse un pò ovunque, luoghi dove i trafficanti comandano e la polizia giunge il più delle volte solo per uccidere e intimidire. La Rio De Janeiro tanto decantata dalle agenzie di viaggi per chi ci vive non è questo splendore, almeno per chi non si può permettere di abitare a Leblon, a Ipanema, a Lagoa, a Copacabana o a Barra Da Tijuca, quest’ultimo quartiere dove non di rado si possono vedere tre o quattro elicotteri privati che trasportano i ricchi emergenti, dove gli Shopping Center sono grandi come interi quartieri, pedissequa copia delle città statunitensi (c’è anche una piccola statua della libertà di fronte uno di essi).
  • La sofferenza nell’osservare certe cose è ineguagliabile: vedere bambini dormire per le strade (piene di negozi inaccessibili per la maggioranza delle persone) con la maglietta vicino al naso per sniffare colla e non sentire la fame, dove tutti adorano la favela di Rocinha (la seconda più grande dell’america latina), ma solo da lontano, perché non ti ci puoi nemmeno avvicinare, protetta come è dai banditi (anche bambini) con armi da far impallidire un esercito. In questa città, in questo immenso stato (grande 28 volte l’Italia) il contrasto tra ricchezza e povertà è per la gente di qui quasi normale, tanto che il principale telegiornale della Rede Globo, equivalente della Mediaset in Italia, non ne parla più, attento più a discreditare Cuba e Venezuela con il beneplacito del 1% ricco e potente (arrivando addirittura a non parlare nemmeno per un secondo della nuova recente costituzione boliviana), piuttosto che guardare l’indescrivibile sofferenza dell’umanità di questa parte di mondo. E la classe media vive con la paura ad ogni passo di venire assaltata dai banditi, di giorno come di notte, anche nei quartieri ricchi. Puoi vedere passare accanto a te una Limousine di venti metri con i vetri scuri, con dentro cinque televisori e subito dopo un carretto portato a mano pieno di cartoni. E’ il capitalismo e l’individualismo concentrati ai massimi livelli e contemporaneamente è musica, ballo, canto, spiaggia, mare, natura. E’ tutto assieme, il limite tra il bene e il male sempre più sottile, così come il limite tra le favelas e i barrios ricchi.
  •  Ma quando è musica è musica di tutto un popolo, è l’esperienza più emozionante; giri l’angolo e ti ritrovi in un locale del quartiere di Lapa dove persone dai 16 agli 80 anni si ritrovano insieme a cantare e suonare uno chorinho o una samba e bere birra. Qui a Rio il Carnevale già è in preparazione, numerosi sono i concerti di prova per l’evento più atteso dell’anno, per quella settimana di festa e follia da cui non puoi sfuggire.
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Politica Scritti e poesie

Io sono comunista

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  • Io sono comunista
  • Perché  non vedo una economia migliore nel mondo che il comunismo.
  • Io sono comunista
  • Perché soffro nel vedere le persone soffrire.
  • Io sono comunista
  • Perché credo fermamente nell’utopia d’una società giusta.
  • Io sono comunista
  • Perché ognuno deve avere ciò di cui ha bisogno e dare ciò che può.
  • Io sono comunista
  • Perché credo fermamente che la felicità dell’uomo sia nella solidarietà.
  • Io sono comunista
  • Perché credo che tutte le persone abbiano diritto a una casa, alla salute, all’istruzione, ad un lavoro dignitoso, alla pensione.
  • Io sono comunista
  • Perché non credo in nessun dio.
  • Io sono comunista
  • Perché nessuno ha ancora trovato un’idea migliore.
  • Io sono comunista
  • Perché credo negli esseri umani.
  • Io sono comunista
  • Perché spero che un giorno tutta l’umanità sia comunista.
  • Io sono comunista
  • Perché molte delle persone migliori del mondo erano e sono comuniste.
  • Io sono comunista
  • Perché detesto l’ipocrisia e amo la verità.
  • Io sono comunista
  • Perché non c’è nessuna distinzione tra me e gli altri.
  • Io sono comunista
  • Perché sono contro il libero mercato.
  • Io sono comunista
  • Perché desidero lottare tutta la vita per il bene dell’umanità.
  • Io sono comunista
  • Perché il popolo unito non sarà mai vinto.
  • Io sono comunista
  • Perché si può sbagliare, ma non fino al punto di essere capitalista.
  • Io sono comunista
  • Perché amo la vita e lotto al suo fianco.
  • Io sono comunista
  • Perché troppe poche persone sono comuniste.
  • Io sono comunista
  • Perché c’è chi dice di essere comunista e non lo è.
  • Io sono comunista
  • Perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo esiste perché non c’è il comunismo.
  • Io sono comunista
  • Perché la mia mente e il mio cuore sono comunisti.
  • Io sono comunista
  • Perché mi critico tutti i giorni.
  • Io sono comunista
  • Perché la cooperazione tra i popoli è l’unica via di pace tra gli uomini.
  • Io sono comunista
  • Perché la responsabilità di tanta miseria nell’umanità è di tutti coloro che non sono comunisti.
  • Io sono comunista
  • Perché non voglio potere personale, voglio il potere del popolo.
  • Io sono comunista
  • Perché nessuno è mai riuscito a convincermi di non esserlo.

DARIO PULCINI

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Politica

Sul Partito Democratico e su Alleanza Nazionale

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  • Vorrei proporre qualche riflessione sulla nascita del nuovo (?) Partito Democratico e sulla interazione sorta con Alleanza Nazionale. Innanzitutto qualche dubbio sorge sulla presunta democraticità del nuovo partito: alle primarie hanno partecipato circa 3.500.000 cittadini su circa 12 milioni di elettori dei disciolti partiti da cui è sorto, non mi sembra quindi un voto plebiscitario: significa invece che più dei 2/3 dei simpatizzanti non crede nel progetto politico al punto tale da volerne scegliere il leader. Inoltre chi è andato a votare ha votato un partito senza programma, cosa alquanto strana, visto che il neo-eletto leader Walter Veltroni ne parla tanto come base di una non definita nuova fase politica in Italia. Passiamo ad analizzare poi la concorrenza che ha avuto Veltroni alla candidatura: quasi nulla. Da anni Walter è presente su tutti i media in maniera assidua, al contrario degli altri candidati di cui poco si è saputo (tranne Rosy Bindi perché politica di lunga data). Su questi presupposti era scontata la vittoria di Veltroni e dimostra come abbastanza inutili e dettate dal solo impatto mediatico le primarie così condotte. E’ quindi tutto stato deciso di concerto nelle “alte sfere” dei palazzi dei rispettivi partiti e non comprendo come giovani ragazzi (a meno che non già educati all’ipocrisia del potere) sentano questo nuovo partito come speranza per il futuro del paese (visto che oltretutto la dirigenza nazionale si distingue per un’età media da reparto geriatrico).
  • Non si capisce poi come Veltroni possa parlare di un nuovo partito di sinistra visto che sorge dalla fusione di un partito conservatore come la Margherita e uno moderato come i DS (visto che la sinistra DS ha fondato un altro partito opponendosi fermamente al nascente PD) e visto che ancora non ha un programma (per non considerare il demagogico Manifesto redatto, ad es.: “I giovani…guardano con preoccupazione al futuro e faticano a costruirsi una vita autonoma. Anche per questo, siamo un paese che fa pochi figli. ” Forse non facciamo tanti figli perché siamo uno dei paesi con la più alta densità di popolazione al mondo, non ci ha mai pensato nessuno?).
  • Si può quindi affermare che tale nuovo partito altro non è che un rimpasto dei precedenti, una messinscena mediatica copiata pedissequamente da Berlusconi e dagli americani , dove prima si scelgono i dirigenti e poi (forse) si parla di programma; dove i cittadini null’altro sono considerati che utenti il cui dovere è il voto e il diritto quel massimo che si può ottenere accordandosi con i dettami delle lobby dei commercianti, degli imprenditori, degli industriali e dei bancari. E’ la solita vecchia e stantia borghesia che cambia immagine, ma non sostanza: noi sotto e loro sopra. Il capitalismo sorge (e questo nessuno lo può negare) sulla base ideologica per cui la concorrenza economica determina un miglioramento delle condizioni della collettività, cosa che (Stati Uniti in primis, con 40 milioni di esseri umani senza il più elementare diritto alla salute) la storia recente dimostra essere falso. Questo modello economico sta erodendo i diritti acquisiti dopo anni di lotte da parte delle grandi masse sociali in tutta Europa: i governi occidentali si trovano schiavi dei grandi gruppi industriali e possono solo creare cuscinetti per arginare l’impoverimento generale degli individui, aumentando esponenzialmente il debito pubblico. Il PIL, indice del benessere dell’economia liberista rappresentando quanto si produce in un paese (incidenti stradali e catastrofi comprese) si dimostra in realtà come indice dell’aumento costante del depauperamento delle risorse del pianeta.
  • Il PD non propone nulla che si opponga a questa tendenza, non avendo mai messo in discussione il modello economico e per questo i grandi media italiani (ormai trasformatisi in S.p.A. in mano ai gruppi industriali) ci parlano del Sud America di Chavez, di Castro, di Ortega, di Morales, come dittature mascherate da democrazia, solo perché paesi che stanno cercando una strada differente al capitalismo occidentale, che loro per secoli hanno dovuto subire nel peggiore dei modi possibili con sanguinose dittature.
  • E’ la strategia dei due pesi e delle due misure tanto cara agli Stati Uniti, ove se le elezioni avvengono in occidente sono regolari e democratiche mentre se avvengono negli stati non allineati sono solo farse create dal regime, come vengono considerate quelle cubane, venezuelane o vietnamite.In realtà ci stanno portando verso la terza guerra mondiale, perché i popoli che per secoli abbiamo depredato stanno iniziando a svegliarsi e a decidere per conto loro, senza più chiederci nulla. E noi stiamo rispondendo con le guerre, con il protezionismo economico, con lo scontro tra civilità invece che con il dialogo e la cooperazione.
  • Il neonato partito democratico porta con sé, ispirandosi al modello statunitense, tutto ciò: il ritorno al nazionalismo (il simbolo è dei colori della bandiera italiana), il sostegno al liberismo sfrenato, l’immagine piuttosto che la sostanza. Qual’é l’innovazione politica di cui tanto parla l’esecutivo del PD? Quali sono le nuove scelte programmatiche inedite?Basta guardare come Veltroni gestisce il Comune di Roma per capire che futuro si prospetta: Auditorium, grandi festival d’estate, paline elettroniche alle fermate del bus nei quartieri ricchi, nuovo Piano Regolatore da 64.000.000 di metri cubi in più di cemento redatto in accordo con Caltagirone e soci (con 270.000 appartamenti sfitti a Roma), tralasciando i  problemi quotidiani che distruggono i cittadini: traffico paralizzato per decine di chilometri (stile New York), casa impossibile da acquistare o affittare, nuovi quartieri dormitorio privi dei più elementari servizi pubblici, enormi centri commerciali come il nuovo di Roma Est, centro storico in mano ai ricchi italiani e stranieri, senza tetto a dormire sotto raccordo e tangenziale. Questa è l’Italia che ci aspetta, l’Italia di Veltroni, l’Italia del futuro, dove tutto deve sembrare bello, non per forza deve anche esserlo.
  • E ora ha trovato anche il partner con cui spartirsi la follia politica chiamata bipolarismo (un passo avanti e uno in dietro che definiscono base per la democrazia): Gianfranco Fini di Alleanza Nazionale.Un avversario perfetto, giovanile come Veltroni, uomo d’immagine anche lui, demagogico, populista al punto giusto, senza programma, con un passato senza un solo giorno di lavoro salariato, ma sempre in politica. Parlamentare anche lui di vecchia data (dal ’77 a soli 25 anni Fini, dal ’87 a 32 anni, ma Consigliere Comunale di Roma dal ’76 al ’81, Veltroni), professionista insomma della politica come Walter. Ex comunista uno, ex fascista l’altro: i due perfetti contrari complementari.
  • E noi italiani stiamo regalando il paese in mano a questi soggetti che parlano di lavoro senza aver mai lavorato, di impresa senza mai averla fatta, di povertà senza mai averla vissuta. Mi auguro che rifletteremo bene su questo, perché sinceramente il futuro che vedo per l’Italia sta diventando sempre più buio. Mi auguro che negli anni il mio progetto politico del Governo del Cittadino possa diventare realtà, poiché per ora stiamo solo ritardando la tragedia di qualche anno.
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Società

Sulla Manifestazione delle Donne del 24/11/2007

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E’ stata veramente bella la manifestazione delle donne del 24 a Roma, una di quelle iniziative che ancora mi fanno pensare che c’è un briciolo di civiltà ancora viva nel nostro paese. Mentre i media hanno cercato come al solito di mistificare la realtà, parlando delle reazioni delle manifestanti alla presenza di ministre che ben poco hanno a che fare con la causa femminile in Italia, ministre che per arrivare a sedere su certe poltrone hanno “indossato i pantaloni” e hanno dimenticato da tempo le problematiche mondiali e nazionali riguardanti la discriminazione sessuale. Ancora oggi in Italia se sei donna hai meno diritti nel lavoro, nella politica, nella società: tant’è che per esempio la percentuale di donne in politica (16% nell’attuale parlamento italiano) e nei posti dirigenziali (circa il 10%) è veramente misera rispetto alla controparte maschile. Ancora oggi in Italia le donne vengono picchiate dentro le mura domestiche (6.500.000 donne hanno subito almeno una volta nella vita violenza fisica o sessuale), le loro scelte sono condizionate dal sistema patriarcale che la chiesa sostiene da millenni, ma ben pochi ne parlano. Questa era la loro manifestazione e se non hanno invitato dei soggetti istituzionali non è bello che questi, solo per farsi vedere, per raccimolare qualche voto, partecipino comunque. Non ho sentito dire da nessun media che è irrispettoso partecipare ad un evento a cui non si è (volontariamente) invitati. Hanno nuovamente trasformato l’immagine della rabbia, il coraggio, la forza di migliaia di donne scese in piazza a riaffermare la necessità di diritti ancora negati, nell’immagine di un fondamentalismo sessista inventato ad hoc. E’ ormai abitudine confondere il bene e il male, a tal punto da non riuscire più a discernerne il confine. 

Ma a me sembra ovvio che donne che da anni lottano per i propri diritti, sacrificando se stesse fino all’abnegazione, si arrabbino se qualcuno si permette di prendersi dei meriti che non ha o si permette di dare un sostegno di facciata per soli fini elettorali e d’immagine. In piazza c’erano anche donne che hanno sofferto abusi di ogni tipo, da quelli psciologici a quelli fisici e che hanno vissuto il totale disinteresse da parte di tutti i media (se non per aumentare il proprio share o per alimentare la xenofobia) per tantissimi anni e che guardano con gli occhi di madri, figlie, sorelle, studentesse e lavoratrici questa società alla deriva, con la coscienza che solo un equilibrio reale tra sessi potrà portare ad un miglioramento di tutta la società, potrà essere il punto di partenza per tornare a parlare di futuro con sepranza, tenerezza ed amore: quell’amore più grande della coppia, quell’amore immenso che abbraccia tutti gli esseri e che tanto manca all’umanità.

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Società

Verso un nuovo mondo

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So che possa sembrare difficile guardare al futuro con ottimismo, ma mai come adesso che le difficoltà e le tragedie dell’umanità si palesano in maniera sempre più incontrovertibile possiamo agire per cambiare il corso degli eventi.
Non possiamo cambiare nulla però se non agiamo partendo da noi stessi: cambiare i nostri modelli di consumo, i nostri modi di pensare la vita,  i nostri comportamenti sociali, questa è l’unica speranza, un cambiamento epocale del nostro modo di concepire il mondo e l’umanità che dia una nuova carica di entusiasmo per affrontare le questioni più cocenti e inderogabili di questo millennio.
E l’unica opportunità che abbiamo è nel dialogo tra civiltà, culture e individualità, fermandoci un attimo a riflettere sul senso della vita, partendo dalla comprensione profonda dell’essere parte della rete dell’esistenza e dall’avere quindi dentro noi tutte le risposte giuste: abbiamo la possibilità, oggi più che mai, grazie ai grandi progressi della scienza, d’invertire la direzione intrapresa e salvarci dallo sfacelo.
Il nostro impegno personale è il fulcro di questo cambiamento, della necessaria rivoluzione interiore che può permetterci di trasformare l’inferno in paradiso, di combattere attivamente le nostre oscurità, il nostro egoismo: orientare il nostro lavoro, il nostro studio, il nostro consumo agli ideali che da sempre appartengono ai più alti valori umani, quali la solidarietà, l’amicizia, l’amore, la ragione.
E’ necessario fermarsi a riflettere sulle nostre reali capacità, sulla inscindibilità della nostra felicità da quella altrui.
E’ per questo che propongo il Governo del Cittadino, per creare un nuovo modo di fare politica che parta dai bisogni reali e che possa aspirare alla realizzazione dei desideri di ogni individuo. Ma per fare ciò c’è bisogno di coraggio, di avere la capacità di mettersi in gioco e di agire, personalmente, con la propria mente, il proprio corpo e il proprio cuore. Io sono qui, a disposizione di tutti/e, per provarci, poiché comprendo che nulla ora mi interessa di più che dedicare la mia vita al cambiamento, alla rivoluzione intellettuale improcrastinabile nell’attuale scenario politico italiano e europeo.
Datemi il vostro appoggio e farò tutto quanto sarà nelle mie possibilità, perché credo nei sogni e nelle utopie come unico modo per migliorare la nostra società e trasformarla nel paradiso che sono certo potrà diventare.

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Economia

Il Bilancio dello Stato Italiano

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Invece di parlare del nuovo partito di Berlusconi i media dovrebbero concentrarsi su informare i cittadini su cose ben più importanti, per esempio su come vengono spese le nostre tasse. E allora mi sono andato a spulciare tutte le varie tabelle e emergono dati a dir poco allarmanti; basta guardare la seguente tabella, edita dalla Ragioneria Generale dello Stato per il 2007: 

Come si può notare lo Stato spende per la Difesa (5,18%) molto di più di quanto spenda per la Sanità (3,4%), la Protezione dell’ambiente (0,3%), le abitazioni e l’assetto territoriale (0,5%) messi assieme. Non si può più tacere su tale aberrazione. Non mi sembra siamo in guerra, quindi tutti questi soldi spesi per i militari a cosa servono? La classe politica tutta ci deve giustificare tale incongruenza, ci debbono spiegare perché quando si tagliano le spese della Pubblica Amministrazione si intaccano con grande facilità i servizi essenziali per i cittadini e mai gli sperperi inutili per tenere in piedi un sistema militare che non fornisce nessun servizio al popolo. Non si può mentire così spudoratamente a noi italiani. Con i soldi che destina lo stato alla difesa si potrebbero eliminare in un colpo solo il problema della casa, della sanità e della protezione dell’ambiente, senza aumentare i costi generali. Possibile che a nessuno venga in mente? Solo io mi rendo conto di tale follia? Se almeno il corpo militare fosse utilizzato per combattere le mafie, queste sarebbero solo un lontano ricordo del passato.

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Società

Vive la France!

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In questi giorni grandi scioperi e mobilitazioni sono in atto in Francia. Dovremmo imparare dai francesi cosa significa democrazia e cosa significa essere un popolo. Innanzitutto in Francia il diritto allo sciopero è reale, non come da noi che i sindacati indicono scioperi di quattro ore, ogni anno grosso modo sempre nello stesso periodo, sempre per le stesse tematiche e poi al tavolo con governo e industrie chinano il capo (vi ricordate la mobilitazione dei giovani francesi contro i contratti di primo impiego nel 2006? Alla fine il governo di Villepin ha dovuto fare un passo indietro: in Italia è dal 97 che abbiamo i contratti di lavoro interinale e da noi il 60% dei lavoratori sottopagati ha meno di 25 anni, ma pare che nessuno si lamenti più).

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Politica Società

Genova ’01 – Genova ’07: Z

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Io in quei giorni fatidici di Genova fui lì. Fui lì, come la stragrande maggioranza delle persone, per chiedere giustizia e equità sociale, non solo per l’Italia, ma per il mondo intero. Vidi frati, famiglie, giovani, anziani, musici, professori, operai, giocolieri, volontari provenienti da tutte le parti del mondo e sentii forte dentro me la speranza d’un futuro migliore. Poi l’omicidio e il massacro alla Diaz: il velo nero del potere e l’impotenza mi rapirono l’animo. 

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Politica

I veri risultati elettorali

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Scrivo questo articolo perché vorrei fare chiarezza sui risultati elettorali delle due ultime legislature. Girano infatti su internet e anche su tv e giornali notizie fasulle su tali dati. Partiamo dal risultato delle politiche del 2001, questo è il risultato al Senato della Repubblica:

16.000.000 circa di voti ai partiti di centro-sinistra (51,2% circa), 14.400.000 circa centro-destra (Fonte: Ministero dell’Interno)

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